giovedì, agosto 24, 2006

Un'ombra pericolosa...

Dopo un giro per i blog mio fratello mi chiede:
"Senti, tu che sai tutto dei blog...mi sai mica dire chi è questo Ombra?"
"No idea"
"E dai...niente?...nemmeno quelli del Thriller Team sanno niente?"
"Uhm, direi che per ora brancoliamo nel buio...non ho mica capito bene di cosa si tratta..."
"Comunque, è divertente, sai: a quanto pare, anche Ombra non è diverso da altri...in questi tempi di intercettazioni telefoniche non si salva proprio nessuno, nemmeno lui..."
"Già...chi sarà questo agente?"
"QuestA agente...a quanto pare si è divertito a mettere in giro anche la foto della sua prossima vittima...uhm, se non altro non ti somiglia..."

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mercoledì, agosto 09, 2006

Lost...anche all'università!

Farà storcere il naso a qualcuno ed esultare altri, forse...In ogni caso Lost è un tale fenomeno che arriva anche all'università!
Un seminario di scrittura della Vanderbilt University, in quel di Nashville, sarà incentrato proprio sulla serie TV.
John Sloop, il professore che ne sarà titolare, ne parla (c'è un podcast in cui spiega l'idea) e chiede feedback su Xark.
Chissà come andrà...

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domenica, luglio 30, 2006

State buoni se potete. O anche no.

Allora, i libri sono in valigia (incluso "il libro misterioso" di cui potrei anche vergognarmi un po'), il dvd con la seconda parte dell'ultima serie di Veronica Mars pure, e alcune attività sono già in programmazione.
Non ho ancora comprato il cavo per connettere il computer al cellulare quindi i miei contatti saranno...a data da destinarsi...magari prima del previsto, se trovo il cavo benedetto!!
Quanto a me espierò i peccati trascorrendo parte delle prossime due settimane sola con mia madre ("Aiutatemi!" - tipo De Sica nella pubblicità) e intenta nelle attività di cui sopra. Gli ospiti sono bene accetti e qualche posto in letto in più c'è.
Nel frattempo voi potreste per favore fare qualcosa per questo buco dell'ozono, chè non se ne può più?!

Bonus track: Converge South 2006 è in preparazione. Se non sapete cos'è leggete qui (dalla mia viva voce). Io sto cominciando a pensarci...Qualcuno si aggrega?

Add: Sempre in tema di conferenze a fine settembre (27-29) c'è Picnic '06 che, a dispetto del nome, è una conferenza sulla crossmedialità...tra gli altri Dan Gillmor, Craig Newmark, Dave Winer, Marc Canter e molti altri. Ah, è ad Amsterdam...e credo che il picnic lo facciano davvero! :-P

giovedì, luglio 27, 2006

La frase del mese, decisamente

A volte penso che è una grossa cosa che alcune conversazioni vengano effettuate via messenger proprio perchè si possa tenere traccia delle suddette conversazioni.
Per una serie di motivi, tra i quali quello di tenere memoria di certe esatte parole che ti vengono dette...

"...sti uomini! zucchine! zucchine!...
...guarda, stai dicendo che una zucchina voleva frequentarti. Io non lo direi in giro...
però
in un mondo di zucchine uno spera almeno in una melanzana, dirai..."

martedì, luglio 25, 2006

Ranting...(Venezia e altre cose)

Saltiamo il momento in cui cerco di trovare un modo carino e simpatico di dire che Venezia è bellissima, che è umida, che ci sono le gondole e tutte le ovvietà che si sanno anche senza andare a Venezia.
Allora vi dico che è meglio andarci a inizio settimana, lunedi va bene, anche se ci sono in giro i crocieristi, cioè quelli che partono con le navi da crociera. Per cui martedi dovrebbe essere ideale, mi dicono dalla regia.
Tanto in piazza San Marco trovate sempre un sacco di gente, una fila chilometrica per entrare nella basilica e - aaargh!! - tonnellate di orridi piccioni, gente stupida che li sfama e che, anzi, spende anche dei soldi per comprare il mangime (ma per piacere, e vabbè l'igiene, che magari avete diverse concezioni...ma nessuno ha mai nemmeno visto "Gli uccelli"?).
Ah, piazza San Marco è più lunga e meno larga di quello che sembra...dopo che ho avuto la stessa impressione con Notre-Dame, comincio a pensare di avere un senso delle proporzioni piuttosto sfasato O che la televisione fa sembrare tutto molto più grande.
Poi: andate a Venezia, chè ne vale la pena, e non badate al fatto che sono sul "brontolone" andante.
Fa caldo, questa città è vuota, devo comprare un libro che non ho voglia di comprare (ma so che devo) e devo pure leggerlo. Devo aspettare altre 48 ore per tornare a casa e poi altrettante prima di andare al mare. Devo fare una mega valigia e un viaggio in treno e la cosa non contribuisce al buon umore. Devo dare rispostacce a qualcuno ma i candidati latitano (altro motivo per cui meritano rispostacce). Non vedo l'ora di avere tra le mani il mio nuovo libro dei Boondocks, in questo momento Huey Freeman è l'unico spirito che sento affine (anche se vorrei avere la sua stoffa sulle teorie del complotto).
La prossima settimana, quando il mio maggior problema sarà quale costume da bagno indossare per andare al mare, andrà meglio, ci scommetto.

venerdì, luglio 21, 2006

Holi-day (diciamo così)

Giorni di lavoro intenso, multi(multi!)tasking. Per il resto conversazioni a orari improponibili con le persone che frequento di solito, conversazioni rimandate da tempo, tentativi - spesso vani - di formulare proponimenti intelligenti (io do la colpa al caldo, ecco!).

Tra una settimana a casa, e al mare, non perchè non potessi andarci prima a dire il vero. Forse solo perchè in questi giorni in cui sono attiva e ho l'idea che quel che faccio ha un vago senso.
Ah, e sto lavorando in un luogo freschissimo, uno studio a piano terra (e interno) nel centro storico di Bologna. Pieno di libri e con due gatti, il che equivale a dire che è un bell'ambiente di lavoro.
Però, dato che delle vacanze che fa la gente normale non se ne parla, il prossimo spostamento sarà lunedi a Venezia.
Sì, fine luglio non è il massimo per una giornata a Venezia che sarà prevedibilmente piena di gente - turisti!! - oltre che calda e umida, anche più di Bologna...come dire, non ci facciamo mancare niente!
Inutile dire che se qualcuno vuole aggregarsi o farsi vivo tra una gondola e un canale...


Sono previsti inviti, incontri e probabili sviluppi bizzarri per le mie vacanze...vedremo...
In ogni caso per buona parte di agosto sarò sul Gargano, ora lo sapete...

domenica, luglio 16, 2006

I giorni dell'abbandono (titolo melodrammatico ingiustificato)


Il titolo è suggestivo, ma ingiustificato, appena un po' simbolico.
I giorni dell'abbandono sono quelli in cui la tua coinquilina da quasi sei anni parte per andare in una nazione un po' sperduta, mal collegata e anche un po' pericolosa. Lo fa per un progetto in cui crede ed è la prima vera cosa che fa da tempo e che le piace davvero: la scelta migliore, in teoria (sempre che non si ritrovi coinvolta in qualche colpo di Stato, ipotesi peraltro non remotissima). Poi hai un bel dire che da quando ha un ragazzo non c'è mai, che ha un carattere difficile da gestire e che magari si finirebbe a litigare se restasse. Ci sono solo tre persone con cui vivo e che “vivo” quotidianamente, nel bene e nel male, da quando mi sono trasferita a Bologna. E una va via per un anno.

I giorni dell'abbandono sono anche quelli in cui ti rendi conto che vali un pochino troppo per certe persone. E alla fine è solo una delusione, non fa nemmeno male, altrimenti non troveresti così divertenti i commenti dell'amica più sarcastica (“sounds like a winner”).

Sono anche i giorni, poi, in cui anche tu abbandoni l'idea di far funzionare delle cose solo con l'impegno e la buona volontà, ché non sempre basta, i giorni in cui vedi che gli equilibri cambiano, che la gente parte e va a vivere altrove e tu non puoi farci niente, che la tua vita cambia e tu hai un controllo molto relativo sulle cose. E allora abbandoni i soliti modi di fare e di pensare, e cominci ad affrontare un problema alla volta. Man mano che si presentano. E rinunci ad affannarti perché, tanto, non sei nelle condizioni di fare programmi a lungo termine. Diciamo tra i cinque minuti e una settimana.

In questi giorni dell'abbandono non ho quasi toccato il computer e me ne sono accorta solo dopo. Non ho preso fiato e ho aspettato con ansia il lunedi. Il weekend è stato una specie di hangover, un post-sbornia senza aver bevuto, la testa pesante, i pensieri per la testa e il sonno da recuperare.

Nei giorni dell'abbandono ci sono io, abbastanza diversa da prima e abbastanza soddisfatta di me stessa. Non so ancora rispondere alla fatidica domanda (che tutti mi fanno): “Cosa vuoi fare da grande?”. Non sono sicura di quali sogni ci siano nel cassetto, devono essere finiti in fondo. Se apro e ci guardo dentro, nel cassetto ci sono le domande. Sono lì dentro così non mi danno noia mentre faccio le cose serie. Ogni tanto, se è il caso, do una sbirciatina.
Prendo fiato e ricomincio. Va bene così.

Lettera a un giovane cinefilo

Egregio dott. magistrale Giovane Cinefilo,
innanzitutto, nell'attitudine da maestrina che Lei mi riconosce e che, talvolta, mi è propria, Le specifico che questo è più che altro un surrogato del biglietto di auguri che non ho fatto in tempo ad acquistare. Inoltre, faccio presente, la cosa in sè è molto appropriata, dato che Lei è l'unica persona che conosca ad avere realizzato una tesi sui blog, come anche la sottoscritta.

Sono lieta di aver contribuito alla sua valida causa evitandoLe, se non altro, l'avvicinarsi della follia. Mi è stato però impossibile fare qualcosa per la sua ansia patologica ma spero che la laurea appena conseguita e smodate dosi di alcol abbiano compensato in questi due giorni.
Non so ancora quando ci vedremo, ma le porgo i miei più sentiti auguri per il futuro...e la pianti di diventare ansioso per ogni fesseria, per favore!!

Confermandole la mia stima per frasi come "Andare a vedere Vita smeralda è come comprare l'ultimo disco di Ligabue perché anche tu sei già dentro l'happy hour" e soprattutto per la disinvoltura con cui ha vestito contemporaneamente il completo gessato e la cravatta con gli ippopotami nel giorno della sua laurea, le porgo cordiali saluti!!

svaroschi

Seriously?!* (aka Sfumature da legge di Murphy)

Per sentito dire (diciamo così):

  • "Lei mi sembra un po' giovane per questo lavoro?" - e anche: "...ma lei è brillante e con il suo curriculum chissà quante cose troverà..."
  • "Dovremmo frequentarci" - ma anche: "Non ho l'attenzione e la testa in questo periodo"
  • "Finalmente abbiamo riparato la tapparella...dopo quattro anni!!" - e due giorni dopo: "Se non l'avessimo riparata avremmo lasciato la finestra chiusa e il vetro della finestra non si sarebbe frantumato in mille pezzi!"

E soprattutto:

"Prima cade una cartolina. Poi cade il borsone dall'armadio in piena notte e senza motivo. Poi la chiave non entra più nel portone. Poi, al primo colpo di vento, la finestra sbatte e il vetro si rompe in mille pezzi...non so cosa pensare..."

"Quando i vetri sono caduti fuori dalla finestra, hai pensato anche tu le parole 'omicidio colposo'?"

"Io chiamo l'esorcista"

* solo per chi vede Grey's anatomy (in inglese, però)

giovedì, luglio 06, 2006

"I hope gli Azzurri kick some French ass"


Notre-Dame, originally uploaded by farenheit_81.
Cercavo qualcosa di originale per segnalare che ho messo online le altre foto di Parigi e, dato che ultimamente la mia fantasia è quantomai scarsa, ho dovuto aspettare che i francesi vincessero la semifinale e che la mia amica italoamericana Maria mi scrivesse e si producesse in una delle magnifiche frasi miste che tanto mi facevano divertire durante la mia permanenza a Vassar.

Insomma, le foto sono qui!!


Enjoy!

mercoledì, giugno 28, 2006

E dicevano delle autostrade dell'informazione...


Dopo alcune recenti conversazioni sulla Net Neutrality, il mio videoblog di riferimento ha dedicato il Casual Friday a una esemplificazione visiva della Net Neutrality.

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The People Formerly Known As The Audience

"The people formerly known as the audience are simply the public made realer, less fictional, more able, less predictable. You should welcome that, media people. But whether you do or not we want you to know we’re here".
Dopo la BloggerCon IV - "empowering the users", Jay Rosen fa delle considerazioni, da par suo, su utenti, consumo e produzione di contenuti.
Ci sono i consumatori che vogliono decidere le modalità del consumo e quelli che vogliono produrre contenuti. Ma soprattutto, spiega Rosen nei commenti, nessuno sta dicendo che "the people" have the power now, and the media lost theirs. It says there's been a shift in power. (And there has, but only a partial one.) It also speaks of a new "balance of power," which is another way of talking about a limited change.

[Limited change...capito?]

Chez Dan Gillmor, c'è anche chi ha da ridire, come Seth Finkelstein: <<If I do volunteer journalism, but it is not propagated by A-list gatekeepers, and not appealing enough for the popular sites, it’ll be ignored. That’s “audience”. And what happens if the professional journalist just doesn’t care if he or she gets it wrong, as long as it brings in the crowd? That’s “audience”>>.


In effetti il dubbio, in giro per i commenti, è sempre il medesimo: come possono cambiare le cose se il singolo blogger scrive cose valide, ma non ha accesso a un ampio pubblico?


(Uhm...e La Coda Lunga?)




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martedì, giugno 27, 2006

Cronache parigine/2

A mangiare cibo francese uno dovrebbe supporre che i francesi abbiano le arterie completamente ostruite da burro puro (pare di no)!
Ma è anche vero che, quando è buono, il cibo francese dà soddisfazione!
Insomma, per dire che nei pressi del Centre Pompidou c'è un ottimo ristorante francese nel quale ho usufruito di un tardivo regalo di laurea a base di crema di lenticchie con foie gras, boeuf alla Strogonoff e dolce al cioccolato con cioccolato liquido dentro!
Da qualche parte, se vi serve, ho il bigliettino col nome del ristorante - prenotare è fortemente consigliato!

N.B. c'è ancora - e sempre - tempo per i regali di laurea, eh! Nessuno si senta escluso! :P


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lunedì, giugno 26, 2006

Cronache parigine/1

Uno degli eventi di questo viaggio a Parigi è stata la possibilità di vedere una mia amica di Vassar, anzi una mia compagna di classe. Nora è di Chicago, si è laureata un mese fa in sociologia, adora cucinare, ha origini ceche e italiane e ha - parole sue - una "unhealthy obsession with music".

La prima cosa che mi ha detto Nora, reduce da un viaggio in Marocco che l'ha stregata, è che voleva assolutamente andare nella "north-african neighborhood". Da perfetta ignorante quale sono non ne sapevo nulla e così l'ho seguita. Poi qualcuno mi ha anche chiesto se si trattasse di qualche zona coinvolta nei disordini delle banlieue di cui si è parlato nei mesi scorsi. Tutt'ora non lo so e il pensiero non mi ha minimamente sfiorato (sono anche una perfetta incosciente? chissà!).

Arrivati alla Goutte d'or, è però inevitabile notare che la guida Lonely Planet di Nora ha ragione quando dice che all'uscita della metropolitana saremmo state assediate da gente che distribuisce volantini che reclamizzano medium e cose del genere...e che saremmo state "attentamente scrutate dagli uomini" (lo ripeto a Nora in italiano usando queste parole e lei ne è divertitissima).
Il quartiere è senza dubbio popolare, un po' sporco, molto movimentato, colorato e...sovraffollato!! Davvero, è letteralmente brulicante di persone. Probabilmente la zona è più simile a una città del Nordafrica che a una capitale europea...in ogni caso sembra di essere anni luce lontani dalla zona di Notre-Dame da dove abbiamo preso la metro.
Nora è alla ricerca di alcuni oggetti tipici e di un suk che alla fine non troveremo. Questo non ci impedisce di gironzolare tra i negozi, ricevere commenti irripetibili (perchè fatti in lingue sconosciute), mangiare un ottimo couscous e chiacchierare con i proprietari del locale dove mangiamo. Manco a dirlo, dei Mondiali di calcio!

La chicca della giornata è una drogheria dove Nora si entusiasma causa massiccia presenza di spezie di cui entrambe non sospettavamo l'esistenza...in molti casi, in realtà, non sappiamo renderci conto di cosa siano perchè non sappiamo tradurre dal corrispettivo francese alla nostra lingua (una qualunque delle due!)!
A un certo punto stiamo per andare a pagare quando il proprietario esce improvvisamente dal bancone, prende un oggetto che all'inizio non riconosco e sembra accovacciarsi.
Stupite, ci avviciniamo...e ci rendiamo conto che sta pregando!
Con discrezione ci allontaniamo in fondo al negozio per tornare quando ha finito.

Devo dire che, pur sapendo benissimo di che si tratta, era la prima volta che mi capitava di vederlo con i miei occhi e ho provato una strana sensazione, subito fugata dal fatto che l'uomo non ci ha messo molto a domandarci da dove venissimo e a chiederci - anche lui! -un'opinione sui Mondiali di calcio!!


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Sono altre le vittorie che mi aspetto da questa giornata...

Ho passato tutto il tempo della partita a leggere feed arretrati e a cazzeggiare su Flickr.
Sono andata in soggiorno appena in tempo per rivedere il replay del rigore di Totti e sentire la classica, inutile, dannosa frase "è l'Italia di Totti".

Classica frase che porta un uomo serio e pacato - il genitore - a dire parole irripetibili.

Ma poi, perchè diamine suonano questi clacson!?!

Argentina: una fabbrica senza padroni

Lungo la statale che collega Neuquén, capitale dell’omonima provincia patagonica alla cittadina di Centenario, c’è una grande insegna quadrata che recita: “Cerámica Fasinpat. Zanon bajo control obrero”.

Comincia così "Argentina: una fabbrica senza padroni", l'articolo che Ilaria Leccardi dedica alla fabbrica Zanon, uno dei maggiori esempi di autogestione nell’Argentina dopo la crisi economica.
Ilaria (che sì, è mia amica ed è in assoluto una delle persone più in gamba che io conosca) ha scritto la sua tesi di laurea sull'argomento e si è documentata, tra l'altro, trascorrendo un mese in Patagonia, nella fabbrica; non solo ha intervistato gli operai ma ha vissuto con loro, secondo i loro ritmi.


L'articolo esce sul nuovo numero di Latinoamerica.



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sabato, giugno 24, 2006

Vita familiare a casa sud/2

Se c'è una cosa che mi dà fastidio ultimamente è vedere tante bandiere italiane appese ai balconi perchè ci sono i Mondiali di calcio e sapere che le stesse persone non andranno a votare al referendum/non sanno che si vota/non gliene frega assolutamente niente.

Se c'è una cosa che mi stupisce è vedere mia madre - solitamente informata, ma pacatissima - infervorarsi per la politica, segno inequivocabile che ormai siamo oltre il livello di indignazione.
Appena arrivata a casa, si è finiti a parlare di referendum e con fierezza mi ha mostrato l'unica segno tricolore che campeggia sul balcone di casa nostra: quello presente sul cartello della campagna per il "NO" da votare al referendum.



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Vita familiare a casa sud/1

Una delle cose che apprezzo dei miei genitori è la fantasia.
Quando torno a casa in estate, il primo sabato è solitamente dedicato ad andare al mare con la mia famiglia, occasione per apprezzare questa loro dote.

Oggi, mentre facevamo il bagno e facevamo una (abbastanza) seria discussione su politica e lavoro, mio padre ha fatto un'importante considerazione sulle sue esperienze in questo campo, concludendo con "Sai, ho fatto tante cose nella vita, ma una mi manca, in effetti...sai quale?"
Ho atteso la risposta con il rispetto della figlia primogenita coscienziosa che sono.
"Il nonno" mi ha detto con la serietà di uno che sta per scoppiare a ridere - e lo fa un nanosecondo dopo.

I miei genitori trovano ogni volta nuovi e divertenti modi per ricordarmi certe cose...


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martedì, giugno 20, 2006

Parigi è splendida in questa stagione - coming soon

La versione breve della mia vacanza è che Parigi è splendida, specie in questa stagione.
Ok, fine del luogo comune.

Poi. Clima ideale, cibo etnico, musei, palazzi reali, parchi, parchi, parchi (io adoro i parchi di Parigi!).
E giri in motorino, conversazioni in tre lingue e un pomeriggio alla Goutte d'or con Nora, mia compagna di classe a Vassar!!

La versione lunga nei prossimi giorni, chè adesso avrei un po' sonno.
(sì, pure le foto, va bene.)


mercoledì, giugno 14, 2006

Casa Torino - ultima puntata!

Questa sera sono anch'io su Casa Torino!

(dato che Suz non si decideva a mettere a disposizione i podcast...sono andata alla montagna!! Se non altro ora ha pubblicamente promesso che provvederà!)



Add: si ringrazia - ma anche no!! - Fabio De Luca, la cui momentanea latitanza telefonica ha fatto sì che venissi istantaneamente promossa a "saggia" della trasmissione.

martedì, giugno 13, 2006

All the road to Torino (e oltre!)

Due weekend di fila a casa e qui già si è insofferenti e si ritorna a muoversi.
Quindi domani è prevista una migrazione verso Torino, patria dei blogger di buona volontà (tanto da ospitarmi) e di recenti festeggiamenti dal colore granata.

In realtà a Torino ci vado per un motivo ben preciso che esula - strano! - dal fatto che incidentalmente giovedì pomeriggio sarò ad ascoltare l'incontro "L'uomo al centro della Rete".

Poi, vabbè, mi potevo fermare qui? (domanda retorica, la risposta è no)
Quindi poi venerdi si va ancora verso nord, fino a Parigi, per qualche giorno. Uno le vacanze deve farle come e quando può, specie se è in una situazione tale per cui non è in condizione di fare programmi più a lungo termine di una settimana (il che è una sorta di nemesi storica per me!)
Ci vediamo in giro, ecco!!


(a beneficio della famiglia e della democrazia, faccio presente che la prossima settimana torno a casa, dove eserciterò il mio diritto di voto)

Constatazioni

La gente normale ha problemi normali, piccoli o grandi che siano.
I miei - piccoli, per carità - ultimamente tendono a sfidare le leggi della fisica.

venerdì, giugno 09, 2006

Lately

(aggiornamenti esistenziali per chi è interessato. Vaghi, come questo periodo)



Periodo frenetico con tante cose che succedono.
O meglio, stanno per succedere.
Nel frattempo tanto lavoro e tante novità in vari settori. Inaugurazione di una casa (non mia), decisioni importanti prese (sempre da amici, beati loro), speranze e cambiamenti alle porte.
Frenesia e stanchezza fisica, diverse soddisfazioni che arrivano quando (e da dove) meno te l'aspetti).
Nella prossima settimana colloqui di lavoro, ricerca, compleanni importanti, viaggi, incontri con amici lontani e ancora più lontani.
Qualche risposta, forse.

N.B. E nel frattempo, tanti auguri a una persona a cui auguro - tra l'altro - di fare presto un giro sul Brucomela!!

lunedì, giugno 05, 2006

Disclaimer esistenziale (del blog, non mio)

[Questo post non contiene niente di nuovo, ma nasce dal fatto che ultimamente sostengo conversazioni piuttosto simili con persone diverse che hanno posizioni piuttosto simili. Poi si tratta di persone ragionevoli, quindi alla fine la conversazione si conclude su qualche compromesso e sulla richiesta dell'indirizzo del mio blog.]

Per cominciare.
Io non sono un buon esempio di quei blog che fanno informazione.

Be'... non sempre. O meglio: dipende da quello che si considera informazione. Quello che ho scritto sul convegno FNSI può essere utile informazione (meglio, testimonianza) per chi non c'era. Se scrivo che l'Osservatore Romano non assume donne, dato lo statuto della fondazione, questa può essere un'informazione. Non è fare informazione, è dare un'informazione. Fa così schifo?
Siamo seri, chi pretende che i blog/siti personali/qualunque altra forma di espressione del singolo non supportata da grosse organizzazioni faccia informazione nel senso di news alla pari dei grandi quotidiani, se non in pochissimi casi? Anche negli USA, dove i blog hanno ben altra importanza, il loro valore non è quasi mai quello di dare notizie ma di stimolare riflessioni, magari su temi che i giornali non trattano o di mettere in luce cose che di solito sono in secondo piano.
Ma se dicessimo "informazione=news" i grossi quotidiani dovrebbero avere all'incirca le dimensioni del Foglio (e, pensandoci, il Foglio non esisterebbe).


Ci fidiamo delle grosse organizzazioni, perchè svolgono un lavoro che noi non possiamo fare, perchè leggono il mondo per noi,spiegandoci le cose che non sappiamo. Ma basta leggere articoli su argomenti che conosciamo bene per trovare inesattezze se non errori e per chiederci se vale la pena che ci siano persone pagate per fare qualcosa che noi sapremmo fare meglio.

Anche le modalità con cui attribuiamo fiducia stanno cambiando, però.

In realtà il giornalista è una professione, o almeno tale dovrebbe essere.

Da parte del lettore ci dovrebbe essere una maggiore consapevolezza di quello che è il lavoro del giornalista, di cosa comporta quotidianamente. Da parte del giornalista l'umiltà della propria professione (professione, non casta...yu-hu?).

Altra considerazione. Abbiamo a disposizione il meglio e il peggio del web mentre non si può dire altrettanto della carta stampata. Quindi, per piacere, se parliamo di blog che fanno informazione...che si analizzino i blog che fanno informazione, o che ambiscono a tale scopo! Non tiriamo fuori i diari personali e le solite menate...anche perchè io mi scoccio a dare sempre le stesse risposte, quindi trovate obiezioni nuove, più argomentate e più fantasiose, ecco. Non ci vuole una laurea per distinguere cose argomentate bene o male, non ci vuole moltissimo per distinguere una cosa scritta con cognizione di causa (con un rimando alle fonti a cui si fa riferimento, magari) da una elucubrazione a caso. Insomma col senso critico non si nasce. Però...

Per finire. Io non sono un buon esempio di blog che fa informazione. Questo blog è nato perchè volevo sperimentare uno strumento, ho continuato a usarlo perchè mi piaceva e mi interessava ed ho trovato l'ulteriore funzione di restare in contatto con le persone lontane. Quindi, poichè, anche se diciamo il contrario, non possiamo prescindere da chi sappiamo essere nostro lettore, spesso ci sono cose del tutto personali o che trovo simpatiche.

E riflessioni mie, come queste. Che magari stimoleranno altre riflessioni (o anche no). Se succederà anche una sola volta, questo post avrà senso, questo blog avrà senso.

[Non che sia il mio scopo primario ;)]

Casual Monday

(il casual Friday lo fanno tutti, sto scoprendo il bisogno del casual Monday - e quindi me lo autoproduco. Poi ci sarà qualcuno - c'è già stato - che mi dirà che ormai ragiono per blog. Uffa! Dovrei drogarmi e riempirmi di tatuaggi?)


  • le hit musicali del momento secondo Daveblog (sono d'accordo su quasi tutto)
  • il blog dei Pirosiani, fan del giornalista Antonello Piroso (scusate, a casa mia parte il tifo da stadio) - da notare che ho scoperto il blog grazie all'intervista di Daria Bignardi a Le Invasioni Barbariche
  • il Friday Prejudice - pregiudizi cinematografici. Dovevo segnalarlo da un secolo! L'idea era di quelle che avrei voluto avere io.

Enjoy! Buona settimana (non sarò sempre così simpatica a lungo!)

giovedì, giugno 01, 2006

Keywords

Sussidiarietà potrebbe diventare una delle prossime parole chiave della mia vita.
Almeno a giudicare dal mezzo giga di roba che alberga nel mio computer e che dovrei leggere entro il weekend.

Le fonti e l'attività giornalistica: Apple vs. bloggers

La corte d'appello della California ha dato ragione ai blogger, stabilendo che possono decidere di non rivelare le loro fonti. Complimenti anche alla EFF che ha difeso gratuitamente i blogger in questione (anche se non ho notizie della sorte del blog Thinksecret e di Nicholas Ciarelli).

La sentenza è qui, per i commenti ci sono Jeff Jarvis e Eugene Volokh (domande interessanti anche nei commenti alla sua analisi).

(A proposito, qualcuno ha notizie della benedetta shield law federale di cui si parlava un anno fa?)

martedì, maggio 30, 2006

L'altro lato della cattedra

Proprio vero che, come si suol dire, gli esami non finiscono mai.
La cosa surreale accade quando, a breve distanza, si passa dall'altro lato della cattedra.
Sì, nella mia borsa ho tre compiti di esame da correggere e domani dovrò guardare in faccia dei miei quasi-coetanei e far loro una delle domande che ho mi sono sentita porre un anno fa.
Ovviamente mi sento una buffona e ovviamente stasera ripeterò il libro di testo ben più degli esaminandi di domani, tanto per tamponare la sensazione.


lunedì, maggio 29, 2006

Blog e giornalismo: transizione, che paura?!

(dato che sono l'ultima a pubblicare un resoconto della conferenza della FNSI su blog e giornalismo, mi improvviso aggregatore e alla fine del post metto un elenco degli interventi e resoconti di chi c'era. Il resoconto più "ufficiale" è quello di Antonio Sofi su Apogeonline)

Un aspetto positivo da mettere in nota in realtà è lo stesso fatto che questo incontro si sia svolto.
Che la FNSI si sia "accorta" - diciamo - di questo nuovo (possibile) attore di un campo, quello giornalistico, innegabilmente in espansione, era...ora!!
Se devo andare di sintesi, devo dire che concordo con il commento di Smeerch, anche lui presente, che dice: "PURTROPPO non sono venute fuori nuove idee o concetti originali. I fautori del blogging hanno ribadito che la professione giornalistica non è in pericolo, che non tutti i blogger ambiscono a diventare giornalisti o a sostituirsi al giornalismo tradizionale. Gli strenui difensori del giornalismo hanno ribadito concetti obsoleti quali la qualità delle notizie giornalistiche, l'autorevolezza di chi scrive, la garanzia data dall'editore ecc. "

Dato il limite di arrivare al punto con esposizioni di dieci minuti e poco più - spazio per le domande niente, as usual - all'inizio però le relazioni lasciano abbastanza perplessi. Chi parla sembra molto più preoccupato del contratto (ok, è un problema, ma è la sede per parlarne?) e del precariato. Il nuovo strumento è ancora una volta un pericolo?
(Della serie "io vi mando come gli agnelli tra i lupi", visto che qualcuno faceva dubbie citazioni bibliche - dubbie nel senso che non sono sicura che siano scritte nella Bibbia)
Certo, ci sono anche scoperte pregnanti, del tipo che il web è un ipertesto, roba da cambiarti le prospettive. ;-)


In effetti la mia reazione ai primi interventi è stata di insofferenza, perchè la sensazione era di ascoltare qualcuno che parla di un argomento che non conosce.
Insomma, via con la solita solfa che tutti vogliono essere giornalisti, che l'informazione non è più mobilitazione ma potere che vuole gestire se stesso. Solito spirito di corpo?
[Mio commento scritto sul quaderno su cui prendevo appunti: Tutti a parlare di tutela. Ma non si dovrebbe tutelare chi legge? Qui si pensa solo a tutelare chi scrive. Poi dicono dell'apertura...]
Al punto che quando Mantellini ha detto che non tutte queste persone vogliono essere giornalisti, ho avvertito finalmente un po' di ossigeno nella stanza (ebbene sì, stavo cominciando a scrivere "santo subito" sul quaderno!). Il suo intervento è stato il primo della giornata ad essere chiaro, lucido e molto interessante: oltre a introdurre i concetti chiave di disintermediazione, autorevolezza e trasparenza (nessuno li aveva nominati in...un ora e mezza?!?!), espone una considerazione semplice, ma non scontata, a quanto pare: il lavoro del giornalista dovrà cambiare in funzione della nuova opinione pubblica, che ha nei blog una sua espressione.

Gli interventi successivi sono di Carlo Sorrentino, che riflette sul cambiamento del campo giornalistico (a questo proposito ha recentemente curato una raccolta di saggi, tra cui è stato più volte segnalato quello di Antonio Sofi sui blog) e sulla ridefinizione dell'attribuzione di fiducia da parte del singolo, e di Giuseppe Granieri che definisce l'oggetto del discorso in questione (anche qui semplice, ma per niente banale, date le circostanze) e i nuovi tipi di fruizione dei nuovi media, con un occhio agli enormi margini di sviluppo.
Molto interessante anche l'intervento di Marco Pratellesi del Corriere della Sera (di cui altri hanno scritto meglio di me).
Come considerazioni finali, mi ritrovo ancora in quello che dice Smeerch, vuoi perchè un campo su cui ho lavorato e lavoro, vuoi perchè basta una breve riflessione per vederne l'effettiva necessità se si vuole trattare seriamente alcuni argomenti: "Un intervento necessario invece, ed anche urgente, è quello di tutelare che scrive qualcosa sui blog [...], senza avere alle spalle tutte le garanzie gli appoggi e le agevolazioni che invece valgono per il giornalista "riconosciuto".
Quanto alla mia promessa di farmi aggregatore, oltre al già citato articolo di Sofi, ci sono le considerazioni di :
Smeerch (anche nei commenti)
[se ce ne sono altri li rintracciate coi tag]



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Blogtrotter de noantri (The Rome edition)

Passare il sabato mattina a Bologna- e cioè il deserto - fa uno strano effetto dopo una giornata a Roma.
Non ci andavo da qualche anno e ho girato alcune grandi città del mondo, nel frattempo. Poi, dopo cinque minuti a Roma, ho cominciato a chiedermi come posso aver pensato che esistesse un'altra città più bella.

Certo, dopo anni vissuti a Bologna, la capitale dà un effetto di vitale casino che all'inizio mi ha sopraffatto. Senza contare che a quanto pare devo aver scritto "persona del posto" in fronte, dato che, ovunque io vada, la gente mi chiede indicazioni. La persona che mi ha chiesto indicazioni ieri non parlava italiano nè inglese, nè altre lingue europee e si ostinava a chiedermi di un posto tondo, facendomi segno verso l'alto e parlando di qualcosa di "romano" (sic!). Ci sono voluti dieci minuti,carta e penna per capire che si trattava del Colosseo. Io, per la cronaca, ho dovuto spiegargli più volte che non ero di Roma e non potevo aiutarlo.
Poi sono passata attraverso quel rito di iniziazione/tortura che è il viaggio in un autobus strapieno, il massimo per quella clautrofobica che sono.

Mi dicono che Roma sia ostile da vivere, mi dicono che la gente che ci vive non lo sia, mi dicono che i mezzi funzionano male e tante altre cose ancora.
Ieri però l'ho passata col naso in su a guardare ogni singolo palazzo, ogni angolo, ogni balcone.
L'idea, come forse in tutte le grandi città, come forse in tutte le città piene di fascino, è che ci possa essere un mondo nuovo in ogni direzione in cui si guarda, che molte cose sorprendenti - meravigliose, di solito - possano accadere.
In tempi un po' confusi, non va tanto male trascorrere una giornata con piacevoli e illusorie sensazioni. Le cose reali e concrete si possono rimandare al giorno dopo.



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giovedì, maggio 25, 2006

Ancora di blog e giornalismo (Roma)...

(Che non si dica che non ho l'abbonamento agli incontri su blog e affini.)
Quindi domani anche io sarò a Roma per assistere all'incontro dal titolo: "TUTTI GIORNALISTI? IL GIORNALISMO PROFESSIONALE FRA BLOG, AGGREGATORI E INDUSTRIA DEI CONTENUTI".
Un'occasione per riflettere sul campo giornalistico (date un'occhiata alle riflessioni di una persona ben più seria di me).
Il pomeriggio, per chi fosse da quelle parti, lo passo nei pressi del Vaticano.
Dato che devo prendere il treno per Roma alle 6.38, probabilmente mi si riconoscerà dalle occhiaie.
Buon weekend!!

Quando il pubblico non sta a guardare. Anzi.

Dopo quella di Pisa e molte altre conferenze (di vario livello, generalmente buono) mi si ripropone il problema del feedback di queste situazioni.
Infatti, è facile notare che sono sempre le "domande del pubblico" ad essere sacrificate in questo tipo di incontri.
Ed è un peccato perchè poi, quando lo spazio c'è, le interazioni sono interessanti e utili per relatori ed ascoltatori. Certo, poi ci sono anche gli interventi imbarazzanti di chi non ha capito nulla o sembra lì per caso (e a volte lo è), e magari sono fastidiosi per chi ascolta e ne sa e per chi deve rispondere. eppure, spesso anche in quel caso, non sono situazioni del tutto inutili, se non altro perchè in molti casi servono a dare "il polso della situazione".
In altre parole "se ce la suoniamo e cantiamo da soli" è poco probabile che si facciano progressi significativi.
C'è sempre una parte di persone che va a questi incontri perchè addetto ai lavori, studente o comunque interessato in una dimensione che presuppone un'applicazione o elaborazione di quanto ascoltato o detto.
Ma per avere un'opinione su alcuni temi non è necessario fare parte di questa percentuale di persone, nella stessa misura in cui posso avere un'opinione sulla storia medievale o sulla gestione della sanità anche se non è e non sarà mai il mio campo.


A dire il vero rimuginavo queste cose da un po' e mi sono tornate in mente, in modo forse sconnesso forse no, dopo un'interessante conversazione con un amico che si occupa di comunicazione ma su altri temi rispetto a quelli che ho approfondito io fino a questo momento, quindi consapevole dell'argomento ma non "dentro", e quindi con un punto di vista diverso.
Il risultato è stato quello di mettere in luce le due facce della medaglia dei commenti nei blog: e cioè, potenziale fonte di confronto e conversazione...e anche no.
Nel senso: spesso chi commenta si avvale di alcune caratteristiche della Rete come l'anonimato, l'immediatezza per esprimere opinioni senza dover rendere conto a qualcuno del modo in cui le esprime (la Rete disinibisce, mi faceva una saggia persona qualche giorno fa). E chi ha un blog può scegliere come affrontare queste situazioni in vari modi, al limite anche cancellando commenti offensivi o sgraditi. Questo sta alle singole persone e a come scelgono di gestire questo strumento.
E quindi: i blog sono un modo di relazionarsi.
Ma questo vuole anche dire che non se ne può effettivamente parlare in termini di sistema?


Nota personale:
un paio di mesi fa ho riletto il wiki sulla UnConference e ho provato ad esporre la cosa ad alcune conoscenze che ho in ambito universitario. Se a parole c'era disponibilità per una cosa così innovativa, ho notato che il discorso dell'interlocutore in questione si è pian piano spostato sulla necessità di tutta una serie di cose moooolto da conferenza tradizionale.
Possibile che sia ancora troppo presto per esperienze come la UnConference - e/o mentalità sottostante - anche in Italia?

martedì, maggio 23, 2006

Coop for words

Concorso/informazione di servizio/iniziativa interessante:
Coop Adriatica bandisce la quarta edizione del premio letterario “COOP FOR WORDS”, riservato a testi inediti in lingua italiana e articolato in quattro sezioni:
a) poesia
b) narrativa (racconti brevi)
c) SMS
d) blog
Premi e cotillons!!
Inoltre, i primi 5 classificati di ciascuna sezione parteciperanno con i propri testi alla prossima edizione di Ad Alta Voce, maratona letteraria che si tiene ogni anno a Bologna, Venezia e Cesena.

O tempora o mores! (oh azureus!)

Invidio chi ogni tanto fa citazioni belle e interessanti.
Ultimamente leggo il quotidiano il giorno dopo, accumulo libri sul comodino e leggo al massimo dieci pagine quando prendo l'autobus e, al limite, la sera ascolto podcast e guardo puntate arretrate di serie tv. Nessuna meraviglia che le mie frasi della settimana siano queste:

"She's not a slut...she's just...popular...uhm...with indiscriminated men"

e (l'equivalente di)

"Tuo figlio è mai apparso in luoghi dove non avrebbe dovuto essere?"

(non occorre essere abili solutori per cogliere quali siano le fonti)

martedì, maggio 16, 2006

Ci sono persone che non hanno pazienza. E poi ci sono io.

Ci sono io che da mesi parlo alle mie coinquiline di Lost, magnificandolo in ogni sua forma, si intende.
Ci sono le mie coinquiline che lo accolgono tiepidamente e seguono con costanza giusto i reality.
E fin qui de gustibus.

Poi però c'è la coinquilina che mentre io guardo beata (si fa per dire, dati i traumi provocati) le puntare 20 e 21 - dico! - comincia a tempestarmi di domande sulla botola, su mr.Eko e suo fratello, su Locke, sulla scomparsa di Michael e sul medium che ha parlato a Claire.
E io le dico : "Ti passo la prima serie, se vuoi".
"No, no, spiegami tu". E riprende con le domande a raffica.

A un certo punto capisco che devo fare l'unica cosa possibile. Spaccarle la testa contro il piano di vetro del tavolo.
Uhm, no, scherzo. Fermo la puntata, faccio un condensatissimo riassunto di tutto, mi assicuro che non abbia altre domande e riprendo a vedere la puntata.

Un giorno sarò ricordata come una persona paziente (se non altro), spero.

Il fascino discreto del garantismo

Ultimamente sottoscrivo parecchie cose di Wittgenstein (il blogger, non il filosofo). Questa la cito interamente:


"La differenza tra giustizialisti forcaioli e garantisti equilibrati è la differenza tra chi vorrebbe vedere in galera chiunque sia appena accusato di qualcosa e chi pensa che un conto siano i giudizi morali e un conto l'amministrazione della legge (si veda in proposito proprio l'ultimo libro di Guido Rossi). La differenza tra giustizialisti forcaioli e garantisti equilibrati non è tra chi vorrebbe vedere in galera chiunque sia accusato di qualcosa e chi pensa che in assenza di reati tutto sia giusto e legittimo. Questi ultimi non sono garantisti, sono bastian contrari con un complesso di inferiorità nei confronti dei forcaioli".


lunedì, maggio 15, 2006

La passione per il calcio esiste (o anche Perchè la Juventus non è la mafia)

A volte mi diverto nel vedere le partite di calcio, una volta sono anche andata allo stadio e mi sono divertita. Ma no, non sono una grande appassionata di calcio.
Però ho visto molte volte cosa sia la passione per il calcio.
Sono figlia di una persona che ha la passione per il calcio da sempre, di una persona che ha sempre giocato a calcio e ha cominciato a tifare una squadra nel modo più semplice. Mio padre aveva cinque anni quando ha visto una partita della Juve e ha cominciato a tifarla perchè gli è piaciuto come giocava. Semplice, come molte cose che fanno i bambini.
Come tutti i suoi coetanei, passava i pomeriggi nei prati o nei campetti e giocava a calcio per ore, probabilmente sognando di emulare quello che i suoi "eroi" facevano ogni domenica.
Poi è cresciuto, ha capito che gli eroi erano altri, ma ha continuato ad amare il calcio e a giocare a pallone.
Ha anche avuto l'opportunità di andare a giocare in una squadra di calcio vera e ha preso una decisione. Non lo ha fatto.
Ha continuato il liceo e ha studiato ingegneria. A Torino, se non altro.
Dopo i cinque anni di università è tornato a casa e ha continuato a giocare a calcio, a tifare Juve e anche per la squadra della sua città.

Io penso che il tifoso vero, quello con la passione per il calcio, non tifa Juve o Milan o Inter perchè vuole essere sicuro di vincere, ma perchè, spesso, rappresenta il sogno, il massimo livello, perchè ci vede giocare i campioni, perchè si esalta nel sentirsi parte di qualche cosa di grande.
La passione per il calcio, almeno per come prende l'italiano in media, non è razionale, me ne accorgo quando vedo mio padre -uomo tra i più pacati al mondo - urlare all'indirizzo dei giocatori come non ha mai fatto con noi figli quando combinavamo qualcosa di sbagliato.
La passione per il calcio nasce per una squadra o per un giocatore e, di solito, resta anche dopo quella squadra, dopo quel giocatore. Sempre.
Il tifo che si fa dovrebbe derivare da questa passione. Altrimenti non vale.
Uno scandalo come questo può farci provare schifo per un sistema corrotto, può farci contenere l'esultanza per una vittoria forse non meritata, ci può fare allontanare da uno sport. Ma chi cambia squadra in seguito a questi avvenimenti non hai mai davvero tifato per quella squadra, secondo me.
Negli anni la squadra della mia città è retrocessa, si è sciolta per mancanza di soldi e casini vari e si è ricostituita sotto un altro nome. Dalla serie B alla C2 mio padre ha sempre rinnovato il suo abbonamento in tribuna, anche quando molti "hanno abbandonato la causa". So che non smetterà di tifare per la Juventus anche se dovesse andare in B, anche se venissero provate tutte queste accuse. E penso sia giusto così. Perchè la nazionale passione per il calcio non è razionale. Non si tratta di politica (anche se oggi spesso ci si relaziona alla politica con atteggiamento da tifo da stadio, sic!).

A una certa età ci spiegano che Babbo Natale non esiste, ma non rinneghiamo gli anni che abbiamo passato a crederci, in cui ci ha regalato dei sogni e - in qualche modo - la magia.
E sì, abbiamo inconsapevolmente alimentato il consumismo sfrenato del Natale, ma senza saperlo, in buona fede, credendoci.


Chiosa finale (che doveva essere una premessa e invece l'ho messa alla fine): capisco che ci sia gente che non vedeva l'ora che questo casino succedesse, tifosi che si sentono defraudati, persone che da anni dicono che una certa squadra di calcio ruba gli scudetti e, ora che questa affermazione potrebbe essere dimostrata si lancia in considerazioni che a volte sono esageratamente e inutilmente trionfalistiche o apocalittiche.
Ci sarà la giustizia, ci deve essere, e anche in fretta.
Forse va bene ed è inevitabile prenderserla col pesce più grosso, ma senza dimenticare che si tratta, evidentemente, di un settore corrotto. Inoltre, prima di lanciarsi in pericolose equivalenze con certe formazioni che hanno causato molti morti, mi piace ricordare che una squadra di calcio è fatta da dirigenti, calciatori, ma anche tante persone che lavorano nell'ombra e che fanno un lavoro - un lavoro! - e non sono criminali. Inoltre le squadre di calcio non sarebbero tali se non avessero tifosi. Più o meno intelligenti, responsabili, imbecilli, irrazionali, appassionati. Questo dipende dalle persone che siamo...perchè siamo persone, cielo, non juventini, milanisti, interisti ecc.(come mai ce lo dimentichiamo così spesso e volentieri, in questi casi?). Poi forse sbaglio io, ma a me piace pensare che la maggior parte di loro siano tifosi per passione e non per sfogare qualche istinto che non gli riesce di sfogare in altri aspetti della loro vita.




Tag: Moggi, Juventus, scandalo, calcio

Sul carro degli accusatori

Lo scandalo legato al calcio tiene banco. E avevo qualcosa da dire, anche se penso che molto lo dirò nei commenti a qualche blog che so che ne avrà già parlato.
Del resto, la cosa che ho pensato ieri leggendo i giornali, e che penso da alcuni giorni guardando il tg, è stata già scritta.
I pensieri che avevo fatto su certe cose sono stati già formulati.
Quindi cosa dovrei dire io di nuovo, dato che odio essere ripetitiva?
(ah, sì, le lasagne di ieri erano favolose, ma dubito che la cosa sia di qualche interesse per i più)


sabato, maggio 13, 2006

Creattivamente in action/3

La pausa pranzo ci ha visto sdraiati al sole mangiando piadine.
Il pomeriggio é trascorso nella preparazione dell'allestimento all'aperto (al centro giovanile c'è un bel parco) per l'aperitivo, nell'apertura di qualche blog con relative spiegazioni e su qualche spiegazione su flickr perchè ero stufa di ripetere le stesse cose a tutti.

Ora dell'aperitivo!!!
Poi cercherò l'autobus più vicino, onde arrivare a casa, onde collassare, onde dormire, onde arrivare riposata a domani e alle lasagne che la mia coinquilina Sara, cuoca provetta, preparerà per la comunità.

Buon weekend!!!
(i bilanci a lunedì)

Creattivamente in action/2

La mattinata e' andata. Quattro gruppi (50 persone in tutto) sono venuti a turno nella saletta web e ho spiegato loro cosa e' un blog, come puo' essere usato ecc.
Ovviamente il tasso di interesse era di un ragazzo ogni 10-12 (e non e' malaccio, pare).
Tutto nella norma, insomma, un certo disinteresse me lo aspettavo pure, per quanto poi uno si chiede "Ma non sono i giovani il grande segmento di mercato? Quelli che fanno muovere lo sviluppo di certe cose?". E dire che io, al liceo, certe cose me le sognavo proprio, non ci portavano in giro nemmeno - che so - al museo del confetto o al Castel del Monte, per dire di due cose vicine e "di massa" nella mia citta'.
Ma a questi ragazzi cosa interessa? Detto senza sarcasmo, sia chiaro. Ero al liceo sette anni fa, non venti. Pero' non mi ci riconosco, mi sembrano un altro pianeta.
Ora siamo in pausa pranzo. I ragazzi che si sono occupati dell'organizzazione sono simpatici. Qualcuno e' andato a prendere piadine per tutti.
A pomeriggio i laboratori saranno aperti a tutti. Vedremo se ci sara' qualcuno un pochino piu' reattivo...
Nota di colore: C'erano dei post-it a disposizione di chiunque per lasciare messaggi, impressioni ecc. Qualcuno ha scritto "Sarebbe bello saperne di piu' ma senza allusioni comuniste". Eh!?!? (noi siamo qui a chiederci a cosa si riferisse l'anonimo non-comunista)

Creattivamente in action/1

Dato che oggi sono in sala computer e devo restarci, provo a fare un po' di cronaca della giornata.
Qui ci sono le persone che hanno lavorato per i workshop di radio, tv, spot e online.

Tra poco arriveranno i ragazzi delle scuole superiori che si spargeranno per il centro giovanile.
Ecco il programma. Dalle 17, anzi, anche prima, i laboratori saranno aperti a tutti coloro che vogliano saperne di piu'.
Appuntamento al centro Ex-Tiro' di Casalecchio di Reno.
Note di colore: qualcuno nella sala musica sta provando Romagna mia. Non commento. Soprattutto su quanto siano intonati. Ma mica suonano stasera, questi?
Add: ho appena registrato una breve presentazione audio dei workshop e di quello che abbiamo fatto sui blog (ok, basta solo che io non mi riascolti!).

venerdì, maggio 12, 2006

Creattivamente

Domani seconda edizione di Creattivamente!!
A conclusione della seconda edizione de La città creativa i ragazzi che da novembre a maggio hanno seguito i workshop presenteranno i loro lavori: una trasmissione radiofonica, uno spot, un blog e un video.
Saranno allestite una stazione radio, una stazione tv e una stazione web. Dalle 17 laboratori aperti a tutti.
Poi aperitivo musicale e divertimento fino a sera in quel di Casalecchio di Reno!!
Fateci un salto!!

giovedì, maggio 11, 2006

Anche anonimo va bene

Se qualcuno vuole dimostrarmi che mi vuole bene o ha qualcosa da farmi perdonare, sappia che questa è la strada giusta.

martedì, maggio 09, 2006

Procrastination

Una recente puntata di Rocketboom conteneva un simpatico omaggio a un'attività (?) che a volte mi prende (e credo di non essere l'unica!) - anche ora, in realtà!.

E inoltre: come si fa un margarita (Jessie, quanto mi manchi!) e comparazione di birre messicane. Enjoy!

:-)

Capisci che qualcosa è cambiato quando ti trovi nell'organizzazione di una manifestazione letteraria e contatti (con toni formali) una scrittrice per chiederle di partecipare e nella risposta (con toni formali), alla fine, c'è uno smiley sorridente.

Best Messenger "away message"

Emma si laureerà in Inglese a Vassar fra meno di tre settimane. Di recente ha lasciato questo messaggio di "Away" sul suo messenger.

"tell me again why I have to write this if we're already alums? Can't I use my wonderful Vassar education and question authority by refusing to submit to the conventional and arbitrary modes of acheivement that serve only to promote the privileged and instill only a superficial sense of accomplishment while doing nothing to actually improve the world? What have finals done for art? or society? or world hunger? Nothing! And that, my friends, is why I'm starting a finals-boycott. Let's send the man a message: we're tired, we're overworked and we're not going to take it anymore! 1, 2, 3, 4, I don't need an exam score, 5, 6, 7, 8, I know I'm gonna graduate!"

(via Sara "slide on the ice" Perle, anche lei futura laureata!)

lunedì, maggio 08, 2006

In compagnia degli Indie.

(post dedicato a chi mi faceva ascoltare i Coldplay e se ne vergognava dicendo che di solito ascoltava musica indie. Poi in realtà i suoi ascolti medi erano l'equivalente della colonna sonora di Dawson's creek. Senza offesa, solo per la precisione).

Alcuni amici e blogger che frequento ascoltano musica cosiddetta Indie. Questo in sintesi. Poi qualcuno farà lo snob, qualcuno dirà che è riduttivo, che non va bene categorizzare. Chiacchiere che a me non interessano. Io sono aperta a (quasi) tutti i generi di musica...quindi piuttosto passatemi qualche cd!!!

Il punto è che dovevo fare un'introduzione per spiegare quanto mi ha fatto ridere questa guida dal suggestivo titolo:

IMPARA ANCHE TU A RICONOSCERE LA MUSICA INDIE AL PRIMO ASCOLTO, IN MODO DA FARE BELLA FIGURA COI TUOI AMICI INDIE CHE TI CREDERANNO UN ESPERTO.

sabato, maggio 06, 2006

E non tirate in mezzo Dante.

A proposito di interrogazioni parlamentari o petizioni, la mia prossima crociata sarà quella di far parlare i fiorentini senza che si mangino le parole.
Questo perchè ieri sono stata a Firenze e ho rischiato di perdermi perchè chiedevo indicazioni su uno stesso posto e ne ho ricevute su altri. Cioè il posto era lo stesso, ma avrebbero potuto essere tre luoghi diversi, a giudicare dalla pronuncia.

No all'apartheid della segregazione urinaria

Se queste sono le interrogazioni urgenti del nuovo Parlamento, siamo messi bene...
Meno male che c'è chi reagisce con garbo (e continua a salirmi in stima) e stile.
[poi dicono che ci sono parlamentari strani e pittoreschi...]

giovedì, maggio 04, 2006

Eco (o anche "come una persona normalmente disinvolta fu presa da profonda soggezione nei confronti di un notissimo intellettuale")

Umberto Eco è un'intellettuale.
Non si contano i libri che ha scritto e le lauree che gli hanno conferito (mica parliamo di Valentino Rossi, eh).
Ci sono discipline (sebbene io sia talvolta scettica sulle stesse) che si fondano sulle sue teorie, per dire.
Insomma, inutile che mi dilunghi.
Poi per chi, come me, si è laureato in Comunicazione a Bologna, Eco è una presenza, invisibile e non. Non importa con chi tu parli: appena dici cosa studi e dove, qualcuno dirà "Ah, Umberto Eco, no?". Associazione di idee pura e semplice.
Umberto Eco, Umbertoeco, umbertoeco, umbertoeco...
Poi in realtà io non ho mai avuto Eco come insegnante, nè ho mai portato libri di Eco come testi d'esame (un paio di saggi per l'esame di semiotica, giusto quello). E non ho mai letto suoi libri nel tempo libero. Un po' perchè ho trovato altro da leggere, un po' perchè, come mio solito, quando sento parlare troppo di qualcosa, istintivamente mi scoccio e mi rifiuto di leggere il libro o vedere il film in questione, salvo recuperare in seguito (la sindrome del "Le cose cominciano a piacermi tre minuti dopo essere passate di moda". Non lo faccio apposta, giuro).
Insomma, mi seccava l'idea di sentirmi in dovere di leggere un libro solo perchè tutti dicevano che era bello o perchè "l'ha scritto Umberto Eco".
Poi ieri mi dicono che devo contattare Umberto Eco per consegnargli una cartella stampa per un'iniziativa culturale. Devo andare alla presentazione di un libro con la responsabile dell'evento. Non devo parlare quindi.
Ma.
Alla responsabile viene la febbre.
Devo andarci io. Parlare io. Consegnare io.
E la sottoscritta, che è di una disinvoltura inversamente proporzionale al coinvolgimento, va in palla appena si trova davanti il noto intellettuale di cui non si è mai occupata. Lui sta bevendo una limonata, mica discettando di estetica.
Niente da fare. Soggezione.
E parte il flusso di coscienza del tipo: non posso disturbarlo mentre beve mentre passa non posso dico io dovrei chiedergli la mail andiamo io che chiedo la mail a umberto eco secondo me mi guarda storto ah ma non è tanto alto pensavo di più ma magari è una persona normale sarà un nonno anche lui devo parlargli dell'iniziativa ma no non è possibile che lui non sappia qualcosa umberto eco che non sa qualcosa che io so ma sì lo sa ma insomma devo chiedergli davvero la mail.
Poi, la fu disinvolta sottoscritta si ricorda che deve farlo perchè è un incarico che si è assunta, una specie di lavoro (si può chiamare lavoro anche se non ti pagano?Uhm...). E si ricorda che il suo senso del dovere è superiore ad altre sue caratteristiche. E va. E parla con Umbertoeco. Che è affabile e dice che a ottobre 2006 (quando si svolgerà la manifestazione) sarà probabilmente altrove. Anzi, forse anche a ottobre 2007. Però scrive comunque il suo indirizzo di posta elettronica sul taccuino.
E così, quella che un tempo era una persona disinvolta, e che domani tornerà ad esserlo, consegna la cartella stampa e se ne va contenta, missione compiuta.
Ho parlato con umbertoeco. E non ho fatto figuracce. Di qui in poi è discesa (o no?).
Intanto, domani Firenze e presto un po' di altri giri in programma. Non male per una che è virtualmente ( e non solo!) disoccupata.

mercoledì, maggio 03, 2006

Sotto il cielo (e il sole!) di Torino

(questo weekend non sarebbe stato lo stesso senza l'istinto da cicerone di Suz, una cosa tanto innata che, se fosse per lui, organizzerebbe giri turistici nei posti più brutti di Torino, solo per completezza dell'informazione)
A volte è difficile spiegare i momenti in cui ci si trova bene e ci sente a proprio agio, come se certe persone si conoscessero da sempre.
Il weekend lungo a Torino è trascorso tra belle persone, tempo splendido, buon cibo, giri in collina, monitoraggi politici e abbattimento di un tabù (finalmente ho visto Profondo Rosso e non ho avuto tanta paura, nonostante io sia un fifona storica).
Ovviamente sono stata condotta allo stadio alla partita del Torino.
Ovviamente ho assistito al corteo del Primo Maggio (...se c'erano contestatori di Buttiglione?...ahem...).
Dato che i post per punti sono tanto vituperati, ma poi sono comodi, farò un post per punti, fingendo pentimento.
  • Tutto il Senato minuto per minuto. Non si gioca così con il fegato della gente. Meno male che da queste parti riusciamo a prenderla con simpatia (con punte di ossessione, non dico di chi). Per la cronaca, "Marini. Chi?" sarà un tormentone per tutto il weekend
  • "Ma anche tu hai un tuo perchè". Durante la cena di venerdì sera Suzukimaruti ha dato assolutamente il meglio di sè quanto a galanteria e gentilezza assortite verso cose e persone. "Sei una forma di vita basata sul carbonio" è decisamente la frase che ogni persona vorrebbe sentirsi dire almeno una volta nella vita. Futuri (eventuali!) corteggiatori avvisati.
  • La maledizione di Axell: Mai prendere in giro Axell, soprattutto parlando dei suoi post. L'incauto che lo ha fatto ha perso euro 50 la sera stessa e l'altro incauto che ha riso con lui ha fracassato lo schermo del palmare meno di 24 ore dopo. Va detto che Axell si è tenuto la presa in giro, mica ha lanciato maledizioni. Sarà che Torino è una città esoterica...mah...siete avvisati, ecco.
  • Il Toro, croce e delizia La mia escursione allo stadio è stata ben soddisfacente. In modo del tutto fortuito avevo portato una maglietta pseudo granata e quindi ero "esteticamente corretta" (e il Torino ha pure vinto!). Già si pensa a convertirmi: ho dovuto promettere a mamma maruti (supertifosa!) che se mi trasferirò a Torino andrò sempre allo stadio a vedere il Toro. Lo spettacolo vale la visione. Non nel campo, dico sugli spalti, con certi blogger che ne picchiano altri in corrispondenza di ogni gol a favore e che insultano arbitri e giocatori, cercando di mantenersi politicamente corretti.
  • Compresi mamma, amici ecc. Mi sto informando sulle adozioni per i single. Perchè io, mi sa, adotto tutta la famiglia, proprio tutta.

martedì, maggio 02, 2006

La strana sensazione di essere senza fili

Primo post wireless.
Scrivo dal fianco destro del Comune.
Piazza Maggiore è di fronte a me.
La giornata è stata piena, ho cominciato a lavoricchiare (volontaria non pagata...solo per la gloria, yay!!); ma è un progetto che mi piace e non è troppo impegnativo, quindi va bene.
Ora vado, chè forse mi tocca pure litigare con qualcuno e poi andare a una festa di compleanno.
Che fatica...ma senza fili è meglio!!!

Mattinata di passione (per il template)

Dopo aver sminchiato il template non so nemmeno come, credo di aver ripristinato tutto (non so nemmeno come).
Segnalatemi se qualche cosa manca o è diversa da prima.

sabato, aprile 29, 2006

Chez blogger torinesi, naturalmente

Ieri è successa una cosa piuttosto importante nel mio minuscolo orizzonte: sono stata pagata per il mio primo lavoro!!
E sto coerentemente spendendo parte dei soldi guadagnati parlando di blog in una bella trasferta in quel di Torino.
Il racconto la prossima settimana!

Le conseguenze del tempo libero quando non sei abituata

(post di dieci giorni fa che mi era dimenticata di pubblicare)
Avere tanto libero, come capita a me in questo periodo, vuol dire che prima o poi, inevitabilmente, finirai per ripiegarti su te stessa e ripensare a tutte le frasi che ti hanno detto e di cui non hai capito bene il significato e le implicazioni, alle persone che ti hanno trattato male e tu non sai perchè, a quelle che sono sparite con modalità così strane che nemmeno i superstiti di Lost.
Avere tanto tempo libero vuol dire che un pomeriggio si riammucchiano un sacco di cose slegate. Tipo quella volta che un amico ti ha detto "Tu farai un lavoro che ti farà guadagnare un sacco di soldi. Sarà un lavoro di cui non si capirà niente, ma guadagnerai un sacco di soldi" e tu non eri proprio sicura che fosse un complimento, nonostante l'intenzione fosse quella. O quando qualcuno ti ha paragonato a Intini e tu non sapevi bene chi fosse, ma eri quasi certa che non fosse un complimento.


Avere tanto tempo libero vuol dire scoprire che certe situazioni non ti creano alcun problema e se ci ripensi è solo per curiosità quasi da entomologa. Eh, perchè curiosa lo sei e ora avresti anche tempo e spazio per metterti nei guai o per prenderti, quantomeno, qualche altra frase sibillina. E però il senso pratico che ti contraddistingue ti impedisce di fare cazzate che siano palesemente tali.
Alla fine pensi che sei una brava ragazza noiosa, forse. Il punto è che non fingi proprio, non ti sforzi. E non ti va malissimo. Italianizzando un proverbio locale, dove c'è gusto non c'è perdenza.

martedì, aprile 25, 2006

Partenze

Giovedì si torna a nord, e poi si va un po' più a nord ancora.
Il periodo sabbatico sta finendo...eh!?!...piano con le parole! Sono ancora una figlia a carico, ho appurato di recente dal commercialista paterno.
A Bologna mi aspettano alcuni incontri che potrebbero essere importanti. Fortunatamente ho ancora un po' di tempo per decidere. I prossimi mesi saranno importanti, ma le decisioni verranno prese con calma e lucidità...tra un viaggetto e l'altro!!

...e lei trovò piuttosto curioso che fosse stata l'intervista a un cardinale a spingerla a comprare l'Espresso per la prima volta in vita sua...

L'intervista al cardinale Martini è da leggere, non solo per le cose che dice, ma anche per il modo e l'approccio con cui le dice.
Tra l'altro, i giornali hanno ripreso l'intervento evidenziando la frase sul preservativo, ma molte e molto interessanti sono le affermazioni sulla ricerca scientifica, cose come le cellule staminali, di cui si è parlato molto, un po' di tempo fa.
Per la cronaca, nella famiglia della sottoscritta si fa endorsement* del signore in questione da tempo e, sempre per la cronaca, io, l'intervista, ve l'ho linkata tutta (è anche la prima cosa seria che leggo in un mese, per cui...).


*scusate, ma volevo proprio scriverla, 'sta parola! Sono in arrivo anche i miei, di endorsement!
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venerdì, aprile 21, 2006

Periodo sabbatico

Oggi mi sono accorta che è passato un mese dalla laurea.
Dato che la domanda più frequente che mi sento rivolgere è "cosa stai facendo in questi giorni?" e ogni volta devo trovare un modo carino e diverso di spiegare che sto allegramente cazzeggiando, stilo una lista, anche perchè ultimamente sono così pigra che è una fatica pure rispondere alle stesse domande.
  • dormo in quantità ragionevoli, ma - cosa fondamentale - senza sveglia!
  • usufruisco della cucina materna
  • guardo film che normalmente non avrei visto e che ora guardo solo perchè ho tempo e per motivi che esulano dalla qualità cinematografica, rispettivamente: ho letto il libro, John Corbett (indimenticato Aidan Shaw!), l'accento torinese che mi mette allegria
  • cerco di familiarizzare con l'iPod shuffle e il nuovo portatile, regali di laurea. Poi mi rendo conto che sono esteticamente più affascinanti della sottoscritta e considero l'idea di rinnovare il guardaroba per essere all'altezza
  • leggo un po' di libri che si erano ammassati sul comodino
  • ammasso scartoffie varie sul comodino (la morte, ma non l'ordine!!)
  • partecipo a feste di laurea e mi inquieto nello scoprire che una grossa percentuale dei miei conoscenti sono fidanzati da 6-8 anni e si apostrofano scherzosamente con "moglie" e "marito"
  • tengo sotto controllo attacchi d'asma o di orticaria dovuti alle scoperte di cui sopra
  • programmo viaggi
  • scrivo mail, rispondo a mail, riprendo i contatti
  • faccio riflessioni oziose e inutili, poi mi rendo conto che sono tali ed evito di scriverle sul blog
  • attendo l'evoluzione di alcuni avvenimenti, ma senza ansia e senza fretta
  • rinuncio a capire le persone (chè tanto son matte in grossa percentuale)
  • NON prendo decisioni nemmeno per sbaglio

(insomma, non posso darvi risposte interessanti a questa domanda)

giovedì, aprile 13, 2006

Rent!!

L'ho atteso a lungo e finalmente è arrivato!!
Ieri sera ho visto il primo trailer italiano di Rent.
Data di uscita: 21 aprile.
Nessuno è al sicuro, coopterò i cooptabili e li porterò a cinema con me.
Se non ci sono traduzioni improbabili o errori madornali, sarò contenta e - probabilmente - insopportabilmente entusiasta.
N.B. Ecco qualche foto.
Sì, Sara, so che mi sei vicina in questo momento.

mercoledì, aprile 12, 2006

La musica che gira intorno

[Con il beneplacito di Suz con testuale: "l'iPod regalato vale il suo prezzo"]

Qui si richiedono suggerimenti per canzoni con cui riempire iPod shuffle, dono di laurea.

Analisi, curiosità antropologiche e tentativi oziosi di far passare il pomeriggio.

Già da tempo, ma dopo queste elezioni ancora di più, mi rendo conto che una delle mie oziose ossessioni sta diventando il tentativo di comprendere le ragioni delle persone che votano Forza Italia.
Questo perchè votare Forza Italia - giovanissimi a parte (sic!) - non è retaggio familiare, non è un ideale di vecchia data, ma, nel migliore dei casi, condivisione di...cosa? idee? visione politica? concezione della società?Questo è quello che cerco di capire. Non parlo del centrodestra, sia chiaro, dico proprio Forza Italia.
Poi, deformazione professionale e curiosità antropologica che sia, mi accanisco nel capire i processi mentali della gente che ci ragiona (o dice di farlo). Il mio obiettivo è scoprire che dietro ci sono ragionamenti critici e non tifo da stadio. All'idea che qualcuno si informi ho praticamente rinunciato.
A questo scopo, ho buttato l'occhio sulle lettere al direttore del Foglio in data odierna [saranno online anche domani? lo ignoro] e ne ho presa una di quelle che si dilungavano un pochino.

Al direttore - Lunedì pomeriggio, mentre iniziava a profilarsi il testa a testa elettorale, Enrico Letta ha intelligentemente affermato che le prime dichiarazioni del leader che avrebbe vinto sarebbero state della massima importanza per stabilire il clima politico successivo alle elezioni.
La prima dichiarazione programmatica di Prodi è stata: “Non siamo disposti a tollerare la divisione in cui si è trovato il paese”.
Visto che tutto lascia supporre che sarà disposto ad accettare la posizione politica del “suo” 50 per cento penso che non sia disposto a tollerare la posizione politica del “nostro” 50 per cento.
Bene, il primo messaggio del bonario leader che vuole pacificare gli italiani avvolgendoli in un clima di patria fratellanza si esprime con una parola: intolleranza.
Roberto Bellia, Vermezzo

Analisi: il signor Bellia pensa che la frase di Prodi voglia dire che non ci sarà tolleranza. Nella frase, in italiano corrente, ci sono due significati possibili: uno è quello che il lettore enuncia e l'altro è l'esatto opposto, vale a dire che chi parla non vuole il paese diviso.
Il signor Bellia dice che tutto lascia supporre che l'ipotesi valida sia la prima. Tutto cosa? La sua idea pregressa di Prodi? Valeva la pena allora di estrapolare significati incerti da una sua frase e scomodare uno dello schieramento opposto, tanto per dare l'idea che "vedete? lo dicono da soli".
La risposta di Ferrara è coerente con le sue idee e gli fa fare figura migliore di alcuni suoi lettori:
Non avrà il potere di essere intollerante, ci scommetto e spero.
[poi la coerenza non è necessariamente un valore, per cui mi auguro che non si spogli in pubblico in nessun caso - una simpatica boutade e nulla più, vero?]

Quanto alla provocazione di Rocca su Umberto Eco (Al direttore - Gli italiani all’estero regalano la vittoria all’Unione. Tutto, piuttosto che avere Umberto Eco tra i coglioni) , non sono sicura di aver capito bene, forse era troppo sottile. Quasi quasi appoggio il commento di Achille chez Emmebi di qualche tempo fa. Almeno le più recenti impressioni sono queste. Sto ancora aspettando di leggere qualcosa di costruttivo. Segnalazioni gradite.

Personal DNA (e un po' di autoincenso ogni tanto)

Sono una Animated leader.

(questo è il pezzo che preferisco: "You are an independent thinker and don't get too worried about how others might perceive you—you are not self-conscious about being the active, engaged person that you are. ")

Via Gaspar

Pensieri post-elettorali sparsi

(questo post non doveva venire così, poi mi sono messa a scrivere di getto e via...)
Ci sono momenti, in un pomeriggio/serata elettorale in cui quasi ci speri, nell'esistenza dei brogli, semplicemente perchè è la spiegazione razionale a quello che non capisci.
Invece, poi, ti devi rassegnare alle analisi politiche di chi, contrariamente a te, ha trovato le parole.




L'Italia è un paese di arrivisti e bottegai. (Ilaria, 23 anni, Alessandria)

Perchè non te lo spieghi che in un paese che sta male, che dice di star male, le cose vadano così, come se in questi anni ci si fosse lamentati di qualcosa che ora, eh be', non fa mica così schifo.

E dispiace un po' vedere che nel quartiere più povero e malfamato della città in cui hai vissuto per 15 anni, che è oggetto di opera di riqualificazione culturale, architettonica ecc, apparentemente molto apprezzati, la gente voti al 40% per Forza Italia, che lì non ha fatto campagna elettorale.

Allora perchè? Perchè se per un mese ripeti una cosa in tv questa diventa vera? Perchè da un lato fanno disinformazione e dall'altro non si sanno spiegare? Perchè la gente ascolta e non si informa? Perchè le persone non comunicano e non discutono? Perchè ormai la politica è come il calcio, dove uno tifa acriticamente e a prescindere?

Devo finire per pensare questo, se ora chi ha perso (di poco, di poco) si riduce a dire male dei festeggiamenti, parla di vittoria "da un certo punto di vista", dice i senatori a vita con cui si può governare sono vecchi incartapecoriti, gode delle smorfie dei votanti della parte avversa che pensavano di vincere largamente e invece no. Io penso che qui se uno perde (o non vince granchè) non vede perdere la sua squadra per cui tifa e non sa nemmeno bene perchè. Se ci tiene (per chi ci tiene), soffre, soffre di più, perchè vede perdere una sua idea, un suo bisogno, una sua visione della società.

Qui chiudo. Ma prima mi sono tolta lo sfizio di capire una cosa. Ho fatto a mio padre una domanda e lui ha risposto che la nostra bella casa, in cui vivono cinque persone, al quinto piano, in pieno centro in una città da 100.000 abitanti (che presto sarà provincia in modo operativo) comporta una tassa di meno di 200 euro all'anno.

Tutto qui?

lunedì, aprile 10, 2006

Pomeriggio elettorale

15.05 exit-poll
Adesso la tireranno in lungo e in largo, chè tanto proiezioni non ce ne saranno per un po'.
15.39
Appunto
16.15
Chiamo Vale per due chiacchiere elettorali e anche no. Ma non c'è, l'hanno chiamata a fare la scrutatrice elettronica
16.49
Tutti parlano sulla base degli exit-poll, che fastidio!
17.00
Provo a far funzionare l'iPod (che oppone resistenza).
17.33
Vado a vedere se ci sono delle proiezioni. L'iPod funziona. Grazie a mio fratello minore che mi ha tecnologicamente umiliata per l'ennesima volta.
Update:
19.12
Odio gli exit-poll che danno illusioni. Odio la gente che disquisisce sugli exit-poll. E poi, cosa sarebbero questi due punti due di differenza al Senato? E questa storia del premio di maggioranza su base regionale? (cioè, lo sapevo già, però...)
20.34
Posso assumere l'uomo della Nexus come capro espiatorio? (non sono nemmeno l'unica...)
Io comincio a mangiare i crostini per calmare il nervosismo.
Dichiarazione del genitore: "Questi risultati non sono buoni. Io pensavo che dopo cinque anni di questo governo..."(va via verso l'altro lato della casa)
Su Macchiaradio qualcuno continua a dire che va a fare le valigie (parlano anche del "Panino giusto" che ricordo con affetto).
20.47
Da quando quel disgraziato della Lega l'ha citato, continuo a pensare alla finale di Champions. Ma alla fine ci si identificherà nel Milan o nel Liverpool?

venerdì, aprile 07, 2006

Longing for saturday...e poi chissà!

I genitori mi raccontano che la scorsa domenica, all'uscita dalla Messa, si sono trovati davanti alcune persone che facevano propaganda per Forza Italia con argomentazioni tipo: "Voi andate a Messa ogni domenica...desiderate davvero che i bambini vengano dati in adozione ad omosessuali?" (la solita fastidiosa campagna di disinformazione sui PACS?!). Ma sopratutto... "Andiamo, chi di noi non ha mai preso in giro un omosessuale?".
Sabato è vicino, sabato è vicino.
E Barcellona non è una brutta città (la genitrice conferma).
Non si sa mai.

mercoledì, aprile 05, 2006

Non guardo molta tv e faccio bene/2

Proprio su Blob ho visto uno dei tanti, indecenti, tentativi di intervista al padre di un bambino morto. Mi è venuta in mente una parola e sono andata a controllare l'esatto significato sul vocabolario.

pornografia:
descrizione e rappresentazione di temi o immagini oscene in opere letterarie, artistiche, cinematografiche e sim.


Per eccesso di zelo, ho controllato anche un'altra definizione.
osceno:
1. che, secondo il comune sentimento, offende il pudore
2. ripugnante per la sua bruttezza

La fonte è lo Zingarelli 2001, perchè avevo in casa solo quello.

Non guardo molta tv e faccio bene /1

(o anche Napo Vs. Mortazza - Blob copyright)

Qualunque cosa guardi in tv, c'è la campagna elettorale di mezzo.
Sto cominciando a provare fastidio fisico ogni volta che accendo la tv.
Quindi vado in giro, chè c'è bel tempo, è primavera e, tanto per essere banali, Bologna è bellissima in questa stagione (è anche umida, ma tanto è umida sempre!).
In pratica di solito do un'occhiata a Blob, se capita.