1. Lunedì sera: il programma della Cortellesi non mi ha fatto ridere...sorridere abbastanza, sì. Ma il tutto è risultato abbastanza banale...o forse da un'artista completa come lei, in questo mare di pseudo comicità in cui il naufragare non mi è mica tanto dolce, mi aspettavo di più..
Carino davvero il momento con Fiorella Mannoia, anche perchè quando una cantante riesce a far sembrare "Quarantaquattro gatti"(made in Zecchino d'oro, 1968, NdA) una canzone d'autore tipo tutte quelle che canta di solito....ditemi voi se non è una grande...
2. Martedì sera: io credevo di avere individuato che il ritornello della canzone di Masini che ha vinto Sanremo fosse parecchio (ma parecchio) simile a una canzone della Pausini di cui conosco solo il ritornello...la cosa era abbastanza palese, dato che la cosa si è resa palese al primo ascolto, mentre ero spalmata sul divano, poco interessata e con un occhio mezzo chiuso e l'altro...del tutto (senza contare che conosco quattro canzoni in croce della Pausini...)!
Invece ieri apprendo dalle Iene che c'è addirittura una canzone di tale Mauro di Maggio, uscita lo scorso anno, che ha come titolo qualcosa come "Surf nelle vene" (sic!) e che ha il ritornello identico a quello di Masini (e della Pausini, a questo punto...) e un testo francamente imbarazzante, per chiunque abbia raggiunto l'età della ragione, o presunta tale...
Viste le premesse, e le tristi scoperte(!), c'è quasi da esser contenti che stasera ci tocchi in sorte una banale partita di calcio.
mercoledì, marzo 31, 2004
mercoledì, marzo 24, 2004
I can't believe that I endured you for as long as I did
Dalla sentenza di divorzio si passa alla restituzione dei beni.
E così ieri ho recuperato:
- una compilation fatta da me per me stessa e che avevo prestato in un impeto di condivisione (cosa che dovrebbe essere naturale tra amici...quanti impeti sconsiderati e sprecati!!)
- l'unplugged dei Corrs che mancava da casa mia da tre anni
- un cd di Charlie Parker e Miles Davis che non ricordavo di avere
Più sollievo per avere recuperato i miei cd che non altro, ad essere sinceri. Cosa vuol dire? che sto elaborando il lutto?
Niente "figli" di alcun tipo, per fortuna.
E così ieri ho recuperato:
- una compilation fatta da me per me stessa e che avevo prestato in un impeto di condivisione (cosa che dovrebbe essere naturale tra amici...quanti impeti sconsiderati e sprecati!!)
- l'unplugged dei Corrs che mancava da casa mia da tre anni
- un cd di Charlie Parker e Miles Davis che non ricordavo di avere
Più sollievo per avere recuperato i miei cd che non altro, ad essere sinceri. Cosa vuol dire? che sto elaborando il lutto?
Niente "figli" di alcun tipo, per fortuna.
lunedì, marzo 15, 2004
I spent my money in paradise...
Sabato sono andata alla Feltrinelli e, per una volta, non mi sono posta limiti - complici, ahimè, gli sconti sui libri Mondadori - e così mi sono regalata ben quattro libri, con tanto di giro in libreria con cestino “della spesa”(piccolo sogno inconfessato)…a volte basta poco (insomma…pur sempre 30 euro!) per farmi contenta…
Uno di questi è la raccolta di poesie di Oscar Wilde , tra cui “La ballata del Reading Gaol” , scritta mentre era in carcere; ricordavo di averla letta al liceo e mi era molto piaciuta...credevo di averla letta tutta e invece no! Quindi ora la rileggerò in versione integrale [sta tornando, prepotente, l'ondata di poesia - inteso come voglia di leggere poesie e assolutamente...mica altro!!]
E poi, alla luce di recenti scoperte, non poteva ovviamente mancare "Vanessa Bell. L'ape regina di Bloomsbury"!!
Ovviamente ho già iniziato a leggerlo. Ovviamente ne sono già entusiasta. Ovviamente già progetto di contattare l'autrice.
Ovviamente ho comprato anche altri libri. A ognuno la sindrome di Stendhal che si merita...
Memo per me stessa medesima: fino a giugno non avvicinarsi a una libreria se si è in possesso di una somma superiore a euro 2(due). O, in alternativa, se non si è imprigionati in una camicia di forza.
Uno di questi è la raccolta di poesie di Oscar Wilde , tra cui “La ballata del Reading Gaol” , scritta mentre era in carcere; ricordavo di averla letta al liceo e mi era molto piaciuta...credevo di averla letta tutta e invece no! Quindi ora la rileggerò in versione integrale [sta tornando, prepotente, l'ondata di poesia - inteso come voglia di leggere poesie e assolutamente...mica altro!!]
E poi, alla luce di recenti scoperte, non poteva ovviamente mancare "Vanessa Bell. L'ape regina di Bloomsbury"!!
Ovviamente ho già iniziato a leggerlo. Ovviamente ne sono già entusiasta. Ovviamente già progetto di contattare l'autrice.
Ovviamente ho comprato anche altri libri. A ognuno la sindrome di Stendhal che si merita...
Memo per me stessa medesima: fino a giugno non avvicinarsi a una libreria se si è in possesso di una somma superiore a euro 2(due). O, in alternativa, se non si è imprigionati in una camicia di forza.
giovedì, marzo 11, 2004
mercoledì, marzo 10, 2004
Preparazione spirituale (come spesso la chiamiamo noi)...
...al concerto di Samuele Bersani di domani sera.
BINARIO TRE
Bisognerebbe adesso darsi delle regole
ricordarsi di essere uomini fermarsi e ridere
così tornare a dare credito agli stimoli
allenarsi sulla pertica ad avere i brividi
Bisognerebbe rilassare tutti i muscoli, saltare qualche virgola, buttarsi un po' di più
eppoi provare ad alleggerire il carico
buttando a mare secoli di solitudine
Bisognerebbe non dormire sugli spigoli e in barba anche alla fisica
pensare a testa in giù
rifiutar di esser competitivi al massimo per avere un certo credito, una personalità e non fidarsi degli esperti in ogni genere che sanno come muoversi rispetto alla realtà
che spesso poi fan schifo a vivere, non riescono ad ammetterlo e si piacciono moltissimo così
Qualcosa come innamorarsi a Napoli sotto le nuvole volate via
lasciarsi in faccia ad un tramonto storico spuntato a Rimini al binario tre
È un occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi
per poi pensare sulla scala mobile che è bello vivere ed è così…
Bisognerebbe dare al fegato un motivo per contorcersi e non perdere la sua elasticità non stare lì ad accontentarsi degli spiccioli
gli spiccioli
dell’anima del cuore e delle
idee,
ma accumulare capitali a passi piccoli fatti di ricordi che non dicono bugie, condizionati dagli anticipi e i ritardi che ci cullano a miliardi verso la felicità
Bisognerebbe grattuggiare tutti gli angoli e finalmente sferici,opplà, buttarsi giù
rotolare in una corsa inarrestabile, una cosa da vertigine, a sfidar la gravità
Frenare solo un metro prima di cadere giù dal mondo alzarsi in piedi
e di colpo lì per lì
illuminarsi di un amore che era scritto non so dove, non so come sia arrivato fino qui
Qualcosa come innamorarsi a Napoli sotto le nuvole volate via lasciarsi in faccia ad un tramonto storico
spuntato a Rimini al binario tre
È un occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi
per poi pensare sulla scala mobile che è bello vivere ed è così…
BINARIO TRE
Bisognerebbe adesso darsi delle regole
ricordarsi di essere uomini fermarsi e ridere
così tornare a dare credito agli stimoli
allenarsi sulla pertica ad avere i brividi
Bisognerebbe rilassare tutti i muscoli, saltare qualche virgola, buttarsi un po' di più
eppoi provare ad alleggerire il carico
buttando a mare secoli di solitudine
Bisognerebbe non dormire sugli spigoli e in barba anche alla fisica
pensare a testa in giù
rifiutar di esser competitivi al massimo per avere un certo credito, una personalità e non fidarsi degli esperti in ogni genere che sanno come muoversi rispetto alla realtà
che spesso poi fan schifo a vivere, non riescono ad ammetterlo e si piacciono moltissimo così
Qualcosa come innamorarsi a Napoli sotto le nuvole volate via
lasciarsi in faccia ad un tramonto storico spuntato a Rimini al binario tre
È un occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi
per poi pensare sulla scala mobile che è bello vivere ed è così…
Bisognerebbe dare al fegato un motivo per contorcersi e non perdere la sua elasticità non stare lì ad accontentarsi degli spiccioli
gli spiccioli
dell’anima del cuore e delle
idee,
ma accumulare capitali a passi piccoli fatti di ricordi che non dicono bugie, condizionati dagli anticipi e i ritardi che ci cullano a miliardi verso la felicità
Bisognerebbe grattuggiare tutti gli angoli e finalmente sferici,opplà, buttarsi giù
rotolare in una corsa inarrestabile, una cosa da vertigine, a sfidar la gravità
Frenare solo un metro prima di cadere giù dal mondo alzarsi in piedi
e di colpo lì per lì
illuminarsi di un amore che era scritto non so dove, non so come sia arrivato fino qui
Qualcosa come innamorarsi a Napoli sotto le nuvole volate via lasciarsi in faccia ad un tramonto storico
spuntato a Rimini al binario tre
È un occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi
per poi pensare sulla scala mobile che è bello vivere ed è così…
Weekend a Urbino
Viaggio semiavventuroso, con treni in ritardo e corriere in ritardo. Sia all'andata che al ritorno. Perchè o la sfiga è sfiga fino in fondo...oppure la maledizione ferroviaria che Stefano mi ha lanciato funziona...
[Consigli per il viaggiatore: menzione speciale per i bagni pubblici di Pesaro, a poche decine di metri dalla stazione (non i bagni della stazione!!), pulitissimi, come a volte neanche i bagni di casa…]
Urbino. Così piccola che sta in una mano. Per il resto carina come me l’aspettavo e con scarsa vita sociale come me l’aveva descritta Rossella.
Niente visita a Palazzo Ducale e alla casa di Raffaello per motivi di tradizione pre-laurea.
Io vorrei proprio sapere chi è che ha inventato queste storie che impediscono a chi studia in una città, e magari ci vive per anni, di visitare monumenti significativi. E così chi studia a Parma non può visitare il Battistero, chi studia a Siena non sale sulla torre del Mangia (se non ricordo male) e così via…Vabbè, più che altro vorrei sapere perché.
Qualcuno potrebbe obiettare che nessuno lo impedisce effettivamente, che sono superstizioni e cose del genere. Chiaro, io per prima non ci credo. Però sulla Torre degli Asinelli non sono mai salita. Perché in tempi prosaici, dove le tradizioni contano sempre meno (e a ragione molto spesso) ogni tanto mantenere qualcosa che appartenga “alla memoria (storica?)” può essere non solo affascinante o naif, ma anche doveroso. Non sto parlando solo di queste tradizioni universitarie, ovviamente.
Lunedì. Ritorno a Bologna. Neve anche qui. Mau è tornata sabato da Zanzibar…lunedì pomeriggio tra libri e negozi con doveroso resoconto delle sue due settimane in Africa…curioso doversi preoccupare di mantenere l’abbronzatura a marzo… soprattutto perché qui è più inverno che mai e continua a nevicare!! Fossero tutti così i problemi… Anche io sento da un po’ di tempo l’esigenza di cose nuove, stimoli, cambiamenti radicali…Ma non sempre si può partire per un altro continente…
Conrad Brean diceva sempre: “ci sto lavorando”.
Martedì mattina. Mercoledì mattina. Finalmente è uscito il sole.
[Consigli per il viaggiatore: menzione speciale per i bagni pubblici di Pesaro, a poche decine di metri dalla stazione (non i bagni della stazione!!), pulitissimi, come a volte neanche i bagni di casa…]
Urbino. Così piccola che sta in una mano. Per il resto carina come me l’aspettavo e con scarsa vita sociale come me l’aveva descritta Rossella.
Niente visita a Palazzo Ducale e alla casa di Raffaello per motivi di tradizione pre-laurea.
Io vorrei proprio sapere chi è che ha inventato queste storie che impediscono a chi studia in una città, e magari ci vive per anni, di visitare monumenti significativi. E così chi studia a Parma non può visitare il Battistero, chi studia a Siena non sale sulla torre del Mangia (se non ricordo male) e così via…Vabbè, più che altro vorrei sapere perché.
Qualcuno potrebbe obiettare che nessuno lo impedisce effettivamente, che sono superstizioni e cose del genere. Chiaro, io per prima non ci credo. Però sulla Torre degli Asinelli non sono mai salita. Perché in tempi prosaici, dove le tradizioni contano sempre meno (e a ragione molto spesso) ogni tanto mantenere qualcosa che appartenga “alla memoria (storica?)” può essere non solo affascinante o naif, ma anche doveroso. Non sto parlando solo di queste tradizioni universitarie, ovviamente.
Lunedì. Ritorno a Bologna. Neve anche qui. Mau è tornata sabato da Zanzibar…lunedì pomeriggio tra libri e negozi con doveroso resoconto delle sue due settimane in Africa…curioso doversi preoccupare di mantenere l’abbronzatura a marzo… soprattutto perché qui è più inverno che mai e continua a nevicare!! Fossero tutti così i problemi… Anche io sento da un po’ di tempo l’esigenza di cose nuove, stimoli, cambiamenti radicali…Ma non sempre si può partire per un altro continente…
Conrad Brean diceva sempre: “ci sto lavorando”.
Martedì mattina. Mercoledì mattina. Finalmente è uscito il sole.
lunedì, marzo 01, 2004
Vanessa Bell e il mio piccolo successo personale
Anni fa ho realizzato una tesina su Virginia Woolf e Vanessa Bell, sua sorella, una pittrice.
Un paio d'anni dopo ho realizzato un sito dove ho messo parte di quel lavoro (avevo scritto l'originale in inglese e tradurre tutto sarebbe stato abbastanza lungo) ...lo trovate fra i link.
Oggi, facendo una casuale ricerca su Google con le parole "Vanessa Bell" scopro che non solo il mio sito è al secondo posto ma anche che la Biblioteca Nazionale di Napoli lo consiglia come approfondimento in relazione a un libro sulla pittrice!!!
Piccole soddisfazioni...
Un paio d'anni dopo ho realizzato un sito dove ho messo parte di quel lavoro (avevo scritto l'originale in inglese e tradurre tutto sarebbe stato abbastanza lungo) ...lo trovate fra i link.
Oggi, facendo una casuale ricerca su Google con le parole "Vanessa Bell" scopro che non solo il mio sito è al secondo posto ma anche che la Biblioteca Nazionale di Napoli lo consiglia come approfondimento in relazione a un libro sulla pittrice!!!
Piccole soddisfazioni...
sabato, febbraio 28, 2004
David Foster Wallace
Chi è David Foster Wallace? A voi il piacere di scoprirlo, se vi va.
In ogni caso leggete quel che ha da dire sulla moralità nella letteratura. Uno spunto di riflessione mica male (merce rara, a volte).
"Se la condizione della nostra civiltà contemporanea fa disperatamente schifo, è insulsa, materialistica, emotivamente ritardata, sadomasochistica e stupida, allora qualunque scrittore può sfangarla creando alla bell’e meglio storie piene di personaggi stupidi, superficiali, emotivamente ritardati, e non ci vuole molto, perché quel genere di personaggi non richiede nessuno sviluppo. O descrizioni che siano semplici liste di prodotti di marca. Romanzi in cui gente stupida si dice cose insignificanti. Se quello che ha sempre contraddistinto la cattiva scrittura - la piattezza dei personaggi; un mondo narrativo fatto di cliché e non riconoscibile come umano – è anche ciò che contraddistingue il mondo di oggi, allora un brutto romanzo diventa una geniale mimesi di un brutto mondo.
Se i lettori credono semplicemente che il mondo sia stupido, superficiale e cattivo, allora uno come Bret Easton Ellis può scrivere un romanzo cattivo; stupido e superficiale che diventa un ironico e tagliente ritratto della bruttura del mondo che ci circonda. Siamo d’accordo un po’ tutti che questi sono tempi duri, e stupidi, ma abbiamo davvero bisogno di opere letterarie che non facciano altro che drammatizzare quanto sia tutto buio e stupido?
Nei tempi bui, quello che definisce una buona opera d’arte mi sembra che sia la capacità di individuare e fare la respirazione bocca a bocca a quegli elementi di umanità e di magia che ancora sopravvivono ed emettono luce nonostante l’oscurità dei tempi. La buona letteratura può avere una visione del mondo cupa quanto vogliamo, ma troverà sempre un modo sia per raffigurare il mondo sia per mettere in luce le possibilità di abitarlo in maniera viva e umana.
Non parlo di soluzioni nel campo della politica convenzionale o l’attivismo sociale. Il campo della letteratura non si occupa di questo. La letteratura si occupa di cosa voglia dire essere un cazzo di essere umano. Se uno parte, come partiamo quasi tutti, dalla premessa che negli Stati Uniti di oggi ci siano cose che ci rendono decisamente difficile essere veri esseri umani, allora forse metà del compito della letteratura è spiegare da dove nasce questa difficoltà. Ma l’altra metà è drammatizzare il fatto che nonostante tutto siamo ancora esseri umani. O possiamo esserlo. Questo non significa che il compito della letteratura sia edificare o insegnare, fare di noi tanti piccoli bravi cristiani o repubblicani. Non sto cercando di seguire le orme di Tolstoj o di John Gardner. Penso solo che la letteratura che non esplori quello che significa essere umani oggi, non è arte. Abbiamo tanta narrativa "di qualità" che ripete semplicemente all’infinito il fatto che stiamo perdendo sempre più la nostra umanità, che presenta personaggi senz’anima e senza amore, personaggi la cui descrizione si può esaurire nell’elenco delle marche di abbigliamento che indossano, e noi leggiamo questi libri e diciamo "Wow, che ritratto tagliente ed efficace del materialismo contemporaneo!" Ma che la cultura americana sia materialistica lo sappiamo già.È una diagnosi che si può fare in due righe. Non è stimolante. Quello che è stimolante e ha una vera consistenza artistica è, dando per assodata l’idea che il presente sia grottescamente materialistico, vedere come mai noi esseri umani abbiamo ancora la capacità di provare gioia, carità, sentimenti di autentico legame, per cose che non hanno un prezzo? E queste capacità si possono far crescere? Se sì, come, e se no, perché?"
David Foster Wallace
In ogni caso leggete quel che ha da dire sulla moralità nella letteratura. Uno spunto di riflessione mica male (merce rara, a volte).
"Se la condizione della nostra civiltà contemporanea fa disperatamente schifo, è insulsa, materialistica, emotivamente ritardata, sadomasochistica e stupida, allora qualunque scrittore può sfangarla creando alla bell’e meglio storie piene di personaggi stupidi, superficiali, emotivamente ritardati, e non ci vuole molto, perché quel genere di personaggi non richiede nessuno sviluppo. O descrizioni che siano semplici liste di prodotti di marca. Romanzi in cui gente stupida si dice cose insignificanti. Se quello che ha sempre contraddistinto la cattiva scrittura - la piattezza dei personaggi; un mondo narrativo fatto di cliché e non riconoscibile come umano – è anche ciò che contraddistingue il mondo di oggi, allora un brutto romanzo diventa una geniale mimesi di un brutto mondo.
Se i lettori credono semplicemente che il mondo sia stupido, superficiale e cattivo, allora uno come Bret Easton Ellis può scrivere un romanzo cattivo; stupido e superficiale che diventa un ironico e tagliente ritratto della bruttura del mondo che ci circonda. Siamo d’accordo un po’ tutti che questi sono tempi duri, e stupidi, ma abbiamo davvero bisogno di opere letterarie che non facciano altro che drammatizzare quanto sia tutto buio e stupido?
Nei tempi bui, quello che definisce una buona opera d’arte mi sembra che sia la capacità di individuare e fare la respirazione bocca a bocca a quegli elementi di umanità e di magia che ancora sopravvivono ed emettono luce nonostante l’oscurità dei tempi. La buona letteratura può avere una visione del mondo cupa quanto vogliamo, ma troverà sempre un modo sia per raffigurare il mondo sia per mettere in luce le possibilità di abitarlo in maniera viva e umana.
Non parlo di soluzioni nel campo della politica convenzionale o l’attivismo sociale. Il campo della letteratura non si occupa di questo. La letteratura si occupa di cosa voglia dire essere un cazzo di essere umano. Se uno parte, come partiamo quasi tutti, dalla premessa che negli Stati Uniti di oggi ci siano cose che ci rendono decisamente difficile essere veri esseri umani, allora forse metà del compito della letteratura è spiegare da dove nasce questa difficoltà. Ma l’altra metà è drammatizzare il fatto che nonostante tutto siamo ancora esseri umani. O possiamo esserlo. Questo non significa che il compito della letteratura sia edificare o insegnare, fare di noi tanti piccoli bravi cristiani o repubblicani. Non sto cercando di seguire le orme di Tolstoj o di John Gardner. Penso solo che la letteratura che non esplori quello che significa essere umani oggi, non è arte. Abbiamo tanta narrativa "di qualità" che ripete semplicemente all’infinito il fatto che stiamo perdendo sempre più la nostra umanità, che presenta personaggi senz’anima e senza amore, personaggi la cui descrizione si può esaurire nell’elenco delle marche di abbigliamento che indossano, e noi leggiamo questi libri e diciamo "Wow, che ritratto tagliente ed efficace del materialismo contemporaneo!" Ma che la cultura americana sia materialistica lo sappiamo già.È una diagnosi che si può fare in due righe. Non è stimolante. Quello che è stimolante e ha una vera consistenza artistica è, dando per assodata l’idea che il presente sia grottescamente materialistico, vedere come mai noi esseri umani abbiamo ancora la capacità di provare gioia, carità, sentimenti di autentico legame, per cose che non hanno un prezzo? E queste capacità si possono far crescere? Se sì, come, e se no, perché?"
David Foster Wallace
Antonella Napolitano aka svaroschi
Antonella Napolitano
Da alcuni anni mi dedico alla consulenza nell'ambito della comunicazione per aziende, pubblica amministrazione, politica e no-profit.
Sono editor europeo di Personal Democracy Media e scrivo per TechPresident, magazine online internazionale che analizza l'impatto della tecnologia su politica e società.
Ho collaborato con Diritto Di Sapere, una Ong che si occupa di accesso all'informazione, e tradotto Le cose cambiano, raccolta di testimonianze contro il bullismo omofobico.
Nel 2011 ho pubblicato "LinkedIn. La rete per trovare il lavoro dei sogni" e nel 2013 "Facebook e la comunicazione politica" per Apogeo Editore. Collaboro con l'Unità, SkyTG24 e altre testate.
Nel 2005 sono stata Research Fellow presso il Vassar College di New York.
Lì sono iniziate molte cose della mia vita da adulta, tra cui questo blog.
- - -
Perché svaroschi
Tutti l'abbiamo avuta almeno una volta: la classica prof. stronza che, in più, magari, non sa spiegare o non spiega. Ma ovviamente lei SA tutto e tu sei solo lo studente che non può che dire di sì. Anche se, a diciassette anni, sei più intelligente e brillante di lei che ne ha 50 (ma distinguiamo e lasciamo da parte prof. esigenti e studenti presuntuosi).
A volte però ci si può prendere una rivincita e dimostrare chi vale di più...anche sotto gli occhi di chi ci vuol "mettere sotto".
Accaduto alcuni mesi fa in una classe di quarta liceo linguistico (lo stesso che ho frequentato alcuni anni fa):
Prof: Questa critica di letteratura non è esatta
G.(studentessa): Sì, ho fatto una ricerca ulteriore, oltre ad aver studiato dal libro.
Prof: no, non è esatto...ehm, ma, dimmi, quale sarebbe il critico a cui fai riferimento?
G:uhm, uhm...(non se lo ricorda o forse ha solo inventato l'esistenza del critico)..ah, sì...Svaroschi!!
Prof: Ah, davvero...(interessata)...credo di non aver letto la sua critica a questo autore...in questo caso...uhm, brava, ti metto otto.
Da alcuni anni mi dedico alla consulenza nell'ambito della comunicazione per aziende, pubblica amministrazione, politica e no-profit.
Sono editor europeo di Personal Democracy Media e scrivo per TechPresident, magazine online internazionale che analizza l'impatto della tecnologia su politica e società.
Ho collaborato con Diritto Di Sapere, una Ong che si occupa di accesso all'informazione, e tradotto Le cose cambiano, raccolta di testimonianze contro il bullismo omofobico.
Nel 2011 ho pubblicato "LinkedIn. La rete per trovare il lavoro dei sogni" e nel 2013 "Facebook e la comunicazione politica" per Apogeo Editore. Collaboro con l'Unità, SkyTG24 e altre testate.
Nel 2005 sono stata Research Fellow presso il Vassar College di New York.
Lì sono iniziate molte cose della mia vita da adulta, tra cui questo blog.
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Perché svaroschi
Tutti l'abbiamo avuta almeno una volta: la classica prof. stronza che, in più, magari, non sa spiegare o non spiega. Ma ovviamente lei SA tutto e tu sei solo lo studente che non può che dire di sì. Anche se, a diciassette anni, sei più intelligente e brillante di lei che ne ha 50 (ma distinguiamo e lasciamo da parte prof. esigenti e studenti presuntuosi).
A volte però ci si può prendere una rivincita e dimostrare chi vale di più...anche sotto gli occhi di chi ci vuol "mettere sotto".
Accaduto alcuni mesi fa in una classe di quarta liceo linguistico (lo stesso che ho frequentato alcuni anni fa):
Prof: Questa critica di letteratura non è esatta
G.(studentessa): Sì, ho fatto una ricerca ulteriore, oltre ad aver studiato dal libro.
Prof: no, non è esatto...ehm, ma, dimmi, quale sarebbe il critico a cui fai riferimento?
G:uhm, uhm...(non se lo ricorda o forse ha solo inventato l'esistenza del critico)..ah, sì...Svaroschi!!
Prof: Ah, davvero...(interessata)...credo di non aver letto la sua critica a questo autore...in questo caso...uhm, brava, ti metto otto.
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