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mercoledì, settembre 14, 2011

New York 2011

Il consueto album delle vacanze da New York: anche stavolta un po' di foto all'High Line che cresce e continua ad essere uno dei miei posti preferiti.

mercoledì, giugno 29, 2011

New York: una vittoria politica più improbabile di quanto sembri

Dovevo segnalare questo pezzo già da qualche giorno, mi è tornato in mente oggi dopo un lungo discorso sui risultati politici e sociali, le cause, i fattori, la politica e la partecipazione.

In un periodo in cui c'è un malinteso senso di governo dei processi da parte della gente, dei movimenti, dei partiti che "devono ascoltare" (e devono ascoltare) e "non devono parlare" (e no, invece, devono), il New York Times spiega l'improbabile combinazione di forze che ha portato all'approvazione dei matrimoni per le coppie omosessuali nello stato di New York, venerdì scorso.
Il voto, va ricordato, è avvenuto in un senato a maggioranza repubblicana: sono quindi stati decisivi i voti di alcuni senatori repubblicani. Le forze in campo?
The story of how same-sex marriage became legal in New York is about shifting public sentiment and individual lawmakers moved by emotional appeals from gay couples who wish to be wed.
But, behind the scenes, it was really about a Republican Party reckoning with a profoundly changing power dynamic, where Wall Street donors and gay-rights advocates demonstrated more might and muscle than a Roman Catholic hierarchy and an ineffective opposition.
And it was about a Democratic governor, himself a Catholic, who used the force of his personality and relentlessly strategic mind to persuade conflicted lawmakers to take a historic leap. 
Un articolo dettagliato che mostra come certi processi siano complicati e mettano in campo politica, partecipazione, individualità e interessi economici ed elettorali, con tutte le luci e ombre di un contesto del genere.
Scontato che funzioni così? Forse sì, forse dovremmo ricordarcene più spesso quando cediamo (o sentiamo cedere) alla tentazione di lodare i nuovi "superpoteri della gggente", senza relativizzare e porre queste nuove forme di partecipazione e azione in un quadro più ampio ed articolato. Più complicato di quanto vorremmo, magari.

lunedì, giugno 06, 2011

mercoledì, giugno 01, 2011

On hiatus


BB's spiderweb, inserito originariamente da farenheit_81.

lunedì, maggio 25, 2009

If anything goes wrong, PDF will be my constant

Dopo l'edizione 2007 e quella 2008 e, giuro, mille peripezie...

si torna al Personal Democracy Forum - edizione 2009!!!

Cosa è PDF? La più importante conferenza che si occupa del rapporto tra tecnologia e politica.

Cioè?
Beh, fatevi un'idea da quello che è successo lo scorso anno:



(...ah, quando? 29 e 30 giugno)

mercoledì, luglio 02, 2008

PDF 2008 - Lawrence Lessig: The declaration for independence

La presentazione di Lawrence Lessig al Personal Democracy Forum vale la visione, non solo per il tema importante, la lotta alla corruzione del Congresso USA, ma anche per l'esposizione in sè.




Ecco qui, datemi un po' voi una stima di quanto ci avrà messo a prepararla.
Ad ogni modo mi ha colpito moltissimo per la sicurezza e la convinzione.
Il paradosso è che è esattamente una di quelle cose per cui si potrebbe dire "eh, niente di nuovo", ma poi alla fine nessuno lo dice mai, o comunque mai in modo serio e attivo.

mercoledì, giugno 25, 2008

PDF e l'investimento nelle idee

(mi scuso per la mancanza di accenti. Da' piu' fastidio a me che scrivo che non a chi legge, ve lo assicuro. Ah, riporto alcuni di questi pensieri anche su Kublai, mi pare pertinente)


Alcuni appunti in fretta perche' il sonno e' tiranno and jetlag is a bitch.
I primi giorni a New York sono stati piu' che intensi. Il weekend e' passato tra arrivo, giri per Harlem, pranzo BBQ (yuuum!), e l'ultima visione del mio musical del cuore (e' ufficiale, lo so tutto).
Gli ultimi due giorni invece li ho trascorsi al Personal Democracy Forum, tra speaker interessanti, incontri ancora piu' interessanti, suggestioni, idee su come la tecnologia sta cambiando la politica e l'impegno civico.
Tutto ancora a spasso nella mia mente e nella mia agenda: sprovvista di computer, infatti, ho messo gli appunti su un molto tradizionale cartaceo quaderno. Sergio e Antonio hanno egregiamente provveduto a scrivere impressioni e commenti live.
Un po' di cose, immagini, persone sono nella mia testa, il che vuol dire che devo sbrigarmi a scriverne, altrimenti qualcosa mi sfuggira'. La buona notizia - ne parlavamo oggi con Sergio - e' che non siamo poi molto indietro, o meglio, gli americani non sono molto piu' avanti in termini di risultati*.

La cattiva notizia per noi, se vogliamo, e' esattamente la stessa: cioe' in America non hanno niente piu' di noi, hanno completato un primo passaggio che noi faticosamente stiamo intraprendendo (consapevolezza delle possibilita' del mezzo, tentativi di mettere in pratica tali possibilita' etc) ma ancora si stanno chiedendo "What's next?", anche se con ottimismo e la certezza che molto si potra' fare e che le cose stanno per cambiare, ad ogni modo.
E per noi e' una cattiva notizia perche' il fatto che le nostre iniziative siano poche e non connesse vuol dire che non c'e' ottimismo, ne' voglia di fare se non ci sono risultati a breve termine.
Non c'e' tanta attenzione a come si svolgono i processi, ne' voglia di rischiare, non c'e' investimento. E non parlo di soldi, cosa di cui spesso ci si lamenta (ed e' un altro discorso ancora), parlo di idee. E se non siamo disposti a investire tempo, impegno, passione...di cosa parliamo quando parliamo di idee?



*e anzi, a livello governativo, non sfruttano appieno alcuni strumenti che gia' hanno (un esempio su tutti: il Freedom of Information Act. Ne parlero' in modo piu' esteso)

venerdì, giugno 20, 2008

Menouno/ You go, girl

Allora:
- ho stampato il biglietto aereo (e continuo a fare periodiche preghiere che non succeda nulla fino a domani - Alitalia, you know...)
- di là ho avvisato
- i biglietti per Rent ce li ho
- anche oggi ho assillato Sergio con le mie ansie pre-viaggio - e anche oggi lui non mi ha mandato a quel paese
- ho trovato l'elenco dei bar di New York che trasmettono le partite degli Europei - sono un tour operator da applausi ;)
- ho trovato un'ora per andare dal parrucchiere
- ho ritirato i dollari - con peripezie che...chevvelodicoafare...
- ho rincontrollato ottomila volte il programma del Personal democracy forum: dire denso è un eufemismo
- ho trovato ulteriori motivi di ansia
- ho segnato i numeri di telefono e l'indirizzo di Sara

(ho sbirciato un po' di assemblea nazionale del PD...e ho pure comprato il Riformista, pensa le cose che si fanno, alle volte)

...direi che ci siamo...mh, anzi, facciamo che almeno comincio ad aprire la valigia, eh.
Aggiornamenti da quell'altro lato dell'Atlantico, a un certo punto!

mercoledì, giugno 18, 2008

Menotre/ Il giorno in cui si ringrazia Josh (e si pubblica in inglese!!)

Di Josh Levy e di TechPresident ho già parlato un sacco di volte, così come dell'ammirazione e dell'entusiasmo verso quello che fanno, non ultimo il Personal Democracy Forum, a cui parteciperò la prossima settimana in compagnia di Sergio e Antonio, che qui spiega brevemente di cosa si parlerà.

Per me quindi è come la realizzazione di un piccolo sogno essere riuscita a scrivere un post in inglese su TechPresident per parlare di una cosa che mi sta molto a cuore, il progetto 10domande (qui una sintesi dell'esperienza).

E alla fine eccolo qui, il post!

Nelle ultime 24 ore Josh, oltre ad aver trovato il tempo di leggere e sistemare le mie due pagine in inglese, mi ha anche dato una mano al volo a risolvere un piccolo problema pratico per reperire i biglietti per andare a vedere Rent - una ossessione della sottoscritta, in case you're wondering - con una tempistica del genere "detto fatto": dalla manifestazione del problema alla sua risoluzione in quindici minuti (tralasciamo l'immagine della sottoscritta zompettante per l'ufficio).

Avendo passato le ultime 24 ore a ringraziare Josh, mi pare giusto concludere la giornata con un post, approfittando per segnalare la sua prossima avventura lavorativa, davvero molto interessante.

lunedì, giugno 16, 2008

Menocinque / Le case degli altri

Confesso: anche oggi ho guardato Apartment Therapy e sbirciato le case di New York in cui non vivrò mai.
Confesso: anche oggi ho assillato un paio di amici via mail e via IM sull'eventuale modo di riuscire a ovviare all'assunto di cui sopra.

(per la cronaca uno mi ha risposto seriamente, l'altro ha ripiegato su un evergreen: "sposa un uomo ricco")

La giornata fa registrare anche:
- ordinazione di dollari presso la banca
- invito a cena di amica giornalista gastronomica
- promessa di giro in quartiere di Brooklyn da parte di autoctoni
- i miei compagni di viaggio che mi danno carta bianca sull'organizzazione dei loro cinque giorni scarsi a New York. Per la serie "I made a huuuuuge mistake" (chi capisce la citazione vince regalo).

giovedì, giugno 12, 2008

Menonove/ 545.600 minuti (conto alla rovescia)

"L'estate scorsa lo hai fatto due volte di fila, sicura di non voler cambiare?"
"Cioè secondo te...è l'ultimissima occasione che ho *nella vita* e dovrei rinunciare?"
"Sei de coccio"
"Me lo hanno già detto oggi, sai"
"Quantifica in migliaia di volte"

martedì, giugno 10, 2008

Menoundici / Spostamenti



Spostamenti/1
Dear MTA New York City Transit,
vediamo quanto mi fai divertire in questa settimana! :)

Spostamenti/2

Io: Ehi, il 21 vengo a New York per una settimana!!
M: Eh, ma io adesso non vivo più lì, sono a Madrid e il 22 torno in Italia.

lunedì, giugno 09, 2008

Menododici / Il candidato



Obama vince la nomination delle primarie più lunghe di sempre. Il tempo di tirare il fiato e via con le presidenziali vere (come se fino ad ora...), ne parleremo al Personal Democracy Forum.
Intanto, per chi fosse interessato, un po' di pensieri della sottoscritta pubblicati su Apogeonline sull'intelligente campagna online di Obama. Se avete osservazioni o commenti fatemi sapere.


Nota: sto leggendo "Mousepads, shoe leather and hope", raccolta di saggi di consulenti e attivisti della campagna di Howard Dean.
Nonostante sia consapevole che quella sia una loro storia, un altro contesto ecc non posso fare a meno di entusiasmarmi man mano che leggo e, in qualche modo, ascolto le voci di chi c'era. Tutti più o meno inconsapevoli di quello che stavano facendo, e questa è parte della bellezza della cosa.

domenica, giugno 08, 2008

Menotredici / Come John Steinbeck

New York è una citta brutta e sporca. Il suo clima è insopportabile, la sua politica serve solo a mettere paura ai bambini, il suo traffico è pazzesco, i suoi ritmi competitivi micidiali. Bisogna però dire una cosa: quando si è vissuti a New York per un certo periodo e la città è diventata un po' casa vostra, non si trova più un posto che sembri altrettanto bello.
Qui c'è tutto, gente, teatro, letteratura, editoria, import, affari, omicidi, aggressioni, ricchezza e povertà. Tutto di tutto. La città è instancabile e la sua aria è carica di energia. Non mi capita mai altrove di lavorare così a lungo e con tanto impegno senza provare fatica.


John Steinbeck, 1953
(in "I segreti di New York", C. Augias)

domenica, marzo 09, 2008

Un invito al Personal Democracy Forum

(tu, sì, proprio tu, hai bisogno di essere convinto. Allora io ci provo, eh...)


Questa settimana ho finalmente comprato i biglietti aerei per New York, il prossimo giugno: anche quest'anno andrò al Personal Democracy Forum.
La conferenza esplora il rapporto tra tecnologia e politica, è organizzata dal gruppo di TechPresident (il contrario, in realtà: gli organizzatori della conferenza hanno creato TechPresident) e ha un elenco di speaker di altissimo livello.
E questo è quello che potrebbe dire chiunque guardi il sito con un po' di cognizione di causa.

Quello che posso dire io, essendoci stata, è che non mi era davvero mai capitato di passare due giorni così pieni e stimolanti, così carichi di idee e in un ambiente così completamente rilassato. E mi riferisco agli speaker, ma anche alla tantissima gente che vi ha preso parte.

Si dice e si sente dire spesso che siamo in ritardo su molte nazioni, USA in primis. Certo, questo è vero per molti aspetti e per molti motivi. E non è nemmeno detto che qui si debba fare lo stesso percorso, ma non credo ci sia niente di meglio del guardare cosa ne pensa - e quali soluzioni trova - chi ha un po' più di esperienza e un contesto diverso alle spalle. Voglio dire, le buone idee non si sa quasi mai da dove vengano o dove possano arrivare...


Lo scorso anno, quando ho letto della conferenza, ho pensato che mai avrei avuto occasione di essere a New York e di prendervi parte - ed è andata diversamente. Anche quello è stato l'inizio di un po' di cose ed è anche per questo che ho deciso di organizzarmi per tornare. A fine conferenza ho pensato che era stata un'occasione unica, e mi sbagliavo anche allora.
(Certo, un volo intercontinentale e una manciata di giorni a New York non sono una cosa semplice, ma in qualche modo...)

Ci sarebbero ancora molte altre cose da dire, e non escludo di parlarne ancora, ma, insomma, questo era per dire...vieni anche tu?


N.B. Poi, dopo questa tirata seria e sentita, mi toccherà sentirmi le persone che mi diranno "Eh, sì, la conferenza...tu ci vai per New York!!". E l'amore non si può negare, certo, però non è proprio solo così.
C'è anche da dire che, da quando ho acquistato i biglietti, sono più o meno di questo umore:


Davey Dance Blog -26- BROOKLYN BRIDGE - Ace Frehley - "NY Groove" from Pheasant Plucker on Vimeo.

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martedì, dicembre 18, 2007

Coney Island State of Mind (e le foto delle finte miniature)


Coney Island of the Mind, originally uploaded by Manzari.

Guardando le foto di uno dei miei contatti su Flickr sono arrivata a questa immagine di Coney Island e dopo aver pensato che era una miniatura fatta benissimo (chi ha visto la settima serie di CSI ha pensato come me: "Miniature killer, miniature killer"?) mi è venuta la curiosità di conoscere il significato della parola tilt-shift, che avevo trovato nella stessa pagina.

E così ho scoperto che Tilt-Shift miniature faking è un'espressione che indica una particolare tecnica fotografica che fa in modo che una foto di un paesaggio reale sembri ritrarre una miniatura:

"By distorting the focus of the photo, the artist simulates the shallow depth of field normally encountered with macro lenses making the scene seem much smaller than it actually is. Many miniature faked photographs are taken from a high angle to further simulate the effect of looking down on a miniature. Objects oriented horizontally [...] make better subjects for tilt-shift miniature faking than vertically oriented objects."

Insomma, queste foto, di cui segnalo un gruppo su Flickr (io adoro questa degli Champs-Elysées), a quanto pare...sono proprio vere!!

martedì, dicembre 11, 2007

Labyrinth Books, la libreria sotto casa.

Una delle cose che più mi piacevano del posto in cui ho vissuto questa estate era avere finalmente una libreria a due porte da casa mia, che per una dipendente dalla carta stampata è come avere il paradiso sotto casa. O lo spacciatore, fate voi.

La Labyrinth Books era aperta fino alle dieci di sera nei giorni feriali e fino alle otto in quelli festivi e aveva libri di ogni genere, inclusi quelli usati (tenuti benissimo e a prezzi ridicoli!), riviste varie più quelle della Columbia University, che era proprio lì accanto.

Quando ho fatto la tessera (non scrivo di quanto è stata la prima spesa solo perchè il blog lo leggono pure i miei genitori e loro erano i finanziatori più o meno consapevoli ;-)) mi sono iscritta alla loro newsletter. Oltre agli annunci di sconti, eventi e varie iniziative, ho particolarmente apprezzato la mail in cui hanno spiegato alcuni cambiamenti avvenuti:

To all members of our community,

Having negotiated our independence and dissolved the partnership that founded Labyrinth Books on 112th St, we have changed our name to Book Culture. The outward indications of this change will appear one by one in an effort to make a gradual transition. I and all the staff here are extremely proud and happy to be 100% local and 100% independent.

Our commitment to being a great academic bookstore is still paramount to our mission. We’re going to try even harder to be the most interesting, complete and valuable bookstore possible, while trying to be more of a neighborhood store as well, carrying more magazines, mass market titles, and travel guides; generally becoming a more attractive and comfortable place to browse and visit.

If you haven’t been by in a while, do come in for a visit. And please feel free to spread the word about our newfound identity and independence.



Nella mail seguiva poi tutta la storia della libreria e dei proprietari e le motivazioni e le circostanze dei vari cambiamenti. Anche se ho vissuto in quel quartiere solo per pochi mesi conoscere la storia di un posto tra i miei preferiti è qualcosa che mi ci ha fatto legare un po' di più ed è uno dei motivi per cui continuo a leggere la newsletter da cima a fondo anche se non è più la libreria sotto casa.

Nel mio piccolo (mio e di Sex and the City)

Ecco, non è niente di importante però il trailer del film di Sex and the city io l'avevo messo qui venerdi, prendendolo da YouTube, da un account che mi sembra ragionevolmente "ufficiale" e legato al film - non ne sono sicura e non è importante.
Repubblica lo mette online oggi e insomma, non è che ci sia tutta 'sta qualità di visione, eh.

Ora, per carità, l'oggetto non è fondamentale (anche se sulle homepage dei quotidiani nazionali ne vedo parecchie di cose molto meno che fondamentali), però, per dire, avrebbe anche un seguito anche qui, dato che ormai la serie tv è diventata un cult.

Insomma, la riflessione è "laterale"...e mi serve da scusa per dire che mi sa che tocca organizzare la gita a New York a fine maggio! ;-)