giovedì, agosto 31, 2006

Letture estive

"... Ma il denigrare quelli che amiamo ci allontana sempre un poco da loro. Non bisogna toccare gli idoli: la polvere d'oro che li ricopre potrebbe restarci attaccata alle dita."
Madame Bovary, G. Flaubert

lunedì, agosto 28, 2006

Black-out

Le mie vacanze sul Gargano, da sempre nello stesso posto, sono state per anni croce più che delizia, trattandosi di luogo piccolo, senza molto da fare - e quando sei adolescente l'irrequietezza è la norma.
Quest'anno invece, complice la sequenza laurea - precarietà - precariato - dubbisulfuturo - personecarechevannoaviverealtrove - illusioni - delusionidasmaltire - totaleassenzadiidee - ansievarieedeventuali avevo bisogno di un periodo di pausa, di staccare da tutto, computer, persone, fretta.
E questo tipo di vacanza è stata una benedizione per il topolino di città che altro non sono. Una benedizione fatta di letture, silenzio, piccole cose. Dalle passeggiate in pineta al comprare il pesce al mattino presto dai pescatori.

L'ultima sorpresa (vabbè, io mi sono sorpresa pure quando ho visto i ranocchi, perchè non ricordo di averne mai visti dal vivo) è arrivata nelle ultime sere, mentre cenavo sul balcone.
C'è stato un black-out. Non a casa mia, nel paese intero. Non c'era una sola luce che fosse una.
Un paese al buio. E io, guardando in alto, ho visto le stelle. Non due, dieci, venti, come sempre, ma migliaia, milioni....polvere di stelle, ho detto io. La Via Lattea, mi ha spiegato qualcun'altro.
Il cielo che si riempiva di polvere di stelle.
Embè?
Uhm, non so voi, ma io la Via Lattea non la vedevo da un sacco.
Dite voi se la polvere di stelle non è un buon motivo per restare a bocca aperta.

giovedì, agosto 24, 2006

Un'ombra pericolosa...

Dopo un giro per i blog mio fratello mi chiede:
"Senti, tu che sai tutto dei blog...mi sai mica dire chi è questo Ombra?"
"No idea"
"E dai...niente?...nemmeno quelli del Thriller Team sanno niente?"
"Uhm, direi che per ora brancoliamo nel buio...non ho mica capito bene di cosa si tratta..."
"Comunque, è divertente, sai: a quanto pare, anche Ombra non è diverso da altri...in questi tempi di intercettazioni telefoniche non si salva proprio nessuno, nemmeno lui..."
"Già...chi sarà questo agente?"
"QuestA agente...a quanto pare si è divertito a mettere in giro anche la foto della sua prossima vittima...uhm, se non altro non ti somiglia..."

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mercoledì, agosto 09, 2006

Lost...anche all'università!

Farà storcere il naso a qualcuno ed esultare altri, forse...In ogni caso Lost è un tale fenomeno che arriva anche all'università!
Un seminario di scrittura della Vanderbilt University, in quel di Nashville, sarà incentrato proprio sulla serie TV.
John Sloop, il professore che ne sarà titolare, ne parla (c'è un podcast in cui spiega l'idea) e chiede feedback su Xark.
Chissà come andrà...

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domenica, luglio 30, 2006

State buoni se potete. O anche no.

Allora, i libri sono in valigia (incluso "il libro misterioso" di cui potrei anche vergognarmi un po'), il dvd con la seconda parte dell'ultima serie di Veronica Mars pure, e alcune attività sono già in programmazione.
Non ho ancora comprato il cavo per connettere il computer al cellulare quindi i miei contatti saranno...a data da destinarsi...magari prima del previsto, se trovo il cavo benedetto!!
Quanto a me espierò i peccati trascorrendo parte delle prossime due settimane sola con mia madre ("Aiutatemi!" - tipo De Sica nella pubblicità) e intenta nelle attività di cui sopra. Gli ospiti sono bene accetti e qualche posto in letto in più c'è.
Nel frattempo voi potreste per favore fare qualcosa per questo buco dell'ozono, chè non se ne può più?!

Bonus track: Converge South 2006 è in preparazione. Se non sapete cos'è leggete qui (dalla mia viva voce). Io sto cominciando a pensarci...Qualcuno si aggrega?

Add: Sempre in tema di conferenze a fine settembre (27-29) c'è Picnic '06 che, a dispetto del nome, è una conferenza sulla crossmedialità...tra gli altri Dan Gillmor, Craig Newmark, Dave Winer, Marc Canter e molti altri. Ah, è ad Amsterdam...e credo che il picnic lo facciano davvero! :-P

giovedì, luglio 27, 2006

La frase del mese, decisamente

A volte penso che è una grossa cosa che alcune conversazioni vengano effettuate via messenger proprio perchè si possa tenere traccia delle suddette conversazioni.
Per una serie di motivi, tra i quali quello di tenere memoria di certe esatte parole che ti vengono dette...

"...sti uomini! zucchine! zucchine!...
...guarda, stai dicendo che una zucchina voleva frequentarti. Io non lo direi in giro...
però
in un mondo di zucchine uno spera almeno in una melanzana, dirai..."

martedì, luglio 25, 2006

Ranting...(Venezia e altre cose)

Saltiamo il momento in cui cerco di trovare un modo carino e simpatico di dire che Venezia è bellissima, che è umida, che ci sono le gondole e tutte le ovvietà che si sanno anche senza andare a Venezia.
Allora vi dico che è meglio andarci a inizio settimana, lunedi va bene, anche se ci sono in giro i crocieristi, cioè quelli che partono con le navi da crociera. Per cui martedi dovrebbe essere ideale, mi dicono dalla regia.
Tanto in piazza San Marco trovate sempre un sacco di gente, una fila chilometrica per entrare nella basilica e - aaargh!! - tonnellate di orridi piccioni, gente stupida che li sfama e che, anzi, spende anche dei soldi per comprare il mangime (ma per piacere, e vabbè l'igiene, che magari avete diverse concezioni...ma nessuno ha mai nemmeno visto "Gli uccelli"?).
Ah, piazza San Marco è più lunga e meno larga di quello che sembra...dopo che ho avuto la stessa impressione con Notre-Dame, comincio a pensare di avere un senso delle proporzioni piuttosto sfasato O che la televisione fa sembrare tutto molto più grande.
Poi: andate a Venezia, chè ne vale la pena, e non badate al fatto che sono sul "brontolone" andante.
Fa caldo, questa città è vuota, devo comprare un libro che non ho voglia di comprare (ma so che devo) e devo pure leggerlo. Devo aspettare altre 48 ore per tornare a casa e poi altrettante prima di andare al mare. Devo fare una mega valigia e un viaggio in treno e la cosa non contribuisce al buon umore. Devo dare rispostacce a qualcuno ma i candidati latitano (altro motivo per cui meritano rispostacce). Non vedo l'ora di avere tra le mani il mio nuovo libro dei Boondocks, in questo momento Huey Freeman è l'unico spirito che sento affine (anche se vorrei avere la sua stoffa sulle teorie del complotto).
La prossima settimana, quando il mio maggior problema sarà quale costume da bagno indossare per andare al mare, andrà meglio, ci scommetto.

venerdì, luglio 21, 2006

Holi-day (diciamo così)

Giorni di lavoro intenso, multi(multi!)tasking. Per il resto conversazioni a orari improponibili con le persone che frequento di solito, conversazioni rimandate da tempo, tentativi - spesso vani - di formulare proponimenti intelligenti (io do la colpa al caldo, ecco!).

Tra una settimana a casa, e al mare, non perchè non potessi andarci prima a dire il vero. Forse solo perchè in questi giorni in cui sono attiva e ho l'idea che quel che faccio ha un vago senso.
Ah, e sto lavorando in un luogo freschissimo, uno studio a piano terra (e interno) nel centro storico di Bologna. Pieno di libri e con due gatti, il che equivale a dire che è un bell'ambiente di lavoro.
Però, dato che delle vacanze che fa la gente normale non se ne parla, il prossimo spostamento sarà lunedi a Venezia.
Sì, fine luglio non è il massimo per una giornata a Venezia che sarà prevedibilmente piena di gente - turisti!! - oltre che calda e umida, anche più di Bologna...come dire, non ci facciamo mancare niente!
Inutile dire che se qualcuno vuole aggregarsi o farsi vivo tra una gondola e un canale...


Sono previsti inviti, incontri e probabili sviluppi bizzarri per le mie vacanze...vedremo...
In ogni caso per buona parte di agosto sarò sul Gargano, ora lo sapete...

domenica, luglio 16, 2006

I giorni dell'abbandono (titolo melodrammatico ingiustificato)


Il titolo è suggestivo, ma ingiustificato, appena un po' simbolico.
I giorni dell'abbandono sono quelli in cui la tua coinquilina da quasi sei anni parte per andare in una nazione un po' sperduta, mal collegata e anche un po' pericolosa. Lo fa per un progetto in cui crede ed è la prima vera cosa che fa da tempo e che le piace davvero: la scelta migliore, in teoria (sempre che non si ritrovi coinvolta in qualche colpo di Stato, ipotesi peraltro non remotissima). Poi hai un bel dire che da quando ha un ragazzo non c'è mai, che ha un carattere difficile da gestire e che magari si finirebbe a litigare se restasse. Ci sono solo tre persone con cui vivo e che “vivo” quotidianamente, nel bene e nel male, da quando mi sono trasferita a Bologna. E una va via per un anno.

I giorni dell'abbandono sono anche quelli in cui ti rendi conto che vali un pochino troppo per certe persone. E alla fine è solo una delusione, non fa nemmeno male, altrimenti non troveresti così divertenti i commenti dell'amica più sarcastica (“sounds like a winner”).

Sono anche i giorni, poi, in cui anche tu abbandoni l'idea di far funzionare delle cose solo con l'impegno e la buona volontà, ché non sempre basta, i giorni in cui vedi che gli equilibri cambiano, che la gente parte e va a vivere altrove e tu non puoi farci niente, che la tua vita cambia e tu hai un controllo molto relativo sulle cose. E allora abbandoni i soliti modi di fare e di pensare, e cominci ad affrontare un problema alla volta. Man mano che si presentano. E rinunci ad affannarti perché, tanto, non sei nelle condizioni di fare programmi a lungo termine. Diciamo tra i cinque minuti e una settimana.

In questi giorni dell'abbandono non ho quasi toccato il computer e me ne sono accorta solo dopo. Non ho preso fiato e ho aspettato con ansia il lunedi. Il weekend è stato una specie di hangover, un post-sbornia senza aver bevuto, la testa pesante, i pensieri per la testa e il sonno da recuperare.

Nei giorni dell'abbandono ci sono io, abbastanza diversa da prima e abbastanza soddisfatta di me stessa. Non so ancora rispondere alla fatidica domanda (che tutti mi fanno): “Cosa vuoi fare da grande?”. Non sono sicura di quali sogni ci siano nel cassetto, devono essere finiti in fondo. Se apro e ci guardo dentro, nel cassetto ci sono le domande. Sono lì dentro così non mi danno noia mentre faccio le cose serie. Ogni tanto, se è il caso, do una sbirciatina.
Prendo fiato e ricomincio. Va bene così.

Lettera a un giovane cinefilo

Egregio dott. magistrale Giovane Cinefilo,
innanzitutto, nell'attitudine da maestrina che Lei mi riconosce e che, talvolta, mi è propria, Le specifico che questo è più che altro un surrogato del biglietto di auguri che non ho fatto in tempo ad acquistare. Inoltre, faccio presente, la cosa in sè è molto appropriata, dato che Lei è l'unica persona che conosca ad avere realizzato una tesi sui blog, come anche la sottoscritta.

Sono lieta di aver contribuito alla sua valida causa evitandoLe, se non altro, l'avvicinarsi della follia. Mi è stato però impossibile fare qualcosa per la sua ansia patologica ma spero che la laurea appena conseguita e smodate dosi di alcol abbiano compensato in questi due giorni.
Non so ancora quando ci vedremo, ma le porgo i miei più sentiti auguri per il futuro...e la pianti di diventare ansioso per ogni fesseria, per favore!!

Confermandole la mia stima per frasi come "Andare a vedere Vita smeralda è come comprare l'ultimo disco di Ligabue perché anche tu sei già dentro l'happy hour" e soprattutto per la disinvoltura con cui ha vestito contemporaneamente il completo gessato e la cravatta con gli ippopotami nel giorno della sua laurea, le porgo cordiali saluti!!

svaroschi

Seriously?!* (aka Sfumature da legge di Murphy)

Per sentito dire (diciamo così):

  • "Lei mi sembra un po' giovane per questo lavoro?" - e anche: "...ma lei è brillante e con il suo curriculum chissà quante cose troverà..."
  • "Dovremmo frequentarci" - ma anche: "Non ho l'attenzione e la testa in questo periodo"
  • "Finalmente abbiamo riparato la tapparella...dopo quattro anni!!" - e due giorni dopo: "Se non l'avessimo riparata avremmo lasciato la finestra chiusa e il vetro della finestra non si sarebbe frantumato in mille pezzi!"

E soprattutto:

"Prima cade una cartolina. Poi cade il borsone dall'armadio in piena notte e senza motivo. Poi la chiave non entra più nel portone. Poi, al primo colpo di vento, la finestra sbatte e il vetro si rompe in mille pezzi...non so cosa pensare..."

"Quando i vetri sono caduti fuori dalla finestra, hai pensato anche tu le parole 'omicidio colposo'?"

"Io chiamo l'esorcista"

* solo per chi vede Grey's anatomy (in inglese, però)

giovedì, luglio 06, 2006

"I hope gli Azzurri kick some French ass"


Notre-Dame, originally uploaded by farenheit_81.
Cercavo qualcosa di originale per segnalare che ho messo online le altre foto di Parigi e, dato che ultimamente la mia fantasia è quantomai scarsa, ho dovuto aspettare che i francesi vincessero la semifinale e che la mia amica italoamericana Maria mi scrivesse e si producesse in una delle magnifiche frasi miste che tanto mi facevano divertire durante la mia permanenza a Vassar.

Insomma, le foto sono qui!!


Enjoy!

mercoledì, giugno 28, 2006

E dicevano delle autostrade dell'informazione...


Dopo alcune recenti conversazioni sulla Net Neutrality, il mio videoblog di riferimento ha dedicato il Casual Friday a una esemplificazione visiva della Net Neutrality.

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The People Formerly Known As The Audience

"The people formerly known as the audience are simply the public made realer, less fictional, more able, less predictable. You should welcome that, media people. But whether you do or not we want you to know we’re here".
Dopo la BloggerCon IV - "empowering the users", Jay Rosen fa delle considerazioni, da par suo, su utenti, consumo e produzione di contenuti.
Ci sono i consumatori che vogliono decidere le modalità del consumo e quelli che vogliono produrre contenuti. Ma soprattutto, spiega Rosen nei commenti, nessuno sta dicendo che "the people" have the power now, and the media lost theirs. It says there's been a shift in power. (And there has, but only a partial one.) It also speaks of a new "balance of power," which is another way of talking about a limited change.

[Limited change...capito?]

Chez Dan Gillmor, c'è anche chi ha da ridire, come Seth Finkelstein: <<If I do volunteer journalism, but it is not propagated by A-list gatekeepers, and not appealing enough for the popular sites, it’ll be ignored. That’s “audience”. And what happens if the professional journalist just doesn’t care if he or she gets it wrong, as long as it brings in the crowd? That’s “audience”>>.


In effetti il dubbio, in giro per i commenti, è sempre il medesimo: come possono cambiare le cose se il singolo blogger scrive cose valide, ma non ha accesso a un ampio pubblico?


(Uhm...e La Coda Lunga?)




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martedì, giugno 27, 2006

Cronache parigine/2

A mangiare cibo francese uno dovrebbe supporre che i francesi abbiano le arterie completamente ostruite da burro puro (pare di no)!
Ma è anche vero che, quando è buono, il cibo francese dà soddisfazione!
Insomma, per dire che nei pressi del Centre Pompidou c'è un ottimo ristorante francese nel quale ho usufruito di un tardivo regalo di laurea a base di crema di lenticchie con foie gras, boeuf alla Strogonoff e dolce al cioccolato con cioccolato liquido dentro!
Da qualche parte, se vi serve, ho il bigliettino col nome del ristorante - prenotare è fortemente consigliato!

N.B. c'è ancora - e sempre - tempo per i regali di laurea, eh! Nessuno si senta escluso! :P


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lunedì, giugno 26, 2006

Cronache parigine/1

Uno degli eventi di questo viaggio a Parigi è stata la possibilità di vedere una mia amica di Vassar, anzi una mia compagna di classe. Nora è di Chicago, si è laureata un mese fa in sociologia, adora cucinare, ha origini ceche e italiane e ha - parole sue - una "unhealthy obsession with music".

La prima cosa che mi ha detto Nora, reduce da un viaggio in Marocco che l'ha stregata, è che voleva assolutamente andare nella "north-african neighborhood". Da perfetta ignorante quale sono non ne sapevo nulla e così l'ho seguita. Poi qualcuno mi ha anche chiesto se si trattasse di qualche zona coinvolta nei disordini delle banlieue di cui si è parlato nei mesi scorsi. Tutt'ora non lo so e il pensiero non mi ha minimamente sfiorato (sono anche una perfetta incosciente? chissà!).

Arrivati alla Goutte d'or, è però inevitabile notare che la guida Lonely Planet di Nora ha ragione quando dice che all'uscita della metropolitana saremmo state assediate da gente che distribuisce volantini che reclamizzano medium e cose del genere...e che saremmo state "attentamente scrutate dagli uomini" (lo ripeto a Nora in italiano usando queste parole e lei ne è divertitissima).
Il quartiere è senza dubbio popolare, un po' sporco, molto movimentato, colorato e...sovraffollato!! Davvero, è letteralmente brulicante di persone. Probabilmente la zona è più simile a una città del Nordafrica che a una capitale europea...in ogni caso sembra di essere anni luce lontani dalla zona di Notre-Dame da dove abbiamo preso la metro.
Nora è alla ricerca di alcuni oggetti tipici e di un suk che alla fine non troveremo. Questo non ci impedisce di gironzolare tra i negozi, ricevere commenti irripetibili (perchè fatti in lingue sconosciute), mangiare un ottimo couscous e chiacchierare con i proprietari del locale dove mangiamo. Manco a dirlo, dei Mondiali di calcio!

La chicca della giornata è una drogheria dove Nora si entusiasma causa massiccia presenza di spezie di cui entrambe non sospettavamo l'esistenza...in molti casi, in realtà, non sappiamo renderci conto di cosa siano perchè non sappiamo tradurre dal corrispettivo francese alla nostra lingua (una qualunque delle due!)!
A un certo punto stiamo per andare a pagare quando il proprietario esce improvvisamente dal bancone, prende un oggetto che all'inizio non riconosco e sembra accovacciarsi.
Stupite, ci avviciniamo...e ci rendiamo conto che sta pregando!
Con discrezione ci allontaniamo in fondo al negozio per tornare quando ha finito.

Devo dire che, pur sapendo benissimo di che si tratta, era la prima volta che mi capitava di vederlo con i miei occhi e ho provato una strana sensazione, subito fugata dal fatto che l'uomo non ci ha messo molto a domandarci da dove venissimo e a chiederci - anche lui! -un'opinione sui Mondiali di calcio!!


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Sono altre le vittorie che mi aspetto da questa giornata...

Ho passato tutto il tempo della partita a leggere feed arretrati e a cazzeggiare su Flickr.
Sono andata in soggiorno appena in tempo per rivedere il replay del rigore di Totti e sentire la classica, inutile, dannosa frase "è l'Italia di Totti".

Classica frase che porta un uomo serio e pacato - il genitore - a dire parole irripetibili.

Ma poi, perchè diamine suonano questi clacson!?!

Argentina: una fabbrica senza padroni

Lungo la statale che collega Neuquén, capitale dell’omonima provincia patagonica alla cittadina di Centenario, c’è una grande insegna quadrata che recita: “Cerámica Fasinpat. Zanon bajo control obrero”.

Comincia così "Argentina: una fabbrica senza padroni", l'articolo che Ilaria Leccardi dedica alla fabbrica Zanon, uno dei maggiori esempi di autogestione nell’Argentina dopo la crisi economica.
Ilaria (che sì, è mia amica ed è in assoluto una delle persone più in gamba che io conosca) ha scritto la sua tesi di laurea sull'argomento e si è documentata, tra l'altro, trascorrendo un mese in Patagonia, nella fabbrica; non solo ha intervistato gli operai ma ha vissuto con loro, secondo i loro ritmi.


L'articolo esce sul nuovo numero di Latinoamerica.



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sabato, giugno 24, 2006

Vita familiare a casa sud/2

Se c'è una cosa che mi dà fastidio ultimamente è vedere tante bandiere italiane appese ai balconi perchè ci sono i Mondiali di calcio e sapere che le stesse persone non andranno a votare al referendum/non sanno che si vota/non gliene frega assolutamente niente.

Se c'è una cosa che mi stupisce è vedere mia madre - solitamente informata, ma pacatissima - infervorarsi per la politica, segno inequivocabile che ormai siamo oltre il livello di indignazione.
Appena arrivata a casa, si è finiti a parlare di referendum e con fierezza mi ha mostrato l'unica segno tricolore che campeggia sul balcone di casa nostra: quello presente sul cartello della campagna per il "NO" da votare al referendum.



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Vita familiare a casa sud/1

Una delle cose che apprezzo dei miei genitori è la fantasia.
Quando torno a casa in estate, il primo sabato è solitamente dedicato ad andare al mare con la mia famiglia, occasione per apprezzare questa loro dote.

Oggi, mentre facevamo il bagno e facevamo una (abbastanza) seria discussione su politica e lavoro, mio padre ha fatto un'importante considerazione sulle sue esperienze in questo campo, concludendo con "Sai, ho fatto tante cose nella vita, ma una mi manca, in effetti...sai quale?"
Ho atteso la risposta con il rispetto della figlia primogenita coscienziosa che sono.
"Il nonno" mi ha detto con la serietà di uno che sta per scoppiare a ridere - e lo fa un nanosecondo dopo.

I miei genitori trovano ogni volta nuovi e divertenti modi per ricordarmi certe cose...


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