Fino a pochi giorni fa non sapevo chi fosse Emin Milli, scrittore e dissidente azero (qui la pagina Wikipedia). Ho letto di lui e della sua storia perché sarà uno degli speaker di PDF Poland.
Ieri Emin ha iniziato a raccontare di disordini alla residenza del governatore di Ismayilli, nel nord dell'Azerbaijan. Questo è il penultimo messaggio che ha scritto ieri.
Proprio mentre scrivo questo post, Emin ha ripreso a scrivere.
giovedì, gennaio 24, 2013
Molte novità sul fronte orientale: PDF Poland-CEE
Da queste parti lavora su vari fronti e uno di questo è quello orientale: il primo weekend di febbraio, infatti, Personal Democracy Media organizza PDF Poland-CEE, la prima conferenza dedicata a Centro ed Est Europa (in collaborazione con la Fundacja ePaństwo): l'appuntamento è a Varsavia per l'1-2 febbraio per due giorni dedicati, rispettivamente, a conferenza e unconference.
Gli speaker sono molti, provenienti da vari Paesi dell'Europa dell'est e dei Balcani.
Tanti saranno gli approfondimenti, in particolare su trasparenza e lotta alla corruzione, temi su cui c'è enorme attività e fermento in quella parte d'Europa, così come da noi: sarà interessante vedere come si sta lavorando e in che direzione va il rapporto tra istituzioni e cittadini (sarà presente anche il ministro della Giustizia.
Che altro? L'ingresso è gratuito e ci si registra qui.
Ci vediamo a Varsavia.
P.S. Per le "cose digitali": #PDFpoland
martedì, gennaio 22, 2013
"Imperativi morali"
Of course we would all like to "believe" in something, like to assuage our private guilts in public causes, like to lose our tiresome selves; like, perhaps, to transform the white flag of defeat at home into the brave white banner of battle away from home. And of course it is all right to do that; that is how, immemorially, thing have gotten done. But I think it is all right only so long as we do not delude ourselves about what we are doing, and why.
It is all right only so long as we remember that all the ad hoc committees, all the picket lines, all the brave signatures in The New York Times, all the tools of agitprop straight across the spectrum, do not confer upon anyone any ipso facto virtue. It is all right only so long as we recognize that the end may or may not be expedient, may or may not be a good idea, but in any case has nothing to do with "morality."
Because when we start deceiving ourselves into thinking not that we want something or need something, not that it is a pragmatic necessity for us to have it, but that it is a moral imperative that we have it, then is when we join the fashionable madmen, and then is when the thin whine of hysteria is heard in the land, and then is when we are in bad trouble. And I suspect we are already there.
Joan Didion, On Morality, 1965
lunedì, gennaio 21, 2013
"Reality check" per il Partito Pirata in Germania
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Foto: Skolem (CC BY-SA 2.0) |
Nell'ultimo anno si è parlato molto del loro approccio ai temi del digitale, del loro salto di qualità quando hanno deciso di creare un programma che coprisse tutti i temi, del loro lavoro da parlamentari a confronto con la politica tradizionale. Oggi lo Spiegel definisce questo risultato elettorale "reality check" : a quanto pare, i Pirati non si aspettavano un simile risultato
Cosa è successo ai pirati tedeschi?
Ecco l'analisi di Jon Worth su Techpresident:
Views about the Pirates' predicament vary. Markus Beckedahl, a prominent net politics activist who writes about civil liberties and online privacy on his widely read Netzpolitik blog, believes that part of the problem lies with the poor quality of the members of parliament the Pirates have brought in and the limited impact they have had since their election. A second problem is that the party airs all its dirty laundry in public, something that traditional parties keep away from the prying eyes of the press.Ma con le elezioni nazionali a fine 2013 qual è la strada da percorrere per i Pirati per sperare di raggiungere il 5% ed entrare nel Parlamento nazionale?
Ancora dallo Spiegel:
National party boss Bernd Schlömer [...] would like to see the party abandon its "issues instead of faces" motto, which focuses on platforms rather than politicians and instead put the party's best and brightest in the spotlight. The question is whether the party base -- and voters -- will remain patient enough to go along with him.Insomma, imparare dai propri errori e cercare di capire cosa prendere della politica professionale. Perché, archiviato il fattore novità, i Pirati ormai giocano nel campo "dei grandi".
Gli scontenti sono ancora molti, ma l'essere dilettanti della politica ha smesso di essere un valore.
Un'utile indicazione anche per il Movimento 5 Stelle?
mercoledì, gennaio 16, 2013
Legal Leaks: il primo manuale per l'accesso all'informazione
La missione è stata bieca, con sprazzi di estremo pericolo... scherzi a parte, ci sono voluti tempo, impegno e il lavoro di persone con diverse competenze, ma finalmente Diritto Di Sapere ha realizzato l'edizione italiana di Legal Leaks, il primo manuale sull’accesso all’informazione dedicato a cittadini e giornalisti.
L’edizione italiana è scaricabile qui.
Si tratta di una parziale traduzione (con consistente adattamento all'Italia) di un manuale sull'accesso già realizzato da Access Info, Ong che da anni lavora su questo tema.
Abbiamo cercato di scrivere e tradurre in modo da avere un testo scritto in maniera semplice e che rispondesse alle domande più immediate. Ci sono anche riferimenti alla legislazione e strumenti di approfondimento, grazie al lavoro di Ernesto Belisario e Luca Bolognini per la parte legale.
Un grosso ringraziamento va anche a Lorenzo Rabaioli sul fronte tecnico.
Ecco i prossimi passi di Diritto Di Sapere: in questi giorni ci saranno workshop a Milano e Roma per ONG, giornalisti e altri professionisti dell'informazione, poi uno studio sui risultati del monitoraggio.
E presto lo racconteremo.
martedì, gennaio 15, 2013
"Global Readings" su Techpresident
Dalla settimana scorsa la sezione WeGov di Techpresident si è arricchita di una raccolta di consigli di lettura sui temi di cui ci occupiamo quotidianamente, curata da me, Lisa Goldman e Julia Wetherell.
Il tema della scorsa settimana è stato Repression: dalla Cina che cerca di eliminare l'anonimato degli utenti al governo dello Zambia che minaccia giornalisti d'inchiesta un'accusa di alto tradimento (in Zambia si rischia la pena di morte), questo tema ha sempre troppi esempi di cui si dovrebbe parlare. Il prossimo appuntamento è domani - le segnalazioni sono gradite!
venerdì, gennaio 11, 2013
Appunti da Future perfect /1: Kickstarter e i peer networks
Sto leggendo Future Perfect di Steven B. Johnson in maniera un po' strana, rimettendo insieme pezzi e idee che avevo sparso su foglietti e file word.
Li metto qui, forse altrettanto disordinatamente.
Su Kickstarter:
Certi meccanismi però non funzionano altrettanto bene in altri contesti:
To date, the most prominent examples of network architectures influencing real world change have been the decentralized protest movements that have emerged in the past few years: MoveOn, Arab Spring, the Spanish Revolution, Occupy Wall Street. These movements have been fascinating to watch and [...] they have succeeded brilliantly at expressing a popular dissatisfaction with the status quo, building awareness for a particular injustice, and on occasioni raising money. But they have all proved to be somewhat disappointing at actually proposing new solutions and making those solutions reality. [...]
Could it be that peer networks won't perform as well outside the grounds of Web 2.0 technology?
Li metto qui, forse altrettanto disordinatamente.
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Le statistiche di Kickstarter nel 2012 |
At last count, 48 percent of Kickstarter projects do not reach their funding goal, and thus raise zero dollars. This is, as they say, a feature, not a bug.
All of which sounds like market mechanism in precisely the mode that Hayek described: the consumers collectively weeding out the bad ideas through the magic of paying for things.
Certi meccanismi però non funzionano altrettanto bene in altri contesti:
To date, the most prominent examples of network architectures influencing real world change have been the decentralized protest movements that have emerged in the past few years: MoveOn, Arab Spring, the Spanish Revolution, Occupy Wall Street. These movements have been fascinating to watch and [...] they have succeeded brilliantly at expressing a popular dissatisfaction with the status quo, building awareness for a particular injustice, and on occasioni raising money. But they have all proved to be somewhat disappointing at actually proposing new solutions and making those solutions reality. [...]
Could it be that peer networks won't perform as well outside the grounds of Web 2.0 technology?
domenica, dicembre 30, 2012
Per il 2013: più luce
Il miglior proposito per l'anno nuovo, forse, l'ha già espresso Francesco oggi, concludendo una gran bella cosa che ha scritto (e, primarie o no, vale la pena leggerla):
"Perché è venuto il momento di accendere un po’ di lucine, anche in mezzo alla strada, soprattutto in mezzo alla strada, anche se non mancano i ladruncoli e nemmeno i delinquenti di professione. Perché ci vuole più luce. E per avere più luce c’è bisogno di uscire."
mercoledì, dicembre 12, 2012
From Hope to Forward: PDF France incontra Obama 2012
Settimane pienissime, l'ultima in giro tra Berlino e Parigi.
E proprio a Parigi abbiamo tirato le somme della campagna Obama 2012 con un evento speciale di PDF France (un'anticipazione della conferenza che ci sarà a giugno a Parigi).
Quattro persone chiave dello staff - Teddy Goff, Betsy Hoover, Ethan Roeder e Catherine Bracy - ci hanno spiegato alcuni tra gli aspetti chiave del loro lavoro, anche confrontando l'ultima campagna con quella del 2008.
Qui il video di presentazione (in francese):
L'équipe digitale d'Obama au Personal Democracy... di LaNetscouade
Qui lo Storify dell'evento realizzato da Matthieu Lerondeau di La Netscouade, web agency francese che co-organizza PDF France.
Grazie a lui, Clémence Pène e Nicolas Vanbreemersch (Spintank), avremo la prossima edizione di PDF France il prossimo 14 giugno a Parigi, all'interno del festival Futur En Seine.
La settimana precedente, il 6 e il 7 giugno, a New York, Personal Democracy Forum compie 10 anni di conferenze.
E proprio a Parigi abbiamo tirato le somme della campagna Obama 2012 con un evento speciale di PDF France (un'anticipazione della conferenza che ci sarà a giugno a Parigi).
Quattro persone chiave dello staff - Teddy Goff, Betsy Hoover, Ethan Roeder e Catherine Bracy - ci hanno spiegato alcuni tra gli aspetti chiave del loro lavoro, anche confrontando l'ultima campagna con quella del 2008.
Qui il video di presentazione (in francese):
L'équipe digitale d'Obama au Personal Democracy... di LaNetscouade
Qui lo Storify dell'evento realizzato da Matthieu Lerondeau di La Netscouade, web agency francese che co-organizza PDF France.
Grazie a lui, Clémence Pène e Nicolas Vanbreemersch (Spintank), avremo la prossima edizione di PDF France il prossimo 14 giugno a Parigi, all'interno del festival Futur En Seine.
La settimana precedente, il 6 e il 7 giugno, a New York, Personal Democracy Forum compie 10 anni di conferenze.
martedì, novembre 13, 2012
New York, post-Sandy
Un pezzetto di quel che succede altrove, qualche immagine, senza alcuna pretesa di trarre conclusioni, almeno da parte mia.
Lo scorso weekend la mia collega Lisa è andata ad aiutare i volontari a Far Rockaways, una zona di New York particolarmente colpita dall'uragano e dove ancora molte persone sono senza elettricità, acqua e servizi.
Lisa mi ha spiegato, tra l'altro, che si è fatta accompagnare da un amico che parla russo perché in diverse zone di quell'area ci sono persone, soprattutto anziani, di nazionalità russa che non parlano inglese.
Succede a New York, due settimane dopo l'uragano Sandy.
Aggiornamento
Da leggere: "In Red Hook, Mesh Network Connects Sandy Survivors Still Without Power" (di Becky Kazansky)
Lo scorso weekend la mia collega Lisa è andata ad aiutare i volontari a Far Rockaways, una zona di New York particolarmente colpita dall'uragano e dove ancora molte persone sono senza elettricità, acqua e servizi.
Lisa mi ha spiegato, tra l'altro, che si è fatta accompagnare da un amico che parla russo perché in diverse zone di quell'area ci sono persone, soprattutto anziani, di nazionalità russa che non parlano inglese.
Succede a New York, due settimane dopo l'uragano Sandy.
Aggiornamento
Da leggere: "In Red Hook, Mesh Network Connects Sandy Survivors Still Without Power" (di Becky Kazansky)
venerdì, novembre 09, 2012
Milano a novembre: festival da tenere d'occhio

E che belle New York, Berlino, Parigi, Londra, piene di iniziative, di cultura, di festival che "eh, noi ce li sogniamo".
Vero, eh, son posti incredibili e pieni di vita. Spesso, però, penso che a volte bisognerebbe guardarsi intorno con appena un po' più di attenzione. E le cose si trovano, ci sono. Quindi ecco cosa faccio io nei prossimi due weekend: da oggi a domenica qui a Milano c'è il primo Festival dei beni confiscati alla mafia.
Il weekend successivo, invece, mi districherò in una quantità enorme di eventi che costituiscono Bookcity: il programma è ricchissimo, con la presenza di alcuni scrittori di livello internazionale, tra cui Salman Rushdie.
Insomma, almeno per i prossimi due weekend, io non ho niente su cui sbuffare.
Agenda digitale a Bologna: quello che verrà
L'agenda digitale di Bologna raccontata da Michele D'Alena a margine di Smart City Exhibition (e commentata da Ernesto Belisario). Qui un piccolo pezzo dell'articolo:
Quella della città inteligente è una tematica trasversale, all'interno della quale sono stati individuati sette sotto filoni, dalla mobilità sostenibile alle reti a banda larga, dai progetti educativi alla riqualificazione urbanistica, dalla digitalizzazione dei processi legati alla sanità e al welfare alla riprogettazione basata sul cloud della rete civica Iperbole. Tutti ambiti che richiedono un mix di competenze e un atteggiamento flessibile da parte dell'amministrazione. "Il progetto - commenta D'Alena - ha il merito di aver messo allo stesso livello dipartimenti che non collaboravano fra loro, come quello dell'ambiente, dei trasporti, dei lavori pubblici".
(mini-disclaimer: faccio parte del comitato scientifico dell'agenda digitale bolognese)
giovedì, novembre 08, 2012
Elezioni USA: perché i social media non sono stati decisivi
Four years ago for us here techPresident, Election Day was a moment to reflect on the Internet's impact on the campaign, and in particular how so many voters had ventured onto the playing field of politics by using new interactive media, self-publishing tools like blogs and YouTube, and nascent social networks like Facebook. But if you've spent any time reading techPresident this cycle, you've noticed that we've more or less stopped paying close attention to social media metrics. The reason is, they didn't make a difference to the race. The question is why.
Lo spiega Micah Sifry in un bel post dal titolo The Rise and Fall of Social Media in American Politics (And How it May Rise Again). Un'analisi assai interessante e da tenere presente quando sentiamo parlare a sproposito dell'importanza della Rete in politica.
mercoledì, ottobre 31, 2012
Un democratico, un repubblicano e un uragano bipartisan
Un uragano fa campagna elettorale?
Certo, non è la prima volta che la reazione a una catastrofe naturale diventa argomento di scontro politico.
Ma l'uragano Sandy che ha colpito la East Coast degli Stati Uniti in questi giorni ha unito un presidente democratico che ha gestito bene la situazione di emergenza e un governatore repubblicano, Chris Christie (New Jersey), che non ha avuto alcun timore nel lodare Obama.
Solo qualche settimana fa, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben più che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve. Persino quando viene intervistato dagli ultraconservatori Fox News che gli chiedono se Mitt Romney verrà coinvolto, Christie dichiara: “If you think right now I give a damn about presidential politics, then you don’t know me".
Strategia politica futura? Probabile, come spiega Maureen Dowd, illustrando le ambizioni politiche del governatore. Ma un politico che va contro il suo partito a una settimana da elezioni cruciali come queste non si vede tanto spesso.
Dowd conclude: "While Romney campaigns in Florida Wednesday, Christie and Obama plan to tour storm damage in New Jersey, a picture of bipartisanship, putting distressed people above dirt-slinging politics. And that’s a grand bargain for both of them."
E, oltre che per aiutare gli abitanti del New Jersey, questa insolita alleanza che va oltre la campagna elettorale sarà ovviamente di gran beneficio da campagna elettorale. Per Obama adesso, per Christie in futuro, chissà.
Certo, non è la prima volta che la reazione a una catastrofe naturale diventa argomento di scontro politico.
Ma l'uragano Sandy che ha colpito la East Coast degli Stati Uniti in questi giorni ha unito un presidente democratico che ha gestito bene la situazione di emergenza e un governatore repubblicano, Chris Christie (New Jersey), che non ha avuto alcun timore nel lodare Obama.
Solo qualche settimana fa, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben più che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve. Persino quando viene intervistato dagli ultraconservatori Fox News che gli chiedono se Mitt Romney verrà coinvolto, Christie dichiara: “If you think right now I give a damn about presidential politics, then you don’t know me".
Strategia politica futura? Probabile, come spiega Maureen Dowd, illustrando le ambizioni politiche del governatore. Ma un politico che va contro il suo partito a una settimana da elezioni cruciali come queste non si vede tanto spesso.
Dowd conclude: "While Romney campaigns in Florida Wednesday, Christie and Obama plan to tour storm damage in New Jersey, a picture of bipartisanship, putting distressed people above dirt-slinging politics. And that’s a grand bargain for both of them."
E, oltre che per aiutare gli abitanti del New Jersey, questa insolita alleanza che va oltre la campagna elettorale sarà ovviamente di gran beneficio da campagna elettorale. Per Obama adesso, per Christie in futuro, chissà.
martedì, ottobre 23, 2012
Perché Gov.uk funzionerà - secondo David Eaves
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Homepage di Gov.uk |
Il portale nazionale britannico, dopo un periodo in beta, è stato ufficialmente lanciato la scorsa settimana: erogherà servizi e informazioni, sostituendo molti siti di agenzie e dipartimenti governativi.
Per gli addetti ai lavori, la recensione sarà assai utile per capire come l'impostazione e l'approccio funzionale facciano davvero la differenza. Perché questa volta hanno vinto i designer, gli esperti di dati e persino gli hacker (Vs. politici e burocrati).
E perché, sostiene David, questa volta il termine di paragone non saranno altri siti governativi analoghi, ma giganti come Facebook e Google.
domenica, ottobre 14, 2012
Il valore del mentoring diffuso
Monumento aos descobrimentos, Belém, Lisbona |
A lei questo post. A me un post di Zeno sulla figura del mentore e sulle persone che lo sono state per lui; il post è di qualche settimana fa e faceva parte di un progetto più ampio sul tema.
Oggi, avendo un dubbio professionale, ho pensato di rivolgermi a Mafe con cui ho lavorato in un progetto importante e cruciale per me, il primo progetto dove sono stata messa alla prova "da grande" sotto molti punti di vista: Mafe (e Marco Tosi) mi hanno permesso di prendere delle decisioni importanti, di essere parte vera del lavoro, ed è una cosa che non dimenticherò.
Ma di mentori o punti di riferimento lavorativi ne ho avuti altri: da Daniele Donati, il mio relatore, a cui devo quello l'interesse e quel po' di conoscenza che ho del diritto, a Sergio Maistrello, la prima persona che abbia pubblicato un mio pezzo (sì, pagandomi, persino) e che negli anni è stato una guida professionale (sì, scrivevo molto peggio di così), oltre che un amico, fino ad Alberto Cottica, una persona di altissimo livello professionale e personale che definire "di ispirazione" è davvero riduttivo. E, last but not least, Paola Bonini, che è stata mio supervisore in Hagakure e che, bontà sua, di fatto lo è anche adesso.
A dire il vero, questa riflessione partiva dalla considerazione che lavorare da freelance ha spesso il rischio di farti perdere la parte del mentoring, di qualcuno che ti guida: se sei bravo cresci per conto tuo, insomma, e spesso è difficile trovare buoni consigli disinteressati.
Ma poi ho pensato, man mano che scrivevo, che in realtà, queste mie persone di riferimento ci sono sempre, ma ce ne sono molte altre in questa specie di gruppo di lavoro allargato di persone "del settore". Persone più grandi e più giovani di me, sparse in varie città e nazioni con cui si scambiano idee e punti di vista e a volte si riesce a lavorare insieme.
Insomma, saranno pure tempi duri, ma il mentoring diffuso resta un grosso vantaggio (e conforto!) per quanto mi riguarda. E quindi mi sembra il caso di ringraziare - diffusamente, si capisce.
sabato, ottobre 13, 2012
Letture: Next American City
Grazie a questo articolo della mia ex collega Nancy Scola (per inciso, è bravissima), ho scoperto Next American City, magazine di un'organizzazione no-profit che si occupa di come si stanno sviluppando le città americane, con quali strumenti e dinamiche.
Una lettura specifica e non semplice (almeno per me), ma davvero affascinante e che penso possa dare parecchi spunti (il magazine ha anche una forma di abbonamento interessante - sono curiosa di vedere se funzionerà).
Questo il pezzo che sto affrontando stasera, "Mastering the metro":
L'articolo completo è qui.
Una lettura specifica e non semplice (almeno per me), ma davvero affascinante e che penso possa dare parecchi spunti (il magazine ha anche una forma di abbonamento interessante - sono curiosa di vedere se funzionerà).
Questo il pezzo che sto affrontando stasera, "Mastering the metro":
The Great Recession was a wake-up call to American metro leadership. At its onset, many U.S. cities and metropolitan areas found themselves engaged in low-road economic growth, pursuing mall developers and condo builders, as if housing and retail were drivers of the economy rather than derivative of the sectors that truly generate wealth: Manufacturing, innovation and the tradeable export industries.
This consumption economy was mostly zero-sum. A dollar spent (and taxed) or a house built (and taxed), or a business located (and taxed) in one jurisdiction was lost to any other. So, in metropolis after metropolis, jurisdictions competed against each other for sources of tax revenue — usually commercial development and big employers — wasting scarce dollars on enticing businesses to move literally a few miles across artificial political borders. The result: Metros prioritized short-term speculation over long-term growth and sustainable development. They did this until the bubble popped.
The collapse of the consumption-driven, domestic-focused growth model is giving rise to new thinking about a next economy that is fuelled by innovation, powered by low-carbon processes and products, driven by exports and rich with opportunity.
These aspects of the next economy — particularly innovation — are the opposite of zero-sum. More innovation in one corner or sector of a metropolitan economy tends to yield more innovation, entrepreneurship and job creation throughout the metro. Metropolitan areas bring together people whose ideas intermix, recombine and explode in new directions. So metropolitan areas do not just produce more patents; the patents within metros tend to be cited and built on disproportionately by others in the same area.
L'articolo completo è qui.
giovedì, settembre 20, 2012
Ascoltare e rilanciare
Bologna si muove, eccome se si muove.
Del weekend scorso restano molte cose: conversazioni interessanti con gente in gamba, progetti e sguardo in avanti. E della bella musica.
A Bologna ho anche avuto il piacere di dividere il palco con un gruppo di persone che stimo davvero, alla Festa dell'Unità.
Oltre a parlare di digitale e dei prossimi impegni di Bologna in questa direzione (menzione speciale per Matteo Lepore, perché gli amministratori in gamba meritano che si parli di loro), alcuni dei presenti hanno presentato un progetto che si chiama Il PD che vorrei, uno spazio di confronto e di ascolto.
Ce ne sono già molti di questi tempi? Certamente.
Lidia, Michele, Fabio e Luca vogliono idee, però, non nomi, vogliono dare qualcosa al PD, non prenderla. E dato che sono parte di quel gruppo di persona in gamba di cui dicevo, vale la pena tenerli d'occhio.
Del weekend scorso restano molte cose: conversazioni interessanti con gente in gamba, progetti e sguardo in avanti. E della bella musica.
A Bologna ho anche avuto il piacere di dividere il palco con un gruppo di persone che stimo davvero, alla Festa dell'Unità.
Oltre a parlare di digitale e dei prossimi impegni di Bologna in questa direzione (menzione speciale per Matteo Lepore, perché gli amministratori in gamba meritano che si parli di loro), alcuni dei presenti hanno presentato un progetto che si chiama Il PD che vorrei, uno spazio di confronto e di ascolto.
Ce ne sono già molti di questi tempi? Certamente.
Lidia, Michele, Fabio e Luca vogliono idee, però, non nomi, vogliono dare qualcosa al PD, non prenderla. E dato che sono parte di quel gruppo di persona in gamba di cui dicevo, vale la pena tenerli d'occhio.
giovedì, settembre 13, 2012
[aggiornato] Questo weekend a Bologna
Questo weekend ritorno a Bologna per un paio di impegni di cui sono molto contenta:
- sabato 15 settembre alle 17 presenterò "LinkedIn" alla Feltrinelli International (via Zamboni 7/b) in compagnia di Linda Serra. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti mensili dedicati ai Geek books che si preannuncia molto interessante
- domenica 16 settembre parteciperò a un incontro della Festa dell'Unità di Bologna: verrà presentata l'attività sull'agenda digitale cittadina, si parlerà di innovazione, partecipazione e buone pratiche politiche con Michele d’Alena, Luca Cominassi, Fabio Malagnino, Laura Sartori, Dimitri Tartari, Augusto Valeriani, Fosca Nomis e Lidia Marongiu.
Ci vediamo a Bologna!
Aggiornamento 20.09
Qui l'intervista con Piero Ingrosso per Corriere Bologna.
- sabato 15 settembre alle 17 presenterò "LinkedIn" alla Feltrinelli International (via Zamboni 7/b) in compagnia di Linda Serra. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti mensili dedicati ai Geek books che si preannuncia molto interessante
- domenica 16 settembre parteciperò a un incontro della Festa dell'Unità di Bologna: verrà presentata l'attività sull'agenda digitale cittadina, si parlerà di innovazione, partecipazione e buone pratiche politiche con Michele d’Alena, Luca Cominassi, Fabio Malagnino, Laura Sartori, Dimitri Tartari, Augusto Valeriani, Fosca Nomis e Lidia Marongiu.
Ci vediamo a Bologna!
Aggiornamento 20.09
Qui l'intervista con Piero Ingrosso per Corriere Bologna.
domenica, luglio 29, 2012
Compiti per le vacanze / 1
(cose da studiare, se per caso ve le siete perse)
Il Partito Pirata in Germania e Liquid Feedback.
Qui un approfondimento.
Il Partito Pirata in Germania e Liquid Feedback.
Qui un approfondimento.
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