lunedì, febbraio 26, 2007

Tutto quello che fa male ti fa bene


Ieri sono tornata a casa per qualche giorno. Ho trovato mio fratello, quello appassionato di hip-hop, che ascoltava un famoso brano di musica classica. Piuttosto stupita, gli ho chiesto come lo conoscesse.
La risposta è stata questa:






Aveva ragione Steven Johnson, mi sa! :-)
(con la piccola nota che però il contesto conta - oh, se conta! E che mio fratello continua a prediligere il wrestling ai libri)

venerdì, febbraio 23, 2007

Anche le campagne elettorali vogliono conversare? Uff!!

Patrick Ruffini, consulente di comunicazione politica online per i Repubblicani (ora in particolare per Rudy Giuliani*), non ne può più di sentir dire che le campagne elettorali sono conversazioni, così come più o meno tutti i candidati alle prossime presidenziali USA cercano di comunicare, complice un uso intensivo di nuove tecnologie, blog, social network e YouTube.

Cioè, sostiene Ruffini, il Cluetrain Manifesto è valido in quanto i mercati possono essere conversazioni, dal momento che non c'è una guida unica. Ma in politica i candidati devono saper sì conversare, ma anche e soprattutto guidare la gente, dire alle persone quello che non sanno, non quello che vogliono sentirsi dire.

"In the age of new media, the worst thing someone can be guilty of is being inauthentic. That’s not exactly a new insight either, but the YouTubeization of politics amplifies a candidate’s past twists and contradictions many times over. That means you don’t have a “conversation” with someone that’s really a monologue".

Ma se, per conversare, i politici dimenticano di essere delle guide? Il rischio è ben più grave di qualunque critica negativa: il rischio è perdere.

Jeff Jarvis, chiamato in causa anche per PrezVid, il nuovo blog in cui viene monitorata la campagna elettorale su YouTube, ribatte che
una campagna elettorale deve essere propagandistica. L'accezione di "conversazione" va intesa nella misura in cui i candidati dovrebbero dare ascolto alle persone e ora ci sono nuovi modi per farlo: "Ma l'uso di YouTube permette ai candidati di guardarci e parlarci in una dimensione umana, non da un palco in mezzo alla folla. Forse, solo forse, permetterà anche a noi, gli elettori, di essere ascoltati di più. Ma vedremo".


Detto tra noi, poi, PrezVid vale davvero un giro e anche di più: non solo spot elettorali, spesso "commentati", ma anche mash-up di discorsi dei candidati, tipo quello del discorso di Hillary Clinton sull'Iraq a opera di Michelle Malkin, giornalista di area conservatrice. E qualche inquietante lapsus Iraq/Iran negli annunci di candidatura.
Beh, è ancora più difficile che certe cose sfuggano: effetti della youtubizzazione, ormai ci stiamo abituando!



* si tratta di un exploratory committee, ad essere precisi, ma è questione di tempo prima che Giuliani dia l'annuncio, pare. A chi voglia capire il senso di un exploratory committee (io ho faticato, all'inizio) facendosi due risate, io suggerirei di affidarsi a Jon Stewart&co: una volta qui, cliccate su "exploratory committee" - parte uno e due (grazie, Sara!! Anch'io amo il Daily Show).



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giovedì, febbraio 15, 2007

Blue is the new pink

Curioso, direi.
Insomma, una che non compra mai riviste femminili* alla fine si ritrova ad acquistarne dette riviste per due volte in un mese. Non per personaggi famosi o servizi di moda (moi?!), bensì per la presenza di due signori di mia conoscenza (blogger, ça va sans dire).

L'ultima occasione è l'intervista a Diego "Zoro" Bianchi sulle sue acute videocronache del Grande Fratello 7, pubblicata da Vanity Fair (ok, saltiamo la parte per cui VF lo leggono anche gli uomini ecc).
E potevo esimermi dall'acquisto io che il venerdi mattina tamburello con le dita in attesa della nuova puntata e che faccio il bis a casa con le coinquiline (e chi lo ha detto che Internet divide le famiglie? Noi, il venerdi sera abbiamo sintesi e dibattito post-puntata :P - solitamente molte risate sono incluse)?
Diego, per la cronaca, è uno che divide la fama e riconosce i meriti altrui; non è un caso, infatti, che nella foto pubblicata sia ritratto con due degli artefici del suo successo: nella fattispecie Ken-Liorni e Barbie-Marcuzzi, solo una parte della nutrita schiera di pupazzi che sono parte integrante delle puntate.
Vi ho già detto di guardare le videocronache di Zoro? Non si è capito?

Per la cronaca l'altra volta è stato per un'intervista a Bru sul primo BarCamp italiano pubblicata su Glamour di febbraio. Ho letto l'intervista (riservandomi l'opzione di prendere in giro Riccardo perchè non hanno nemmeno pubblicato una sua foto), poi, esauritasi per me l'utilità immediata della rivista, l'ho data alla mia coinquilina in partenza per la Spagna. Il giorno dopo mi è arrivato un suo sms in cui mi prendeva in giro. Tra le foto del BzaarCamp, infatti, ne è stata pubblicata una in cui ci sono anche io, abbastanza in evidenza.
Il che fa di me una persona modesta e poco frivola, si potrà pensare. Mh.
L'intervista (una pagina o due), l'avevo letta due volte e le foto le avevo guardate, ma non mi ero accorta di esserci.
Il che fa di me - soprattutto, ed è la triste verità - una persona miope.



* ora qualcuno dirà: fai la snob. No, applico la matematica. Dato un numero finito di risorse economiche tendo a comprare riviste che mi interessano di più. Poi quelle femminili le leggo pure talvolta, quando le coinquiline le comprano e le ripongono nel posto classicamente ad esse deputato: il mobiletto del bagno.

martedì, febbraio 13, 2007

Comuni motivazioni non comuni

Mark Glaser ha partecipato al We Media di Miami svoltosi dal 7 al 9 febbraio. Dopo molti resoconti Glaser chiede ai suoi lettori cosa li motiverebbe a partecipare e contribuire a un sito di informazione locale. Insomma, dice, di possibilità di pubblicazione ce ne sono, quindi (traduco un po') "se foste testimoni di un evento rilevante, come vi comportereste? Cosa fareste di quella informazione e perchè? Cerchereste chi vi paga di più? Il modo di avere il maggiore impatto possibile? O lo fareste solo per aiutare la comunità? Cosa vi motiverebbe a inviare materiale a uno di questi siti?"

Il post mi è rimasto in mente perchè proprio tra ieri e oggi si parlava di motivazioni alla partecipazione. C'era chi sosteneva che le motivazioni intime a partecipare e a fare comunità siano in fin dei conti sempre le stesse e che a cambiare sia solo il linguaggio. C'era chi sosteneva che il contesto - in generale, non solo quello dei media - ha la sua rilevanza nel determinare le differenze.
Quindi ci sarà magari un (minimo?) comune denominatore, ma forse quello non basta.

Poi parlare va bene, ma forse certi fattori sfuggenti si colgono con la pratica, oltre che con le riflessioni e il confronto.
E allora, tra l'altro, sono curiosa di vedere come andrà l'esperimento che inaugura La città dei cittadini 2007: "Non è un logo comune", un esperimento di voto elettronico con cui i giovani di Casalecchio decideranno il nuovo logo del Centro giovanile, luogo di aggregazione cittadino.
Curiosa anche perchè ultimamente mi sembra di non capire molto di certe logiche di ragazzi che hanno solo una manciata di anni meno di me e mi sembra strano. Beh, non molto strano, se si pensa che certi processi sociali vanno così in fretta che il concetto di generazione non è più molto legato strettamente all'anno di nascita tout court ma anche...beh, questo fa parte di un altro discorso affrontato oggi, quello sulla complessità, ed è ancora un'altra storia che è il caso di rimandare, per ora...

giovedì, febbraio 08, 2007

Se proprio dobbiamo parlare di beghe familiari...

(nota: il post l'avevo scritto ieri. Oggi le cose sono appena un pochino diverse...Mh.Vedremo....)

Le dichiarazioni di chi dice "da che parte stanno i gay" mi fanno ridere (come diceva Maurizio Crozza martedi a Ballarò: "Salutiamo i compagni Dolce e Gabbana". No, per dire).
Sono altre le cose che mi preoccupano.

Mi preoccupa l'idea che le lettere pubbliche di scuse tolgano spazio alle notizie.
Mi preoccupa l'idea che chi ci governa diffonda ignoranza più o meno consapevolmente - il "peccato di omissione" vale eccome...
Mi preoccupa chi si erge a modello/esempio non essendo in una posizione tipica della gente comune (yes, sir, se tutti i conviventi avessero come dolce metà la figlia di un facoltoso imprenditore e imprenditrice a sua volta...)


«D'altronde sono i conviventi a non volere quel registro che servirebbe a certificare le unioni di fatto. Tant'è che solo poche centinaia di coppie in Italia ne hanno fatto uso. I conviventi desiderano restare liberi. Io ad esempio sono un convivente».

P. F. Casini

Certe cose dette da uno che è in politica da quando ha 25 anni* e in Parlamento da quando ne ha 28 (un lavoro con questo trattamento economico) mi fanno pensare - sì, certo, c'è la componente DC nel soggetto in questione, ma comunque...

Ora, io magari mi sbaglio, ma, tra l'altro, credo di aver fuggevolmente sentito che i conviventi more uxorio dei parlamentari dopo tre anni hanno diritto a cose tipo la reversibilità o l'assistenza sanitaria integrativa (qualcuno ne sa di più? grazie).

«E per la stessa ragione penso che i Pacs non siano un problema che il Paese sente come urgente. In un momento in cui la famiglia tende a dissolversi, sarebbero molto più meritevoli iniziative di sostegno come quelle che stanno portando avanti in Francia, come quelle alla natalità».

M. Carfagna

Ah, sì, mi preoccupa anche l'idea che i nostri parlamentari discutano e votino, ma non sappiano di cosa stanno parlando.
Già che ci siamo, qualcuno le può spiegare che in Francia i Pacs esistono da otto anni? Non è che per caso è proprio per quello che abbiamo iniziato a usare la parola PACS per parlarne?



* ora, vabbè che Wikipedia non è l'enciclopedia (e la dimensione collaborativa, e il controllo delle fonti e 'ste menate qui) ma io ho letto che questo signore si è laureato a 24 anni e ha cominciato a lavorare come dirigente d'azienda? Dirigente d'azienda? Stiamo parlando seriamente?

mercoledì, febbraio 07, 2007

Stasera a Casa Torino (e sono titolare)!

Tema: Torino
Modalità: a caso, ma con saggezza

Il mio pusher di serie tv (e punto) di riferimento (anche per molte altre cose) ha stabilito che sono saggia abbastanza da fare "il saggio" della serata a Casa Torino, trasmissione radio che conduce con Giorgio Valletta (sono già stata ospite nella sede della trasmissione - ho pure fatto da "sostituto saggio" e ho assistito alle più-classiche-delle-cose-che-voi-umani-non-eccetera).
E glielo potevo negare, proprio stasera poi?
Sperate solo che non si finisca a parlare di Lost (che comincia stanotte, eh, vi devo dir tutto tutto?). Non che le possibilità di delirio siano per questo inferiori.

Dunque son qui, armata di feticcio e di una crema alle nocciole molto commercializzata che già altrove difesi dalle rivendicazioni crucche - presto avrò la mia ricompensa...vera crema gianduia, perhaps? ;-)

Ah, ottima musica nel frattempo!! Enjoy!


Update: Grazie a Enrico e Giorgio! Mi sono divertita un sacco!
Tanto per completezza (essì, diamoci importanza) ecco i link delle cose di cui ho parlato (più che utility direi inutility, ma comunque...):

lunedì, febbraio 05, 2007

Citizen media: una moda o il futuro?

Il J-lab (The institute for interactive journalism) lancia una ricerca dal titolo “Citizen Media: Fad or the Future of News?”. Lo studio è pubblicato sul sito del Knight Citizen News Network, portale che si propone di unire giornalisti e cittadini (formandoli) nel lancio e nella gestione di siti di informazione legati alle comunità locali.


(via Dan Gillmor)

giovedì, febbraio 01, 2007

A parole tue... WTF!!

(nota: non sono io che sono volgare, è Technorati che dice queste cose - e questa è una dotta citazione)


Negli spunti da pausa pranzo apprendo di questo nuovo servizio di Technorati chiamato "Where's the fire".
L'idea, se non ho capito male, è che gli utenti spieghino le parole più ricercate su Technorati. Ovviamente il modello è collaborativo:

"If you think that you've got a better explanation than the one that shows up on top of Technorati search results for a term, no worries, just go and write your own, and get your friends to vote for it. WTF uses a special time weighted voting system that means that the most popular recent WTFs will show up on top of the page..."

Insomma, detta così, un incrocio tra Digg e Wikipedia, passato nel frullatore. Mah...

In ogni caso pare che si possano scrivere WTF su ogni argomento e dare link e informazioni potenzialmente su tutto (anche su se stessi, la propria azienda ecc). Ri-mah...
Al di là della nebulosità della cosa (bisognerà vederla in azione), mi piacerebbe davvero guardarlo in faccia, il genio che ha inventato questa cosa. Voglio dire, a nessuno è venuto in mente che a chiamarlo WTF si esponevano al ridicolo*?
Oppure, in un impeto di marketing estremo, qualcuno ha pensato che se ne sarebbe parlato di più chiamandolo come una nota abbreviazione (che sta per un'esclamazione non proprio elegante)?


* in realtà immagino possa creare qualche problemino anche nella ricerca di post che parlano del servizio stesso...o no?


Update: Matthew Hurst (Nielsen BuzzMetrics) si ricrede sul suo scetticismo iniziale grazie a un esempio, secondo lui funzionante, del funzionamento di WTF. Io continuo a non essere entusiasta e a pensare che bisogna un po' aspettare. Come si suol dire, una rondine non fa primavera. E va bene confidare nell'intelligenza del prossimo (l'utente, nella fattispecie), però...


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mercoledì, gennaio 31, 2007

CitizenCamp!!

Questa storia comincia con la sottoscritta che torna da una gita a Milano e comincia a parlare di una cosa chiamata BarCamp.
Continua con alcune persone che decidono di ascoltarmi e che...


Ok, la mia tendenza a divagare è notevole e nota quindi salto la parte in cui perdo tempo e lo dico: il 24 marzo a Casalecchio di Reno (Bologna) ci sarà il CitizenCamp, un BarCamp tematico sulla cittadinanza e le nuove tecnologie!

Con i ragazzi di Micromacchina, l'associazione di cui faccio parte, ci occupiamo e ci interessiamo di cittadinanza attiva e di come le nuove tecnologie possano dare a tutti nuove opportunità di interazione, organizzazione e mobilitazione.
Abbiamo quindi pensato che si poteva usare la formula del BarCamp per trattare un tema: "le nuove tecnologie per promomuovere la cultura della cittadinanza - come vengono usate, come potrebbero essere usate".

Siamo stati fortunati perchè abbiamo trovato una Pubblica Amministrazione, quella di Casalecchio di Reno (comune dell'area urbana di Bologna), che è sensibile e interessata a questi temi e ha voluto patrocinare l'evento dandoci la possibilità di svolgerlo alla Casa della Conoscenza (sede di una bellissima biblioteca e teatro di varie iniziative culturali).

So che ci sono persone interessate a questi temi e spero che altre ne vengano e vogliano condividere le loro esperienze e conoscenze.

Il wiki del CitizenCamp è qui.
Da queste parti trovate invece il gruppo per parlarne e organizzare (capito, signori che abitate in zona? :-P)
Io sono a disposizione per domande, dubbi e chi più ne ha più ne metta.
Come si dice in questi casi...a voi la parola!!


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sabato, gennaio 27, 2007

Post (RomeCamp) di servizio

Saranno gli impegni, sarà che ho passato tutta la settimana a leggere del RomeCamp, a parlare del RomeCamp e a chiacchierare con gente che ho conosciuto al RomeCamp, fatto sta che stamattina ho realizzato che è passata una settimana e non due giorni. E che c'è ancora gente che devo contattare, a cui ho promesso di scrivere e dare informazioni varie.

Ora, i miei tre neuroni sono andati a sciare (e quindi chissà dove saranno) e, per dire, mi sono accorta di non sapere nemmeno il numero di telefono (messo quattro mesi fa) di casa mia.
Il problema in questo caso è che mi sono resa conto di non ricordare il nome di un signore che voleva parlare con me di un'osservazione che avevo fatto - circa blog e identità, credo - durante la presentazione di Simone Morgagni (dovrebbe essere lui, se pure la vista non mi ha abbandonato).

Credo di avergli dato il link al blog, ma non ho suoi contatti, quindi mi auguro si faccia sentire (se avessi una memoria da normale venticinquenne lo avrei già contattato io, anche solo per educazione).
Insomma, sono rimbambita, non me la sto tirando, bisogna avere pazienza.


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Il mio frigo non è figlio unico

Una delle cose che tutt'ora mi stupisce dei blog è leggere quello che scrive qualcuno che vive altrove, e ha una vita diversa dalla tua, e renderti conto che non solo potresti sottoscrivere tutto, ma anche che stavi per scriverlo tu.
La cosa incredbile è che questo vale, ed è molto significativo, per le cose serie e le opinioni sui grandi temi. Ma anche no. E, in quei casi, vedere usare le stesse parole (il titolo è indubbiamente migliore, però) che avresti usato tu fa anche più effetto.

domenica, gennaio 21, 2007

Twitter: per un approccio laico al momento ludico (aka "ognuno cazzeggia come gli pare")

(traccheggio un po' ma alla fine del post ci sarà qualcosa che somiglia a una presentazione su Twitter. Credo. Abbiate pazienza. O saltate qualche capoverso.)


Intro: procrastination is my keyword

Ok, devo farlo, devo farlo. Ora, il punto è che non c'è niente che possa farmi procrastinare una cosa (meno che fondamentale) più del sapere che la gente si aspetta che io lo faccia.
Quindi potrei risolvere con modalità tipo: perchè non andate a leggere il wiki? Perchè non vi guardate i 45 (quarantacinque!) minuti della presentazione svolta al BarCampRome con domande, battute e la sottoscritta che gesticola in modo che definirei parossistico, se non fosse che parossistico vuol dire un'altra cosa?

Cristian (grazie!!) è stato decisamente più diligente di me col suo post in cui ha parlato del RomeCamp e della nostra presentazione, da lui già realisticamente definita "una delle presentazioni più inutili della storia della blogosfera italiana" (sissignore, si fa dell'understatement).
Perchè uno dei punti forti è che ognuno vede utilità e divertimento dove vuole.
E quello che una persona non vede - e non vuole - magari lo trova così, senza cercarlo. Ebbene sì, proprio lei, la serendipity coniata da Horace Walpole (o anche: "cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino" - poi una non deve dire che è un mondo di uomini... :-P) e parola simbolo delle nostre passeggiate per la Rete, alla scoperta di quel che non sapevamo di cercare.


A. Cosa stai facendo?
(Echissene...)

Dunque, domanda: cosa è Twitter? Una comunità globale di amici e sconosciuti che risponde alla domanda: "Cosa stai facendo?"(cfr. sito).
Detta così, uno dice...vabbè, grazie.
Però, poichè, dice qualcuno, dal momento ludico nascono un sacco di cose interessanti, allora uno si mette a giocare, poi si ferma (e osserva, e ci pensa due minuti) e scopre un paio di cose.
Tipo che nessuno ha stabilito altri modi di utilizzarlo 'sto social network un po' impiccione (oh-la-pa-ven-ta-ta-pa-u-ra-di-per-de-re-la-pri-va-cy!), ma altri modi ci sono e sono emersi mentre la gente "giocava" con Twitter.
Io e Cristian abbiamo provato a mettere insieme una lista. L'ho aggiustata e la riporto:

1. cosa faccio/dove sono "tout court"
2. pensiero peregrino che mi passa per la mente, modalità "post-it"
3. contenuto da condividere: frase, canzone, video, link
4. self-promotion o segnalazione con allegria: tipo "io ho scritto/X ha scritto post su questo o quello"
5. entertainment e informazione: Darthvader, God, Satan, ma anche brevi notizie della BBC
6. meme istantaneo che emerge in un giro di contatti (parlando di un evento all'ordine del giorno ma anche di un argomento di comune interesse)
7. seguire un evento live (macworld): direttamente o indirettamente attraverso i commenti di chi fa parte della propria rete di contatti
8. creazione di un blog minimale: è dotato di tutta la struttura sottostante necessaria: è aggiornabile da web, IM, sms, ha un feed, ogni elemento inserito ha una propria URL, riconosce automaticamente i link http.


B. Vuoi star zitta, per favore?
(essì, facciamo dei riferimenti colti...)

Il grande pericolo, spesso espresso con frasi apocalittiche, quasi sempre da chi non lo usa, è la perdita della privacy. Mh, cioè?
Twitter si può (è una scelta!) aggiornare via web, via IM e via sms.
Gli aggiornamenti su quello che fanno i propri contatti si possono (scelta!) ricevere con le stesse modalità.
Si può spegnere del tutto (scelta!) o si può decidere (scel..vabbè, basta!) che i propri aggiornamenti siano visibili solo ai propri contatti. Ah, sì, perchè Twitter permette di vedere chi c'è nel proprio network e chi legge i propri aggiornamenti - le due cose non coincidono necessariamente.

Poi: ognuno usa il suo tempo come crede.
Poi: ci sono cose peggiori da cui essere dipendenti.
(posto che molte critiche sono state fatte per ridere e ho trovato divertentissime le argomentazioni) Insomma, dov'è il pericolo?
A me fa più pensare questa tendenza a gridare alla circonvenzione di incapace, se devo essere sincera.

Insomma (ricito Cristian nel wiki), "possiamo cogliere, nelle dichiarazioni degli altri, piccoli spunti non cercati, istanti, idee che non ci appartengono ma che possono cambiare la nostra visione". Perchè no?



Note finali: La presentazione ha fatto emergere dei discorsi interessanti, non male per una cosa "inutile". In ogni caso non voleva essere seria o seriosa (ultimamente noto una tale mancanza di senso dell'umorismo...) e non lo è stata.
Sì, Steve Jobs ci fa un baffo. BOOOM, anche!!

Note alle note: se scrivete qualcosa su twitter segnalatelo sul wiki, grazie. Servizio socialmente utile, eh...




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Global warNing

Venerdi pomeriggio, partendo da Bologna, ho pensato che faceva piuttosto caldo per essere marzo.
Venerdi sera e per tutta la giornata di oggi ho pensato che Roma ad aprile è davvero bella.
Tornare a Bologna di sabato sera e trovarsi immersi nel nebbione padano mi ha quasi rassicurato.

Clima a parte, il BarCamp è stata un'esperienza magmatica...persone, conversazioni...e serendipity, certo!!
E anche un'esilarante (per me che l'ho fatto) intervento su Twitter. Voglio dire, prima volta che parlavo in pubblico e mi sono divertita un sacco! Ulteriori impressioni a breve.



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lunedì, gennaio 15, 2007

Serendipity di un social network da cazzeggio

Essendo io del tutto incapace di trovare titoli intelligenti e portatissima per quelli stupidi, sono un poco stupita di aver coniato, di getto e quasi distrattamente, una definizione che si addica a un qualsivoglia argomento di conversazione.
L'argomento - nemmeno a dirlo è Twitter.

Indecisissima sull'argomento di cui parlare al BarCampRoma, sono stata colpita da due circostanze quasi contemporanee: il consiglio di un amico con cui era nato lo scherzoso soprannome di Twitter queen (per l'aiuto dato a familiarizzare con alcune caratteristiche del SN) e il fatto che uno dei miei twitter friend - si può dire? - abbia deciso di proporre un intervento proprio su questo argomento.
Poichè, si sa, le vie dei social network sono infinite ci siamo messi in contatto. Cristian ha pensato che non c'era niente di meglio di un wiki per parlarne, mettere insieme idee e sintetizzare alcuni punti per poi poterli discutere.

Ovviamente la conversazione è aperta a tutti, se ci sono altre persone che hanno voglia di cimentarsi si potrebbe pensare a qualche modalità alternativa di esposizione (tavola rotonda? talk-show? posso fare l'host, posso fare l'host? - ok, la smetto).

Insomma, carissimi cari,
il wiki su twitter è qui. Dite la vostra!



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Food debauchery never ends

L'incoerenza (un classico) - del perchè casa nostra sia stata ribattezzata "casa della leggerezza" dagli amici

Prologo
"Guarda, non hai idea di quanto io abbia mangiato durante queste feste..."
"Che dici? Può essere una buona occasione per metterci a dieta, eh?"
"Uhm, eh, sì..."
"Ok, da lunedi ci organizziamo. Intanto aiutami a finire il pandoro"

Scena 1 - ieri
"Beh, quando ero piccola mi piaceva pensare che il periodo delle feste si concludesse il giorno del mio compleanno"
"Il tuo compleanno era il 9 gennaio, oggi è il 13"
"Beh, sì, ho detto che lo pensavo quando ero piccola. Adesso lavoro e per fare una festa devo aspettare il sabato"

Scena 2 - oggi
"Ehi, ciao! State mangiando?"
"Sì, finiamo quello che è avanzato dalla festa di ieri"
"Oh, una specie di aperitivo...
"Sì, a parte che abbiamo cominciato da ora di pranzo. Cioè, dalle tre del pomeriggio"
"Un bel po' di schifezze da mangiare, wow!"
"E le carote. Ehi, vedi, ci sono le carote! Mangiamo anche cibo sano, noi!!"


Hanno contribuito al cazzeggio della giornata: le sigle dei cartoni animati di un tempo, Estragon che mi ha fornito l'imperdibile link ai video dei programmi di Toti e Tata, duo comico barese ora sulle reti nazionali (separatamente e in modalità differenti), le sinapsi incontrollate, le invenzioni linguistiche di Valentina.

E non credo ci sarà un epilogo... :-P

All'improvviso l'incoscienza

Diciamo che si è rotta una tapparella.
E dopo un bel po' di tempo l'avete fatta riparare.
E quattro giorni dopo la finestra, al primo colpo di vento, ha sbattuto.
E il vetro ha pensato bene di fracassarsi.

Date le informazioni di cui sopra, voi valutereste davvero valutare l'opzione di toccarla ancora?
Da queste parti ce lo stiamo chiedendo. Al momento non abbiamo ancora trovato motivazioni valide/coraggio per farlo.

sabato, gennaio 13, 2007

I want to ride my bicycle*...(so, what's new?)

Facendo zapping sono incappata in un servizio del tg5 sul mercato delle biciclette rubate a Milano, credo.
Riprese "nascoste" (tipo), facce oscurate, considerazioni sparse.
Ora, chiunque viva a Bologna sa bene che il mercato delle biciclette rubate non solo è un dato di fatto che appartiene un po' al "colore" della vita universitaria, ma si svolge in strade centralissime della città, prima fra tutte via Zamboni, la via dell'università per antonomasia.
Le bici rubate vengono offerte a chiunque passi, in alternativa a vari tipi di droghe leggere.

La prima volta si resta straniti e ci si chiede se le bici non siano per caso un'alternativa all'hashish (quanto è strana questa città?!). Dopo un paio di settimane ci si fa l'abitudine e si risponde secondo preferenza. Nessuno si offende se dici "no, grazie". Magari facessero così pure quelli che cercano di venderti "Lotta comunista" (più o meno negli stessi luoghi), e sembrano avere l'abilità di farlo solo quando stai andando a fare un esame e sei di fretta.



* è una canzone dei Queen. Sì, lo so, dovrei smetterla con questi bizzarri criteri di titolazione dei post.

venerdì, gennaio 12, 2007

De-lurking...?!

C'è qualcosa di arcano nel fatto che io avessi scritto un post sulla rumorosa sveglia del mio vicino e cogliessi l'occasione per fare una (simpatica?) analogia, invitando chi legge questo blog a seguire l'esempio altrui e palesarsi per un saluto.
C'è qualcosa di arcano perchè è misteriosamente sparito, in effetti.
Quindi rimedio e mi avvalgo del diritto al fuso orario per dirvi che potete cominciare da adesso, se vi va! :-)

mercoledì, gennaio 10, 2007

Apple's Grinch is coming for you, iPhone!

Dopo l'immane attesa subìta in questi giorni da parte degli amici utentiApple (qualcuno è stato ampiamente preso in giro per aver usato l'espressione "nume in dolcevita nero"), il giorno è arrivato. Ieri dirette in Rete, via Twitter* e post in tutte le salse.
Avevo impegni per la serata quindi dalle otto di ieri sera in poi ho lasciato gli utentiApple al loro destino.

Ora, a me gli utentiApple fanno tenerezza, talvolta, perchè sono spesso persone intelligentissime (parlo di quelli che conosco, immagino ci siano utentiApple idioti come in tutti i gruppi umani) che a volte vanno in visibilio per delle cose di dubbia utilità. C'è un'amica che cerca di catechizzarmi ogni volta che nelle conversazioni capita di parlare incidentalmente di computer
A priori. Fede, ecco.
Ma ogni bella favola ha il suo Grinch e il Grinch di turno dettaglia (!) sempre le sue opinioni.
Il titolo promette bene e, al momento (ma non ho ancora finito di leggere i feed), è l'unico che provi a fare delle considerazioni di merito.
Leggeremo (anche nei commenti - ci sarà battaglia?).


N.B. Intanto io preannuncio che il primo che usa ancora a sproposito la parola "melomane" vince un pomeriggio con mia madre, professoressa, un po' avversa alle nuove tecnologie e melomane, davvero, lei. E, per una volta, io sarò dalla parte di mia madre! ;-)