lunedì, aprile 30, 2007

Long Island (il posto, non il cocktail)

Per quelli che fossero irragionevolmente affezionati alle vicende della sottoscritta, la comunicazione di servizio e' che sono a New York, sono viva (lapalissiano?), sto bene.
Attualmente sono a Long Island, in un posto molto carino che somiglia un po' a Wisteria Lane, ma meno "leccato", ospite della mia amica Liz e della sua famiglia (italoamericana). Il che vuol dire che gia' ho ricominciato a parlare in due lingue contemporaneamente - oltre ad avere mangiato una vera pasta col ragu', chevvelodicoafare.
Piu' tardi primo giro a Manhattan a incontrare amici e cercare casa.

Il lavoro comincera' mercoledi. Pare che il mio visto A2 faccia una certa positiva impressione, ieri il poliziotto alla dogana mi ha detto che non dovevo dargli le mie impronte digitali, cosa richiesta ai "comuni mortali" secondo le ultime disposizioni. Il visto dura cinque anni ma non ho capito che possibilita' comporti, dato che forse avere un lavoro che non sia nel settore degli istituti diplomatici non rientra fra queste.
In ogni caso prendero' per buono il miglior consiglio ricevuto finora: "Se ti offrono un lavoro a Portland non accettarlo perche' probabilmente non e' esattamente a Portland". ;-)

See ya!


sabato, aprile 28, 2007

In partenza... (e smentendo GoogleMaps?!)

Domani Roma, domenica New York.
Dispacci ridotti per un po' tra sistemazione e ricerca di una casa (oh, se a qualcuno avanza una stanza...).

Un grosso in bocca al lupo agli organizzatori dello ZenaCamp, mica per altro, ma qualcuno mi deve un piatto di trofie al pesto che reclamerò appena torno in Italia (non se ne dimentichi!).

Io latiterò, pazienza.
Intanto grazie a tutti quelli che scrivono e chiamano e fanno auguri e dimostrano stima e affetto. E anche a quelli che fingono di brontolare.
Ci vediamo dall'altro lato dell'oceano. Mi sa che non devo nemmeno attraversarlo a nuoto, quando si dice la fortuna...

Reazioni scomposte sul mio futuro divano

Grazie a questa santa donna ho appena ricevuto una notizia che mi sento di girare a due o tre amici che so condivideranno le mie sensazioni.
Studio 60 on the Sunset Strip.
Torna.
Il 24 maggio.
Finalmente.

martedì, aprile 24, 2007

Noi non l'abbiamo visto, l'abbiamo vissuto. :-P

(il titolo bello l'ha già usato il dottor Sofi, le parole difficili e la citazione pure. Uffa.)



Dopo molte risate, molte chiacchiere e molto "culto" casalingo (le coinquiline ogni domenica: "ehi, il nostro insegnante di romanesco che fine ha fatto?", mio fratello al CitizenCamp: "Ma quello lì è Zoro!!") siamo arrivati alla fine.
Tutto è bene quel che finisce bene, insomma, e quindi c'è tutto: la barba tagliata, la pargola che ristabilisce i ranghi e si riprende le bambole, uno sguardo al futuro... ;-)

I ringraziamenti sono d'obbligo per queste 14 puntate, per aver portato le risate, soprattutto in un paio di giornate parecchio storte e, oggi, per avermi fatto ricordare la prima volta che ho visto Petrolini.
Bravo!
...
Bravo!

E alla prossima, quale che sia!

sabato, aprile 21, 2007

YouTube e politica: le potenzialità di una scatola (vuota?)

(Per capirne di più, vedere la "Guida ai video della campagne elettorale presidenziale" di Mark Glaser)


L'accoppiata Presidenziali USA 2008+YouTube si allarga e rilancia.
E così dopo aver aperto YouChoose'08, il canale dedicato alle presidenziali USA, ci sono anche con Spotlight e CitizenTube: a turno ogni candidato metterà online un video in cui si rivolge alle persone, rivolgendo loro una domanda (almeno così è avvenuto finora).
Chi vuole potrà rispondere in video nella settimana che segue, al termine della quale il candidato risponderà con un altro video.


1. La scatola c'è...ma forse è vuota

Il primo candidato ad avere completato il processo è il repubblicano Mitt Romney che ha chiesto ai potenziali elettori qual è la più grande sfida che gli USA devono affrontare, rispondendo al termine della settimana.
Nel giro di quattro giorni il video è stato visto 285.000 volte (il numero è sensibilmente calato nei giorni successivi) e ha avuto più di 5o risposte (aumentate nei giorni successivi).
William Beutler, Senior Online Analyst di NewMediaStrategies, si è preso la briga di guardarli tutti e di commentarli. Il livello dei video di risposta è ben superiore alle aspettative, tanto da far addirittura ipotizzare che YouTube ne abbia rimossi alcuni, afferma Beutler.

Poi ci sarebbe da parlare di effettivi contenuti, delle risposte date da ogni singolo candidato, ma non sta a me giudicare, in fin dei conti (e nel contesto mi interessa relativamente). Jeff Jarvis, ad esempio, è piuttosto seccato dal fatto che questa opportunità venga utilizzata per dire...niente, in realtà! (Jarvis si rivolge a John Edwards, prossimo candidato "in the spotlight", già valutato positivamente da PrezVid per la sua presenza online).

Un mese fa Webgol ha ospitato un mio post in cui parlavo di visibilità e trasparenza dei candidati (stonata come sono ultimamente, non lo avevo nemmeno segnalato, nè ringraziato Antonio per la possibilità). Scrivevo che "Per la prima volta, insomma, sia gli uni che gli altri si avvalgono dello stesso strumento del loro candidato. Una sfida giocata ad armi (quasi) pari. I candidati possono essere visti in una nuova luce. Più sono esposti agli sguardi (e agli obiettivi) incrociati, più sarà possibile valutare pubblicamente ciò che propongono".
Il rischio di "pulire" domande e immagini per avere un'immagine migliore è dietro l'angolo. Prevedibile che siano i cittadini a uscirne meglio. ;-)


2. Guardando oltre, ma non troppo...anzi prima...

Mi sembra che da quelle parti si stia provando ad esplorare, se non altro, le potenzialità dello strumento e osservo interessata.
L'esplorazione, più che dei candidati, sembra essere di chi crea servizi tecnologicie di chi li analizza (cito per tutti l'ottimo lavoro quotidiano - non certo l'unico di valore - di TechPresident). Altri sarebbero gli esperimenti di cui si potrebbe parlare e altri i contesti, a partire da quello inglese di David Cameron.
Per una bella panoramica ricca di spunti e osservazioni consiglio la presentazione+chiacchierata fatta al CitizenCamp da Antonio Sofi, che di queste cose si occupa per mestiere e per passione (come dire, una doppia garanzia).

Altra cosa che aspetto è un po' di analisi per capire l'effettivo impatto di queste tecnologie. Parlare, adattarsi a quella che può essere vista anche come una moda, utilizzare social network lascia il tempo che trova se non è accompagnato da contenuti validi. E rischia di avere più impatto sui media che cercano di individuare nuove tendenze che non sui cittadini.
In questo senso, magari, non dovrò aspettare molto: le elezioni francesi sono domani, e non metaforicamente.



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La mia nemesi si chiama MAE

(dove MAE sta per Ministero degli Affari Esteri)

Questa cosa - il titolo - me la ripeto ormai da quattro settimane, cioè da quando mi hanno comunicato che andrò a New York per tre mesi a fare un tirocinio al Consolato Italiano.
Questo perchè, senza contare il poco preavviso dato, hanno continuato a centellinare informazioni e a fare in modo che dovessimo reperirne altre in modo del tutto autonomo - per tacere delle spese, dato che non ci rimborsano in alcun modo. Qualcuno ha addirittura ipotizzato che lo facciano apposta per metterci alla prova, mah...
Il culmine è stato l'incontro di ieri, a villa Madama - posto splendido e immerso nel verde, tra l'altro - dove è stato convocato un incontro informativo, che di informativo aveva pochino, dato che le domande erano quasi tutte ovviamente specifiche (noi tirocinanti verremo mandati in tutti gli angoli del mondo).
Insomma, molte ore di treno e poco sonno per tutti e, a detta di tutti, una giornata inutile, dato che pure le poche informazioni generali hanno una certa variabilità a seconda di università frequentata e di ASL di appartenenza (per esempio alla ragazza di Perugia l'università paga il biglietto aereo...perchè? perchè? Uff!).

In realtà uno si mette a cercare i punti positivi della giornata e li trova.
Trova che alla fine anche solo sei ore a Roma mi mettono di buonumore in modo incredibile.
Trova che villa Madama sia un posto splendido.
Trova che aver conosciuto Sara, Roberta e Luca, che condivideranno l'esperienza di tirocinio a New York sia stata una gran bella cosa, chè l'affiatamento immediato tra compagni di avventura non era previsto ed è piacevole.
Trova che il MAE complica la vita ma dà anche la possibilità di fare un'esperienza incredibile, senza troppo preavviso, cioè, nel mio caso, senza troppo tempo per rimuginare e programmare e dar peso a certe cose.
Una gran bella Nemesi, per me.

mercoledì, aprile 18, 2007

Il (possibile?) dialogo tra cittadini e media

Ieri incontri finali per "La città dei cittadini" a Casalecchio di Reno.
Noto con piacere che qualcuno - che non si è palesato - era presente e ha scritto un suo resoconto dell'incontro serale dal titolo "Cittadini e media: quale dialogo?".

Curiosamente leggendo il suo resoconto ho trovato una frase che in qualche modo rispondeva alla perplessità di Mattia, a cui sembrava di aver sentito cose valide, ma niente di nuovo.

Senza Identità (blogger misterioso!!) scrive infatti: "Avrei voluto sentir parlare di giornalismo diffuso e invece mi sono reso conto che c’è ancora troppa gente che non ha idea di cosa sia il giornalismo diffuso, e quando lo scopriranno forse sarà tardi".

Al di là delle definizioni, è effettivamente un problema di concetti, concetti che mancano, anche perchè manca l'abitudine a pensare secondo schemi diversi e specifici di un mezzo e, piuttosto, si tende ad adattare quel che c'è di nuovo ai vecchi. In questo senso, molti complimenti alla lucidità di analisi del professor Grandi (moderatore dell'incontro, nonchè docente di Comunicazione di Massa e mille altre cose).

Volendo scrivere due cose a riguardo...mi ricordo che l'ho già fatto!! E allora faccio "copia e incolla" di un pezzettino della tesi:


Il problema è innanzitutto di ampiezza della percezione: infatti, a causa delle difficoltà e dei costi di distribuzione, noi abbiamo accesso solo all'élite delle pubblicazioni cartacee. Non è così online.
[...]

Si tratta, effettivamente, di un problema reale: su Internet è disponibile una quantità d'informazioni incredibile, sproporzionata. La Rete ha natura aperta e le barriere di accesso ai mezzi di produzione di informazione sono state abbattute, come la presenza dei blog (e non solo) dimostra. Una parte consistente di questa gran massa d'informazioni è, effettivamente, di bassa qualità o è totalmente inattendibile e i motivi sono effettivamente da ricondurre alla semplicità di pubblicare online e al suo bassissimo costo.

Tuttavia ciò non giustifica l’automatica convinzione che l'informazione online sia meno affidabile di quella disponibile sugli altri mezzi di comunicazione di massa: la Rete è un ambiente mediale differente da quello dei mezzi di comunicazione tradizionale sia dal punto di vista della produzione che da quello della fruizione e, in quanto tale, è regolato da logiche e dinamiche differenti e difficilmente comparabili con quelle che caratterizzano il mondo della carta stampata o della televisione.

Che è più o meno quello che avevo scritto sopra e che ho già scritto altrove.

Certo, chi usa molto la Rete, ci lavora e la usa per informarsi (e non solo) ha più tempo, modo e possibilità di fare esperienza delle varie tipologie di contenuti e di capire l'affidabilità, di costruire un senso critico "specifico", di individuare fonti di fiducia.

Forse per chi fa questo tipo di esperienza continuamente c'è il rischio di cadere nell'eccesso opposto, di avere a che fare solo con fonti valutate attendibili, opinioni condivise o comunque interessanti. Ci sono molte altre persone che non hanno tempo e strumenti per orientarsi in questo magma. A volte mi sento chiedere da parenti e amici curiosi: "Da dove parto se voglio andare in Rete? Da dove parto se voglio leggere i blog?".
La risposta non c'è, non ci sono due o tre giornali autorevoli, pur coi loro limiti, a fare da punto di partenza.

A questo proposito mi viene in mente un'altra esperienza, forse collegata, forse no.
Sono sempre stata una vorace lettrice, sin da piccola. Negli anni delle scuole medie e del liceo ho incontrato persone che non avevano mai letto un libro intero, una delle cose che mi facevano quasi "scandalizzare", tanto erano lontane dalla mia esperienza quotidiana. Qualcuno mi ha chiesto come cominciare e non c'è un libro da cui si comincia, non ce n'è uno che va bene per tutti. Questione di creare interesse, in modo mirato. C'è chi si è appassionato alla lettura grazie ai gialli e ai noir, chi al fantasy, o ai diari adolescenziali, chi ha cominciato - incredibile, ma vero! - con i libri di storia. Conoscendo le singole persone, credo di aver dato un contributo a creare lettori, che magari ne avranno creati altri (dove ho già sentito questa cosa?).

La risposta non c'è, o meglio è diversa per ognuno. E non è una novità, mi sa.

Add: Le osservazioni di Feba e la cronaca di Alberto


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martedì, aprile 17, 2007

Department of Obvious Studies

Una ricerca del Pew Research Center for the People & the Press sul livello di conoscenza della politica interna, rileva che è un po' sceso nonostante fattori come, ad esempio, la diffusione dell'accesso a Internet.
Tra l'altro, pare che gli intervistati più informati siano anche quelli che guardano regolarmente il Daily Show e il Colbert Report, esilaranti show televisivi fatti in forma di talk show - notiziario, con notizie tutte rigorosamente...false (ma, grottescamente, quasi verosimili)!

Secondo una battuta di Benjy (a cui ho rubato il titolo - anche perchè non avevo voglia di pensarne un altro): "Entrambi stanno guardando false notizie ma gli spettatori del Daily Show sono significativamente meglio informati di quelli di Fox News".

lunedì, aprile 16, 2007

Cittadini e media: appuntamenti finali per "La città dei cittadini"

La città dei cittadini ha ancora un doppio appuntamento domani alla Casa della Conoscenza, a conclusione del progetto.
Alle 15.30 un seminario sulla partecipazione dal titolo "Il know-how della cittadinanza: ascoltare e farsi ascoltare".

Alle 20.30 un dibattito sul rapporto tra giornalismo e cittadini: "Cittadini e media: quale dialogo?"

Insomma, io domani pianto le tende in quel di Casalecchio. Siateci!!!
(...o, se proprio non potete, seguite tutto in streaming, il Cineca replica l'ottimo lavoro fatto al CitizenCamp).

martedì, aprile 10, 2007

Le storie (non eccessivamente inutili) di Kurtz

Da quando ho a che fare con i blog non facevo che dirglielo: tu dovresti proprio avere un blog.
Da quando si è trasferito a Parigi i motivi aumentavano, a mio modesto parere.

E alla fine si è deciso: Kurtz ha un blog!!
Con le storie, il suo sguardo caustico e non immediato da capire, le sue impressioni da italiano in Francia e le sue belle foto (una mi fa da sfondo per il desktop).

lunedì, aprile 09, 2007

Frasi proprio così (ennesimo capitolo)

(sentite o lette in giro - nella mia vita)


Apprezzamenti
: "Se mi piace? Uhm...Non è simpatico...voglio dire, mi sa che non gli viene spontaneo...poi oh, avrà altre qualità...no, ecco sì, è intelligente..."


Appuntamenti: "Potrebbe essere domani come mergiovenerdì (noto giorno della settimana infinita).


Incitamenti
(sentita in un ufficio): "Divertitevi, eh! E siete fortunati che quest'anno Pasqua viene di domenica"


domenica, aprile 08, 2007

Nuntio vobis magnum gaudium (the NYC edition)

Alla fine ho pensato: "Sonno perso per sonno perso, tanto vale che vada in una città che non dorme"...

Ok, non sono brava in questo genere di cose e anche se lo fossi probabilmente non avrei tempo per pensare a frasi ad effetto, quindi:

Fra tre settimane parto per New York per fare un tirocinio al consolato italiano per i prossimi tre mesi. Dunque fino a inizio agosto mi trovate lì.

Ora, dato che il Ministero degli Affari Esteri ci tiene al fatto che il mio tirocinio sia una completa ed entusiasmante avventura, ha pensato bene di dirmelo dieci giorni fa. Il risultato è che tra visto, ricerca di una casa, biglietti aerei e altre amenità ho meno tempo che mai. Quindi sono già in ritardo su tutto, tocca avere pazienza.
Aiuti morali e materiali saranno altamente graditi, insieme alla pazienza di cui sopra.

Sono prevedibilmente entusiasta. Come, non mi vedete saltellare come una scema? Mh, guardate meglio... ;-)

giovedì, aprile 05, 2007

...ma poi devo augurargli 100 di questi giorni?

Sarà che mio fratello va in giro cantando "Suppellettile", sarà che le mie coinquiline stanno apprendendo i rudimenti del romanesco, sarà che in queste settimane le sue cronache sono diventate uno dei miei appuntamenti di divertimento puro di quelli che ti risollevano l'umore e ridi per mezza giornata...insomma fatto sta che per la centesima puntata del Grande Fratello forse un augurio tocca farglielo...anche se non saprei proprio dire quale!! :-)





...beh...se non quello di continuare così (e in tutti gli altri modi che gli verranno in mente)!!

giovedì, marzo 29, 2007

Post CitizenCamp (c'è una parola che descrive tutto questo ed è "overwhelmed")

Mi è venuto da ridere nel leggerlo, ma Alessandro non aveva tutti i torti quando ha scritto che avevo concepito il CitizenCamp. Non perchè sia solo un'idea mia e, meno che mai, perchè l'abbia fatto da sola, ma perchè il fatto di conoscere bene lo svolgimento dell'evento e di essere il punto di riferimento dell'organizzazione per una serie di motivi, ha fatto sì che la prendessi con la cura che si dà a una creatura.

Ci sarebbero tante cose da dire sulla giornata, ma anche sulla preparazione, sull'organizzazione. Oltre che l'impegno in sè, questa è stata per me una piccola grande sfida per dimostrare che due approcci diversi potessero coesistere. Conosco da un po' l'amministrazione di Casalecchio di Reno e il suo interesse per i progetti innovativi sulla cittadinanza - ad alcuni dei quali ho collaborato - e ho avuto una conferma dell'ottima opinione che avevo. Non senza difficoltà, credo che le cose si siano conciliate con un buon risultato.
Sto scrupolosamente leggendo ogni post scritto cercando di annotare ogni osservazione e suggerimento, casomai qualcuno decidesse che l'esperienza può essere ripetuta. Anzi, forse sintetizzerò alcune mie impressioni nei prossimi giorni.

Se penso a chi ringraziare devo - ahimè - evitare di fare nomi perchè se comincio mi tocca scriverne almeno un centinaio tra chi ha partecipato dal vivo e chi ha assistito da casa, tra chi ha lavorato e organizzato e chi ha fatto il volontario, tra chi ha presentato interventi e chi ha comunque animato la giornata, tra chi mi ha sostenuto nei momenti di ansia pre-barcamp e chi mi ha sorriso nella giornata di sabato cercando di farmi rilassare (sì, ero perennemente agitata all'idea di aver dimenticato qualcosa o di qualche strana catastrofe dietro l'angolo) - qualcuno mi ha anche portato un inaspettato regalo!

I ringraziamenti personali li sto facendo di persona* in questi giorni e anche lì spero di non dimenticare nessuno.

Com'era prevedibile, non sono riuscita a seguire quasi nulla degli interventi. Recupererò con post, slide e con gli streaming del Cineca che saranno online a breve. Intanto potete cominciare col lato goliardico grazie alle registrazioni realizzate da RadioNK sabato scorso.

Alla fine mi restano molte immagini: qualche persona timida, il cartellone coi post-it che si riempie (e si modifica in modi poco ortodossi - ah, camper anarchici), macchine fotografiche, un delizioso esserino vestito di rosso che scorrazza per la sala, gente che tira fuori vodka e succo di pera (!?), microfoni che non amplificano (apposta!!), persone che si introducono curiose, gradini da cui rischio di cadere, corsa, corsa, risate, qualcuno (chiunque?!) che mi chiede se sono agitata, cioccolatini, badge, una maglietta di Firefox, le mani alzate per fare domande, i sorrisi, le persone che ringraziano.

Eh, sì, grazie, davvero.



*con persona intendo "mail e IM", che tocca fare


[ci ho messo una settimana per scrivere questo post? Ebbene sì, di meglio non son riuscita a fare. Seguiranno considerazioni serie e mirate. Sì, adesso mi do un tono. Ma, come si dice, "smetto quando voglio"! :-) ]


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mercoledì, marzo 28, 2007

Girl geek dinner - Milano, 30 marzo


Da queste parti si sente il bisogno di staccare. Più che altro mi sono così abituata a girare per l'Italia che mi sento quasi persa se non lo faccio per un po'.
Allora, passata questa settimana di "passione" (e stra-lavoro su più fronti, più che altro, CitizenCamp in testa, si capisce), si mettono a posto due cosette e l'ultimo weekend di marzo si va a Milano a trovare un po' di amici e a conoscere un po' di gente nuova al Girl Geek Dinner la sera del 30 marzo (sono davvero curiosa di conoscere Amanda, tra l'altro).
Sarebbe ideale se Milano mantenesse la tradizione metereologica positiva.
Ecco, so già come finirà, ovviamente.

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martedì, marzo 27, 2007

Tre lucchetti sotto il cielo (rotti, si spera)

Lo dicevo sabato a un abitante di Roma: se io fossi il sindaco di Roma citerei Moccia per danni alla città.
Non bastassero le scritte varie (io, concittadina di Scamarcio, le ho viste anche sotto casa sua), ci si è messo pure quel "mambrone"* di lucchetti su Ponte Milvio, un vero obbrobrio.
Nonchè tutte le trasmissioni del pomeriggio che fanno servizi da lì al grido di "è molto romantico" con nugoli di ragazzi che si baciano davanti alle telecamere - ma guardando la telecamera.

Poi le cose vanno così, e il romano di cui sopra mi diceva che piuttosto Moccia ha gli sconti nei locali nominati nei libri. Va beh, prevedibile, in fin dei conti è un'altra cosa.
Ma il ponte? La città? Certo, io sono della scuola che predica che Roma sia la città più bella del mondo, fuori d'ogni retorica (e anche dentro).
Ma non solo.
Il problema vale per tutti.
Per questo ho deciso di sostenere la campagna pro-tronchesi di Suzukimaruti.
A volte bisogna prendere una posizione.



*mambrone è termine dialettale che rende l'idea di una cosa grossa e ingombrante, ma che non saprei tradurre, pazienza

giovedì, marzo 22, 2007

Il CitizenCamp è alle porte e io non ho niente da mettermi! (o anche: carenza totale di titoli vagamente utili/simpatici)

Dunque, dunque, non avete scuse!
Chi non può venire al CitizenCamp può assistere alla diretta sul sito de La città dei cittadini.
Può mandare domande via mail o scriverle sul wiki.
Può chiamarci con skype (citizencamp).




Questa settimana è stata pienissima, lo sanno le persone che stanno lavorando con me all'organizzazione del CitizenCamp, nonchè tutti i miei amici che stresso ed "evangelizzo".
La cosa più bella di questa fase è poter rispondere alle domande di chi sa poco o nulla di barcamp e tecnologia, ai dubbi di chi non ha mai parlato in pubblico e teme il fatidico momento, magari dicendo "io me ne sto in disparte, poi vediamo...".
Io non mi stanco mai di ripetere che nessuno è obbligato a fare nulla, ma che, per la mia esperienza, la voglia di parlare viene e la scoperta di "nuovi mondi"(ogni persona lo è, in fin dei conti) è un'esperienza incredibile ogni volta, e non bisogna temere di mettersi in gioco.
E no, non ho mai - dico, mai - usato la parola "serendipity". Ma ci scommetto, sabato verrà fuori più d'una volta.

Per la mia breve esperienza di organizzazione di eventi mi aspetto imprevisti fino all'ultimo momento (avrei episodi tragicomici da raccontare, speriamo di non aumentare la casistica). Quindi domani. O sabato mattina. O durante il BarCamp.
Fortunatamente c'è un bel gruppo di volontari pronti a dare una mano e a far sì che vada tutto bene. Qui sembra tutto pronto o quasi. Domani pomeriggio saremo in quel di Casalecchio a preparare l'allestimento...sì, ok, a sistemare tavoli e sedie. Chè qui non c'è solo lo splendore della comunicazione, ma olio di gomito...certo, il contingente maschile, nella persona dei baldi giovani dell'assessorato alla cultura, ha insistito per fare i lavori più pesanti. E chi sono io per fare la femminista (che non sono, peraltro)? ;-)

Vi aspetto!!

p.s. Ah, l'ho già detto che La casa della conoscenza, il posto che ospita il CitizenCamp è un posto davvero bello?


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mercoledì, marzo 21, 2007

CompleLaurea




Primo giorno di primavera, ben lontano dal sembrare primaverile (certo, non siamo a certi livelli, eh...).
E non posso fare a meno di ripensare che è stato lo stesso il fatidico 21 marzo dell'anno scorso.
La. Laurea.
Oggi ho lavorato, ma con questo pezzetto di ricordo laterale che mi ha accompagnato. Un po' perchè talvolta ci tengo alle ricorrenze significative (specie quando sono condivise con persone importanti, nella fattispecie la compagna di avventure universitarie/compagna di stanza). Anche e soprattutto perchè è stato un giorno speciale, di quelli che chiudono un ciclo e ne aprono un altro, e non è retorica.
In questo anno sono cambiate molte cose e molti equilibri, molte persone sono state presenti nella mia vita, anche a distanza. E già che ci siamo le ringrazierei tutte per l'affetto e la pazienza infinita.


Nota: il titolo della tesi è del genitore (che, della pazienza, è l'incontrastato depositario. Tra le altre cose)


lunedì, marzo 12, 2007

CitizenCamp: Speak! Risk it!

Mancano una dozzina di giorni al CitizenCamp e devo dire che qualcuno si sta facendo meno timido.
Sono contenta di leggere degli argomenti che verranno trattati, davvero molto interessanti (anche se nel post di Massimo Mantellini c'è qualcosa di impalpabile che mi inquieta! :P) e ancora di più di rispondere alle domande di alcune persone stanno vincendo la timidezza e l'idea di essere "fuori posto". Mi rendo conto benissimo che non è semplice, soprattutto per quanto riguarda affrontare l'idea di parlare in pubblico, eventualmente.

Come dice (recentemente) Amanda Congdon, invitando i suoi spettatori a inviare contributi: "Speak! Risk it!".


N.B. Pare che io non abbia specificato che la diretta in streaming del Cineca sarà una diretta video. Questo comporta alcune conseguenze: pare infatti che, un po' a malincuore, mio fratello debba almeno pettinarsi per l'occasione (dovrei approfittarne per fargli tagliare la barba da conte di Cavour sessantottino?).
Per il resto fate voi, io ho avvisato! ;-)


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venerdì, marzo 09, 2007

Conversazioni con Jock Lauterer/ There's something about Brian

Beh, a un certo punto della conversazione con una persona che si conosce poco può arrivare il momento di cercare di tracciare conoscenze comuni. Ora, io nella mia vita ho conosciuto una manciata di persone che vivono nel North Carolina, tra cui una coppia di Chapel Hill, dove Jock Lauterer insegna.
Quello che non mi aspettavo, nel momento in cui gli ho nominato Brian e Ruby, è che il professore si illuminasse ed esclamasse che Brian è uno dei suoi più cari amici, che hanno collaborato in un progetto importante e varie altre cose. "It's a small world" è stata la frase nell'aria da quel momento in poi, inutile dirlo.

La cosa che mi ha reso in qualche modo più contenta è avergli parlato di ConvergeSouth, che si svolge a qualche decina di miglia da casa sua e di cui non sapeva molto (sì, ci sarà anche l'edizione 2007 e sì, ne parlerò ancora).
Incredibile che abbia dovuto attraversare un continente per venirne a conoscenza dalla persona presumibilmente più improbabile che abbia incontrato in questo suo soggiorno italiano.

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