martedì, maggio 26, 2009

Manuel Castells e il modello Obama in Europa

Oggi a Barcellona Manuel Castells ha tenuto un seminario su "politica e internet al tempo di Obama". Trovate qui alcuni appunti.

Alla domanda "Why cannot Obama’s model be extrapolated to Europe? Aren’t we seeing “politics 2.0″ in Europe?", Castells ha così risposto:

About transporting Obama’s model to Europe: it’s true that there is an Obamization of politics, and that there are shy approaches towards Web 2.0, but they are mainly technological, not conceptual. Everything remains under the control of the party machines, including the leaders — especially because there are no presidentialist elections. Power must be taken from political parties. And this will only happen under a sever catastrophic crisis of politics and political parties.

Il primo battito d’ali di Angeli per Viaggiatori

Angeli per Viaggiatori è la storia di un progetto nato grazie alla partecipazione positiva di tutti voi!
Tante delle scelte che abbiamo fatto sono state profondamente condizionate dalle considerazioni che abbiamo raccolto. In diversi casi di fronte ad un problema la soluzione è stata: vediamo cosa ne dicono gli amici di Kublai!
Questa esperienza è stata molto stimolante e sono stato costretto a mettere in discussione tanti preconcetti. [...] Su Kublai ho capito che i vantaggi della condivisione sono superiori ai rischi dell’imitazione. Attraverso la condivisione riesci a raccogliere tantissime indicazioni, informazioni, punti di vista e critiche che ti consentono di accelerare il processo di evoluzione del progetto in modo incredibile. La condivisione ti spinge a correre perché capisci che i rischi di essere copiato sono tali solo se ti fermi. Se continui rapidamente a fare passi avanti accumuli conoscenze e sviluppi competenze e tieni lontano i potenziali concorrenti.



Il racconto di Stefano Consiglio, creatore di Angeli per viaggiatori, progetto nato e cresciuto su Kublai. Che ora comincia a camminare online.

lunedì, maggio 25, 2009

If anything goes wrong, PDF will be my constant

Dopo l'edizione 2007 e quella 2008 e, giuro, mille peripezie...

si torna al Personal Democracy Forum - edizione 2009!!!

Cosa è PDF? La più importante conferenza che si occupa del rapporto tra tecnologia e politica.

Cioè?
Beh, fatevi un'idea da quello che è successo lo scorso anno:



(...ah, quando? 29 e 30 giugno)

Video ritardi/ 2 - Critical City vince il Tech Garage 2009

Critical City ha vinto il Tech Garage 2009, e alla grande (leggete il post di Marco)!
Qui sotto il cosiddetto elevator pitch, in inglese.

CriticalCity - TechGarage Pitch from Staff CriticalCity on Vimeo.



...ne sentiremo parlare ancora, molto presto. Complimenti!!

sabato, maggio 23, 2009

Video ritardi/ 1

Si dovrebbe diffondere e parlar bene di ogni singolo video di Diego, certo.
A me piacciono particolarmente i video in cui riesce a parlare (o anche a non parlare) e ad affrontare temi particolarmente delicati, dove è difficile non sbagliare.
E lui non sbaglia, neanche stavolta (il tema è l'immigrazione):



(sì, sono in ritardo, nel frattempo ne ha fatto un altro...e allora?)

giovedì, maggio 14, 2009

Non Zero: il nuovo ciclo di conferenze al Porto dei Creativi

Kublai deve fare cultura, deve sollecitare discussioni sui temi dell’impresa creativa, dello sviluppo del territorio e delle reti. Non ci sono alternative. Lo dobbiamo fare perché queste discussioni servono ai creativi kublaiani per crescere; e perché servono a noi, per confrontarci con le migliori esperienze del mondo e, nel confronto, crescere in quanto community.

Dice bene Alberto presentando il nuovo ciclo di conferenze al Porto dei Creativi.

E allora, nel mio piccolo, rilancio anche io:

  • 20 maggio, ore 21.30: Anne Daubrée, la27eregion.fr - Cambiare il cambiamento. Quando designer ed altri creativi invitono cittadini e poteri pubblici ad inventare i territori di domani (in italiano)
  • 4 giugno, ore 21.30: Reggie Prim (con Pete Tidemann) - Community organizing and civic engagement in the arts (in inglese)
  • 18 giugno, ore 21.30: Ruggero Rossi - I social network supportano l’innovazione? Metriche e riflessioni dalla network analysis di Kublai
Sono sicura che molti le troveranno interessanti - anzi, ve lo garantisco, diverse cose nuove sono in movimento....

mercoledì, maggio 13, 2009

Quando la frase più frequente è "in questo periodo la mia vita è complicata"

Uno dice Che succede?
Un altro aggiunge Ma dove vivi esattamente, mi son perso dei passaggi?
Un terzo rimprovera Possibile che le cose io le dabba sapere da Facebook?
Poi c'è chi scrive e non riceve risposta, chi mi chiede le cose e io le dimentico eccetera.

Per la serie "aggiornamenti esistenziali" (o anche: un pugnetto di fatti miei, ma senza esagerare): ho un nuovo lavoro, molto bello, vario e impegnativo. A Roma (sì, vivo sempre a Roma).
Sì, ancora per un mese faccio lezione una volta a settimana ai bambini di scuola elementare. Ad Andria.
Sono due luoghi diversi e vagamente distanti? Esatto, è il motivo per cui ogni settimana viaggio tra le due città, per la gioia di Trenitalia - e un po' anche dei miei genitori, che mi vedono più spesso, sebbene in modalità rimbambita, alle volte.
Per non farci mancare nulla traslocherò all'inizio del mese prossimo e - ho dimenticato qualcosa? - ah, dovrei andare una manciata di giorni a New York per il Personal Democracy Forum (anyone?).

Che altro in più? Ho una camera piena di vestiti che non sarà mai in ordine per i prossimi quindici giorni, scadenze, alimentazione disordinata, articoli scritti a metà, letture che meriterebbero maggior riflessione, email a cui prima o poi risponderò, amici che non curo come dovrei ma di cui non potrei fare a meno (e lo sanno, certo che sì).


Nel frattempo matrimoni, trasferimenti e gravidanze altrui.
Nel frattempo un weekend a Milano di quelli che ci voleva.
Nel frattempo sono sempre di fretta, con la valigia sempre aperta, in debito di tempo e di sonno, con la memoria che fa strani scherzi, ma ci sono, da qualche parte.
Raccontatemi le cose che non vi chiedo, chiedetemi quelle che non vi racconto.
Gestire spazio e tempo è complicato per me, ultimamente (e non è detto che non sia una vendetta storica), ma ci sono e sto bene.

A scuola, dall'alto di un ruolo

Per vari impegni di lavoro non ho continuato con costanza - mea culpa - a raccontare delle mie lezioni a scuola elementare.

Ho continuato a fare una o due lezioni a settimana e cercherò pian piano di raccontare gli elementi più importanti.
Una cosa però mi ha colpito nella lezione di giovedì scorso. Tra i vari blog ho mostrato ai bambini quello di Visioni Binarie, lasciando che esplorassero le pagine (avevamo fatto un piccolo gioco-esperimento di cui poi parlerò).
Una bambina è rimasta colpita da questa in cui si parla di Roberto, un ragazzo che non riesce a fare accettare la propria omosessualità ai genitori. "Ma che succede se lo leggono i genitori? O i suoi amici? O qualcuno che lo prende in giro?" mi ha chiesto "Forse non avrebbero dovuto scriverlo in un blog".
Ho provato a chiederle se secondo lei si trattasse di una storia vera, pensando che il problema fosse la riservatezza, la privacy, temi di cui abbiamo parlato. Invece la ragazzina era preoccupata del fatto che Roberto potesse avere problemi perché era stato scritto che era omosessuale. L'ho rassicurata, aggiungendo che l'errore non è di chi lo dice pubblicamente, ma di chi prende in giro (mi ha fatto sorridere questo riconducimento alla pratica scolastica del "prendere in giro" per qualsivoglia motivo).
Non abbiamo continuato a parlarne, eravamo a fine lezione, ma si è abbastanza tranquillizzata.

Però sono andata a casa con un paio di interrogativi. Il primo è che non sono riuscita a capire se il timore fosse collegato a una percezione dell'omosessualità come effettivamente "sbagliata".
Il secondo è: se così fosse stato io cosa avrei fatto?
Sicuramente non avrei detto qualcosa che non penso, ma sarebbe stato giusto farlo? In fin dei conti in questi aspetti quello che i bambini pensano deriva quasi sicuramente direttamente da quanto detto in famiglia, e io non sono nemmeno una maestra, poi, anche se i bambini mi vedono come tale.

Qualche giorno fa raccontavo a un'amica delle lezioni e del rapporto con i ragazzi e che loro mi sembrano, anzi sono, estremamente più svegli, non solo sul piano personale ma in generale quanto a conoscenza - o, meglio, percezione - del mondo che hanno intorno.
E questo è positivo, certo, ma anche critico e destabilizzante per chi deve avere a che fare con loro. O almeno, questa la sensazione che ho avuto in quei cinque minuti in cui ho avuto la possibilità di dire qualcosa "dall'alto" di un ruolo.

martedì, aprile 28, 2009

Studio 60 on the Sunset strip - stasera, davvero

La notizia mi ha reso così contenta - e poi, certo, sono anche rimbambita - che l'avevo annunciato già la settimana scorsa. Ma ci siamo, da stasera Studio 60 on the sunset strip viene trasmesso in italiano (non in chiaro, ma su Sky, RED tv, canale 890).

Di che si tratta?
La guida tv recita:
Serie tv americana in 22 episodi creata dal genio di Aaron Sorkin.
Racconto della vita quotidiana e delle infinite complicazioni del dietro le quinte di uno show televisivo che va in onda in diretta, Studio 60 è interpretato dalle star Matthew Perry (Friends) e Bradley Whitford (West Wing) e ispirato al leggendario Saturday Night Live.

Ora, tranne articoli e preposizioni, all'incirca ognuna di queste parole è a priori un valido motivo per vedere Studio 60 on the sunset strip.
Se non fosse che io la serie l'ho vista tutta e quindi posso dirvi che ognuna di queste parole è *anche a posteriori* un validissimo motivo per vedere Studio 60.
Quindi, a questo giro niente scuse tipo "non so l'inglese" (in effetti non è semplice da capire in lingua originale e non ho idea di come verranno rese molte cose).
Ne parleremo, e molto.




[per i piccoli lettori di questo blog: sì, ne ho già parlato molto, ma vi farò la cortesia di non linkare i pezzi precedenti. Tanto, tempo che arrivi la puntata ambientata a Natale e avrò già sbrodolato ancora e ancora e ancora. Ma son piccole soddisfazioni di una persona apparentemente seria, lasciatemele e abbiate pazienza]

martedì, aprile 14, 2009

Fundraising for dummies - conferenza online con Pete Tidemann

Quando si parla di imprese e progetti innovativi spesso il problema è...il vil denaro!

Scherzi a parte, il fundraising è cruciale e spesso si lamenta la mancanza di venture capitalist e altre iniziative che possono aiutare in questo senso. In Kublai abbiamo molto a cuore questo tema tanto da ripartire proprio da lì con un ciclo di conferenze che si terranno sulla nostra isola in Second Life (adesso è anche attivo il gruppo su Facebook).

L'ospite sarà Pete Tidemann, fondatore di Linear Velocity, che illustrerà qualche idea semplice, che si è formato organizzando molti progetti creativi, soprattutto nei campi della musica e dell’audiosivivo, sia negli USA che in terreni più difficili come l’Africa.

Appuntamento il 16 Aprile alle 21, all’auditorium del Porto dei Creativi. Tutte le informazioni pratiche sono sul blog di Kublai. L’incontro verrà mandato in streaming sia sul blog che nel canale di 2lifecast.


p.s. Pete parlerà in inglese (non sa l’italiano), ma qualcuno di noi sarà presente per tradurre.

martedì, aprile 07, 2009

Earthquake and social media

Ieri mattina mi sono svegliata verso le sette e mezza, dopo una notte agitata, quasi insonne.
No, ero a Bologna, non ho sentito nulla del terremoto, ricevendone notizia appena acceso il cellulare.
Ho fatto colazione con mio fratello in silenzio, guardando il tg.
Ho preso un caffè con un amico e poi il treno per tornare a Roma rispondendo a email di amici americani preoccupatissimi, e cercando di saperne di più (intento, il secondo, abbastanza frustrato dal fatto che sia quasi impossibile usare il telefono quando si attraversa la Toscana).

La giornata è andata avanti tra varie incombenze, leggendo, parlando, cercando di capire.
In serata mi è venuto in mente di scrivera una piccola sintesi su come tante persone abbiano vissuto questa cosa usando i social network. Molti ne hanno ben scritto sui loro blog o sui giornali, io ho pensato di provare a farlo in inglese per Personal Democracy, che si occupa del rapporto tra tecnologia e politica.
Il risultato è qui: "In Italy, an earthquake tests social media". Spero lo troviate interessante.

domenica, aprile 05, 2009

Il ruolo del web nella candidatura di Debora Serracchiani: riflessioni "laiche" sul potenziale altrui

Oggi pomeriggio ho seguito e partecipato a una conversazione su friendfeed* sul ruolo del web nella candidatura di Debora Serracchiani alle Europee nel PD.

Riassunto delle puntate precedenti: Debora Serracchiani è segretario provinciale consigliere provinciale** del PD di Udine. Qualche settimana fa, all'incontro nazionale dei circoli del PD, ha fatto un intervento piuttosto sentito rivolgendosi al segretario nazionale Franceschini lì presente (qui il video e il testo dell'intervento). Il video del suo intervento ha avuto una certa risonanza in Rete, i giornali ne hanno parlato e nel giro di poco tempo la Serracchiani ha guadagnato l'attenzione dei media e del suo partito, al punto da essere candidata alle prossime elezioni europee. L'annuncio è stato fatto dallo stesso Franceschini in anticipo rispetto alla lista definitiva dei candidati (l'incontro con le decisioni finali si svolgerà il prossimo 21 aprile secondo le parole del segretario del PD).

L'assunto di partenza era: "secondo me, nella vicenda che ha portato alla candidatura di Debora Serracchiani, il web ha pesato circa zero".
Premessa: non ho intenzione di parlare della questione "giovani e politica/blogger che aspirano a ruoli rilevanti nel giornalismo o nella politica eccetera/varianti sul tema". Lo specifico perché nella conversazione da cui sono nate queste riflessioni si è deviato più volte in questa direzione ed è un argomento che non mi interessa dibattere.

Secondo me, più che di un peso del web, si può parlare di un ruolo del web, ma in più nell'ottica di cambiamenti nei processi del fare informazione che non di fattore che detta l'agenda politica o, addirittura, un candidato.

1. No, Debora Serracchiani non è un candidato del web [nessuno lo ha sostenuto nella conversazione, va specificato]. Si tratta di un segretario provinciale di partito, che fa politica da anni e che era a Roma per il ruolo che ricopre nel partito e nella sua comunità di riferimento (il Friuli). Certo, fa gioco a Franceschini dire "la star del web", non fosse altro che per identificarne una differente provenienza rispetto ai consueti meccanismi. I consueti meccanismi ci sono, sia chiaro (le liste non vengono fatte attraverso meccanismi elettivi tipo primarie, del resto) e probabilmente ha avuto più influenza il fatto che, giorni dopo, anche i media se ne siano accorti. E allora il web che ruolo ha?

2. Il web ha fatto da passaparola. Ma non solo. Qualcuno ha detto che allora è semplicemente un mezzo come gli altri, che il passaparola si può fare in tanti modi, telefono incluso. Allora il web è come il telefono? No. No, perché il telefono fa passare la voce ma non ti permette di verificare la fonte, ti permette di dire che l'intervento di D.S. (abbrevio il nome) è stato bello e interessante ma non dà al tuo interlocutore modo di vedere l'interventoNo, perché il telefono non mi dà modo di farlo vedere ad altri, se ne voglio parlare e via dicendo (certo, sottilizzando, uno potrebbe dire che sul cellulare si possono vedere dei video, ma il punto non è questo, chiaramente). No, perché il telefono è unidirezionale, mentre se io lo scrivo sul web può arrivare anche a persone a cui non avevo pensato di dirlo. Nicchia? Certo, nicchia. On steroids, direbbero gli americani. O, più modestamente, una nicchia con più potenziale.

3. Una videocamera non fa primavera. Qualcuno ha detto provocatoriamente: "Il fatto che il video passasse su internet dipende innanzitutto dal fatto che il discorso l'ha fatto in un contesto in cui non c'erano le telecamere di verissimo ma quelle di youdem, è come dire che l'attentato alle twin towers è un fenomeno mediatico legato a internet giacché la nbc non fece in tempo a piazzare una telecamera ma i videoamatori sì".
Non sono d'accordo e per due motivi:
  • il fatto che le telecamere di Verissimo e del Tg non ci fossero indicano una scelta di coprire o meno l'evento. C'era una tv di partito che viene vista (poco?) sul web, e i videoamatori, se così li vogliamo chiamare. Ma se non ci fossero stati noi non avremmo avuto il video dell'intervento e avremmo dovuto "fidarci" di chi ci diceva che l'intervento era molto buono, nuovo eccetera. Non è una sorta di cambio di paradigma questo?
  • il paragone con le Twin Towers, provocatorio, l'ho detto, è proprio sbagliato. Nel merito. La tv è arrivata dopo, rispetto ai videoamatori, ma in tempo per l'esplosione del secondo aereo, vista in diretta. E quelle immagini ci resteranno negli occhi perché le abbiamo viste in tv. I video amatoriali hanno permesso di vedere la cosa da angolazioni e in momenti in cui la tv non c'era. Momento mediatico di Internet? Non mi pare che nessuno lo abbia sostenuto, non per questi motivi, almeno. Il contributo dei video amatoriali è stato irrilevante? No, non direi. Nicchia? Informazione in angoli lasciati "scoperti" dai media tradizionali? Ecco, ci stiamo avvicinando al punto.

4. La Rete è una fonte, malgrado tutto il resto. Qualcuno ha interloquito sull'eventualità che la scelta di Franceschini sia stata dettata più da un articolo di Maria Laura Rodotà (nel senso: la stampa che conta) rispetto a quanto il video abbia avuto una visibilità nel web. Ora, io non ho affatto dubbi sul fatto che i politici guardino più le pagine di politica dei giornali che il web, così come non ho affatto dubbi che chi vota guardi le pagine di politica dei quotidiani molto meno di giornalisti e politici.
Che sia un bene o un male, lascio ad altri il giudizio (poi dicono: ah, l'autoreferenzialità...ehm).
Che sia un cambiamento nell'ecosistema informativo mi pare rilevante.
Probabilmente è ancora una cosa "strumentale" nei quotidiani o nelle tv.
Non ho mai lavorato nella redazione di un quotidiano e non ne conosco le logiche. Non so quali siano i processi di monitoraggio delle fonti.
Paradossalmente: forse al Corriere c'è un omino - considerato più sfigato di altri, certo- che monitora le cose di cui si parla in Rete e riferisce, cosicchè i giornalisti scrivano il pezzo di attualità o più spesso di costume? Se anche così fosse sarebbe un cambiamento nella considerazione della Rete come fonte, a volte unica fonte di certi contenuti.
O, messa in modo diverso e meno paradossale, Maria Laura Rodotà ha scritto il suo pezzo cinque giorni dopo l'intervento di Debora Serracchiani. Se non se ne fosse mai parlato in Rete, ma solo tra gli addetti ai lavori, siamo sicuri che lei (e altri) ne avrebbe scritto?

5. I media tradizionali dettano l'agenda. Ish. Nella suddetta conversazione si è a tratti tornato al blogger vs. giornalisti di cui si disquisiva cinque o sei anni fa nella blogosfera statunitense. Io ho seguito la questione per interesse e motivi di studio e non ho molta voglia di avventurarmi nella versione nostrana della faccenda (di cui si parla comunque da anni, faccio notare). L'equivoco che troppo spesso si evidenzia è l'equazione per cui il web avrebbe rilevanza solo se raggiungesse gli stessi risultati dei media tradizionali. Quindi solo se esprimesse, che so, un candidato o del giornalismo di qualità in competizione con quello tradizionale. Cosa che nel primo caso è concettualmente sbagliata e nel secondo possibile ma con modi e tempi specifici (qualcuno ha detto di nuovo "nicchie"? Beh, sì, ma non solo.
La Rete non è semplicemente uno strumento, ma una fonte, e un modo di fare informazione e di farla circolare. Il che, ancora, non è esclusivo rispetto alla carta stampata, o alla tv eccetera, ma complementare.
Uno dei "miti di fondazione" dell'impatto della Rete, e dei blogger, sì, negli Stati Uniti, sono le dimissioni del senatore repubblicano Trent Lott dopo delle dichiarazioni apertamente razziste, trascurate o ignorate dalla stampa tradizionale.
In quel caso alcuni blog portarono alla ribalta una notizia, poi ripresa da giornali, poi ripresa dalla tv, fino ad arrivare al mondo politico e alla presa di distanza dell'allora presidente Bush, seguita da dimissioni del senatore. Per chi fosse interessato qui c'è un'ottima sintesi di Jay Rosen.

Lott si sarebbe dimesso solo per quello che dicevano i blog? Sicuramente no.
La notizia sarebbe arrivata dove è arrivata senza i blog? Non direi.
I blog sono stati il motivo decisivo? No. Rilevanti? Beh...

E allora ritorniamo al punto.
Qual è stato il peso, o se vogliamo, il ruolo del web nella candidatura di Debora Serracchiani?
Non c'è un'equazione o una bilancia che lo definisca.
Semplicemente perché il video circolava su web? Certo che no.
Ma è interessante chiedersi se una sua candidatura ci sarebbe stata comunque in assenza della Rete.

Ripartiamo da qui.





*dal link si può risalire solo a parte della conversazione: alcuni partecipanti hanno un feed privato, visibile solo ad alcune persone (croce e delizia dei social network, che dire)
** ringrazio Andrea Buoso che mi ha corretto nei commenti, aggiungendo che il segretario provinciale del PD di Udine si chiama Cristiano Shaurli. Debora Serracchiani è coordinatrice di un circolo e consigliere provinciale da due legislature
.

mercoledì, aprile 01, 2009

Seconda lezione e mani sul blog!

Seconda lezione.
Armati di una casella di posta nuova di zecca e di relativo accesso a un blog i miei piccoli alunni si mettono di buona lena a scrivere il loro post di presentazione.
Complessivamente.
Nel senso che quando non mettono salvaschermi coi calciatori preferiti o i cantanti di X Factor, quando non chiacchierano con gli amici, quando non giocano col cellulare, i ragazzini fanno anche ciò che chiedo loro. Anzi, il più delle volte lo fanno contemporaneamente.

Uno dei problemi pratici principali è che, contrariamente a quanto mi era stato detto, ci sono altri corsi che hanno bisogno dell'unica aula multimediale e quindi devo inventarmi qualcosa da fare per una parte del tempo in un'aula priva di computer.
Nella scorsa lezione ho preso spunto da alcune domande per chiacchierare su come comportarsi in Internet, argomento che ha raccolto mani alzate e molta partecipazione (sono molto più consapevoli di tanti adulti)...e, per me, l'ebbrezza di scrivere alla lavagna da insegnante!
Non sono mancate le domande su quello che si può e non si può scrivere. "Maestra posso scrivere che Berlusconi e la Gelmini fanno schifo?" mi chiede D.
Uhm, respiro.
Provo a dire che forse è meglio argomentare il dissenso (essere voltata verso la lavagna mi ha dato qualche secondo in più per controllare l'istintiva risposta) e subito ricevo risposte positive e motivate sull'affermazione iniziale. "In effetti se uno scrive che faccio schifo e non dice perché non è molto giusto, secondo me" conclude D., non prima di avermi spiegato perché PresDelCons e Ministro dell'Istruzione non gli vanno proprio giù.


Alla seconda lezione posso dire che le tre ore con una ventina di undicenni stancano fisicamente, ma danno grandi soddisfazioni.
Sono svegli, divertenti, molto presi da quello che facciamo ed evidentemente ancora non in "fase scuola media" (cioè non fanno gli stronzetti).
Mi rendo conto che "insegnare" loro qualcosa è solo la metà del lavoro: l'altra metà è tenerli attenti, spiegare le cose a più velocità, non far annoiare i più vivaci, non lasciare indietro i più timidi.
E gestire lo stupore quando, più veloci della luce, alla richiesta di prendere appunti qualcuno tira fuori il cellulare e dice "Non ce n'è bisogno, faccio una foto a quello che hai scritto alla lavagna".
Lo facesse con strafottenza, almeno. Invece no, assoluto candore.

[ripetersi "Non ridere, tu sei un'insegnante. Saresti un'insegnante. Ok, non ridere e basta. Dai, non troppo, almeno". Comunque la prossima volta usano tutti quaderno e penna, lo hanno promesso.]

martedì, marzo 31, 2009

Kublai e l'endorsement istituzionale: prova su strada per Critical City

Chi ha seguito Kublai e il KublaiCamp lo scorso gennaio sa che uno dei momenti più emozionanti è stata la consegna del Kublai Award, un premio al progetto migliore - dopo un percorso di assistenza e preparazione svolto all'interno di Kublai.

Il premio è stato vinto da Critical City.

La vittoria del Kublai Award portava con sé alcuni premi importanti:
  • l’endorsement da parte del DPS del progetto vincitore: un'attività dei ministeriali alla ricerca di risorse e alleanze
  • la comunicazione della vittoria attraverso i canali di Kublai
  • un budget di 5.000 € da utilizzare per una consulenza di alto profilo nel campo specifico del progetto vincitore
Ovviamente tutto questo non ha precedenti e forse è difficile anche da immaginare.
E così sul blog di Kublai Augusto, uno dei creatori di Critical City, spiega come ha "usufruito" del Kublai Award, raccontando nel dettaglio due giorni densi di incontri con istituzioni e potenziali finanziatori del progetto.

Voglia di entrare in Kublai? ;-)

PlayShop: CITIES incontra Critical City a Modena

Una delle forze di Kublai, spesso oltre le aspettative di chi ci lavora, è di generare contatti e relazioni e nuove idee.
Dopo il KublaiCamp c'è stata una nuova iniezione di forze, idee e progetti e i risultati si vedono già adesso, così come racconta Alberto:

Questa settimana due progetti kublaiani molto diversi mettono in campo una collaborazione concreta.

Con il progetto CITIES, il Comune di Modena e altre città europee si chiedono come utilizzare la forza trasformativa delle imprese creative per intervenire sul territorio urbano. Per mercoledì 1 e giovedì 2 Ludovica e Elisa hanno organizzato un primo seminario, a cui parteciperanno anche i partners europei di CITIES. Su proposta di Marco e mia, hanno coinvolto CriticalCity per trasformare il seminario da workshop in PLAYshop. Si giocherà a squadre (quattro, ciascuna contraddistinta da spillette di colore diverso, in perfetto stile kublaiano), a Modena in presenza ma anche in remoto via Twitter. Quindi siete tutti invitati a partecipare! Oltre alle persone citate e a Augusto e Matteo in rappresentanza di CriticalCity, saranno a Modena vari altri kublaiani, tra cui Jesse, coinvolto come esperto.

venerdì, marzo 27, 2009

Prima lezione a scuola elementare

Il corso di media literacy è cominciato ieri e devo dire che mi sono divertita.
I bambini sono sveglissimi e ovviamente espertissimi: usano Google, YouTube, le chat e sbirciano gli account di Facebook dei fratelli maggiori.
Quasi tutti sanno cosa è un blog e tutti si sono illuminati all'idea di crearne uno - anzi, son rimasti quasi delusi sapendo che ne realizzeremo uno di classe e non uno a testa.

Purtroppo l'aula multimediale non è stata disponibile per tutte le tre ore del corso, ma solo per poco più di un'ora così mi sono ritrovata a dover parlare di Rete...senza nemmeno un computer a disposizione! Fortunatamente la fase di presentazione e conoscenza è andata senza problemi e sono riuscita anche a sfruttare la sola presenza dei quaderni per far scrivere loro una presentazione e fargli vedere la differenza con le possibilità di arricchimento del testo online.

Il blog è stato creato e penso di mettere qui un link dopo la prossima lezione.
Devo dire che sono rimasta stupita da un certo timore dei bambini nel rendere pubblico quello che scriveranno: il pericolo temuto, però, non era qualcuno che poteva far loro del male in quanto bambini, ma in quanto portatori di un'opinione diversa.
L'uomo nero, insomma, era per loro "un terrorista" o "qualcuno a cui non piace quello che scrivo e mi viene a picchiare". Devo dire che è un punto che mi ha fatto riflettere.

Nota: dalle loro presentazioni ho scoperto che, ecco, sono un pochino arretrata sui gusti musicali ma sullo sport reggo ancora bene e questo fa una certa impressione soprattutto sui bambini. Quando ho mostrato di conoscere Yannick Noah, il trio di piccoli tennisti che ho in classe mi ha guardato spalancando gli occhi. "Maestra, tu mi stupisci" ha detto ammirato il più vivace di loro. Come si suol dire, cose che non hanno prezzo.

giovedì, marzo 26, 2009

Politicamente Scorretto il 29 marzo a Bologna (e sul web)



Ho già scritto di Politicamente Scorretto, una rassegna promossa dal Comune di Casalecchio di Reno - Bologna (con cui ho collaborato per diversi anni) che si concentra in particolare sulla lotta alle mafie.
Anche quest'anno la rassegna si svolgerà a fine novembre ma in più ci sarà un'anticipazione il prossimo 29 marzo con una giornata dal titolo "L'etica libera la bellezza", in gemellaggio con la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa dall’associazione Libera di don Ciotti a Napoli.

Per tutta la giornata di domenica 29 ci saranno cerimonie, proiezioni, performances artistiche, reading, laboratori didattici per i più piccoli, esposizioni. Tutto sarà trasmesso in diretta sul sito di Politicamente Scorretto.
Trovate qui il programma....e se foste in zona e vi andasse di assistere di persona ecco le indicazioni per raggiungere la sede dell'evento.

mercoledì, marzo 25, 2009

Media literacy a scuola elementare

Dal prossimo giovedì inizierò un progetto lavorativo in una scuola elementare di Andria. Si tratta di un corso di scrittura per la Rete e della creazione di un blog di classe.

La media literacy è un tema che mi ha sempre appassionato sia in teoria che in pratica, a partire dalla mia tesi di laurea. Ho tenuto corsi a studenti delle superiori e a persone adulte, e sono davvero curiosa di fare un'esperienza del genere con bambini tanto piccoli (venti bambini di quinta elementare).

Proverò anche a raccontare le attività che svolgerò, sia qui che sul blog di Micromacchina.
Sicuramente farò tesoro dell'esperienza di Alessandra e, ovviamente, di chi mi vorrà dare consigli.
Domani sarà il mio primo giorno...di scuola, sarà interessante!

mercoledì, marzo 18, 2009

Il giornalismo finanziato dagli utenti: Spot Us da San Francisco...in poi!

Spot us è un progetto non profit che si propone di aiutare i giornalisti a trovare fondi per i propri articoli attraverso contributi di piccola entità da parte dei cittadini. Nel corso di questi mesi Spot us è riuscito a finanziare numerose inchieste e, cosa forse ancora più importante, a costruire una community nella Bay Area.

David Cohn, il giornalista fondatore (e un amico), ricorda che il codice di Spot us è interamente open source e spiega passo per passo come si può realizzare la versione locale nella propria città o anche in un'altra nazione (le richieste si stanno moltiplicando e provengono da varie parti dell'America e del mondo).
Dave spiega un po' di cose sul progetto, incluso che il 90-95% dei costi è stato assorbito nel giro di alcuni mesi e segnala l'articolo che il San Francisco Chronicle ha dedicato a Spot Us.

Questo può essere una buona ipotesi per il futuro del giornalismo? Chissà...se però vi piace l'idea di uno Spot Us italiano fatemelo sapere!

martedì, marzo 17, 2009

Trasparenza al Congresso: gli archivi video di Metavid

«Il processo di democratizzazione può sempre essere misurato con questo criterio essenziale: la partecipazione e l’accesso a un archivio, la sua costituzione e la sua rappresentazione».

Questa frase di Jacques Derrida descrive bene le motivazioni dietro alla nascita di Metavid, iniziativa indipendente che vuole creare una raccolta di video dell'attività del Congresso USA, chiedendo agli utenti una partecipazione nell'operazione di contestualizzazione. Ne ho scritto su Apogeonline, provando a spiegare anche la controversia con il canale C-SPAN, che per tre decenni aveva avuto l'effettiva esclusiva sulla trasmissione delle sedute parlamentari e i diritti sulle stesse.


E per vedere le dirette parlamentari italiane?

Entrambi i rami del nostro Parlamento hanno un proprio canale satellitare sulla piattaforma Sky (canale 555 per la Camera e 525 per il Senato). Nessuno dei due ha però un palinsesto a eccezione delle dirette delle sedute; nel caso del Senato tra una seduta e l'altra, anzi, compare semplicemente una schermata rossa con l'indicazione della seduta successiva.
Nei rispettivi siti web i filmati delle dirette parlamentari sono disponibili in formato Real Player e Windows Media Player e non sono scaricabili.

Il sito del Senato mette a disposizione la diretta del giorno(tra l'altro definendo la pagina “web tv”) e gli archivi a partire dal 2005 con relativo ordine del giorno in formato testuale e in pdf.
Le sedute della Camera, in più, sono suddivise per interventi dei singoli parlamentari e ricercabili per numero della seduta, gruppo, oratore e argomento.
La Camera ha inoltre recentemente inaugurato un proprio canale su YouTube; al momento però i video inseriti sono di rappresentanza o di presentazione di vicepresidenti e capigruppo. Nessuna traccia di attività in aula se non, curiosamente, la sintesi di una scherzosa seduta speciale in cui i giornalisti sono stati ammessi in aula e hanno fatto “gli onorevoli per un giorno”.