domenica, settembre 23, 2007

Che fine hanno fatto i fusilli?

Certo, non sarà uno dei quesiti esistenziali di Suzukimaruti (:P), ma il mio quesito del giorno è: che fine ha fatto la pasta "normale"?
Oggi, dopo molti mesi, mi sono ritrovata a fare la spesa nell'ipermercato di un centro commerciale e, arrivata allo scaffale della pasta, ho cercato un po' dei soliti formati tra le scatole di pasta Barilla e sono rimasta interdetta.

Fusilli: i fusilli non esistono più. Esiste un surrogato più sottile, più a spirale, più nonsocosa che viene comunque definito "fusillo". E questo è male.

Penne rigate: c'erano solo in confezioni da un chilo. Notoriamente utilissime per chi vive solo. Poi era tutto un tripudio di pennette e mezze penne. La cui differenza si capisce solo guardando la scatola. La cui utilità resta alquanto dubbia. Specie se va a discapito dell'esistenza delle penne rigate. Lo dico prima: nessuno che si azzardi a ventilare alternative a base di penne lisce.


Ora, che è, tipo la moda per i vestiti? I formati normali e più adatti a vari tipi di condimento spariscono a favore di una miriade di formati di pasta assolutamente inutili?


(non credevo di poter scrivere cose del genere, i mesi negli States hanno provocato cambiamenti ben più profondi di quanto pensassi)

7 commenti:

S.B. ha detto...

Le penne lisce sono IL Male ! Comunque qualche fusillo da queste parti si trova ancora, bisogna cercare bene ma si trova!

Giulio Piancastelli ha detto...

re fusilli, in effetti io in casa ho della roba chiamata "eliche" che boh.

re penne rigate e confezione da un chilo: la pasta non va mica a male, eh. Apri la confezione un giorno, e la finisci sei mesi dopo. Che problemi ci sono? Guarda ai vantaggi, piuttosto: non comperi più penne per sei mesi!

re penne rigate vs liscie, una citazione da "La cura del gorilla".

Vera: Lunga o corta?
Sandrone: Penne lisce ne hai?
Vera: Rigate prendono meglio il sugo
Sandrone: Che luoghi comuni.. la penna nasce liscia! La rigano dopo per sottostare alla lobby delle mense e dei refettori, perchè sembra sempre al dente anche quando è scotta.. capito?

svaroschi ha detto...

No, non va a male, ma non mi piace l'idea di tenerla aperta per tanto tempo.
Senza contare che ho poco spazio in cucina e quindi si va un po' "a esaurimento".

Grazie per la citazione di Dazieri! :)

p.s. In ogni caso la penna E' RIGATA! :P

Suzukimaruti ha detto...

In effetti le eliche (e i "celentani forati" d'estate, per le insalate di pasta) hanno soppiantato i fusilli. L'unica e' mollare la Barilla e ripiegare su altre marche affidabili. Cosi' come le penne hanno lasciato spazio ai surrogati del concetto di penna, dalle pennette alle mezze penne (e le penne lisce sono solo una bizzarria anni Settanta da dimenticare, come le pellicce da uomo).

Il problema e' che ogni marca di pasta ha la sua psicologia. Per dire, la pasta Divella e' traditrice: a seconda dei modelli, i tempi di cottura segnalati sono alternativamente troppo lunghi o troppo corti (in media troppo corti).

La pasta Agnesi invece e' bizzosa e traditrice: deve cuocere per x minuti e se cuoce anche un solo secondo in piu', diventa moscia e immangiabile.

DeCecco mi ha deluso negli ultimi tempi: scarse le penne (vere ma grosse di diametro), incapaci di azzeccare il sugo, discreti i fusilli, anche se tengono poco. Meglio la pasta grossa, tipo le conchiglie.

Voiello non so perche' sa troppo di amido mentre la cuoci (e il gusto di pasta in bianco cotta mi fa venir voglia di vomitare, cosi' come l'odore) e ci sono tagli di pasta impresentabili, tipo i chiferi/tortiglioni, che puzzano troppo. E poi fanno una pubblicita' idiota, con quegli spaghetti sconditi e la tipa mezza nuda che se li mangia dopo aver nuotatao al chiaro di luna: bisogna boicottare il cattivo gusto.

Alla fine Barilla e' una scelta scontata, anche se ultimamente sta andando troppo sull'esotico e poco sul concreto (tipo oggi ho mangiato delle trofie al pesto fatte con la pasta - secca! - regionale Barilla; autorizzo tutti i genovesi ad indignarsi, ma non sono stato io a scegliere), tra paste regionali fresche trasformate in secche e paste strane con legumi, cerali alternativi e chissa' cos'altro.

Alla fine se uno vuole della pasta a forma di pasta, al sapore di pasta e che assomigli alla pasta, puo' andare alla Coop e prendere la pasta Coop (o quella un po' piu' cara di Libera, fatta col grano delle terre sottratte alla mafia: per ogni forchettata, un siciliano di Forza Italia soffre), che e' di ottima qualita' (meno quella Conad, ancora meno quella Carrefour). Non so chi la faccia per la Coop (potrebbe essere Barilla non glamour), ma vale molto la pena.

Oppure uno si butta sull'esotico/dietetico/biologico e compra la carissima pasta Alce Nero al farro, al kamut, al vinile discografico, all'uranio, ecc. Quella al farro e' buona (e ci sono le penne) e tiene la cottura da dio, basta non condirla col pomodoro che non si allinea come gusto.

svaroschi ha detto...

Hai provato la Granoro, per caso?
Sempre che arrivi a Torino, non ne ho idea...a Roma sì, almeno nell'ipermercato dove sono stata ieri.

ALittaM ha detto...

Prima di tutto: la penna dev'essere rigata! Eterna dannazione a chi ha commercializzato le penne lisce!
Poi: le pennette e le mezze penne a me MI piacciono molto più delle penne normali, quindi ben vengano :P

Un'ultima cosa: all'Ipermercato è abbastanza normale trovare confezioni più grandi che nei supermercati. Se preferisci le confezioni da mezzo chilo ti tocca andare in Esselunga o GS! :)

Colonnello kurtz ha detto...

Barilla? Con tutte le paste buone che ci sono in Italia! Consiglio personale: Garofalo.
E complimenti per il post, molto simpatico.