domenica, ottobre 26, 2008

Nativi digitali, non esattamente

Howard Rheingold parla di social media literacy e istruzione sul blog della Harvard Business Review:

When I first faced students in a classroom, I was surprised to discover that the mythology I had believed about "digital natives" was not entirely accurate. Just because they're on Facebook and chat online during class and can send text messages with one hand does not mean that young people are acquainted with the rhetoric of blogging, understand the way wikis can be used collaboratively, or know the techniques necessary for vetting the validity of information discovered online. Just as learning the alphabet requires further education before a literate person can compose a coherent argument, learning the skills of effective social media use requires an education that today's institutions and teachers are ill-prepared to provide.

2 commenti:

Federico Fasce ha detto...

È una cosa che sostengo praticamente da sempre. La divisione tra nativi e immigranti digitali ha poco senso, se deve basarsi solo sull'età anagrafica. L'esser nati con una tecnologia, e darla per scontata, non significa padroneggiarla e saperla usare.

svaroschi ha detto...

Fede: Leggere questo pezzo di Rheingold e il tuo commento mi ha fatto tornare in mente un post che Sergio ha scritto qualche tempo fa: http://www.sergiomaistrello.it/2007/02/15/di-quando-sono-tornato-a-scuola/

Vale sempre una rilettura :)