giovedì, novembre 27, 2008

Obama e la trasparenza amministrativa: l'esempio del District of Columbia

Durante la campagna elettorale, dalle primarie fino al giorno delle elezioni, si è parlato molto della sensibilità di Obama alla tecnologia e delle sue proposte in merito (qui la traduzione di Apogeonline della relativa sezione del suo programma elettorale).
Uno dei cambiamenti che potrebbero fare la differenza nel rapporto tra governo e cittadini - e nella fiducia da essi percepita - può essere identificato nel lavoro che verrà fatto per rendere disponibili le informazioni sull'operato delle varie agenzie governative e in generale della Pubblica Amministrazione.


TechPresident pubblica un interessante post sul positivo esempio del District of Columbia, lo stato che ospita Washington e il territorio circostante, sede di tutte le principali sedi governative, oltre che della Casa Bianca.
La novità consiste in due principali elementi:
  • la disponibilità di dati pubblici in tempo reale (circa 200 flussi di dati) per permettere ai cittadini di usarli puntualmente - e non solo come forma di controllo successiva
  • la disponibilità di dati in formato visuale (grafici o forme che li rendano comunque più facilmente fruibile e comprensibile)

La scorsa estate, inoltre, il District of Columbia ha introdotto una intranet per i dipendenti pubblici alle sue dipendenze: tra le principali caratteristiche, la possibilità di condividere informazioni con i propri colleghi e la disponibilità di notizie e informazioni in tempo reale relative ai propri settori di azione.

Rendere efficiente internamente la P.A. è il primo fondamentale passo per renderla efficiente anche nei confronti dei cittadini, sostiene David Stephenson, l'autore dell'articolo.
La fiducia verso il governo passa anche per la trasparenza amministrativa, e non è cosa da costruirsi in un giorno.

Un altro punto: qualche settimana fa ho scritto un articolo che descriveva Open Congress, un sito che si propone di incrementare la trasparenza del processo politico raccogliendo dati su tutti i disegni di legge e sulle decisioni di voto al Congresso. Il progetto è della Sunlight Foundation e vive grazie al contributo dei cittadini che condividono informazioni, per fare in modo che l'operato del Congresso non sia prerogativa di addetti ai lavori e lobbisti.

Ecco, la fiducia passa anche da lì, non solo dalla disponibilità di certi dati, ma anche dagli strumenti per comprenderli, il che è un concetto spesso sottovalutato (di cui parlerò magari un'altra volta).

Qui in Italia a che punto siamo? Lo scorso anno avevo sentito parlare di Open Polis e andrò a guardarlo in questi giorni. Qualcuno ne ha seguito il lavoro o sa se ci sono progetti analoghi?

3 commenti:

Fabrizio ha detto...

OpenCongress è un sito molto interessante, grazie della segnalazione. Mi permetto solo un appunto: District of Columbia non è uno stato ma un distretto federale distinto dagli altri stati. Ciao!

svaroschi ha detto...

Giusto. Avevo scritto "stato" per semplificare, ma hai ragione.
Grazie.

UNISTAT ha detto...

IL NOSTRO MOVIMENTO

Finalmente ci siamo!

E’ nata l’Unione Nazionale Italiana degli Impiegati Statali: "U.N.I.STAT."

Un movimento libero, autonomo ed indipendente: lavoratori e pensionati dello Stato uniti per dare vita alle aspettative del "popolo delle buste paga".

Un popolo fatto di gente che “campa” di stipendio e che non ha la possibilità di adeguare autonomamente le proprie entrate al costo della vita.

Un popolo che non si sente adeguatamente rappresentato in parlamento da “questa” classe politica, nè sufficientemente tutelato sul posto di lavoro da “questi” sindacati che dovrebbero difendere il potere d’acquisto di salari e pensioni.

Un popolo che ha più volte palesato su queste pagine la necessità di un soggetto politico “nuovo”.

Ebbene, adesso, il movimento c'è, è nato!

L’UNISTAT si batte per il miglioramento della qualità della vita dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Obiettivi primari ed inalienabili dell’UNISTAT sono la democrazia, l'uguaglianza, la libertà e la giustizia sociale.

L’UNISTAT avversa il tentativo di abbattere gli istituti di democrazia istituzionale vigenti che, anzi, vanno quotidianamente e senza soluzione di continuità, arricchiti di democrazia sostanziale e quindi di contenuto socialmente valido.

Accetta e difende i principi e le finalità della Costituzione Italiana e, pertanto, si proclama pluralista dal punto di vista ideologico, politico e religioso, nel convincimento che la persona umana non ha frontiere, nè barriere fisiche, nè psichiche e che l'individuo deve continuamente anelare alla pace, alla democrazia, alla giustizia ed alla libertà nel completo rispetto delle leggi, ma combattendo con fermezza tutto ciò che ad esse costituisca attentato.

Ai nostri amici, ai nostri lettori, a tutti i nostri sostenitori - iscritti e simpatizzanti - non verrà mai chiesto alcun contributo economico d’iscrizione, ma soltanto di “PARTECIPARE”!

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