giovedì, febbraio 08, 2007

Se proprio dobbiamo parlare di beghe familiari...

(nota: il post l'avevo scritto ieri. Oggi le cose sono appena un pochino diverse...Mh.Vedremo....)

Le dichiarazioni di chi dice "da che parte stanno i gay" mi fanno ridere (come diceva Maurizio Crozza martedi a Ballarò: "Salutiamo i compagni Dolce e Gabbana". No, per dire).
Sono altre le cose che mi preoccupano.

Mi preoccupa l'idea che le lettere pubbliche di scuse tolgano spazio alle notizie.
Mi preoccupa l'idea che chi ci governa diffonda ignoranza più o meno consapevolmente - il "peccato di omissione" vale eccome...
Mi preoccupa chi si erge a modello/esempio non essendo in una posizione tipica della gente comune (yes, sir, se tutti i conviventi avessero come dolce metà la figlia di un facoltoso imprenditore e imprenditrice a sua volta...)


«D'altronde sono i conviventi a non volere quel registro che servirebbe a certificare le unioni di fatto. Tant'è che solo poche centinaia di coppie in Italia ne hanno fatto uso. I conviventi desiderano restare liberi. Io ad esempio sono un convivente».

P. F. Casini

Certe cose dette da uno che è in politica da quando ha 25 anni* e in Parlamento da quando ne ha 28 (un lavoro con questo trattamento economico) mi fanno pensare - sì, certo, c'è la componente DC nel soggetto in questione, ma comunque...

Ora, io magari mi sbaglio, ma, tra l'altro, credo di aver fuggevolmente sentito che i conviventi more uxorio dei parlamentari dopo tre anni hanno diritto a cose tipo la reversibilità o l'assistenza sanitaria integrativa (qualcuno ne sa di più? grazie).

«E per la stessa ragione penso che i Pacs non siano un problema che il Paese sente come urgente. In un momento in cui la famiglia tende a dissolversi, sarebbero molto più meritevoli iniziative di sostegno come quelle che stanno portando avanti in Francia, come quelle alla natalità».

M. Carfagna

Ah, sì, mi preoccupa anche l'idea che i nostri parlamentari discutano e votino, ma non sappiano di cosa stanno parlando.
Già che ci siamo, qualcuno le può spiegare che in Francia i Pacs esistono da otto anni? Non è che per caso è proprio per quello che abbiamo iniziato a usare la parola PACS per parlarne?



* ora, vabbè che Wikipedia non è l'enciclopedia (e la dimensione collaborativa, e il controllo delle fonti e 'ste menate qui) ma io ho letto che questo signore si è laureato a 24 anni e ha cominciato a lavorare come dirigente d'azienda? Dirigente d'azienda? Stiamo parlando seriamente?

2 commenti:

Sciura Pina ha detto...

mi preoccupa notare quanti "difensori" della famiglia, non vivano in una famiglia.
Mi preoccupa anche notare come i "difensori" della fede cristiana non sappiano neppure dove stiano di casa i comandamenti.
Forse non è il caso di chiedere giustizia, ma un po' di coerenza mi sembra indispensabile...
Sciura Pina

paolo ha detto...

Lo facciamo scoppiare un po' di casino? Porca di quella porta miseria, il livello di doppiopesismo di questi parlamentari ha raggiunto livelli agghiaccianti, altro che la fattoria degli animali!

Lo facciamo scoppiare un po' di casino? Un bel tam tam via blog, giornali, ecc ...

Da http://www.ivanscalfarotto.info/b2evolution/blogs/index.php?blog=2&title=coppie_di_fatto_a_montecitorio&more=1&c=1&tb=1&pb=1

Coppie di fatto a Montecitorio

Nell’edizione di ieri, Repubblica ha pubblicato la lettera che segue, scritta dalla Signora Annamaria Ghidoni di Reggio Emilia:

Le coppie italiane non sposate chiedono il riconoscimento di diritti, almeno quelli basilari che spettano a tutte le coppie sposate, ma il Parlamento non li concede. Eppure, per quanto possa sembrare incredibile, i parlamentari italiani, quei diritti li hanno già da un pezzo.
Da almeno 10 anni, infatti, senatori a deputati della Repubblica non solo possono estendere, al convivente, l’assistenza sanitaria integrativa dei parlamentari, (come avviene anche per altre categorie professionali), ma questi possono anche godere della pensione di reversibilità. E’ sufficiente una comunicazione di convivenza, scritta dal parlamentare che ne fa richiesta.
Stiamo parlando della stessa Italia che, per esempio, ha negato alla signora Adele Parrillo, compagna, non sposata di uno dei 18 carabinieri uccisi a Nassiriya da un attacco kamikaze, il risarcimento che, invece spetta ai famigliari delle altre vittime. E’ la stessa Italia che nega, a milioni di persone, il permesso di assentarsi dal lavoro per assistere il partner che si è ammalato gravemente, oppure, di continuare a vivere nell’appartamento del convivente deceduto senza il permesso dei parenti più prossimi e, ancora, che continua a negare il diritto alla pensione di reversibilità.
Per la prima volta, forse, la condizione di cui godono i parlamentari non è quella di un privilegio ingiusto, al contrario, godono di un diritto giusto, ma non possono continuare a tenerlo solo per loro.

La lettera si commenta da sola, non c’è altro da aggiungere. Ecco, non sarebbe male se qualcuno dalla Camera o dal Senato – e in particolare qualcuno tra coloro che fieramente si battono contro i PACS e le unioni di fatto – smentisse la notizia o ci facesse avere qualche chiarimento su questo curioso fenomeno di strabismo.