martedì, novembre 27, 2007

Ségolène Royal e il futuro dei socialisti francesi

Interessante intervista di Marc Lazar pubblicata su l'Occidentale: i principali argomenti sono Ségolène Royal e il futuro del partito socialista francese.

Ne riporto un brano:

"...lei ha vinto grazie al suo rapporto con l'opinione pubblica attraverso i sondaggi. Il PS, come gli altri partiti, è molto legato alla trasformazione della democrazia che, in Francia come molti altri paesi, sta evolvendo verso la democrazia del pubblico. Royal ha avuto la capacità di vincere all'interno del suo partito grazie a questo rapporto col pubblico contro avversari a volte sicuramente più competenti di lei e soprattutto più navigati in quanto dirigenti del PS, come Fabius e Strauss-Kahn.

Un secondo elemento di novità è il fatto che Royal ha cercato di inventare altre cose all'interno del Partito socialista: ha voluto allargare i confini del partito organizzando forme di dibattito con la gente che prefigurano una sorta di democrazia partecipativa. Si può discutere il contenuto di questa democrazia partecipativa, ma la candidata socialista cercava in tal modo di rispondere alla crisi della democrazia che è molto forte in Francia come in Italia. "


Sugli esiti della strategia di Royal, Lazar dice una cosa interessante che avevo già sentito dire da un amico francese qualche mese fa (e che ho provato a sintetizzare):
"...si è presentata a questi forum come espressione della gente. Questa è la principale differenza con Sarkozy, che si è presentato dicendo “io ho soluzioni, faccio un’offerta chiara a voi che ne avete bisogno, io mi presento come l'attore politico per eccellenza”; al contrario lei si è presentata dicendo “non ho soluzioni, vi ascolto”. Entrambi gli atteggiamenti sono un po' demagogici, ma quello di Segolène si è rivelato fallimentare."
Insomma, quello che Jill Walker aveva felicemente definito "wikipedia politician" non ha pagato.


L'intervista a Lazar è piuttosto interessante, vorrei davvero saperne di più per poter fare una lettura più consapevole e magari anche critica (nel frattempo conterò sui commenti e sul mio "studioso politico" di riferimento - che però un blog non lo apre, accidenti a lui).

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2 commenti:

S.B. ha detto...

Non è una differenza da poco !

svaroschi ha detto...

Parli dei due atteggiamenti dei candidati, giusto?

A proposito, quale dei due atteggiamenti ritieni più valido per un leader politico?