martedì, dicembre 05, 2006

Deconstructing

...è un microcosmo come gli altri.

Solo che hai la possibilità di cominciare come vuoi e con chi vuoi. Se vuoi”

(9/11/2004, riflessioni su un quadernetto nero di una che ancora non sapeva bene che avrebbe fatto una tesi sui blog – e non ne conosceva le conseguenze)


Devo suggerire una cosa: per favore, aprite la blogosfera”

(Teo, un gatto. Almeno credo)


Sì, i pensieri sono quelli di...un gatto (beh, non esattamente un gatto), ispirati dal BarCamp di Torino. Il gatto dice che la blogosfera è virtualmente è aperta ma criptica per chi non sia nel sistema di blog e affini, per chi non ci lavora, per chi lo vede come uno strumento magari nuovo, magari strano. O anche: l'autoreferenzialità, questo troppo noto rischio.

Oggi ho letto di alcuni commenti al BarCamp su questo tema e per molti versi sento di condividere quello che dice Andrea.
Cioè, è vero che a volte si è autoreferenziali e che magari una discussione sul blogroll non interessa granchè a chi il blog lo usa per esprimere le proprie idee e magari non ci ragiona per lavoro o per passione. E forse è vero, in generale non si fa abbastanza per rendere l'oggetto-blog un oggetto. E certo, un mezzo che diventa fine è sempre fonte di problemi.

Ma è anche vero che nemmeno io conoscevo nessuno all'inizio e ora non è più così.
Vorrei parlare dell'estrema apertura e disponibilità ad aiutare la sottoscritta per la sua tesi con materiale, idee e consigli. E anche che nella mia esperienza non c'è solo la gentilezza di chi mi ha aiutato, ma anche di chi ha ascoltato i miei sfoghi, di chi mi ha parlato di sè, di persone che ora sono amici o comunque, in qualche modo, punti di riferimento. E che le relazioni umane e le amicizie si creano allo stesso modo.

Ecco, ieri mi sono ritrovata a parlare di digital divide e del timore della gente nell'usare uno strumento che non conosce, di un mondo che viene percepito come chiuso.
Appare al limite del tautologico dire che un gruppo di persone - la blogosfera, si diceva - si comporta come un gruppo di persone. E che in tutti i gruppi umani, dal primo giorno di scuola in poi, ci si trova in situazioni in cui sei l'ultimo arrivato e ti ritrovi in un luogo in cui tutti sembrano conoscersi (non è questa la motivazione dell'autoreferenzialità. E anche: ci sono persone che vedono questa come un'occasione per avere importanza e per darsela. E lo farebbero comunque).

Ci sono tanti modi in cui si crea fiducia e si creano legami che vanno oltre il senso del luogo. Forse è una delle spiegazioni di certa difficoltà a entrare in certi meccanismi.
Ma anche: questo non è un posto chiuso e di solito arriva prima la voce di tutto il resto. Prima le proprie idee, prima l'interazione con altre persone, poi tutto il resto.

Tempo fa un blogger diceva che avrebbe potuto fare a meno del proprio blog, ma non di quelli degli altri.
Oh, se lo capisco.



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1 commento:

Daniela ha detto...

Ciao Anto!
Io e alcuni altri la pensiamo diversamente. Passa a leggere la discussione!
Dany (TO)
unatesi.splinder.com