martedì, gennaio 20, 2009

Ora che è presidente

Mi ha fatto uno strano effetto vederlo lì a Washington, Barack Obama, in un posto che conosco, che ho percorso non moltissimo tempo fa.
Mi ha fatto uno strano effetto vederlo presidente dopo che per due anni ho seguito praticamente tutto quello che ha fatto, da outsider a vincitore, confrontandomi con amici italiani che hanno studiato la sua campagna e amici americani che l'hanno vissuta.

Ho opposto resistenza, non mi ha conquistato subito, Obama, proprio perché era troppo bello per essere vero: la sua storia, la sua sicurezza, il non sbagliare un colpo in un contesto dove è sin troppo facile farsi rovinare da qualunque cosa. E poi il carisma, dannazione, ché qui non ci siamo mica abituati.
Insomma, quello che rappresentava: il sogno.

Ho opposto resistenza, non sono di facili entusiasmi. E se non avesse abbastanza esperienza? E questo movimento quasi di fede sarà un buon segno.
Io ora so che è un buon segno lui, so che è un buon segno che la gente non si vergogni di essere americana (ne ho, di amiche che si fingevano canadesi, eh), che abbia speranza, qualunque cosa voglia dire. Non so se sarà un buon presidente, se manterrà la promessa di cambiamento.
Penso che cambiamento sia una parola che si presta alle interpretazioni e sarà sin troppo facile accusarlo di averci illuso, illuso anche noi. Deludere ci deluderà, lo metto in conto. A volte lo farà per convenienza, a volte perché è più realista e pragmatico di noi.

Ma di questi tempi non è nemmeno banale farci pensare che le cose miglioreranno, chissà, magari iniziamo a crederci. Quella io non la chiamo illusione. Speranza, chissà?
Da domani si inizia a fare sul serio. Si può dire "in bocca al lupo" a un presidente?

2 commenti:

Bolsoman ha detto...

Piccolo refuso: abitu-ati.

svaroschi ha detto...

Corretto!