mercoledì, giugno 18, 2008

Menotre/ Il giorno in cui si ringrazia Josh (e si pubblica in inglese!!)

Di Josh Levy e di TechPresident ho già parlato un sacco di volte, così come dell'ammirazione e dell'entusiasmo verso quello che fanno, non ultimo il Personal Democracy Forum, a cui parteciperò la prossima settimana in compagnia di Sergio e Antonio, che qui spiega brevemente di cosa si parlerà.

Per me quindi è come la realizzazione di un piccolo sogno essere riuscita a scrivere un post in inglese su TechPresident per parlare di una cosa che mi sta molto a cuore, il progetto 10domande (qui una sintesi dell'esperienza).

E alla fine eccolo qui, il post!

Nelle ultime 24 ore Josh, oltre ad aver trovato il tempo di leggere e sistemare le mie due pagine in inglese, mi ha anche dato una mano al volo a risolvere un piccolo problema pratico per reperire i biglietti per andare a vedere Rent - una ossessione della sottoscritta, in case you're wondering - con una tempistica del genere "detto fatto": dalla manifestazione del problema alla sua risoluzione in quindici minuti (tralasciamo l'immagine della sottoscritta zompettante per l'ufficio).

Avendo passato le ultime 24 ore a ringraziare Josh, mi pare giusto concludere la giornata con un post, approfittando per segnalare la sua prossima avventura lavorativa, davvero molto interessante.

lunedì, giugno 16, 2008

Menocinque / Le case degli altri

Confesso: anche oggi ho guardato Apartment Therapy e sbirciato le case di New York in cui non vivrò mai.
Confesso: anche oggi ho assillato un paio di amici via mail e via IM sull'eventuale modo di riuscire a ovviare all'assunto di cui sopra.

(per la cronaca uno mi ha risposto seriamente, l'altro ha ripiegato su un evergreen: "sposa un uomo ricco")

La giornata fa registrare anche:
- ordinazione di dollari presso la banca
- invito a cena di amica giornalista gastronomica
- promessa di giro in quartiere di Brooklyn da parte di autoctoni
- i miei compagni di viaggio che mi danno carta bianca sull'organizzazione dei loro cinque giorni scarsi a New York. Per la serie "I made a huuuuuge mistake" (chi capisce la citazione vince regalo).

Di terapie d'urto e del rimettersi in piedi

"...e una volta di più mi è stato chiaro come la terapia d'urto serva sempre, anche e soprattutto su se stessi, che ricrescere è cosa diversa dal non cadere."

E di prima mattina, o quasi, di questi tempi, fa bene leggere una cosa come questa (10.11), tanto per ricordarselo ogni tanto, male non fa, anzi.
Grazie ad Anita (e a suo padre).

domenica, giugno 15, 2008

Appunti di viaggio per Kublai

Preparandomi per il mio fatidico viaggio (menosei!!) ho messo ordine tra alcuni appunti sui viaggi fatti con Kublai - e su quello che verrà prossimamente!

giovedì, giugno 12, 2008

Menonove/ 545.600 minuti (conto alla rovescia)

"L'estate scorsa lo hai fatto due volte di fila, sicura di non voler cambiare?"
"Cioè secondo te...è l'ultimissima occasione che ho *nella vita* e dovrei rinunciare?"
"Sei de coccio"
"Me lo hanno già detto oggi, sai"
"Quantifica in migliaia di volte"

mercoledì, giugno 11, 2008

Menodieci / La sprovveduta

Una giornalista dopo vent'anni passati a fare la corrispondente in posti un bel po' pericolosi tipo Rwanda, Cecenia e Sudan si trasferisce a New York (da Mosca, tra l'altro). E dato che l'esperienza è un optional, lei, che evidentemente ancora non ha capito come si riconosce un posto pericoloso, fa una performance da genio mondiale e compra una casa a West Harlem. Ovviamente compra a caso e non si informa, di lì a scoprire che "quartiere pericoloso" è un gentile eufemismo il passo è breve.
Ma insomma non solo lei sopravvive ma riesce pure a ristrutturare casa. E ci scrive un libro.

Io vorrei guardarla in faccia, Judith Matloff, quando presenterà il libro alla mia ex-libreria sotto casa. Comunque mi sa che il libro lo compro (è pure uno di quei rari casi in cui la copertina mi prende al primo sguardo, dannata Random House!)


("Cara, ricordi che c'è una regola che dice che tu, una carta di credito e una libreria formate una peeeessima combinazione?")

martedì, giugno 10, 2008

Menoundici / Spostamenti



Spostamenti/1
Dear MTA New York City Transit,
vediamo quanto mi fai divertire in questa settimana! :)

Spostamenti/2

Io: Ehi, il 21 vengo a New York per una settimana!!
M: Eh, ma io adesso non vivo più lì, sono a Madrid e il 22 torno in Italia.

lunedì, giugno 09, 2008

Menododici / Il candidato



Obama vince la nomination delle primarie più lunghe di sempre. Il tempo di tirare il fiato e via con le presidenziali vere (come se fino ad ora...), ne parleremo al Personal Democracy Forum.
Intanto, per chi fosse interessato, un po' di pensieri della sottoscritta pubblicati su Apogeonline sull'intelligente campagna online di Obama. Se avete osservazioni o commenti fatemi sapere.


Nota: sto leggendo "Mousepads, shoe leather and hope", raccolta di saggi di consulenti e attivisti della campagna di Howard Dean.
Nonostante sia consapevole che quella sia una loro storia, un altro contesto ecc non posso fare a meno di entusiasmarmi man mano che leggo e, in qualche modo, ascolto le voci di chi c'era. Tutti più o meno inconsapevoli di quello che stavano facendo, e questa è parte della bellezza della cosa.

domenica, giugno 08, 2008

Menotredici / Come John Steinbeck

New York è una citta brutta e sporca. Il suo clima è insopportabile, la sua politica serve solo a mettere paura ai bambini, il suo traffico è pazzesco, i suoi ritmi competitivi micidiali. Bisogna però dire una cosa: quando si è vissuti a New York per un certo periodo e la città è diventata un po' casa vostra, non si trova più un posto che sembri altrettanto bello.
Qui c'è tutto, gente, teatro, letteratura, editoria, import, affari, omicidi, aggressioni, ricchezza e povertà. Tutto di tutto. La città è instancabile e la sua aria è carica di energia. Non mi capita mai altrove di lavorare così a lungo e con tanto impegno senza provare fatica.


John Steinbeck, 1953
(in "I segreti di New York", C. Augias)

mercoledì, giugno 04, 2008

"We love you - ma a piccole dosi"

(del mio essere iperattiva e di quanto questo venga apprezzato dagli amici)


Da un oroscopo passatomi oggi:

I hereby proclaim June to be Scorpio Pride Month -- a time to celebrate your winning qualities, especially your unparalleled skill at helping to activate the dormant potentials of people you care about. Promise me you'll do that even more intensely than usual.

La reazione di un'amica a cui l'ho mostrato: "Oh, mio Dio, speriamo di no"

lunedì, maggio 26, 2008

Agendina della settimana girovaga che verrà

Domani si parte per una settimana in giro a sud.

Domattina si va in quel di Cosenza per il progetto Kublai (mi riconoscerete: sono quella senza una laurea in economia).
Mercoledì 28 cominciamo anche con il ciclo di conferenze su Second Life: il primo caso è quello del Fuori Orario. Io assisterò dalla casa genitoriale, presumibilmente con accanto la genitrice che proprio ieri mi ha chiesto che le mostri come funziona Second Life (uno dei segni dell'Apocalisse, mi pare giusto comunicarlo a chi legge).
Infine sabato 31 sarò al B Creative Camp a Bari.


Impegni mondani nella penisola (per me, per voi, per chi c'è):
- 28 maggio: la così ribattezzata Daje night alla libreria Flexi a Roma (cosa sarebbe la Fondazione Daje? Beh, intanto c'è il gruppo qui. Cronache circa quasi quotidiane qui)
- 1 giugno, Conversano: BlogBeer Puglia


Per buona parte della settimana stazionerò in quel di Andria, lavoricchiando, facendomi nutrire e coccolare dai genitori e dedicandomi ad occasionali spese risolute e risolutive (leggi: costume da bagno). Questo per gli amici che volessero intercettarmi, altrimenti poi mi sento dire "Come, eri ad Andria e non hai avvisatooooo?". Non è mancanza di volontà, solo narcolessi, sia chiaro.
Rientro previsto a Roma: 2 giugno - dico previsto, appunto, perché la possibilità di addormentarmi da qualche parte c'è tutta, non si sa mai.
Tornerò più bella, rilassata e sorridente che pria, magari pure un pochino abbronzata, se riesco.


(se serve contattemi per telefono, è più sicuro)

martedì, maggio 20, 2008

Chasing pavements

(o anche - va detto prima - una solenne, gratuita e peregrina vagonata di fatti miei)


Ieri, in giorno frenetico di settimana frenetica di mese frenetico, è successa una cosa piuttosto strana. Mi sono fermata (e già questo!) in cucina davanti a un enorme piatto di ciliege messo lì dalla coinquilina. Per motivi ignoti mi è tornato in mente un preciso momento di ormai otto anni fa, quando con alcune compagne di classe – il “gruppo stretto” cosiddetto – abbiamo deciso di pranzare insieme prima di rientrare a scuola nel pomeriggio per delle lezioni integrative (destino di ogni classe prossima agli esami di maturità è che i programmi non siano mai terminati in tempo).

È finita che ci siamo ritrovate in cinque su una panchina con un recipiente pieno di ciliegie, cinque persone diverse, una incinta di otto mesi, a cercare di capire cosa sarebbe successo dopo. A dire il vero non ricordo se ce lo siamo esplicitamente chiesto ma insomma era così, il momento era quel che era e che le cose sarebbero cambiate in poche settimane era un dato di fatto (e non solo per la pancia ormai enorme di Ale).

Però alla fine, tra le domande e le risate, la cosa che mi ricordo era che eravamo cinque diciottenni che pensavano a cose molto grandi e sconosciute e intanto facevano a gara a chi sputava più lontano i noccioli di ciliege. Tranne me, va detto, che in quella circostanza ho scoperto di essere del tutto incapace di sputare, nonostante ripetuti tentativi di insegnamento di tecniche assortite.


Siamo rimaste in contatto in questi anni, abbiam vissuto all'estero, ci siam sposate (e anche no), fatto figli, divorziato, affrontato malattie e una serie di altri problemi più o meno grossi. Otto anni e penso che nessuna di noi sia diventata quello che pensava di diventare – se pure qualcuno credeva di averne idea. E credo che nessuna sia pentita che le strade che sembravano grandi e dritte non abbiano portato in nessun posto, l'ho pensato mentre parlavo con Eleonora, che ieri ho chiamato quasi d'impulso in questo giro di pensieri che non va da nessuna parte.

Anzi sì, volevo dire.

A guardarmi intorno mi sembra che ci siano ottimi motivi per fare il contrario, per sedermi tranquilla e aspettare che succeda qualcosa e magari lamentarmi delle cose che cambiano e non dovrebbero o che stanno ferme invece di muoversi.

E invece mi sono accorta che non è molto sano, forse, ma mi sa che io non ho perso l'entusiasmo.


domenica, maggio 18, 2008

Berkman Center ora, allora - e in futuro (un po' di link)

(n.b. alto tasso di link interessanti. Parole mie pochissime. Questo dovrebbe garantire un buon livello qualitativo)


In Rete ci sono diversi resoconti delle conferenze che si sono tenute in questi giorni per celebrare i dieci anni di attività del Berkman Center for Internet & Society (che non farà più parte della facoltà di legge di Harvard e diventerà un dipartimento inter-facoltà).

Purtroppo da queste parti tempo di scriverne per ora non c'è, però metto qualcosa qui, anche come appunti miei.

Qualche spunto di Ari Melber su The Nation.

Poi il video della sessione “Transparency e government” guidata da Micah Sifry ed Ellen Miller.

E lo studio uscito ad aprile sulla blogosfera iraniana – perché troppo spesso ci si dimentica di quello che la Rete sta facendo per le persone che si trovano in posti dove “libertà di espressione” sono semplicemente tre parole che sembrano messe lì a caso tanto poco è il senso che hanno (nota personale: io, a quelli di Global Voices – nato grazie al Berkman Center – darei un bacio in fronte tutte le mattine).

E saltando di palo in frasca, ma nemmeno troppo, il post di Ethan Zuckerman dal titolo "Homophily, serendipity, xenophilia", tradotto in italiano sul numero di Internazionale della scorsa settimana (sì, scorsa settimana...lo so sono in ritardo su tutto!!)

sabato, maggio 17, 2008

Adjusting

Alla fin fine mi rendo conto che il blog e altri strumenti correlati servono a tenermi in contatto con tutti gli amici sparsi, e allora due cose le scrivo, anche per scusarmi perché non riesco a rispondere alle mail in tempi inferiori alle ere geologiche.

Kublai mi assorbe moltissimo e mi fa conoscere posti e persone nuove (anzi, spero che chi legge qui dia un'occhiata e lo trovi interessante). Nonostante i viaggi e il movimento, però, ho come l'impressione di non muovermi. Forse solo perché il lavoro è tanto e non riesco a concentrarmi come vorrei sulle cose. Meno che mai su cose "altre", meno che mai scriverne, e mi pesa.

Funziona così, è la vita lavorativa, dicono. Sono fasi, per tutti, come la manciata di amici che si laurea e non sa cosa farà. Come chi si sposa, finalmente. Come chi cambia lavoro o città e si guarda attorno. Come chi mi racconta dell'emozione di diventare padre. Come chi si chiede come sarà il prossimo salto nel buio. Come chi smette di avere paura.
Devo dire che in qualche modo tutto questo è molto rilassante, vedere che il movimento c'è e in qualche modo ne fai parte, senza sentire il bisogno di fare cambiamenti capitali, contenta del tuo "giorno per giorno", anche alla fine di una settimana pesante come questa.
Parlo meno e scrivo pochissimo. Ma ascolto molto, però, davvero, e mi fa bene.

Periodo strano e molto impegnativo. Generica e crescente sfiducia in quello che si potrebbe definire "il prossimo", sebbene impropriamente. Molte conversazioni con persone in situazioni di stallo. Un po' meno ottimismo - ma per il pessimismo non sono ancora pronta.
Molto lavoro e stanchezza, poco altro, pensieri sparsi e peregrini, non tutti piacevoli, quasi tutti privi di fondamento.
Bisogno di vacanza, di qualcosa che smuova le acque e dia forma a questo magma.
Ieri mi sono iscritta al Personal Democracy Forum. Per dire.

Il Berkman Center compie dieci anni e rilancia con Publius

Il Berkman Center for Internet and Society festeggia dieci anni di attività (in cui sono nati progetti importanti come Global Voices) con incontri e conferenze. E rilancia con vari progetti tra cui Publius, raccolta di saggi che puntano a creare un dialogo pubblico continuato e una base condivisa su come le regole della Rete si stanno costituendo e su quale sia il loro potenziale impatto:

Working from the premise that there are constitution-making moments occurring in quiet corners of the net all the time, we are asking the denizens of this space (and some outside of it) to describe the most significant of these moments, and what they are likely to be in the future.


Anche la struttura è particolare: alcuni dei brevi saggi cercheranno di creare una discussione sui temi e alcuni altri autori scriveranno saggi in risposta per rispondere, sostenere, confutare o sviluppare i temi trattati dal primo autore.

I saggi verranno quindi pubblicati progressivamente e in gruppi, sia online (con licenza Creative Commons e la possibilità di commentare) che in forma cartacea.

mercoledì, maggio 07, 2008

L'Indiana e il cambio di fuso orario

Stanotte altre primarie - probabilmente non decisive - per Clinton e Obama nel (my beloved) North Carolina e in Indiana, uno degli stati più conservatori, a detta di Nancy Nall Dellinger del Washington Post.
Tanto che pare si dica: "In Indiana, we wait until it's broken, falling down and lying on the ground rusting. Then we fix it". Forse, aggiunge la giornalista.

Le battute più ricorrenti sull'Indiana sono quelle relative al Daylight Saving Zone: in pratica l'Indiana ha il fuso orario di New York in autunno e inverno e quello di Chicago in primavera ed estate. Non ho potuto fare a meno di ricordarmi di una scena assolutamente esilarante di The West Wing, in cui Josh, Donna e Toby hanno qualche "problemino" col cambio di orario:

venerdì, maggio 02, 2008

MateraCamp!!

Oggi e domani al MateraCamp (e finalmente in Basilicata!).
Dopo due linee locali e un taxi sono all'albergo Le Monacelle - e ho idea che la mia stanza si affacci su uno degli spazi del barcamp.
Tra un po' gita ai Sassi!

Domani io e Marco parleremo di Kublai (progetto in beta...presentazione pure! ;-) )
Ci vediamo qui?

lunedì, aprile 28, 2008

I can't help it

...mi piace come scrive quest'uomo.
E poi l'osservazione è notevole.
Non posso quindi esimermi dal pubblicarlo.

mercoledì, aprile 23, 2008

Note a margine sul Salerno-Roma

Annotazioni sconnesse nel viaggio di ritorno da Salerno, prima trasferta del progetto Kublai (ne parlerò presto).

Napoli
Guardare i container verdi con su scritto "China shipping". Niente da fare, per associazione di idee penso all'incipit di Gomorra. Non solo pensarci, quasi vederlo, tanta è la potenza dell'immagine, anche se su carta.

Sono come me ma si sentono meglio
Questa settimana è trascorsa chiedendosi "Che fare adesso?" e parlando (e mangiando) molto, nel tentativo di capire chi li ha votati, gli altri.
Più che del risultato generale, sono giorni che non mi capacito di quello della Lega in particolare, non lo capisco, non mi ci sento a mio agio. Per dire, venerdì per lavoro ho pranzato con un avvocato che mi ha parlato di leggi e procedimenti (capendoci il giusto, io). Il resto della giornata l'ho passato a fare riunioni in un contesto in cui nella stanza c'eravamo io e cinque economisti, per dire. Nonostante il senso di inferiorità roteante e incalzante non sono mai arrivata a sentirmi a disagio in questi contesti anomali.
Pensare alla Lega a quelle percentuali sì, parrà ridicolo, ma tant'è.
Non sono nemmeno abituata a sentirmi così.

Una vita laterale
Oggi lunga chiacchierata con una persona che ama il suo lavoro, e non è banale.
Poi parlando di hobby e passioni mi ha detto sorridendo: "Bisogna costruirsi una vita laterale oltre al lavoro, fare cose che ci piacciono. Una vita sola non basta"
La stessa cosa mi verrà ripetuta a distanza di poche ore da un'altra persona, del tutto diversa.
Ci sto pensando, ancora.

domenica, aprile 20, 2008

Trieste, con comodo


Dal castello di Miramare, originally uploaded by farenheit_81.

Finalmente ho recuperato il cavo per scaricare le foto della macchina fotografica!
Così, bonus domenicale, qualche foto di Trieste.

Primo viaggio nell'(ex) impero austroungarico - troppo poco, tocca tornarci!

Foto scattate nei giorni in cui il mio piccolo fratello-armadio decise di avventurarsi al nord per fare l'interprete e io lo accompagnai nell'avventura (settembre scorso).