Un pezzetto di quel che succede altrove, qualche immagine, senza alcuna pretesa di trarre conclusioni, almeno da parte mia.
Lo scorso weekend la mia collega Lisa è andata ad aiutare i volontari a Far Rockaways, una zona di New York particolarmente colpita dall'uragano e dove ancora molte persone sono senza elettricità, acqua e servizi.
Lisa mi ha spiegato, tra l'altro, che si è fatta accompagnare da un amico che parla russo perché in diverse zone di quell'area ci sono persone, soprattutto anziani, di nazionalità russa che non parlano inglese.
Succede a New York, due settimane dopo l'uragano Sandy.
Aggiornamento
Da leggere: "In Red Hook, Mesh Network Connects Sandy Survivors Still Without Power" (di Becky Kazansky)
martedì, novembre 13, 2012
venerdì, novembre 09, 2012
Milano a novembre: festival da tenere d'occhio

E che belle New York, Berlino, Parigi, Londra, piene di iniziative, di cultura, di festival che "eh, noi ce li sogniamo".
Vero, eh, son posti incredibili e pieni di vita. Spesso, però, penso che a volte bisognerebbe guardarsi intorno con appena un po' più di attenzione. E le cose si trovano, ci sono. Quindi ecco cosa faccio io nei prossimi due weekend: da oggi a domenica qui a Milano c'è il primo Festival dei beni confiscati alla mafia.
Il weekend successivo, invece, mi districherò in una quantità enorme di eventi che costituiscono Bookcity: il programma è ricchissimo, con la presenza di alcuni scrittori di livello internazionale, tra cui Salman Rushdie.
Insomma, almeno per i prossimi due weekend, io non ho niente su cui sbuffare.
Agenda digitale a Bologna: quello che verrà
L'agenda digitale di Bologna raccontata da Michele D'Alena a margine di Smart City Exhibition (e commentata da Ernesto Belisario). Qui un piccolo pezzo dell'articolo:
Quella della città inteligente è una tematica trasversale, all'interno della quale sono stati individuati sette sotto filoni, dalla mobilità sostenibile alle reti a banda larga, dai progetti educativi alla riqualificazione urbanistica, dalla digitalizzazione dei processi legati alla sanità e al welfare alla riprogettazione basata sul cloud della rete civica Iperbole. Tutti ambiti che richiedono un mix di competenze e un atteggiamento flessibile da parte dell'amministrazione. "Il progetto - commenta D'Alena - ha il merito di aver messo allo stesso livello dipartimenti che non collaboravano fra loro, come quello dell'ambiente, dei trasporti, dei lavori pubblici".
(mini-disclaimer: faccio parte del comitato scientifico dell'agenda digitale bolognese)
giovedì, novembre 08, 2012
Elezioni USA: perché i social media non sono stati decisivi
Four years ago for us here techPresident, Election Day was a moment to reflect on the Internet's impact on the campaign, and in particular how so many voters had ventured onto the playing field of politics by using new interactive media, self-publishing tools like blogs and YouTube, and nascent social networks like Facebook. But if you've spent any time reading techPresident this cycle, you've noticed that we've more or less stopped paying close attention to social media metrics. The reason is, they didn't make a difference to the race. The question is why.
Lo spiega Micah Sifry in un bel post dal titolo The Rise and Fall of Social Media in American Politics (And How it May Rise Again). Un'analisi assai interessante e da tenere presente quando sentiamo parlare a sproposito dell'importanza della Rete in politica.
mercoledì, ottobre 31, 2012
Un democratico, un repubblicano e un uragano bipartisan
Un uragano fa campagna elettorale?
Certo, non è la prima volta che la reazione a una catastrofe naturale diventa argomento di scontro politico.
Ma l'uragano Sandy che ha colpito la East Coast degli Stati Uniti in questi giorni ha unito un presidente democratico che ha gestito bene la situazione di emergenza e un governatore repubblicano, Chris Christie (New Jersey), che non ha avuto alcun timore nel lodare Obama.
Solo qualche settimana fa, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben più che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve. Persino quando viene intervistato dagli ultraconservatori Fox News che gli chiedono se Mitt Romney verrà coinvolto, Christie dichiara: “If you think right now I give a damn about presidential politics, then you don’t know me".
Strategia politica futura? Probabile, come spiega Maureen Dowd, illustrando le ambizioni politiche del governatore. Ma un politico che va contro il suo partito a una settimana da elezioni cruciali come queste non si vede tanto spesso.
Dowd conclude: "While Romney campaigns in Florida Wednesday, Christie and Obama plan to tour storm damage in New Jersey, a picture of bipartisanship, putting distressed people above dirt-slinging politics. And that’s a grand bargain for both of them."
E, oltre che per aiutare gli abitanti del New Jersey, questa insolita alleanza che va oltre la campagna elettorale sarà ovviamente di gran beneficio da campagna elettorale. Per Obama adesso, per Christie in futuro, chissà.
Certo, non è la prima volta che la reazione a una catastrofe naturale diventa argomento di scontro politico.
Ma l'uragano Sandy che ha colpito la East Coast degli Stati Uniti in questi giorni ha unito un presidente democratico che ha gestito bene la situazione di emergenza e un governatore repubblicano, Chris Christie (New Jersey), che non ha avuto alcun timore nel lodare Obama.
Solo qualche settimana fa, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben più che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve. Persino quando viene intervistato dagli ultraconservatori Fox News che gli chiedono se Mitt Romney verrà coinvolto, Christie dichiara: “If you think right now I give a damn about presidential politics, then you don’t know me".
Strategia politica futura? Probabile, come spiega Maureen Dowd, illustrando le ambizioni politiche del governatore. Ma un politico che va contro il suo partito a una settimana da elezioni cruciali come queste non si vede tanto spesso.
Dowd conclude: "While Romney campaigns in Florida Wednesday, Christie and Obama plan to tour storm damage in New Jersey, a picture of bipartisanship, putting distressed people above dirt-slinging politics. And that’s a grand bargain for both of them."
E, oltre che per aiutare gli abitanti del New Jersey, questa insolita alleanza che va oltre la campagna elettorale sarà ovviamente di gran beneficio da campagna elettorale. Per Obama adesso, per Christie in futuro, chissà.
martedì, ottobre 23, 2012
Perché Gov.uk funzionerà - secondo David Eaves
![]() |
Homepage di Gov.uk |
Il portale nazionale britannico, dopo un periodo in beta, è stato ufficialmente lanciato la scorsa settimana: erogherà servizi e informazioni, sostituendo molti siti di agenzie e dipartimenti governativi.
Per gli addetti ai lavori, la recensione sarà assai utile per capire come l'impostazione e l'approccio funzionale facciano davvero la differenza. Perché questa volta hanno vinto i designer, gli esperti di dati e persino gli hacker (Vs. politici e burocrati).
E perché, sostiene David, questa volta il termine di paragone non saranno altri siti governativi analoghi, ma giganti come Facebook e Google.
domenica, ottobre 14, 2012
Il valore del mentoring diffuso
![]() |
Monumento aos descobrimentos, Belém, Lisbona |
A lei questo post. A me un post di Zeno sulla figura del mentore e sulle persone che lo sono state per lui; il post è di qualche settimana fa e faceva parte di un progetto più ampio sul tema.
Oggi, avendo un dubbio professionale, ho pensato di rivolgermi a Mafe con cui ho lavorato in un progetto importante e cruciale per me, il primo progetto dove sono stata messa alla prova "da grande" sotto molti punti di vista: Mafe (e Marco Tosi) mi hanno permesso di prendere delle decisioni importanti, di essere parte vera del lavoro, ed è una cosa che non dimenticherò.
Ma di mentori o punti di riferimento lavorativi ne ho avuti altri: da Daniele Donati, il mio relatore, a cui devo quello l'interesse e quel po' di conoscenza che ho del diritto, a Sergio Maistrello, la prima persona che abbia pubblicato un mio pezzo (sì, pagandomi, persino) e che negli anni è stato una guida professionale (sì, scrivevo molto peggio di così), oltre che un amico, fino ad Alberto Cottica, una persona di altissimo livello professionale e personale che definire "di ispirazione" è davvero riduttivo. E, last but not least, Paola Bonini, che è stata mio supervisore in Hagakure e che, bontà sua, di fatto lo è anche adesso.
A dire il vero, questa riflessione partiva dalla considerazione che lavorare da freelance ha spesso il rischio di farti perdere la parte del mentoring, di qualcuno che ti guida: se sei bravo cresci per conto tuo, insomma, e spesso è difficile trovare buoni consigli disinteressati.
Ma poi ho pensato, man mano che scrivevo, che in realtà, queste mie persone di riferimento ci sono sempre, ma ce ne sono molte altre in questa specie di gruppo di lavoro allargato di persone "del settore". Persone più grandi e più giovani di me, sparse in varie città e nazioni con cui si scambiano idee e punti di vista e a volte si riesce a lavorare insieme.
Insomma, saranno pure tempi duri, ma il mentoring diffuso resta un grosso vantaggio (e conforto!) per quanto mi riguarda. E quindi mi sembra il caso di ringraziare - diffusamente, si capisce.
sabato, ottobre 13, 2012
Letture: Next American City
Grazie a questo articolo della mia ex collega Nancy Scola (per inciso, è bravissima), ho scoperto Next American City, magazine di un'organizzazione no-profit che si occupa di come si stanno sviluppando le città americane, con quali strumenti e dinamiche.
Una lettura specifica e non semplice (almeno per me), ma davvero affascinante e che penso possa dare parecchi spunti (il magazine ha anche una forma di abbonamento interessante - sono curiosa di vedere se funzionerà).
Questo il pezzo che sto affrontando stasera, "Mastering the metro":
L'articolo completo è qui.
Una lettura specifica e non semplice (almeno per me), ma davvero affascinante e che penso possa dare parecchi spunti (il magazine ha anche una forma di abbonamento interessante - sono curiosa di vedere se funzionerà).
Questo il pezzo che sto affrontando stasera, "Mastering the metro":
The Great Recession was a wake-up call to American metro leadership. At its onset, many U.S. cities and metropolitan areas found themselves engaged in low-road economic growth, pursuing mall developers and condo builders, as if housing and retail were drivers of the economy rather than derivative of the sectors that truly generate wealth: Manufacturing, innovation and the tradeable export industries.
This consumption economy was mostly zero-sum. A dollar spent (and taxed) or a house built (and taxed), or a business located (and taxed) in one jurisdiction was lost to any other. So, in metropolis after metropolis, jurisdictions competed against each other for sources of tax revenue — usually commercial development and big employers — wasting scarce dollars on enticing businesses to move literally a few miles across artificial political borders. The result: Metros prioritized short-term speculation over long-term growth and sustainable development. They did this until the bubble popped.
The collapse of the consumption-driven, domestic-focused growth model is giving rise to new thinking about a next economy that is fuelled by innovation, powered by low-carbon processes and products, driven by exports and rich with opportunity.
These aspects of the next economy — particularly innovation — are the opposite of zero-sum. More innovation in one corner or sector of a metropolitan economy tends to yield more innovation, entrepreneurship and job creation throughout the metro. Metropolitan areas bring together people whose ideas intermix, recombine and explode in new directions. So metropolitan areas do not just produce more patents; the patents within metros tend to be cited and built on disproportionately by others in the same area.
L'articolo completo è qui.
giovedì, settembre 20, 2012
Ascoltare e rilanciare
Bologna si muove, eccome se si muove.
Del weekend scorso restano molte cose: conversazioni interessanti con gente in gamba, progetti e sguardo in avanti. E della bella musica.
A Bologna ho anche avuto il piacere di dividere il palco con un gruppo di persone che stimo davvero, alla Festa dell'Unità.
Oltre a parlare di digitale e dei prossimi impegni di Bologna in questa direzione (menzione speciale per Matteo Lepore, perché gli amministratori in gamba meritano che si parli di loro), alcuni dei presenti hanno presentato un progetto che si chiama Il PD che vorrei, uno spazio di confronto e di ascolto.
Ce ne sono già molti di questi tempi? Certamente.
Lidia, Michele, Fabio e Luca vogliono idee, però, non nomi, vogliono dare qualcosa al PD, non prenderla. E dato che sono parte di quel gruppo di persona in gamba di cui dicevo, vale la pena tenerli d'occhio.
Del weekend scorso restano molte cose: conversazioni interessanti con gente in gamba, progetti e sguardo in avanti. E della bella musica.
A Bologna ho anche avuto il piacere di dividere il palco con un gruppo di persone che stimo davvero, alla Festa dell'Unità.
Oltre a parlare di digitale e dei prossimi impegni di Bologna in questa direzione (menzione speciale per Matteo Lepore, perché gli amministratori in gamba meritano che si parli di loro), alcuni dei presenti hanno presentato un progetto che si chiama Il PD che vorrei, uno spazio di confronto e di ascolto.
Ce ne sono già molti di questi tempi? Certamente.
Lidia, Michele, Fabio e Luca vogliono idee, però, non nomi, vogliono dare qualcosa al PD, non prenderla. E dato che sono parte di quel gruppo di persona in gamba di cui dicevo, vale la pena tenerli d'occhio.
giovedì, settembre 13, 2012
[aggiornato] Questo weekend a Bologna
Questo weekend ritorno a Bologna per un paio di impegni di cui sono molto contenta:
- sabato 15 settembre alle 17 presenterò "LinkedIn" alla Feltrinelli International (via Zamboni 7/b) in compagnia di Linda Serra. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti mensili dedicati ai Geek books che si preannuncia molto interessante
- domenica 16 settembre parteciperò a un incontro della Festa dell'Unità di Bologna: verrà presentata l'attività sull'agenda digitale cittadina, si parlerà di innovazione, partecipazione e buone pratiche politiche con Michele d’Alena, Luca Cominassi, Fabio Malagnino, Laura Sartori, Dimitri Tartari, Augusto Valeriani, Fosca Nomis e Lidia Marongiu.
Ci vediamo a Bologna!
Aggiornamento 20.09
Qui l'intervista con Piero Ingrosso per Corriere Bologna.
- sabato 15 settembre alle 17 presenterò "LinkedIn" alla Feltrinelli International (via Zamboni 7/b) in compagnia di Linda Serra. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti mensili dedicati ai Geek books che si preannuncia molto interessante
- domenica 16 settembre parteciperò a un incontro della Festa dell'Unità di Bologna: verrà presentata l'attività sull'agenda digitale cittadina, si parlerà di innovazione, partecipazione e buone pratiche politiche con Michele d’Alena, Luca Cominassi, Fabio Malagnino, Laura Sartori, Dimitri Tartari, Augusto Valeriani, Fosca Nomis e Lidia Marongiu.
Ci vediamo a Bologna!
Aggiornamento 20.09
Qui l'intervista con Piero Ingrosso per Corriere Bologna.
domenica, luglio 29, 2012
Compiti per le vacanze / 1
(cose da studiare, se per caso ve le siete perse)
Il Partito Pirata in Germania e Liquid Feedback.
Qui un approfondimento.
Il Partito Pirata in Germania e Liquid Feedback.
Qui un approfondimento.
domenica, luglio 22, 2012
Pirati in Germania
Due o tre cose sul Partito Pirata in Germania in un pezzo di Ronny Mazzocchi:
Sarebbe tuttavia un errore credere che la proposta politica dei pirati comunque si fermi alle tematiche che riguardano l’utilizzo di Internet o la tutela dei dati personali. Il loro programma politico mischia elementi tipici della cultura libertaria – legalizzazione delle droghe leggere e scardinamento del diritto d’autore – e di quella più tradizionalmente progressista ed ecologista. Finora a farne le spese elettoralmente sono stati sia i Liberali che i Verdi, anche se per ragioni diverse. I primi, impegnati dal 2009 nella coalizione di governo con la CDU/CSU, hanno finito per concentrati quasi esclusivamente – ma con scarso successo - sulle riforme economiche liberiste, lasciando campo libero ai pirati sui temi una volta a loro cari come quello dei diritti civili.
Utøya e il sogno dei giovani
![]() |
Foto di Bente Kalsnes |
Ma i vostri sogni possono realizzarsi. Potete tenere vivo lo spirito di questa sera. Voi potete fare la differenza. Fatelo!
Ho una semplice richiesta per voi. Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi. Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti. Andate a votare.
Le elezioni libere sono il gioiello di quella corona che è la democrazia. Partecipando, voi state pronunciando un sì pieno alla democrazia.
Jens Stoltenberg, Primo Ministro di Norvegia, 26 luglio 2011
venerdì, luglio 20, 2012
Un anno di LinkedIn
Un anno fa, di questi tempi, stavo scrivendo "LinkedIn".
L'esperienza di scrivere un libro, un manuale, per spiegare il funzionamento di uno strumento e un modo consapevole di usarlo è stato molto interessante e completamente nuovo per me, e colgo l'occasione per ringraziare Apogeo e Federica Dardi, che è stata fantastica nel duro compito dell'editor.
Ancora più interessante, però, è stata la serie di incontri, email ricevute, presentazioni, chiacchierate che ancora continuano. Il lavoro, specie in questo periodo, è un argomento drammaticamente critico, un settore in cui molti si sentono spaesati, che vi siano appena arrivati, o che vi siano immersi da anni.
Non sono, ahimè, in grado di dare soluzioni e non sono esperta di politiche del lavoro. Spero però di aver fatto un buon lavoro nello spiegare come usare uno strumento in più. E mi auguro sinceramente che possa essere utile.
Ed è l'occasione per ringraziare tutte le persone che ho incontrato in questo anno e che di lavoro si occupano quotidianamente. Una per tutte, Cristina Maccarrone, che dirige Walk on Job.
Speriamo che i prossimi dodici mesi siano migliori per tutti.
N.B. Infine, grazie a chi ha scritto del libro, last but not least Barbara Sgarzi che mi ha intervistato per il blog di Vanity Fair e che ha pubblicato un piccolo decalogo che spero sia utile.
L'esperienza di scrivere un libro, un manuale, per spiegare il funzionamento di uno strumento e un modo consapevole di usarlo è stato molto interessante e completamente nuovo per me, e colgo l'occasione per ringraziare Apogeo e Federica Dardi, che è stata fantastica nel duro compito dell'editor.
Ancora più interessante, però, è stata la serie di incontri, email ricevute, presentazioni, chiacchierate che ancora continuano. Il lavoro, specie in questo periodo, è un argomento drammaticamente critico, un settore in cui molti si sentono spaesati, che vi siano appena arrivati, o che vi siano immersi da anni.
Non sono, ahimè, in grado di dare soluzioni e non sono esperta di politiche del lavoro. Spero però di aver fatto un buon lavoro nello spiegare come usare uno strumento in più. E mi auguro sinceramente che possa essere utile.
Ed è l'occasione per ringraziare tutte le persone che ho incontrato in questo anno e che di lavoro si occupano quotidianamente. Una per tutte, Cristina Maccarrone, che dirige Walk on Job.
Speriamo che i prossimi dodici mesi siano migliori per tutti.
N.B. Infine, grazie a chi ha scritto del libro, last but not least Barbara Sgarzi che mi ha intervistato per il blog di Vanity Fair e che ha pubblicato un piccolo decalogo che spero sia utile.
martedì, luglio 17, 2012
OpenCoesione: risorse, dati, cittadini
Oggi sono a Roma, tra poco più di un'ora parteciperò all'incontro di presentazione di OpenCoesione, il portale del Ministero della Coesione Territoriale, lanciato oggi.
Sul sito si legge:
Io ho molte domande e curiosità su modi, obiettivi e soprattutto, sul modo che verrà scelto per comunicare un tema non certo semplice da capire per i cittadini - molti dei quali, probabilmente, non hanno le idee particolarmente chiare su cosa sia la coesione territoriale, in primo luogo.
Qui un primo commento di chi ha già guardato il portale con attenzione.
Se ne parlerà anche su Twitter usando l'hashtag #OpenCoesione. Si potranno inoltre porre domande sul sito del Ministero.
Sul sito si legge:
OpenCoesione è il primo portale sull'attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione. I dati sono pubblicati perché i cittadini possano valutare se i progetti corrispondono ai loro bisogni e se le risorse vengono impegnate in modo efficace.Ho stima del ministro per le cose fatte in questi mesi (e per come le sta facendo), nonché per tutte le cose che mi ha raccontato Alberto, durante il mio anno di lavoro per Kublai.
Io ho molte domande e curiosità su modi, obiettivi e soprattutto, sul modo che verrà scelto per comunicare un tema non certo semplice da capire per i cittadini - molti dei quali, probabilmente, non hanno le idee particolarmente chiare su cosa sia la coesione territoriale, in primo luogo.
Qui un primo commento di chi ha già guardato il portale con attenzione.
Se ne parlerà anche su Twitter usando l'hashtag #OpenCoesione. Si potranno inoltre porre domande sul sito del Ministero.
venerdì, giugno 29, 2012
Di donne e lavoro e del cambiare prospettiva
Non sono una fan delle quote rosa. Non mi considero una femminista, almeno per come spesso il femminismo è inteso in Italia.
Provo un notevole fastidio verso tutti i discorsi "a favore delle donne", spesso pieni di condiscendenza, molte parole su carta e in Rete e scarsissima disponibilità a farvi seguire i fatti.
Mi ritengo molto fortunata: da quando lavoro ho trovato quasi sempre persone disposte a insegnarmi quando dovevo imparare (e alcune, bontà loro, ancora lo fanno), a valutarmi per le mia capacità, a riconoscere i miei meriti, se lo ritenevano.
Penso che donne e uomini davvero capaci riescano a trovare la loro strada (pure quelli non capaci, ma è un'altra storia), ma so anche che non tutti sono stati fortunati quanto me. E che di porte in faccia, anche ingiustamente, ne abbiano viste molte di più, a volte in modo subdolo o molto squallido.
C'è il merito sì, le cose dovremmo essere tutti in grado di guadagnarcele. Ma non è un caso se ho scritto che mi ritengo "fortunata", pur sapendo di aver lavorato e fatto molta fatica.
Insomma, forse un cambiamento di prospettiva, a volte, non guasta. Ed è per questo che sono particolarmente orgogliosa di aver letto oggi su Techpresident questo editoriale a firma di Andrew Rasiej, uno dei fondatori di Personal Democracy Media.
Ora, si tratta del mio datore di lavoro, quindi non mi dilungherò sulla stima e sulle qualità di Andrew, il suo lavoro parla per lui e così molte altre persone. Ne riporto qui un brano:
Nota
Alcuni anni fa ho contribuito a fondare il gruppo delle Girl Geek Dinners a Bologna e sono molto contenta di aver dato e di dare il mio piccolo contributo, quando posso.
Partendo dalla necessità di fare rete e conoscersi tra persone dello stesso settore, le GGD sono riuscite a diventare una realtà che lavora per diffondere la cultura digitale (in modo "sano" e non strumentale) e per creare valore per Bologna. Non potrei essere più fiera di loro.
Provo un notevole fastidio verso tutti i discorsi "a favore delle donne", spesso pieni di condiscendenza, molte parole su carta e in Rete e scarsissima disponibilità a farvi seguire i fatti.
Mi ritengo molto fortunata: da quando lavoro ho trovato quasi sempre persone disposte a insegnarmi quando dovevo imparare (e alcune, bontà loro, ancora lo fanno), a valutarmi per le mia capacità, a riconoscere i miei meriti, se lo ritenevano.
Penso che donne e uomini davvero capaci riescano a trovare la loro strada (pure quelli non capaci, ma è un'altra storia), ma so anche che non tutti sono stati fortunati quanto me. E che di porte in faccia, anche ingiustamente, ne abbiano viste molte di più, a volte in modo subdolo o molto squallido.
C'è il merito sì, le cose dovremmo essere tutti in grado di guadagnarcele. Ma non è un caso se ho scritto che mi ritengo "fortunata", pur sapendo di aver lavorato e fatto molta fatica.
Insomma, forse un cambiamento di prospettiva, a volte, non guasta. Ed è per questo che sono particolarmente orgogliosa di aver letto oggi su Techpresident questo editoriale a firma di Andrew Rasiej, uno dei fondatori di Personal Democracy Media.
Ora, si tratta del mio datore di lavoro, quindi non mi dilungherò sulla stima e sulle qualità di Andrew, il suo lavoro parla per lui e così molte altre persone. Ne riporto qui un brano:
You see, when women are minimized, our perspective is narrowed. I am not suggesting we should look to some formula of what constitutes diversity, rather, we should realize that when we minimize women, we then lose out on the priorities and unique approaches that women bring to solving problems throughout the world, digital or otherwise.
My team and I pride ourselves on the fact that we go out of our way to achieve as much gender balance as possible at our Personal Democracy Forum conference which we produce every year. But now I realize that even by that measure, I am personally and professionally falling way short, if I am not seeing the imbalance naturally. This is not OK for me and not OK for our industry. And it is not OK for our now global connected society either.
Nota
Alcuni anni fa ho contribuito a fondare il gruppo delle Girl Geek Dinners a Bologna e sono molto contenta di aver dato e di dare il mio piccolo contributo, quando posso.
Partendo dalla necessità di fare rete e conoscersi tra persone dello stesso settore, le GGD sono riuscite a diventare una realtà che lavora per diffondere la cultura digitale (in modo "sano" e non strumentale) e per creare valore per Bologna. Non potrei essere più fiera di loro.
giovedì, giugno 21, 2012
Personal Democracy Media a State of the Net: quali sono le sfide della trasparenza?
Da stasera a domenica mattina sarò a Trieste per la nuova edizione (finalmente!) di State of the Net, conferenza che farà il punto dello stato della Rete in Italia, in una prospettiva internazionale, con speaker italiani e stranieri di altissimo livello. Qui il programma.
Dopo aver partecipato all'edizione del 2008, sono contenta di esserci in "versione allargata": quest'anno, infatti, faccio parte del comitato promotore della conferenza e Personal Democracy Media collabora con State of the Net curando una sezione sulla trasparenza con due keynote e un panel. Come si legge sul sito di State of the Net:
La sezione si svolgerà sabato a partire dalle 15.30. Io modererò il panel - e so già che un'ora non basterà! Spero ci sarete, ma, in caso contrario, se ci sono spunti o domande scrivete qui o su Twitter. L'hashtag di State of the Net è #sotn12.
In bocca al lupo a Sergio, Paolo e Beniamino.
Ci vediamo a Trieste!
Dopo aver partecipato all'edizione del 2008, sono contenta di esserci in "versione allargata": quest'anno, infatti, faccio parte del comitato promotore della conferenza e Personal Democracy Media collabora con State of the Net curando una sezione sulla trasparenza con due keynote e un panel. Come si legge sul sito di State of the Net:
Si tratta però di un concetto sfaccettato che porta domande cruciali e sfide che la società sta già affrontando: come conciliare la necessità della trasparenza con l’esigenza della privacy? Quali sono le sfide che governi e aziende devono affrontare nel conciliarle?Gli speaker che ne discuteranno vengono da esperienze e contesti molto diversi: lo scrittore Andrew Keen, l'attivista croato Marko Rakar e Jan Hemme, del Partito Pirata di Berlino
La sezione si svolgerà sabato a partire dalle 15.30. Io modererò il panel - e so già che un'ora non basterà! Spero ci sarete, ma, in caso contrario, se ci sono spunti o domande scrivete qui o su Twitter. L'hashtag di State of the Net è #sotn12.
In bocca al lupo a Sergio, Paolo e Beniamino.
Ci vediamo a Trieste!
lunedì, giugno 11, 2012
Personal Democracy Forum 2012
Tra poco più di un'ora inizia la nona edizione del Personal Democracy Forum, la mia sesta.
Il tema di quest'anno è "The Internet's new political power", il programma è qui.
Gli speaker di quest'anno sono 135 e, come l'anno scorso, ho l'impressione che sentirò parlare di molti di loro nel corso dei prossimi 12 mesi (due nomi per l'anno scorso: Alaa Abd El Fattah e Mona Eltahawy).
L'hashtag è #pdf12. Tra oggi e domani ci sarà molto di cui parlare, dateci un'occhiata.
P.S. Qui lo streaming per seguire dal vivo.
giovedì, aprile 05, 2012
Agenda Digitale a Bologna: oggi incontro sugli open data
Oggi pomeriggio presso il Museo d’Arte Moderna di Bologna, il Comune organizza un incontro per parlare di open data.
L'incontro fa parte dell'insieme di incontri legati alla creazione e implementazione dell'Agenda Digitale Europea che il Comune sta portando avanti (faccio parte del comitato scientifico dell'iniziativa).
Durante l'incontro di oggi verrà presentato il portale e il percorso progettuale della città di Bologna - qui l'elenco degli speaker di oggi, provenienti dal settore pubblico, dal privato e dalla società civile. Il tag dell'evento e dell'intero progetto è #agendadigitalebo.
Attualmente il progetto si articola su 4 assi:
1. Internet come diritto
2. Coinvolgimento della cittadinanza
3. Innovazione tecnologica, smart cities e marketing territoriale
4. Open data
Tutte le informazioni sono sul sito di Iperbole2020, che dà anche possibilità di co-progettazione ai cittadini interessati.
L'incontro fa parte dell'insieme di incontri legati alla creazione e implementazione dell'Agenda Digitale Europea che il Comune sta portando avanti (faccio parte del comitato scientifico dell'iniziativa).
Durante l'incontro di oggi verrà presentato il portale e il percorso progettuale della città di Bologna - qui l'elenco degli speaker di oggi, provenienti dal settore pubblico, dal privato e dalla società civile. Il tag dell'evento e dell'intero progetto è #agendadigitalebo.
Attualmente il progetto si articola su 4 assi:
1. Internet come diritto
2. Coinvolgimento della cittadinanza
3. Innovazione tecnologica, smart cities e marketing territoriale
4. Open data
Tutte le informazioni sono sul sito di Iperbole2020, che dà anche possibilità di co-progettazione ai cittadini interessati.
martedì, marzo 20, 2012
Mona Eltahawy domani a Bologna
Domani sarò a Bologna per ascoltare Mona Eltahawy parlare di primavera araba e media americani.
Mona, giornalista e attivista egiziana, è editorialista per diverse testate americane ed è stata una delle voci che ha analizzato le questioni mediorientali su varie reti TV, tra cui la CNN.
A novembre, Mona è stata arrestata e aggredita dalla polizia egiziana durante una manifestazione al Cairo. Grazie a un messaggio su Twitter, la sua vicenda ha creato una mobilitazione su scala globale per il suo rilascio, avvenuto per fortuna poco dopo.
L'appuntamento è domani alle 17 nell'aula A del dipartimento di comunicazione, in via Azzogardino 23 (si proverà a scriverne su Twitter con l'hashtag #monabo).
Nella stessa aula, qualche mese fa, avevamo parlato anche di lei, appena liberata, nella nostra discussione su rete e politica. In qualche modo, è un cerchio che si chiude, e nel migliore dei modi.
Qui l'intervento di Mona al PdF 2011, quando l'ho sentita parlare per la prima volta.
Mona, giornalista e attivista egiziana, è editorialista per diverse testate americane ed è stata una delle voci che ha analizzato le questioni mediorientali su varie reti TV, tra cui la CNN.
A novembre, Mona è stata arrestata e aggredita dalla polizia egiziana durante una manifestazione al Cairo. Grazie a un messaggio su Twitter, la sua vicenda ha creato una mobilitazione su scala globale per il suo rilascio, avvenuto per fortuna poco dopo.
L'appuntamento è domani alle 17 nell'aula A del dipartimento di comunicazione, in via Azzogardino 23 (si proverà a scriverne su Twitter con l'hashtag #monabo).
Nella stessa aula, qualche mese fa, avevamo parlato anche di lei, appena liberata, nella nostra discussione su rete e politica. In qualche modo, è un cerchio che si chiude, e nel migliore dei modi.
Qui l'intervento di Mona al PdF 2011, quando l'ho sentita parlare per la prima volta.
Iscriviti a:
Post (Atom)