domenica, marzo 09, 2008

Un invito al Personal Democracy Forum

(tu, sì, proprio tu, hai bisogno di essere convinto. Allora io ci provo, eh...)


Questa settimana ho finalmente comprato i biglietti aerei per New York, il prossimo giugno: anche quest'anno andrò al Personal Democracy Forum.
La conferenza esplora il rapporto tra tecnologia e politica, è organizzata dal gruppo di TechPresident (il contrario, in realtà: gli organizzatori della conferenza hanno creato TechPresident) e ha un elenco di speaker di altissimo livello.
E questo è quello che potrebbe dire chiunque guardi il sito con un po' di cognizione di causa.

Quello che posso dire io, essendoci stata, è che non mi era davvero mai capitato di passare due giorni così pieni e stimolanti, così carichi di idee e in un ambiente così completamente rilassato. E mi riferisco agli speaker, ma anche alla tantissima gente che vi ha preso parte.

Si dice e si sente dire spesso che siamo in ritardo su molte nazioni, USA in primis. Certo, questo è vero per molti aspetti e per molti motivi. E non è nemmeno detto che qui si debba fare lo stesso percorso, ma non credo ci sia niente di meglio del guardare cosa ne pensa - e quali soluzioni trova - chi ha un po' più di esperienza e un contesto diverso alle spalle. Voglio dire, le buone idee non si sa quasi mai da dove vengano o dove possano arrivare...


Lo scorso anno, quando ho letto della conferenza, ho pensato che mai avrei avuto occasione di essere a New York e di prendervi parte - ed è andata diversamente. Anche quello è stato l'inizio di un po' di cose ed è anche per questo che ho deciso di organizzarmi per tornare. A fine conferenza ho pensato che era stata un'occasione unica, e mi sbagliavo anche allora.
(Certo, un volo intercontinentale e una manciata di giorni a New York non sono una cosa semplice, ma in qualche modo...)

Ci sarebbero ancora molte altre cose da dire, e non escludo di parlarne ancora, ma, insomma, questo era per dire...vieni anche tu?


N.B. Poi, dopo questa tirata seria e sentita, mi toccherà sentirmi le persone che mi diranno "Eh, sì, la conferenza...tu ci vai per New York!!". E l'amore non si può negare, certo, però non è proprio solo così.
C'è anche da dire che, da quando ho acquistato i biglietti, sono più o meno di questo umore:


Davey Dance Blog -26- BROOKLYN BRIDGE - Ace Frehley - "NY Groove" from Pheasant Plucker on Vimeo.

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domenica, marzo 02, 2008

La mia Persepolis

(stasera, tornata dalla visione di Persepolis, ho ripensato a una cosa che avevo scritto un paio di mesi fa e l'ho recuperata)


Sono tornata a Roma, alla vita da ufficio, alla casa e alla piccola N., la coinquilina che mi riempie di cibo ogni volta che sono a tiro perché “lavori tanto e torni tardi, fai un lavoro difficilissimo, vero?”.

La piccola N. è minuta e persino più bassa di me e ha 18 anni, il che mi fa sentire una vegliarda ogni volta che ci penso. Mi racconta della facoltà di medicina, del ragazzo tatuato che ogni tanto viene a trovarla (con cui esce, ma poi lui non chiama mai), dei vestiti che ha comprato in un negozio. Sono cose normali, ma io un po' – e a torto – me ne stupisco.

N. viene da una famiglia molto benestante e aperta che ha deciso di far studiare lei e sua sorella tanto lontano da casa. Quando parla al telefono con i genitori lontani io cerco di andare in un'altra stanza. È una forma di rispetto che in realtà è totalmente inutile, dato che comunque non capirei una parola. Perché no, la piccola N. non è italiana.

Quando l'ho vista prepararsi per tornare a casa, prima delle feste di Natale, sbuffava sistemandosi in testa una specie di scialle. “Nel mio paese dobbiamo mettere questo” ha detto. Non so perchè ci ho messo un attimo più del dovuto a riconoscere il velo con cui le ragazze iraniane devono coprirsi la testa.

Al ritorno dalle vacanze le ho chiesto come si fosse procurata il livido sul braccio, sapendo la risposta. La piccola N. viene da un paese dove è normale che la polizia ti arresti e ti picchi per i motivi più assurdi, incluso un vestito ritenuto troppo corto.

Un paio di sere fa ho assistito a una violento rant (o anche: monologo incazzato) da parte di uno che ha cominciato auspicando il peggio possibile al Vaticano e a tutte le religioni, poi ha continuato mischiando tali e tante cose che alla fine, oltre ad aver perso il filo, ho temuto che sarebbe arrivato a prendersela con qualunque cosa, dal vino bianco ai blocchi di ghisa. Credo si aspettasse una risposta o una reazione da parte di qualcuno, ma per educazione mia ed evidente confusione sua, ho ritenuto che non fosse il caso di cimentarmi.
La cosa che mi ha colpito è che nel soliloquio in questione abbondava la parola libertà (mancanza di). Era tutto un: non siamo liberi per via della Chiesa, per via della mafia, per via del sistema (!), non decidiamo niente, non possiamo ecc.

Lo ammetto, tendo a essere un po' esigente e rognosetta quando si tratta di “presunto controllo altrui”. Non perché io pensi che tutto vada bene, non perchè io ritenga che la gerarchia ecclesiastica (e non solo quella) non abbia eccessiva influenza sulla società italiana, tanto per dirne una.

E però.

E però da quando conosco la piccola N. penso spesso a lei quando sento la parola libertà, perché mi pare abbia un significato talmente diverso da sembrarmi un'altra parola.


(inserire qui una frase di chiusura un po' leggera e fintosimpatica a piacere chè questa pare troppo seria. In fin dei conti è solo un'accozzaglia di pensieri e la lascio così)

martedì, febbraio 26, 2008

No country for old men

I film ambientati in zone desertiche, con gente a cavallo, fucili, il selvaggio west and stuff non sono proprio il mio genere. E credo sia per questo che sono ancora un po' perplessa su "Non è un paese per vecchi", visto domenica.
Non so decidermi se mi sia piaciuto o no, nonostante abbia trovato fantastiche molte sequenze e incredibili le interpretazioni di tutti e tre gli attori (ho sviluppato una genuina paura di Javier Bardem per tutta la durata del film):

Tommy Lee Jones ormai basta mettergli uno Stetson in testa e piazzarlo in una stanzetta e tutto il casamento si riempie di disillusa e invecchiata malinconia. E alcune sequenze sono da manuale, per esempio quasi tutte le sequenze, ma soprattutto quella con il fratellone in hotel e Bardem che arriva, e successiva sparatoria con l'avversario sempre invisibile e implacabile. Sussulti a raffica, raffiche a sussulti. Perfezione.


E però i miei due cinebloggerz di riferimento e il ricordo di Magnolia mi faranno andare a vedere un altro film del genere zone desertiche, gente a cavallo, fucili, il selvaggio west and stuff.

Poi, mi sa, avrò analoghe sensazioni.
Deve essere il deserto o la disillusione o la totale assenza di speranza, non so.

lunedì, febbraio 25, 2008

Evitare connivenze

Piccolo elenco di cose cool nel 2008:
evitare connivenze: se un interlocutore dice una cazzata, fare due passi indietro e proferire: “tu non sei la cura, non sei la malattia, ma forse sei solo un fastidioso effetto collaterale del sonno della ragione”

(Cool right now)

domenica, febbraio 24, 2008

Il blogger (giornalista) che vince il Polk Award

Joshua Micah Marshall è il primo blogger* a vincere un prestigioso premio di giornalismo, il Polk Award (precisamente nella categoria legal reporting).
Qui parte delle motivazioni:

His sites, www.talkingpointsmemo.com and www.tpmMuckraker.com, led the news media in coverage of the politically motivated dismissals of United States attorneys across the country. Noting a similarity between firings in Arkansas and California, Marshall and his staff (with his staff reporter-bloggers Paul Kiel and Justin Rood) connected the dots and found a pattern of federal prosecutors being forced from office for failing to do the Bush Administration’s bidding. Marshall’s tenacious investigative reporting sparked interest by the traditional news media and led to the resignation of Attorney General Alberto Gonzales.


Precisazione: Josh Marshall è un giornalista. Da anni, però, porta avanti la sua attività solo su blog, uno dei più autorevoli e conosciuti negli USA.

Ms Pac Man, eroina femminista

Domenica pigra, si vede, eh...




(via Slide on the ice)

mercoledì, febbraio 20, 2008

Per una definizione partecipata del cinema vaginale

...esiste davvero un cinema vaginale? Esistono chiari esempi di film vaginali? Ladyhawke è davvero un film vaginale? Esiste anche un cinema clitorideo? E dove infilare le propagazioni cinematografiche di Helen Fielding?

Il giovane cinefilo sul blog di Grazia:

E non vi sto prendendo in giro, anzi, sono qui a chiedere la vostra opinione in merito. Potrebbe nascerne una rivoluzione dei costumi, oppure no, per dire, se ne potrebbe trarre l’equivalente culturale di sboccare una birra media dietro l’angolo del pub. Ma sono convinto che il cinema e il sesso abbiano moltissimi punti in comune: tra questi, c’è il fatto che nessuno ne capirà mai la totalità e la profondità, limitandosi a conoscerne e apprezzarne la piccola parte a cui il proprio cervello (o altro, si intende) arriva, e allo stesso tempo il fatto che tot persone si prenderanno comunque e sempre, in qualunque momento storico e culturale, la briga di dire io so tutto e tu non sai niente perché (A) qualcuno l’ha legittimato tramite un contratto oppure perché (B) è uno che ha studiato.

Insomma, il ragazzo scherza, ma un po' no.

Insomma, dategli una mano.

martedì, febbraio 19, 2008

La città dei cittadini 2008!!!

La nuova edizione de "La città dei cittadini" è partita!

L'anno scorso Micromacchina e il Comune di Casalecchio hanno realizzato molti incontri, tra cui due barcamp. Quest'anno le attività del laboratorio comprenderanno i corsi di web-radio e web-tv, già iniziati presso il centro giovanile di Casalecchio di Reno.

Ci saranno però anche molte attività online: La città dei cittadini lancia infatti due iniziative sui temi della cittadinanza, con particolare attenzione alle iniziative di e-democracy in Italia:

1. un blog collettivo per segnalare progetti, inserire ricerche, commentare news e proporre iniziative (collettivo vuol dire che ci si può iscrivere ed essere autore del blog! ;-) )

2. un premio per progetti che si occupano di promozione della cultura della cittadinanza. Ci sono varie categorie, dalle PA alle tesi di laurea.


Vi aspettiamo!

lunedì, febbraio 18, 2008

Analisi politica secondo Holly e Benji (ma soprattutto Benji)

Riprendo da Orfini:

M
: Ed Warner? Ma come fai a preferire Ed Warner a Benjiamin Price?
T: Beh scusa, è molto più forte, ha i capelli lunghi, para tutto, è più originale. Insomma è meglio.
M: Non lo è, e parlano i risultati. E poi c'è un punto di linea che non puoi eludere.
T: Cioè?
M: Warner ha dei modi suggestivi, magari ti fa anche pensare che l'impossibile sia possibile con quell'agitarsi da karateka. E non dico che sia inutile, ogni tanto la para pure. Ma è un massimalista, è sinistra radicale pura, roba da fighetti radical chic. Vuoi mettere Benji? Meno spettacolare, ma un vero riformista. Uno che si carica i problemi di tutti, usa la sua classe per sostenere i più deboli (la sua improbabile difesa, hai presente Bruce Harper?), ti tranquillizza, ti dice "voi andate avanti che qui ci penso io". E soprattutto, di fronte all'ignoto, all'imprevisto, alle sfide della modernità, cioè al tiro che scompare di Karl Heinz Schneider, Warner non sa che fare. Non ha gli strumenti, sa solo lamentarsi come un qualsiasi no global. Invece Benji che ti fa? Chiude gli occhi, si concentra e te la pare. Senza karate e cose strane. Una forza tranquilla.


...continua sul suo blog...

(nota per me stessa: io un giorno scriverò un trattato sul perchè i protagonisti dei cartoni animati "collettivi", da Holly e Benji ai Cavalieri dello Zodiaco
siano sempre irrimediabilmente dei gran tordi)

venerdì, febbraio 15, 2008

"Simply a mistery, a very concrete one"

Josh Marshall di Talking Points Memo è stato uno dei primissimi blogger americani che ho cominciato a seguire, un punto di riferimento per la mia tesi (e prima, e dopo), tra l'altro.
Negli anni ho visto crescere la sua redazione, l'ho sentito parlare a una conferenza (troppo intimidita per andare a presentarmi e ringraziarlo), ho sentito racconti su come funziona TPM da chi ci ha lavorato.

Insomma, come spesso accade con i blog che segui quotidianamente, un po' ti affezioni a quelle persone sconosciute. Su TPM non c'è quasi mai spazio per il lato personale quindi sono stata doppiamente contenta di leggere questo post che Josh ha scritto oggi, giorno del suo compleanno:

I've been trying to let go of things, which is contrary to my nature. But I think most of all because of my wife and my son, who in addition to being this amazing, rambunctious little person, is allowing me to fit my own life better into a context of impermanent things, invest myself in his just started as opposed to my half-run race. But beyond all those organized thoughts I find fatherhood simply a mystery, a very concrete one I find sitting in my bed in front of me each morning, but one that hits me in some suddenly brand new way several times a day and has wrapped me into a kind of love and devotion completely different from anything I've ever experienced before and something I really wasn't able to imagine or get close to beforehand.

I don't like it when people project their own experiences into a template for other peoples lives. But speaking for myself I do not think I could feel complete as a person, fully accept this boundedness as a person, or fully know what it was to be one without the turned-upside-down experience I'm having as a father.

In a few months my wife is going to give birth to our second son. So I'm looking forward to more of this.


Mi ha fatto pensare ad alcune conversazioni fatte recentemente con amici già padri, o che stanno per diventarlo.

E, naturalmente, a mio padre. Un po' più forte del solito.

The daily (merry-go) round

Grazie ad Antonio (ottimo lavoro!) Spindoc si rinnova, non solo nel template ma anche in tutta una serie di funzionalità e innovazioni.
Tra queste, una rassegna quotidiana di quel che si dice in Rete sulla comunicazione politica online. Il nostro "nume tutelare" è ovviamente Josh Levy di TechPresident, ospite di State of the Net lo scorso weekend.




Sarebbe bello se oltre alle miriadi di cose che accadono negli USA anche la nostra brevissima campagna elettorale regalasse qualcosa di nuovo e interessante (almeno!!) in questo campo.
Se ne riparlerà.
Nel frattempo segnalo Sparlamento, una divertente rubrica di Excite che, temo, avrà sin troppo materiale da gestire grazie a queste elezioni di primavera! ;-)

Intanto qui mica si pettinano bambole, come dicono i miei colleghi romani. Quindi, la prossima settimana partirà anche la nuova edizione de La città dei cittadini. Spero che chi ha partecipato al CitizenCamp e al Creative Camp voglia continuare a seguirci...in un modo anche un po' più "attivo", vedrete.

E già che siamo in tema...ci vediamo al barcamp di Torino? :-)

giovedì, febbraio 14, 2008

La strategia della negazione

“Could we possibly have a nominee who hasn't won any of the significant states -- outside of Illinois?” Chief Strategist Mark Penn said. “That raises some serious questions about Sen. Obama.”
Beh, Obama non ha vinto grossi stati, ma poi quasi tutti gli altri sì.
Poi magari alla fine vince Hillary, eh. Però a me non sembra un granchè, la strategia della negazione.
Dice bene Antonio:
And it’s damn wrong. It totally inhibits all the flow of communication from the campaign: her blog is almost freezed - too easy for Obama to score extra points. Better to say: ok you won, and move forward.

(Politico, Webgolr, PaFerroByDay, MSNBC)


Update: Josh Marshall è severissimo con Mark Penn:
So now you have Penn successively saying caucus wins don't really count, small state wins don't really count, medium state wins don't really count, states with large African-American populations don't really count, all building up to yesterday's gem: "Could we possibly have a nominee who hasn't won any of the significant states -- outside of Illinois? That raises some serious questions about Sen. Obama."

Clinton is ultimately responsible for putting her political fate in this fool's hand

Eli Stone

Avevo visto il promo di Eli Stone a fine gennaio ma non gli avevo prestato particolare attenzione, vuoi perchè non è proprio il mio genere, vuoi perchè ho dei mega-arretrati in termini di serie tv* e non mi pareva il caso.
Poi oggi mi è capitato di vedere Jack Bristow (Alias, anyone?) che canta Freedom e ho pensato che magari un promo non può far male:




Certo, diventare "profeta" su illuminazione di George Michael che canta "Faith" non è male, non originalissimo, ma non male...


*sono ancora in arretrato delle due puntate di Lost, è un disastro - recupererò prima di andare a Torino, si capisce

Essenziale


Essenziale, originally uploaded by dottavi.

mercoledì, febbraio 13, 2008

A flawed feminist aka Hillary non è un vero simbolo

Secondo Maureen Dowd Hillary Clinton non è un simbolo delle donne che cercano di affermarsi in un mondo di uomini:

But Hillary is not the best test case for women. We’ll never know how much of the backlash is because she’s a woman or because she’s this woman or because of the ick factor of returning to the old Clinton dysfunction.

In fin dei conti, Hillary non ha certo cercato di crearsi un'immagine autonoma dal marito, anzi.
Insomma, conclude Dowd, se la signora Clinton non prende la nomination, non sarà una simbolica sconfitta per il genere femminile.

Di come circolano le notizie di questi tempi (...)

Lunedì sono andata a cena con un gruppo di persone.
Martedì qualcuno ne ha scritto e sul proprio blog (sì, ok, erano blogger, l'ho detto) e su Twitter.
Stamattina alle 8.40 mi arriva un sms che recita: "Veramente attorno al tavolo, lunedì sera, c'erano 5 che hanno votato la Rosa nel Pugno?".


Risposta: erano 3 su 8, anzi 2, perchè poi uno ha controllato gli archivi del blog e si è ricordato che quella volta non aveva votato RnP.
Sì, il gruppo non era comunque statisticamente rappresentativo.

mercoledì, febbraio 06, 2008

State of the Net a Udine

Da domani sarò a Udine per State of the Net, due giorni (8-9 febbraio) di incontri sulla Rete, sulla realtà italiana e non solo: l'obiettivo, infatti, è fare il punto della situazione, pronti a confrontarsi con quello che avviene in posti più o meno lontani, grazie alla presenza di ospiti stranieri.

Sergio Maistrello, Paolo Valdemarin e Beniamino Pagliaro hanno fatto un grande lavoro in tempi molto brevi organizzando un programma di grande livello e varietà. L'impostazione mi piace: il primo giorno ha come titolo "Oggi" e il secondo giorno "Domani".
Anna mi ha fatto notare che nella prima giornata dominano economia e mercato, mentre nella seconda si parla di media - ed è già una chiave di lettura.

Nella seconda giornata, sabato 9, ci sarà un panel dal titolo "Internet killed the political star", sull'impatto che la Rete ha sulla comunicazione politica e sulla società, favorendo la partecipazione. Ci sarò anch'io ed un onore, dato che sarò in compagnia di Joshua Levy, Giuseppe Granieri e Antonio Sofi, moderatore dell'incontro. Si parlerà di primarie USA - e chi passa di qui ogni tanto sa quanto io sia appassionata e anche quanto apprezzi il lavoro di Josh e degli altri autori di TechPresident ("ammirazione" rende meglio).


Un'altra nota: io e Anna faremo qualche ripresa/intervista/sipariettocomico (pare riescano bene anche quelli). Se volete partecipare come intervistatori/intervistati/giocolieri/ballerinidilapdance...beh, non siate timidi!
Ci vediamo lì!

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Super Tuesday/3 - I Repubblicani sono maggioritari, i Democratici sono proporzionali (OMG!)

Nota per chi non ha sonno: liveblogging dei risultati del SuperTuesday grazie a Josh Levy e Nancy Scola su TechPresident


Da adesso a domattina verranno assegnati i delegati di 24 stati USA (tra questi non c'è la Virginia).

Ricordiamo che per i Repubblicani vale il "winner takes all", cioè chi prende più voti si becca tutti i delegati dello stato in questione. Il che vuol dire che mooolto probabilmente stanotte si fa il candidato repubblicano.
Discorso diverso per i Democratici dove i delegati vengono distribuiti secondo i risultati di ogni singolo distretto - e ogni stato ne ha un numero differente - secondo una formula che prevede lo scorporo del cinque per cento, il premio di maggioranza su base condominiale e una carta "imprevisti" che potrebbe farvi andare in prigione senza passare dal via. Insomma, una formula proporzionale piuttosto complessa (strano, eh, non c'è mica niente di complesso in questi processi di voto americani)

Per gli exit poll (e la super dashboard) consiglio il sito di MSNBC. Primi risultati: i seggi della Georgia han chiuso e pare che Obama sia favorito (anzi la CNN dice che ha vinto - proiezioni).
Ora, dato che l'unica cosa che posso fare è andare a dormire maledicendo il fuso orario, faccio un bieco copiaeincolla di alcune osservazioni sugli stati della East Coast, i primi di cui si avranno i risultati:

Connecticut (60 Delegates): Both Obama and Clinton have campaigned here extensively. With a sizeable African American population, it is next door to Clinton’s home state of New York. If Obama begins doing well here, it may portend a trend for him biting into Clinton’s expected strength in the Northeast.

Massachusetts (121 Delegates) Clinton was ahead in the polls until Senator Ted Kennedy endorsed Obama last week. Kennedy’s endorsement may carry long coattails for Obama here.

New Jersey (127 Delegates) Next door to New York and Clinton Country, New Jersey’s political establishment, including Governor John Corzine, has endorsed Clinton, but the precincts just across the Hudson from New York City (Bergen, Hudson, Essex) have sizeable African American populations. These counties have the lion’s share of the state’s convention delegates and they are important counties to watch to see if Obama has been able to eat into an early Clinton lead.

Super Tuesday/2 - Stuff

Cosa da sbirciare durante il Super Tuesday:



...e poi, in questo paese, in questo momento storico... Toby Ziegler*!


*non c'entra niente, ma il bel post di Mae volevo segnalarlo. E poi, altro che le elezioni degli altri, tra un po'...

martedì, febbraio 05, 2008

Super Tuesday/1 - I solerti elettori della Virginia

Ed è Super Tuesday!
Mentre qui si fa quel che si può per sapere il più possibile prima di andare a nanna, rassegnati ad avere i risultati domattina, la notizia più curiosa la leggo su CNN Politics.
Nei seggi della Virginia molte persone si sono presentate e hanno trovato i seggi chiusi. Più di 400 hanno chiamato lo State Board of Election per sapere il perchè.
Il dato è significativo: il numero di chiamate è tra il doppio e il triplo rispetto al solito. Insomma, segno di buona partecipazione e motivazione.

Ora, io sono un po' perplessa: gli abitanti della Virginia votano di martedì, in effetti.
Il PROSSIMO martedì.

mercoledì, gennaio 30, 2008

Stupirsi è un lusso inutile (cit.)

"...stupirsi è lusso inutile, pratica snob e deleteria"

Sul blog de La7 Diego racconta dei consensi trasversali (pure troppo) che riscuote Barack Obama.
E di un normale (pure troppo) pomeriggio di follia televisiva.
O forse, ormai, non è nemmeno più da considerarsi tale.
Sono molto sconfortata. E non ho una tv da maggio, per dire.

martedì, gennaio 29, 2008

Ch-Ch-Change

Nella campagna elettorale statunitense la parola d'ordine è senza dubbio change.
E, ovviamente qualcuno li prende in giro.
Il tipo di presa in giro è forse facilmente intuibile: YouTube, candidati che dicono la fatidica parola e...




...David Bowie, ovvio!

Just - a parody

Mark Ronson fa una cover - tra le varie: Version, il suo album, è fatto di cover - di Just dei Radiohead. E fa un simpatico video-parodia (anche se la faccia di Thom Yorke non si eguaglia facendo smorfie - eh eh):



(via Weekendance Tumblr)


Update: Sono genuinamente stonata. Non solo avevo già sentito questa cover ma avevo già visto e apprezzato (e magari anche segnalato, vai a ricordare) anche l'altro video che è stato realizzato:

lunedì, gennaio 28, 2008

Tre cose imparate dalla campagna elettorale

Su uno dei blog di The New Republic Cass Sunstein* indica tre delle cose imparate fin ora nella campagna elettorale per le primarie USA:

1. La campagne elettorali negative funzionano bene ma ora, come non mai, l'elettorato sembra attratto da candidati che uniscono, invece di dividere (Sunstein usa "polarize"). Il successo di McCain, Obama e, per certi versi anche Huckabee, va visto in questa chiave.

2. Il nome Clinton continua a essere magnetico per alcuni elettori democratici (magico, per alcuni). La vittoria a sorpresa della senatrice in New Hampshire ha molto a che vedere con i ricordi della presidenza Clinton, e alcuni sono addirittura entusiasti all'idea.

3. La questione razziale è molto meno importante di quanto previsto. Quando Obama ha annunciato la sua candidatura molti si sono concentrati sul quel poco che sapevano di lui, il colore della pelle. I commentatori pensavano sarebbe diventata una campagna basata sulla razza. C'è stato qualche tentativo nelle ultime settimane, da parte dei media, di capire il contesto in quella chiave (si pensi alla candidatura di Jesse Jackson nel 1984 and 1988).
Non ha funzionato per due motivi: l'attuale candidato e l'attuale elettorato.



*in Republic.com Sunstein parlava del blog e di alcune sue dinamiche senza pronunciare la parola blog. Per svariate pagine mi sono chiesta perchè non usasse mai la parola blog. Poi mi è venuto un dubbio e ho controllato. L'anno di pubblicazione era il 2001.

sabato, gennaio 26, 2008

Processioni alfabatiche (aka L'angolo della linguistica assistita)

Marcello e la sua esplorazione della lingua tedesca:
Processioni alfabetiche: così Mark Twain definiva la nozione di parola nella cultura tedesca. Veri e propri tour de force linguistici a suon di parole composte, che rivelano in profondità l'enorme amore che la cultura germanica riversa per questo elemento che molto spesso trascuriamo: la nomenclatura. Non a caso la Gesellschaft für die deutsche Sprache, ovvero l'istituto che si occupa della lingua tedesca (la versione crucca dell'italica Accademia della Crusca) dal 1971 sceglie la parola dell'anno, ovvero il neologismo che, per interesse linguistico, storico o sociale, ha impresso la propria impronta.

D'altronde, se una lingua distingue la sistemazione di un libro coricato o per lungo (hinstellen e hinlegen), un motivo ci sarà...Deutsche Sprache, schwere Sprache.


Non so voi, ma a me questa cosa del libro ha fatto una certa impressione...

mercoledì, gennaio 23, 2008

Into the Giovane Cinefilo's review. Wild.

Christopher McCandless è ritratto con quest'aura profetica che cozza un sistema di valori per cui non si può santificare un fighetto incosciente che lascia dietro di sé un ingiustificato strascico di dolore, quando se davvero il suo problema era raggiungere una risposta, e se quella lì era la risposta, oh, vogliamo proprio dirla tutta, bastava che mi faceva una telefonata e glielo dicevo io, gli dicevo "leggi meglio, oh idiota, la risposta è a pagina 42" vedi che hai dei preconcetti zitto ma il Cinema non ha nulla a che fare con queste cose ho detto zitto, e ho detto pure che ha contribuito, non che è tutto qui [...]

Al Giovane Cinefilo non è piaciuto Into the wild, l'ultimo film di Sean Penn.
E via flusso di coscienza lo racconta anche a te, sì, a te che sicuramente avrai da ridire.

N.B. le frasi in corsivo vanno lette imitando la voce di Paola Perego

martedì, gennaio 22, 2008

Il delitto ceppalonico (guest post)

(negli ultimi giorni ho scoperto che il terrorismo psicologico, l'intimidazione e/o l'insistenza sono buone armi per ottenere risultati. Niente di consistente, sia chiaro. Però, almeno un paio di trascurabili cosette sì. E il post dalla fonte occulta, certo. Scritto con la pancia, mi è stato detto)

Come ogni buon delitto che si rispetti, c'è bisogno di un esecutore materiale, troppo spesso il primo idiota che passa, cui probabilmente il mandante tesserà lodi ed encomi al suo acume. C'è bisogno di un mandante occulto, che, volto coperto o no, o determina il delitto oppure semplicemente lascia fare. C'è bisogno anche di chi venda l'arma e i proiettili: quando andranno da costui ad accusarlo, si dichiarerà ignaro, innocente e dispiaciuto.

E' una piccola metafora, questa, per descrivere in poche parole la situazione attuale del governo italiano in carica, ormai prossimo alla crisi.

C'è voluto bisogno di qualche proiettile anticarro forgiato dalla pacifica Sinistra, che tanto poco ha imparato negli anni di opposizione: bisogna avere un po' di cultura delle istituzioni, bisogna comprendere la ragione di Stato, che, se tanto male ha fatto in passato all'Italia, ciò non vuol dire che non la si possa comprendere in una nuova versione che probabilmente un popolo di sinistra avrebbe potuto interpretare al meglio.

E così le continua stilettate, le continue risse verbali, anche se non producevano risultato alcuno nel Consiglio dei Ministri, spesso compatto attorno al premier, hanno alzato un polverone su giornali, blog, televisioni, molto spesso veicolato da una errata concezione di una famosa frase morettiana. Dire qualcosa di sinistra, spesso, poteva essere veicolato ad una maggiore espressione di tolleranza e di comprensione, di apertura al dialogo che, spiace dirlo, la sinistra italiana al giorno d'oggi non offre. E se le bande rosse si uniscono alle bande insipide di fenomeni mediatici e virtuali, le bande grigie di chi tira in piazza la gente senza uno straccio d'idea e senza la minima concezione sulla realizzazione di una ipotesi di proposta, allora la sbobba che viene propinata è buona solo per riempire il proiettile.

Tutto a vantaggio del mandante. Visto isolato l'obbiettivo, il mandante lascia fare. E' troppo preoccupato di discutere con l'avversario, per rendersi conto che certe volte il proprio futuro politico, soprattutto se non è in linea coerente con ciò che si è precedentemente promesso, va lasciato in secondo piano rispetto alla realizzazione di un esperimento politico importante, come è stata l'Unione. E così, la poltrona val bene un delitto, caro sindaco, e il buon Walter, pur senza deleghe governative ha il placet per discutere di legge elettorale e di sostegni invisibili o visibili ad una o ad un'altra opzione di governo. Fatto sta che quando la proposta viene accettata da tutti (Vassallum con qualche modifica per i partitini), ecco che arriva la telefonata all'esecutore. Tutto è pronto.

L'esecutore lo conosciamo tutti. Viene dalla Campania, moglie presidente del consiglio regionale campano, figli ben avviati in carriera, un giornale dalle ampie sovvenzioni pubbliche che vende solo ai parenti dei redattori ed un ministro della Giustizia senza infamia e senza lode. Mastella non é stato affatto il peggior ministro che la storia della Repubblica Italiana ricordi. C'è stata gente ben peggiore, come Castelli ad esempio. Eppure basta la solidarietà di Berlusconi (“Umana e politica”), basta accusare il mandante occulto, basta attendere tre giorni perché tutto sia compiuto e poi lo sparo arriva. Il mandante compie il suo delitto. O no? Lo sparo arriva, la ferita è profonda. Eppure la vittima non ne ha abbastanza, vuole vedere l'assassino negli occhi ed è qui che si scopre l'inconsistenza dell'esecutore. Tutto l'acume promesso evapora, tutto svanisce, il castello di carte crolla ed ogni pezzo va al suo posto. Comprendere il mandante, chi ha armato la mano, chi guadagna da questo delitto: tutto è compreso dalla vittima. E il buon Romano decide di morire a modo suo, decide con un ultimo strappo di fare la conta davanti a tutti di chi gli é stato amico e di chi l'ha tradito.


Cui prodest? A chi giova?

Veltroni ha annunciato che il PD correrà da solo, e ha invitato Berlusconi a fare lo stesso.
Berlusconi ripete da tempo che non vede un governo istituzionale, bisogna fare subito le elezioni.
Giovanni Russo Spena, capogruppo PRC al Senato, annuncia che la Cosa Rossa (senza nome, né caratteri) correrà da sola.
Casini, giorni fa (il lungimirante Pierferdi), ha annunciato che la bozza Berlusconi & Veltroni (inutile chiamarla altrimenti) gli sta bene, lasciando Fini da solo.
Stamattina, Fini annuncia che se si dovesse andare ad elezioni anticipate, con questa legge elettorale, c'è un solo candidato per il centro – destra, l'unico possibile: Berlusconi.

Alle prossime elezioni, PD da solo, Cosa Rossa da sola, CDL compatta.

Montanelli diceva che per combattere il virus Berlusconi, bisogna assumerne gli anticorpi, bisogna provarlo, prima di poterne comprendere la pericolosità. Forse a noi interessa sapere di più se Sarkozy si sposa la Bruni o se Chavez si è fatto la Campbell.


Non abbiamo capito ancora niente.

Dialoghi con la fonte occulta di analisi politiche (preview)

(eh, preview, chè forse ho convinto il soggetto in questione a scrivermi un post)

A: Ma tu cosa ne pensi della crisi di governo, Mastella&co.?

Y: Che, come ogni buon delitto che si rispetti, c'è un esecutore materiale ed un mandante occulto (neanche tanto), più qualcuno che ha venduto le armi per farlo.

venerdì, gennaio 18, 2008

Almanacco del giorno

(o anche: quello che fanno oggi alcuni miei amici. Altrove, uffa!)

Oggi, 18 gennaio:
  • c'è la Science Blogging Conference in quel di Chapel Hill, North Carolina
  • alle 15 a Bologna Kekkoz e altri cineblogger che vorrei conoscere (e non conoscerò, almeno per questa volta) parleranno di "blog di cinema". Insomma, di cineblog. Fate delle foto, filmateli ecc. Possibilmente, mentre state manifestando fanatismo nei loro confronti.
  • Susan e LaLui partono per New York e Boston (aaaaahhh!!)

giovedì, gennaio 17, 2008

Conferenza stampa (straniamento da)

La conferenza stampa è cominciata con un po' di ritardo.

Nel frattempo l'anchorman di Rai News 24 faceva dell'ironia (faceva anche un po' il simpatico, a dirla tutta) sul fatto che Mastella, nella sua teatralità, avesse convocato la conferenza stampa proprio a Benevento – e in una stanza non adattissima come spazio – obbligando i giornalisti a questa trasferta.

Il non più ministro della Giustizia ha fatto le sue dichiarazioni nel più prevedibile - e teatrale, in effetti - dei modi (notevole il “Sono come la Repubblica di Venezia. Serenissimo.”. Risate da noi che assistevamo), coprendo, oltre alla sua vicenda, tutti i campi del notiziabile: dalla mancata visita del Papa alla Sapienza ai rifiuti. A un certo punto ho temuto che si lanciasse nella spiegazione della ricetta della pastiera o che desse la sua interpretazione sull'eventuale matrimonio tra la Bruni e Sarkozy.

Invece a un certo punto si è messo a fare una tiritera sull'immigrazione, sulla storia di quando era giovane ed è andato in viaggio premio negli USA e ha conosciuto sua moglie e... (siamo i tuoi nipoti, Mastella? No, non direi). Insomma sul momento "melodramma andante", constatato l'esaurirsi del pacco di crostini, ho lasciato perdere la conferenza stampa.

Alla fine sembravano passate tre ore, e invece era una sola. Anni, sono sembrati (mi sono quasi sentita più matura alla fine di tutto).

Per tutto il resto della giornata ci ho ripensato cercando una parola per definire la sensazione di aver passato tre quarti d'ora ad ascoltare una serie di dichiarazioni ampiamente prevedibili per motivi che tutt'ora mi sfuggono.

Vorrei dire che è stato per i crostini, per il divano comodo, vorrei dire che è stato per la curiosità di sentire quel che diceva. E in qualche modo era così, ma forse più ancora mi interessava la maniera in cui l'avrebbe detto.
E poi, forse più ancora, per quella strana sensazione di pseudocompiacimento che, irrazionalmente, a volte si prova davanti alla deriva.

Insomma, ero su un divano, davanti alla tv a sgranocchiare crostini, come davanti alla puntata di un telefilm ben caratterizzato, totalmente verosimile e grottesco.

Ah, ecco, ho trovato la parola.


lunedì, gennaio 14, 2008

CopyCamp: la redazione incontra i citizen journalist

David Cohn lo dice da un po': basta “evangelizzare”, basta provare a convincere le redazioni che il cambiamento è importante...cominciamo a mettere le cose in pratica e a mostrarlo, il cambiamento!

E così, partendo dal principio che provare costa meno che decidere se farlo (e meglio: “Trying stuff is cheaper than deciding whether to try it”), David e Noel Hidalgo hanno ideato CopyCamp.us, una non-conferenza per far incontrare giornalisti e citizen journalist e imparare a vicenda.


Copycamp.us will spread unconferences to journalism by organizing newspaper unconferences, so professional and citizen journalists can meet on neutral ground, face-to-face and build working relationships. It will turn the newsroom into a community center, so news outlets can work with their audiences to tackle community issues.

Il lungo post di David in cui viene spiegato CopyCamp.Us merita una lettura, anche perchè David è un giornalista che ha belle idee e ci crede davvero (non a caso ha accettato di lavorare gratuitamente come editor-in-chief di Broowaha, un network di citizen journalism).

Quando leggo di queste proposte (e alcune le ho viste mettere in pratica mentre ero negli Stati Uniti) le fasi di reazione sono sempre:

  1. stupore per l'idea ("Wow!!" nelle sue varie declinazioni)
  2. il più classico degli scetticismi ("Funzionerà?")
  3. l'incredulità ("Ma qualcuno lo farà davvero?")
  4. lo stupore per l'idea/2 ("Qualcuno lo fa davvero!!")
  5. il più classico degli scetticismi/2 ("In Italia non lo farà mai nessuno...")

Ecco, a questo giro, il punto 4 è coperto dal San Josè Mercury News che ad aprile farà il primo CopyCamp, nell'ambito del processo di rinnovamento che stanno affrontando.

It is a chance for bloggers to share constructive criticism and ideas with their paper and for the paper to respond back in kind by sharing their experiences in daily reporting on the community. This will put newspapers back in a relationship of educating and establishing community identity.

Intanto il wiki di CopyCamp è qui. Chissà che non arriviamo a un punto 6, eh... ;-)

N.B. la definizione "MeetUp on steroids" è spettacolare (poi David spiega, eh: "an unconference is like a "meetup" but with a stronger sense of purpose and a more structured/longer time commitment". Però mi ha fatto proprio ridere!)

Ninety Nights (and one more)



Qualche anno fa, una notte d'estate, un viaggio avventuroso (spesso sconfinato nel rischioso), un caldo torrido e il concerto dei REM.
Quella sera fu una pausa da un periodo che non so più nemmeno se definire drammatico o triste, ma comunque, in qualche modo, terrificante. Una di quelle rare volte in cui riesci a metter fuori dalla porta tutto quello che ti schiaccia e ti godi il momento, magico e intenso, contro ogni previsione.

Ecco, era per dire: di qui al 28 marzo NinetyNights, frammenti del prossimo album dei REM.


(via Wittgenstein - grazie, ci voleva)

Precisazioni

S: puntigliosa non è altro che la versione cattiva di precisa.
e rode ai non precisi
:)
A: puntigliosa è quello che ti dicono quando sei precisa e hai ragione e non vogliono ammetterlo :P


A distanza di una settimana da questo post...devo proprio dire quante persone mi prendono in giro chiedendomi se posso controllare la loro pronuncia o se posso realizzare un podcast con la mia?
(e variazioni sul tema, certo)

Just a reminder, folks!



Questo mi serve per completare una conversazione avuta durante le vacanze di Natale. Proprio preciso.

(via tumblr di Bru - oh, che bello, volevo proprio invertire sta tendenza "dal blog al tumblr"! :-P)

martedì, gennaio 08, 2008

New Hampshire (come si pronuncia)

Dopo aver sentito pronunciare "New Hampshire" all'incirca in tutti i modi possibili, oltre a quelli improbabili, ho pensato di dare il mio contributo alla causa (quale? mah...) chiedendo delucidazioni al mio amico John. Che è del New Hampshire.

La risposta è stata:
1) New: come si pronuncia
2) Hamp: come si pronuncia "camp"
3) shire: in questa regione e nella maggior parte del paese in generale, [la parte finale] si pronuncia come "her".

Nota: "i vecchi inglesi pronunciano l'ultima parte come "fire", però non è giusto in inglese americano contemporaneo".

(sì, devo fare la perfezionista per cose palesemente inutili)

sabato, dicembre 22, 2007

Natale, eh.

In questi tempi di poca voglia di parlare e scrivere, nel primo dicembre in cui mi son ritrovata inaspettatamente priva di spirito natalizio, alla fine di questo autunno difficile per me e non solo per me, noto con un certo sollievo che certi pezzi stanno andando a posto per conto loro, che agitarsi è spesso inutile e che la barca...vabbè, lasciamola andare, tanto il mare è piuttosto tranquillo.


(O Holy night, Studio 60 on the Sunset Strip - perchè sono una persona priva di fantasia)

Tra quattro ore prendo il treno per casa dove, grazie all'ineffabile Telecom, so già che sarò senza uno straccio di connessione almeno per una settimana. A dirla tutta, non sono nemmeno sicura che sia proprio un male.
Insomma, io e la Rete ci prendiamo una pausa natalizia. Il poco tecnologico telefono invece resta con me, e rispondo anche alle telefonate (non ho più nemmeno la voce da trans dovuta a tosse e mal di gola, il che è positivo, direi).

Per bilanci di quest'anno grandioso o ameni racconti di questa nuova vita romana ci si rivede a fine mese o nell'anno nuovo, tanto mica c'è fretta.
Intanto vi lascio con un po' di regalini sparsi:

Per tutti un mare di auguri, privi di fantasia o di parole toccanti, ma sentiti.
Auguri di Natale, se ci credete o almeno vi piace il periodo. E se siete un po' Grinch, beh, almeno provate a trarne fuori il meglio, a fermarvi un poco, a godervi il momento. Insomma, non rompete! ;-)

Ora vado a perdere tempo a caso, in modo da finire la valigia all'ultimo minuto e arrivare in stazione trafelata. Certe cose non cambiano, si sappia.

Buon Natale a tutti!

martedì, dicembre 18, 2007

Coney Island State of Mind (e le foto delle finte miniature)


Coney Island of the Mind, originally uploaded by Manzari.

Guardando le foto di uno dei miei contatti su Flickr sono arrivata a questa immagine di Coney Island e dopo aver pensato che era una miniatura fatta benissimo (chi ha visto la settima serie di CSI ha pensato come me: "Miniature killer, miniature killer"?) mi è venuta la curiosità di conoscere il significato della parola tilt-shift, che avevo trovato nella stessa pagina.

E così ho scoperto che Tilt-Shift miniature faking è un'espressione che indica una particolare tecnica fotografica che fa in modo che una foto di un paesaggio reale sembri ritrarre una miniatura:

"By distorting the focus of the photo, the artist simulates the shallow depth of field normally encountered with macro lenses making the scene seem much smaller than it actually is. Many miniature faked photographs are taken from a high angle to further simulate the effect of looking down on a miniature. Objects oriented horizontally [...] make better subjects for tilt-shift miniature faking than vertically oriented objects."

Insomma, queste foto, di cui segnalo un gruppo su Flickr (io adoro questa degli Champs-Elysées), a quanto pare...sono proprio vere!!

venerdì, dicembre 14, 2007

In tempi di grossa grisi

In tempi di grossa grisi (cit.) sapere quel che è necessario non serve, prendere le decisioni giuste non basta e dà tanta consolazione che uno pensa che quasi quasi tanto valeva prenderle sbagliate.

In tempi di grossa grisi servirebbe che i polmoni fossero un po' più grandi del solito per prendere aria, tirare il fiato.

Servirebbe sentirsi dire delle cose piuttosto semplici, quasi banali, prendersi il tempo per guardare attraverso quel vetro che separa la giusta decisione dalla corrispondente azione, guardare il cielo e vedere che a un certo punto diventa limpido, qualunque sia la latitudine.

I tempi di grossa grisi finiscono, a un certo punto, che sembra sempre troppo lontano.
E però finiscono.

martedì, dicembre 11, 2007

Labyrinth Books, la libreria sotto casa.

Una delle cose che più mi piacevano del posto in cui ho vissuto questa estate era avere finalmente una libreria a due porte da casa mia, che per una dipendente dalla carta stampata è come avere il paradiso sotto casa. O lo spacciatore, fate voi.

La Labyrinth Books era aperta fino alle dieci di sera nei giorni feriali e fino alle otto in quelli festivi e aveva libri di ogni genere, inclusi quelli usati (tenuti benissimo e a prezzi ridicoli!), riviste varie più quelle della Columbia University, che era proprio lì accanto.

Quando ho fatto la tessera (non scrivo di quanto è stata la prima spesa solo perchè il blog lo leggono pure i miei genitori e loro erano i finanziatori più o meno consapevoli ;-)) mi sono iscritta alla loro newsletter. Oltre agli annunci di sconti, eventi e varie iniziative, ho particolarmente apprezzato la mail in cui hanno spiegato alcuni cambiamenti avvenuti:

To all members of our community,

Having negotiated our independence and dissolved the partnership that founded Labyrinth Books on 112th St, we have changed our name to Book Culture. The outward indications of this change will appear one by one in an effort to make a gradual transition. I and all the staff here are extremely proud and happy to be 100% local and 100% independent.

Our commitment to being a great academic bookstore is still paramount to our mission. We’re going to try even harder to be the most interesting, complete and valuable bookstore possible, while trying to be more of a neighborhood store as well, carrying more magazines, mass market titles, and travel guides; generally becoming a more attractive and comfortable place to browse and visit.

If you haven’t been by in a while, do come in for a visit. And please feel free to spread the word about our newfound identity and independence.



Nella mail seguiva poi tutta la storia della libreria e dei proprietari e le motivazioni e le circostanze dei vari cambiamenti. Anche se ho vissuto in quel quartiere solo per pochi mesi conoscere la storia di un posto tra i miei preferiti è qualcosa che mi ci ha fatto legare un po' di più ed è uno dei motivi per cui continuo a leggere la newsletter da cima a fondo anche se non è più la libreria sotto casa.

Nel mio piccolo (mio e di Sex and the City)

Ecco, non è niente di importante però il trailer del film di Sex and the city io l'avevo messo qui venerdi, prendendolo da YouTube, da un account che mi sembra ragionevolmente "ufficiale" e legato al film - non ne sono sicura e non è importante.
Repubblica lo mette online oggi e insomma, non è che ci sia tutta 'sta qualità di visione, eh.

Ora, per carità, l'oggetto non è fondamentale (anche se sulle homepage dei quotidiani nazionali ne vedo parecchie di cose molto meno che fondamentali), però, per dire, avrebbe anche un seguito anche qui, dato che ormai la serie tv è diventata un cult.

Insomma, la riflessione è "laterale"...e mi serve da scusa per dire che mi sa che tocca organizzare la gita a New York a fine maggio! ;-)

venerdì, dicembre 07, 2007

SATC - the movie trailer (ebbene sì)

Dedicato alle coinquiline e, naturalmente a Gloria:



...che poi, dico io, un viaggio "New York - un anno dopo" possiamo anche farlo, vero, Glo? ;-)

Il nuovo Apple Store


down the stairs, originally uploaded by gothamistllc.

Sì, li prendo sempre in giro, certi appassionati di Apple.
E allora oggi una manciata di foto del nuovo Apple Store che apre tra poche ore a NYC, nel Meatpacking district.

(via the Gothamist)

p.s. sì, poi però piantatela di definirvi "melomani", eh... :D

sabato, dicembre 01, 2007

Umberto Eco sul New York Times magazine

(a proposito del suo ultimo libro)

[...]

So why would any country besides Italy be at risk of having the media takeover you describe? One of the reasons why foreigners are so interested in the Italian case is that Italy was in the last century a laboratory. It started with the Futurists. Their manifesto was in 1909. Then fascism — it was tested in the Italian laboratory and then it migrated to Spain, to the Balkans, to Germany.

Are you saying that Germany got the idea of fascism from Italy? Oh, certainly. According to what the historians say, it is so.

Maybe just the Italian historians. If you don’t like it, don’t tell it. I am indifferent.

You’re saying that Italy was a trendsetter in both fashion — or art — and fascism? Yes, O.K., why not?


(ovviamente la vera notizia è più sotto, quando l'intervistatrice fa riferimento al dipartimento di Comunicazione di Bologna ed Eco le dice di essere appena andato in pensione ;-) )


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venerdì, novembre 30, 2007

In the mood


Thoth, originally uploaded by Goggla.

martedì, novembre 27, 2007

Ségolène Royal e il futuro dei socialisti francesi

Interessante intervista di Marc Lazar pubblicata su l'Occidentale: i principali argomenti sono Ségolène Royal e il futuro del partito socialista francese.

Ne riporto un brano:

"...lei ha vinto grazie al suo rapporto con l'opinione pubblica attraverso i sondaggi. Il PS, come gli altri partiti, è molto legato alla trasformazione della democrazia che, in Francia come molti altri paesi, sta evolvendo verso la democrazia del pubblico. Royal ha avuto la capacità di vincere all'interno del suo partito grazie a questo rapporto col pubblico contro avversari a volte sicuramente più competenti di lei e soprattutto più navigati in quanto dirigenti del PS, come Fabius e Strauss-Kahn.

Un secondo elemento di novità è il fatto che Royal ha cercato di inventare altre cose all'interno del Partito socialista: ha voluto allargare i confini del partito organizzando forme di dibattito con la gente che prefigurano una sorta di democrazia partecipativa. Si può discutere il contenuto di questa democrazia partecipativa, ma la candidata socialista cercava in tal modo di rispondere alla crisi della democrazia che è molto forte in Francia come in Italia. "


Sugli esiti della strategia di Royal, Lazar dice una cosa interessante che avevo già sentito dire da un amico francese qualche mese fa (e che ho provato a sintetizzare):
"...si è presentata a questi forum come espressione della gente. Questa è la principale differenza con Sarkozy, che si è presentato dicendo “io ho soluzioni, faccio un’offerta chiara a voi che ne avete bisogno, io mi presento come l'attore politico per eccellenza”; al contrario lei si è presentata dicendo “non ho soluzioni, vi ascolto”. Entrambi gli atteggiamenti sono un po' demagogici, ma quello di Segolène si è rivelato fallimentare."
Insomma, quello che Jill Walker aveva felicemente definito "wikipedia politician" non ha pagato.


L'intervista a Lazar è piuttosto interessante, vorrei davvero saperne di più per poter fare una lettura più consapevole e magari anche critica (nel frattempo conterò sui commenti e sul mio "studioso politico" di riferimento - che però un blog non lo apre, accidenti a lui).

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Twitter & CSI

Me lo avevano accennato recentemente (a proposito, non ricordo chi) e oggi ne leggo anche sul blog ufficiale: Twitter fa la sua comparsa in una recente puntata di CSI e, a quanto pare, ha anche un ruolo nello svolgimento delle indagini...di quale entità si capirà guardando la puntata, sono curiosa!

Cose del genere sono un po' uno "sdoganamento" della popolarità dell'applicazione.




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martedì, novembre 20, 2007

Politicamente Scorretto+Libera in diretta web

Politicamente scorretto è una manifestazione fatta di incontri, mostre e dibattiti, il cui obiettivo è "permettere lo scambio libero e democratico di opinioni ed interpretazioni sui cosiddetti “misteri d’Italia” per rafforzare la memoria di quegli eventi e contribuire alla conoscenza da parte dei giovani della nostra storia più recente".

Negli anni si è parlato di Ustica, della strage di Bologna e di molti altri momenti oscuri della storia recente italiana.
Il 23-24-25 novembre si terrà a Casalecchio di Reno la terza edizione. Quest'anno Politicamente Scorretto collabora con l'associazione Libera con un focus speciale sulla mafia, il cui culmine sarà nella giornata finale della rassegna, il prossimo 25 novembre, con una lunga maratona radiofonica in diretta di tutti gli incontri che si terranno.
Inoltre le tre giornate della manifestazione saranno trasmesse in diretta video e vi invito a dare un'occhiata, perchè il programma è molto interessante.
La trasmissione si potrà ascoltare a Bologna sulle frequenze di Città del Capo – Radio Metropolitana, e in tutta Italia sul sito di Libera Radio, la web radio dell'associazione Libera.

Sto cercando di far girare la voce perchè mi sembra una gran bella iniziativa, seria e impegnata, di cui, come spesso accade, temo si parlerà poco, quindi nel mio piccolo vorrei fare il possibile.


N.B. Alcune delle persone a cui ho parlato dell'iniziativa mi hanno chiesto se per caso fossi coinvolta nell'organizzazione, dato che ho realizzato dei progetti per il Comune di Casalecchio (inclusi due barcamp). A parte la conoscenza e la stima verso chi lavora all'assessorato alla Cultura, preciso che sono completamente estranea all'organizzazione. Purtroppo, devo dire.

lunedì, novembre 19, 2007

Il candidato di Chuck Norris

Vi ricordate i Chuck Norris Facts e il blog italiano sullo stesso argomento?




Il repubblicano Mick Huckabee ha realizzato uno spot che usa "l'aura" di Norris...chiamando l'attore in causa, si capisce!
Il video è stato visto 120.000 volte nel primo giorno su YouTube e, pur non essendo brillantissimo, è un'idea simpatica...e magari anche notevole per un pastore battista, ex-governatore dell'Arkansas (qui i post sulla campagna di Huckabee scritti da Zephyr Teachout per TechPresident).

N.B. Huckabee è anche l'unico che ha già risposto a nove delle dieci domande di 10Questions, chissà se la strategia attiva in Rete premierà...

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giovedì, novembre 15, 2007

Social network: una raccolta di saggi (speciale JCMC)

Lo speciale dell'ultimo numero del Journal of computer-mediated communication è dedicato ai social network e ha tra i suoi editor Danah Boyd, autrice di uno degli articoli (ma io sono curiosa di leggere anche quello di Eszter Hargittai). Ecco l'elenco dei saggi:

A dire il vero, almeno a giudicare dai titoli, sembrano interessanti anche gli altri saggi, che spaziano dalla credibilità dei blog in contesto politico ai creative commons.
Buona lettura!

Soluzioni allo sciopero degli sceneggiatori in USA ;-)

pegobry: thinking a wiki could be a solution to the writers’ strike in the US. User generated content!

(Pascal Gobry)

mercoledì, novembre 14, 2007

10 Questions: end round 1

Oggi termina la prima fase di 10Questions. Alla fine della giornata odierna le dieci domande più votate saranno girate ai candidati che realizzeranno i loro video di risposta, a loro volta votati sempre su 10Questions (sul funzionamento del progetto ho scritto un approfondimento su SpinDoc). Qui l'intervista realizzata da Rocketboom a due dei creatori, Andrew Rasiej e Micah Sifry:




Due candidati, il repubblicano Ron Paul e il democratico John Edwards, hanno già annunciato che parteciperanno all'iniziativa.


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mercoledì, novembre 07, 2007

La contaminazione e la conversazione al Festival della scienza

L'idea di uno spazio di conversazione e contaminazione tra gli "scienziati" del festival della Scienza e i "blogger" (i nomi sono tra virgolette in quanto entrambi puramente esemplificativi) mi ha incuriosito sin dall'inizio.
Doverosa premessa è che molte delle persone coinvolte sono amiche, ma l'esperienza in sè è stata piacevolmente inaspettata e mi ha colpito troppo per non parlarne.

In realtà mi sono subito chiesta come la cosa sarebbe stata possibile: difficile persuadere accademici e scienziati di valore a confrontarsi con persone accomunate da...lla Rete?
Siamo portati a pensare che la ricerca sia piuttosto concentrata su se stessa e, in certi casi, paradossalmente poco aperta all'esterno, a settori che hanno meno "dignità scientifica".
Come si confronterà un titolato ricercatore con chi non ha analoghi titoli?


Ho trovato le risposte lo scorso venerdi a Genova, nella Loggia della Mercanzia, ospite dei blogger d'assalto e di Enrico, ottima guida della conversazione. Ho avuto il piacere di chiacchierare con Nicla Vassallo, docente di filosofia della conoscenza ed epistemologa, che ha alle spalle anche anni di studi in Gran Bretagna.
Devo dire che l'attitudine alla conversazione di Nicla ha fatto sì che non mi sentissi affatto intimidita, nonostante il suo curriculum impressionante.
Inoltre, parlando brevemente prima dell'incontro, ho scoperto che anche lei aveva scritto di comunicazione politica dalla sua prospettiva ed è stato un ottimo punto di partenza per un confronto sulla comunicazione politica, sul nuovo ruolo dei cittadini, sulle donne e il potere, quindi - inevitabilmente - sulla candidatura di Hillary Clinton. Il tutto davanti a un gruppo di persone attente e pronte a fare osservazioni interessanti, rilanciando e fornendo ulteriori spunti - anzi, se devo dire, avrei voluto sentire qualche opinione in più, anche tranchant e/o critica.

La formula è concepita in modo intelligente, dando uno spazio (in senso lato), senza troppi vincoli, e favorendo l'incontro di teste diverse (la mia mancanza di termini appropriati quando servirebbero è proverbiale) e sono contenta di leggere che il blog non chiuderà con questa edizione del Festival.

Il lavoro fatto dai blogger genovesi - e da chi li coordinava - è stato notevole ed è riuscito a farsi racconto di incontri e spettacoli del Festival, ma non solo. Per quanto mi riguarda è stato lo spunto per confronti genuini, idee nuove e progetti, forse.
In questi ultimi tempi, almeno per me, una vera boccata d'aria pulita.


giovedì, novembre 01, 2007

Le videodomande al candidato e la mobilitazione ai tempi della Rete

Il dibattito CNN/YouTube (ne ho parlato qui) ha segnato una svolta nei dibattiti elettorali perchè per la prima volta le domande sono state fatte dagli utenti di YouTube tramite video messi online sul sito.
E però gli utenti non erano contenti perchè le domande sono state scelte da CNN.
Così dall'iniziativa di un professore di fisica, David Colarusso, e da TechPresident è nato 10Questions, un sito che raccoglie i video con le domande ai candidati e permette agli stessi utenti di votarle. Nella seconda fase del progetto le domande più votate verranno girate ai candidati che potranno rispondere in video, venendo votati a loro volta.

Di 10 Questions e del rilievo che sta avendo ho scritto su Spindoc e non escludo di parlarne a Genova, anzi era proprio uno degli argomenti che avevo intenzione di trattare.
Qui faccio una piccola aggiunta che non ho potuto inserire nel pezzo perchè si è verificata "dopo".
Lunedi 29 c'è stato il dibattito MTV/MySpace con protagonista Barack Obama. La domanda più votata di 10Questions in quel momento, con tema la net neutrality, è stata posta al senatore durante il dibattito.
Ecco, quello che si è capito è che la domanda è stata la più votata a causa della mobilitazione di MoveOn.org, famoso sito attivista politico di sinistra.
MoveOn ha inviato una e-mail a tutta la propria nutrita (e politicamente impegnata) mailing list di circa 60.000 persone, chiedendo loro di visitare il sito e votare la domanda che uno dei loro membri aveva posto.
Il New York Times è stato piuttosto critico verso questo tipo di azione definendo populista il sito in questione e chiedendosi se questo meccanismo di mobilitazione di gruppi di attivisti sia effettivamente utile:

there’s a broader question here. This is pretty much called, in relatively new parlance, “smart-mobbing,” about the ways in which some advocacy groups can galvanize their online activists to swarm a particular site, a particular issue, to make it seem the most popular, or the most powerful issue of the moment. Is that the case with so-called net neutrality and this particular forum? Was that the foremost question on the MTV group’s minds or even on the minds of those inclined to click on 10Questions otherwise?

Quello che penso è che invece è proprio questo uno dei meccanismi che era prevedibile venissero messi in atto e che non c'è proprio niente di male: it's grassroots activism, baby!

Joshua Levy, editor di TechPresident, ha risposto all'articolo del NYT. Ne riassumo i punti salienti, consigliando di leggere tutto il post:

1. Nel weekend che ha preceduto il dibattito 10Questions ha avuto un enorme incremento di visite, 17.000. I voti al video sono stati circa 5.000: MoveOn ha sicuramente spinto molte persone a vedere il sito ma non tutti hanno votato il video in questione. Inoltre anche altre domande molto votate hanno goduto dell'appoggio di gruppi attivisti, nella fattispecie il Marijuana Policy Project e l'Electronic Frontier Foundation.

2. Il Times ha insinuato che questa mobilitazione non fosse genuino attivismo. Beh, allora quale lo è, se non questo? Nemmeno i siti conservatori lo mettono in dubbio, invitando piuttosto i propri sostenitori a rispondere con altrettanta efficacia.

3. La net neutrality è un tema trasversale. C'erano diversi temi "schierati" che avrebbero potuto spingere, invece i membri di MoveOn hanno cercato di far discutere un tema che sta a cuore a molti.

4. Sulla preoccupazione del Times che questa massiccia partecipazione di gruppi escluda quella del singolo individuo ecco direttamente le parole di Josh: "Our response is that individuals are alive and well on 10Questions; they are busy voting videos up and down, posting their own questions, and giving freedom to the community of users to build consensus. Over time, the influence of MoveOn and similar groups will be balanced out by the participation of ideological opponents and of thousands of individuals thirsting for a more meaningful way to connect with the political process."

http e QuiFree

Tony Siino mi ha intervistato per http, il programma radiofonico che conduce su Radio Time.

Ho parlato delle esperienze di Greensboro (a proposito, anche quest'anno Converge South è stato un successo), di giornalismo collaborativo, citando Assignment Zero, e del fatto che la contrapposizione tra blogger e giornalisti, beh, non mi pare abbia molto senso.

L'intervista risale a qualche settimana fa ma di analoghi argomenti ho parlato a QuiFree, spazio legato ai liberi saperi all'interno del Festival della Creatività di Firenze, a cui ho preso parte lo scorso sabato.
In questi giorni ne scriverò sicuramente, intanto ecco il video dell'incontro "Il Giornalismo nell'era della Rete, saperi liberi e privacy".
Se qualcuno avesse tempo e voglia di ascoltare un po' mi farebbe piacere avere delle opinioni a riguardo.