martedì, giugno 19, 2007

Il segreto del suo successo... (alcune considerazioni sulla diffusione di Facebook)

La potenza di Facebook e' data pero' non dal fatto che sia un'applicazione (le applicazioni ce le "installi" dentro), bensi' dal fatto che sia un "Framework", con API ben documentate, dove chiunque (o quasi) e' in grado di sviluppare un'applicazione per integrare in Facebook il proprio sito.
E gli utenti (di Facebook sono in aumento, e si passano le informazioni (e anche se non se le passano, i loro "amici" vedono cosa questi seguono ed installano, e almeno una prova con le applicazioni la fanno).


DelyMyth fa un'analisi di Facebook che secondo me può avere un certo valore solo ora, dove con "ora" intendo proprio le ultime due o tre settimane, da quando è iniziato lo sviluppo delle applicazioni in maniera massiccia.

Prima di allora Facebook era un social network di grande successo negli USA (credo risalga a febbraio 2004, ma potrei sbagliarmi), che ha visto la sua prima grande diffusione nell'ambiente per cui era stato creato, i college americani.
Poi l'estensione agli studenti delle superiori e agli ambienti di lavoro (ogni college ha un suo network con una serie di limitazioni per la privacy), infine l'apertura a tutti e la creazione di network locali per varie città statunitensi e per le singole nazioni.
Unica eccezione il Regno Unito, dove si è verificata una vera e propria esplosione di adesioni e dove ci sono network anche per le singole università inglesi.


[Sottolineo che, sebbene praticamente sconosciuto in Italia, Facebook ha un enorme successo da molto tempo. Questo perchè non si pensi che il boom si sta verificando ora, grazie allo sviluppo di applicazioni. Anzi, il suo valore in un mercato importante come gli USA è tale che da vari mesi girano ciclicamente voci di un possibile acquisto da parte di Yahoo. Le cifre crescono progressivamente. Chissà se alla fine...]


Come ho già avuto modo di scrivere, negli ultimi due anni ho usato Facebook per tenermi in contatto con i miei amici americani conosciuti quando ho trascorso un semestre al Vassar College.
Mi sono sempre chiesta come mai un social network del genere, molto completo, forse quello che meglio riesce a raggrupparne altri (anche grazie al recente sviluppo delle API, ma non solo), non avesse mai sfondato qui.
Probabilmente, come è la norma per i SN, perchè non c'era massa critica* ed è difficile creare massa critica per qualcosa che non si proietta "di suo" al di fuori dei confini nazionali.
Probabilmente serviva qualcosa per dare l'avvio alla diffusione di FB in altre nazioni che non hanno una vita universitaria legata a un ambiente unico quali i college di stampo anglosassone.
Forse lo sviluppo delle applicazioni, la loro disponibilità e la facilità di diffusione (la funzione con cui si possono mostrare agli amici del proprio network) potrebbero avere questa funzione.
Se così fosse - e non è affatto garantito - la diffusione sarebbe "demograficamente"(e non solo) differente dal contesto di origine, e questo sarebbe un dato significativo, anche alla luce dell'uso che eventualmente verrà fatto di Facebook.




*Paolo Valdemarin ha parlato di FB qualche mese fa e ho commentato qualcosa del genere

1 commento:

Mawriter ha detto...

beh, direi che quindi sono arrivata al momento giusto...