lunedì, luglio 09, 2007

08/07/07

Spesso e volentieri, a maggior ragione da quando sono qui, mi viene in mente che potrei scrivere delle cose e alla fine non lo faccio o perchè mi sembrano sconclusionate o troppo personali/introspettive o perchè il tempo è poco e le cose troppe e la concentrazioni richiede che attenui almeno un poco il mio consueto multitasking selvaggio.
E allora oggi invece voglio provare a metterle insieme queste sensazioni sconnesse, magari solo perchè la giornata è stata bella e l'ho trascorsa con delle persone con cui sto bene, forse perchè andare a sentire musica jazz la domenica sera sta diventando una bella abitudine che mi mancherà da matti.

Stasera spiegavo a un amico alcune cose della mia esperienza col blog e tutto quello che c'è intorno e, circoscrivendo il discorso al versante personale, di quanto mi abbia arricchito e fatto conoscere persone, mondi.
E, in qualche modo, mi permetta di guardarmi e permetta a chi mi conosce di guardarmi, anche a distanza, riconoscendomi. Una delle cose che mi hanno fatto più piacere è stata sentirmi dire da persone che frequento quotidianamente che leggendomi sembrava di sentire la mia voce, che ero io, a frammenti.

E quindi voglio tenerla qui, questa serata normale e speciale, di testa tra le nuvole, di musei, Central Park, del concerto jazz a Brooklyn, delle chiacchierate che sembrano infinite, delle cose straordinarie che sembrano abitudine.
Magari solo per egoismo, solo perchè magari tra un po' riguarderò queste cose che ho scritto e vorrò vederla a parole, la sensazione di tornare a casa contenta, senza la minima idea di che ore siano (nemmeno troppo tardi, a dirla tutta), a pensare che sto facendo le cose che volevo a modo mio e quelle altre cose che non vanno come io le avevo in mente - non son sicura ma è quasi meglio così...

1 commento:

ivana ha detto...

Ciao Anto! ogni tanto passo a leggerti, ed è vero ke sembra di sentire la tua voce ke narra tutto ciò ke scrivi... ed è bellissimo!
ti abbraccio