giovedì, marzo 26, 2009

Politicamente Scorretto il 29 marzo a Bologna (e sul web)



Ho già scritto di Politicamente Scorretto, una rassegna promossa dal Comune di Casalecchio di Reno - Bologna (con cui ho collaborato per diversi anni) che si concentra in particolare sulla lotta alle mafie.
Anche quest'anno la rassegna si svolgerà a fine novembre ma in più ci sarà un'anticipazione il prossimo 29 marzo con una giornata dal titolo "L'etica libera la bellezza", in gemellaggio con la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa dall’associazione Libera di don Ciotti a Napoli.

Per tutta la giornata di domenica 29 ci saranno cerimonie, proiezioni, performances artistiche, reading, laboratori didattici per i più piccoli, esposizioni. Tutto sarà trasmesso in diretta sul sito di Politicamente Scorretto.
Trovate qui il programma....e se foste in zona e vi andasse di assistere di persona ecco le indicazioni per raggiungere la sede dell'evento.

mercoledì, marzo 25, 2009

Media literacy a scuola elementare

Dal prossimo giovedì inizierò un progetto lavorativo in una scuola elementare di Andria. Si tratta di un corso di scrittura per la Rete e della creazione di un blog di classe.

La media literacy è un tema che mi ha sempre appassionato sia in teoria che in pratica, a partire dalla mia tesi di laurea. Ho tenuto corsi a studenti delle superiori e a persone adulte, e sono davvero curiosa di fare un'esperienza del genere con bambini tanto piccoli (venti bambini di quinta elementare).

Proverò anche a raccontare le attività che svolgerò, sia qui che sul blog di Micromacchina.
Sicuramente farò tesoro dell'esperienza di Alessandra e, ovviamente, di chi mi vorrà dare consigli.
Domani sarà il mio primo giorno...di scuola, sarà interessante!

mercoledì, marzo 18, 2009

Il giornalismo finanziato dagli utenti: Spot Us da San Francisco...in poi!

Spot us è un progetto non profit che si propone di aiutare i giornalisti a trovare fondi per i propri articoli attraverso contributi di piccola entità da parte dei cittadini. Nel corso di questi mesi Spot us è riuscito a finanziare numerose inchieste e, cosa forse ancora più importante, a costruire una community nella Bay Area.

David Cohn, il giornalista fondatore (e un amico), ricorda che il codice di Spot us è interamente open source e spiega passo per passo come si può realizzare la versione locale nella propria città o anche in un'altra nazione (le richieste si stanno moltiplicando e provengono da varie parti dell'America e del mondo).
Dave spiega un po' di cose sul progetto, incluso che il 90-95% dei costi è stato assorbito nel giro di alcuni mesi e segnala l'articolo che il San Francisco Chronicle ha dedicato a Spot Us.

Questo può essere una buona ipotesi per il futuro del giornalismo? Chissà...se però vi piace l'idea di uno Spot Us italiano fatemelo sapere!

martedì, marzo 17, 2009

Trasparenza al Congresso: gli archivi video di Metavid

«Il processo di democratizzazione può sempre essere misurato con questo criterio essenziale: la partecipazione e l’accesso a un archivio, la sua costituzione e la sua rappresentazione».

Questa frase di Jacques Derrida descrive bene le motivazioni dietro alla nascita di Metavid, iniziativa indipendente che vuole creare una raccolta di video dell'attività del Congresso USA, chiedendo agli utenti una partecipazione nell'operazione di contestualizzazione. Ne ho scritto su Apogeonline, provando a spiegare anche la controversia con il canale C-SPAN, che per tre decenni aveva avuto l'effettiva esclusiva sulla trasmissione delle sedute parlamentari e i diritti sulle stesse.


E per vedere le dirette parlamentari italiane?

Entrambi i rami del nostro Parlamento hanno un proprio canale satellitare sulla piattaforma Sky (canale 555 per la Camera e 525 per il Senato). Nessuno dei due ha però un palinsesto a eccezione delle dirette delle sedute; nel caso del Senato tra una seduta e l'altra, anzi, compare semplicemente una schermata rossa con l'indicazione della seduta successiva.
Nei rispettivi siti web i filmati delle dirette parlamentari sono disponibili in formato Real Player e Windows Media Player e non sono scaricabili.

Il sito del Senato mette a disposizione la diretta del giorno(tra l'altro definendo la pagina “web tv”) e gli archivi a partire dal 2005 con relativo ordine del giorno in formato testuale e in pdf.
Le sedute della Camera, in più, sono suddivise per interventi dei singoli parlamentari e ricercabili per numero della seduta, gruppo, oratore e argomento.
La Camera ha inoltre recentemente inaugurato un proprio canale su YouTube; al momento però i video inseriti sono di rappresentanza o di presentazione di vicepresidenti e capigruppo. Nessuna traccia di attività in aula se non, curiosamente, la sintesi di una scherzosa seduta speciale in cui i giornalisti sono stati ammessi in aula e hanno fatto “gli onorevoli per un giorno”.

giovedì, marzo 05, 2009

La regolamentazione della Rete: il video della tavola rotonda all'Espresso (e una bella iniziativa di Apogeonline)

Dopo una settimana di post e conversazioni interessanti sul tema è online il video della tavola rotonda sulla regolamentazione della Rete a cui ho partecipato lo scorso giovedì - ho provato a riassumere le posizioni qui.

Non è possibile inserirlo qui sul blog quindi vi rimando al blog di Alessandro Gilioli, dove trovate il video in versione integrale e suddiviso in quattro parti (la durata complessiva è di circa un paio d'ore) e una breve sintesi delle posizioni - le trattazioni approfondite le trovate in ciò che è stato scritto in questa ultima settimana e che ho segnalato nel post precedente a questo.

Approfitto per segnalare anche una bella iniziativa di Apogeonline: "A che punto sono le "leggi" di Internet?", una pagina in costante aggiornamento che raccoglie informazioni e analisi su tutte le leggi, i disegni di legge e gli emendamenti su questo tema. Complimenti a Sergio Maistrello e ad Elvira Berlingieri.

martedì, marzo 03, 2009

La regolamentazione della Rete tra tecnofobia e "contenimento" (e qualche utile esperimento).

(note: due link di aggiornamento in fondo al post)


Come annunciato, giovedì ho preso parte all'incontro sulla regolamentazione della Rete organizzato dall'Espresso. Alessandro Gilioli, moderatore dell'incontro, ha ben sintetizzato i punti chiave emersi.

Particolare oggetto di attenzione è stato l'emendamento 50-bis, all'interno del disegno di legge 773 sulla sicurezza pubblica, che si propone di reprimere l’utilizzo di Internet per commettere reati di opinione (apologia di reato, istigazione a delinquere) oscurando i contenuti incriminati.

È opinione condivisa – in Rete e non solo – che queste disposizioni non solo non risolvano il problema per cui sono state proposte ma ne creino di ulteriori, con il rischio effettivo di oscurare interi siti e social network. Per una trattazione completa e circostanziata rimando, come ho già fatto, a quanto ha scritto Elvira Berlingieri su Apogeonline).


Peggio l'ignoranza o la volontà repressiva?
Premessa: l'emendamento 50-bis proposto dal senatore D'Alia è stato presentato all'interno del pacchetto sicurezza che viene discusso in Commissione Giustizia. Il primo punto è dunque che non sia stata svolta una discussione in una commissione specifica, a fronte di una disposizione con effetti potenzialmente molto rilevanti.
Quello che sorprende, però – e lo abbiamo appreso tutti giovedì grazie a una segnalazione di Antonio di Pietro – è che l'emendamento D'Alia è stato inserito “fuori sacco” (per usare le parole di Di Pietro), cioè senza essere oggetto di discussione, di fatto sull'onda emotiva di notizie circa la presenza di gruppi Facebook che inneggiano alla mafia e altre aberrazioni.

Buona parte della nostra discussione ha riguardato l'ignoranza del contesto, sia per quanto riguarda la tecnologia che le dinamiche sociali peculiari della Rete, rilevanti in questo caso anche per quanto riguarda la circolazione e diffusione dei contenuti (spero di aver argomentato questo punto con sufficiente chiarezza durante il dibattito).

Antonio ne parla nel suo post e Sergio commenta:

L’ignoranza è il contesto che rende questi casi possibili. Ma il particolare che a me spaventa di più è il “fuori sacco”. Mi sembra un punto d’ombra nel sistema, anche quando - come in questo caso - resta ancora un passaggio parlamentare per sistemare le cose. Vuol dire che nelle stesse fortunose circostanze di D’Alia possono passare interi pezzi di legislazione su qualunque cosa come se niente fosse, senza alcun confronto, senza essere espressione di alcun ragionamento preparatorio che non sia l’indignazione di un singolo davanti alla tv. Significa che ci sono 945 persone, in genere divise su tutto, di cui in questi momenti di stupefacente efficienza dell’assemblea dobbiamo tenere ogni ansia, ogni puntiglio, ogni idiosincrasia.


Vittorio Zambardino propende per un'altra ipotesi:

A mio parere l’attacco che, confusamente, la politica di maggioranza e opposizione (ebbene sì, come dimostrerebbe un esame storico di quindici anni di legiferazione e proposte in materia) porta alla rete non è affatto il prodotto di una feroce ignoranza tecnofobica.

C’è anche questa componente: ma ci sono altre due spinte determinanti. Una è la corrente di pensiero internazionale - radicata, tanto per dire, nel Labour britannico e nel governo francese, certo non omologhi sul piano politico - a normare in senso autoritario e limitante le forme di nuova espressione maturate in rete (e nel conto ci metto anche le leggi sul p2p).

Seconda spinta: si tende a normare la rete perché sia allineata, nella visione dell’establishment italiano, alla forte azione di contenimento - andiamoci di understatement, che è meglio - di tutto l’ambiente dei media.


Fa più paura l'ignoranza o il dolo nel far passare delle leggi che “imbavagliano” la libertà di espressione? E qual è l'ipotesi più credibile in questo caso?


Proposte?

Va precisato che, di fatto, la regolamentazione di certi aspetti della Rete già esiste e i reati commessi in Rete sono perseguibili: esistono già strumenti cautelari e la magistratura ha già il potere di richiedere la rimozione dei contenuti (e la lista non finisce qui: segnalo il puntuale fact-check di Elvira).
Ci sono state alcune ipotesi fatte giovedì, da una legge quadro sulla Rete alla formulazione di principi generali che siano da guida nel legiferare su argomenti sensibili. I politici hanno detto la loro ma qualcuno ha già fatto un passo in più.

Una delle persone che ho conosciuto giovedì all'incontro è stato Guido Scorza, avvocato esperto di questi temi e membro del Consiglio direttivo dell'Istituto per le Politiche dell'innovazione. Proprio Scorza, sul sito dell'istituto lancia un esperimento, una pagina wiki con la proposta di emendamento fatta dal deputato Roberto Cassinelli (che ancora non è stata discussa e votata) per modificare l'emendamento D'Alia.

La proposta è stata prontamente rilanciata anche dallo stesso Cassinelli sul suo blog (dove – ho notato con piacere – cerca di discutere con i propri lettori su temi e proposte di legge che lo vedono impegnato in prima persona.

Scorza precisa giustamente:

Nessuno intende riscrivere le regole della democrazia rappresentativa ma, ad un tempo, utilizzare il web e la condivisione di idee, esperienze e competenze per far approdare in parlamento leggi migliori di quelle che, sin qui - almeno con riferimento alla realtà digitale e telematica - si son viste credo sia, per i più, un obiettivo auspicabile.


Può essere un primo piccolo, utile esperimento per iniziare a tracciare delle possibili modalità di collaborazione su questi temi.
In attesa di formare una lobby (come chiede Zambardino)?
Chissà.


Update: Antonio ha appena aggiunto delle considerazioni.

Elvira scrive in modo approfondito della proposta Cassinelli

lunedì, marzo 02, 2009

Ah, certo, e poi c'era il matrimonio non-organizzato

Beh, devo dire che è stata una settimana divertente sul blog di Grazia, a parlare di cose che non so, tipo i matrimoni, e a chiedere consigli su cose che non so, tipo l'abbigliamento più adatto (ne ho ricevuto di ottimi, devo dire)

Per la cronaca dopo il secondo post mi è arrivata email della genitrice con precise indicazioni sulla possibile mise per il matrimonio in questione (ho nel guardaroba già due articoli su quattro, sempre per la cronaca).

Beh, non potevo che chiudere in bellezza raccontando...di un matrimonio, l'unico, magnifico matrimonio a cui io sia mai stata.

mercoledì, febbraio 25, 2009

Confronto sulla regolamentazione della Rete [e voi avete domande?]

Domattina parteciperò a una tavola rotonda sulla regolamentazione della Rete presso la sede de L’espresso.
Si parlerà di argomenti molto discussi in questi giorni, dall'emendamento D’Alia alla proposta Cassinelli (e non solo), e in generale si discuterà sull’opportunità o meno di regolamentare la rete - ed eventualmente come.

I partecipanti saranno i parlamentari Antonio Di Pietro, Antonio Palmieri e Roberto Cassinelli, alcuni blogger* di mia e vostra conoscenza (Diego Bianchi, Antonio Sofi, Alessio Jacona, Nicola Mattina) e il prof. Guido Scorza, avvocato ed esperto di informatica giuridica.
L'incontro verrà moderato da Alessandro Gilioli e Vittorio Zambardino.

Vista l'opportunità se qualcuno di voi ha delle domande da porre o delle osservazioni le scriva qui e proverò a farmene tramite, se posso.
Se invece l'argomento vi interessa e pensate di non saperne abbastanza non posso che segnalare gli ottimi e dettagliati articoli che Elvira Berlingieri sta scrivendo in questi giorni per Apogeonline.



*ovviamente non serve fare una tiritera sulla definizione di blogger e la discussione che spesso ne segue: dal tipo di incontro e dai nomi delle persone coinvolte si vede che si tratta di persone competenti ed esperte che possono portare punti di vista diversi da quelli a cui hanno accesso i politici. Speriamo sia un confronto proficuo.
N.B. ad ogni modo tutte le persone sopracitate hanno un blog (ora son di fretta, non riesco a mettere tutti i link)

Giocare fuori casa aka un matrimonio a Milano

Mi ha detto - e ci avrei scommesso - che il suo sarà un matrimonio semplice.
Ci avrei scommesso perché la conosco da dieci anni, perché mi somiglia, perché andavamo a far spese e finivamo invariabilmente da H&M, perché una volta abbiamo passato un'ora e mezza in un negozio perché doveva comprare una gonna e in realtà non ne voleva assolutamente sapere (ché le gonne non le son mai piaciute troppo).

In effetti mi fa un certo effetto pensare che la vedrò in abito da sposa.
Solo che lei il vestito l'ha già trovato, io no.

Vediamo se sul blog di Grazia sanno darmi una mano...
(sì, Ale, te l'avevo detto, ecco il post dedicato a te!)

lunedì, febbraio 23, 2009

Matrimoni e altre catastrofi

Mi chiamo Antonella, ho 27 anni e ho un problema.
“Ciao Antonella” dirà qualcuno.

Il mio controverso rapporto coi matrimoni (altrui) e imbranataggini assortite sul blog di Grazia.
E sì, sono ospite tutta la settimana.
Consigli bene accetti ;-)

venerdì, febbraio 20, 2009

Gioia, speranza e separazione dei poteri - ci vediamo alla manifestazione per il testamento biologico

È di grande importanza, soprattutto in una società pluralista, che si abbia una giusta visione dei rapporti tra la comunità politica e la Chiesa e che si faccia una chiara distinzione tra le azioni che i fedeli, individualmente o in gruppo, compiono in proprio nome, come cittadini, guidati dalla loro coscienza cristiana, e le azioni che essi compiono in nome della Chiesa in comunione con i loro pastori.

La Chiesa che, in ragione del suo ufficio e della sua competenza, in nessuna maniera si confonde con la comunità politica e non è legata ad alcun sistema politico, è insieme il segno e la salvaguardia del carattere trascendente della persona umana.
La comunità politica e la Chiesa sono indipendenti e autonome l'una dall'altra nel proprio campo.

e poi:

[...] ci sia concesso di deplorare certi atteggiamenti mentali, che talvolta non sono mancati nemmeno tra i cristiani, derivati dal non avere sufficientemente percepito la legittima autonomia della scienza, suscitando contese e controversie, essi trascinarono molti spiriti fino al punto da ritenere che scienza e fede si oppongano tra loro .



Queste parole risalgono al 1965 (si sa, la separazione dei poteri è un tema che non passa mai di moda). Certo, saranno mica delle strane pretese, quelle di questo tal Paolo VI?
[il testo fa parte dell' enciclica Gaudium et spes, paragrafi 76 e 36]


Io domani pomeriggio alle 15 sarò alla manifestazione per il testamento biologico in piazza Farnese. Sarò con i ragazzi di Fammi scegliere. Ci vediamo lì, spero.

N. B. A me piace molto anche

giovedì, febbraio 19, 2009

Non è un paese per elettori/2

Non so se sabato sarà effettivamente l'otto settembre del PD, personalmente oscillo tra la rassegnazione e un barlume di speranza di qualche scelta coraggiosa, diversa, di questa benedetta assemblea costituente del PD.

Su questo tema il ragionamento di Francesco Cundari pubblicato oggi su LeftWing merita la lettura:

Perché le cose sono due: o ha ragione Veltroni, quando nell’assumersi ogni responsabilità fa capire chiaramente che a lui non ne spetterebbe nessuna, che la colpa è solo e sempre di quegli altri, quelli che la sua linea politica avrebbero instancabilmente sabotato, e allora non si capisce come quegli altri possano applaudire il suo “bel gesto” e appoggiare il suo vice; oppure Veltroni ha torto, perché è la sua linea che ha portato al disastro, e allora, com’è possibile che sia il suo vice a “voltare pagina”?
Sabato, all’assemblea costituente che sarà chiamata a ratificare – ancora una volta – questo bell’accrocchio, si pone dunque un’alternativa secca: o Franceschini si presenta dicendo tutto l’esatto contrario di quello che ha detto Veltroni in conferenza stampa, riconoscendo che il problema non è di persone né di personalismi, ma di linea politica, e che è quella linea che dev’essere cambiata, perché era radicalmente sbagliata; oppure, e ci riesce difficile nascondere la nostra intima preferenza per questa seconda ipotesi, i delegati dell’assemblea costituente, che sono stati eletti per costituirlo, questo benedetto partito, e non per ratificare una volta all’anno decisioni prese da altri – se lo riprendono, votano contro, bocciano Franceschini e bocciano soprattutto l’accordo, rispediscono al mittente la generosa offerta del gruppo dirigente e aprono, con questo semplice gesto, stavolta sì, per davvero, una fase nuova.
E’ un salto nel buio? Senza dubbio. E’ rischioso? Certamente. Le conseguenze sono imprevidibili? Proprio così. E’ questo il bello. E poi, sinceramente, non è che sia rimasto molto da perdere.

Non è un paese per elettori/1

Quando ho letto questo post di Diego ho pensato che questo era il perfetto editoriale dell'elettore del PD.
Insomma, quello che non leggerete sui giornali di oggi:

Come si fa ad essere contenti? [...]
Se la colpa di Veltroni è stata quella di creare un partito più loro che nostro, oggi che lui si defila il vero riformismo forse sarebbe decretare fallito partito e progetto, ma a farlo si passerebbe per nostalgici passatisti, per gente che pensa alla provenienza e non alla destinazione, e tutto sommato, allo stato delle cose forse è vero che le scialuppe per tornare indietro non ci sono più.
E che allora sia Democratico sto partito, e che sia Partito sto partito, e magari sia anche di sinistra come la maggior parte dei suoi elettori vorrebbe che fosse, e che sia soprattutto di questo secolo sto partito, come forse anche tanti elettori con la coscienza libera e non tradizionalmente di sinistra amerebbero che fosse. E che decida di essere tutte queste cose, sto partito.
E a questo punto, alla vigilia dell'Assemblea Costituente di sabato, è bene che sia veramente Assemblea sto partito, nel senso più collegiale e caciarone del termine.
[...]
Perché se deve essere quell'Assemblea sconclusionata, depotenziata e demotivata che fin qui ha fatto solo da comparsa a doversi prendere carico di reggere il reggente designato, se è quell'assemblea di qualche migliaio di persone talmente divise in correnti politiche e geografiche più naturalmente incline all'anarchia assoluta che a ristabilire l'ordine a dover dare un segnale di discontinuità, allora è a quell'Assemblea che bisogna puntare, per indire subito nuove e vere primarie di quel che resta del popolo. Far curare il malato a chi fin qui gli ha voluto più bene di tutti, poter sperare di avere ancora, in tempi umani, un partito di sinistra da votare, magari non grande come un tempo, ma almeno decente, dignitoso e significativo.
Questo sarebbe bello avvenisse sabato. Domenica potrebbe non esserci più niente da fare.


(poi leggetelo tutto...)

martedì, febbraio 10, 2009

Reality check: un po' di opinioni di buon senso

Ieri Sergio ha scritto un post molto bello in cui spiegava il concetto di reality check e faceva una serie di considerazioni che vale la pena leggere e di cui riporto un pezzetto:

Viviamo una realtà spesso costruita su certezze di terza o quarta mano, abbiamo bisogno di ingenti verifiche di corrispondenza con la realtà. Non saltuarie, ma costanti e distribuite. A cui ciascuno di noi è chiamato contribuire secondo le proprie competenze. Oggi abbiamo la voce pubblica per farlo, abbiamo il canale per mettere a disposizione quanto sappiamo. E penso che il prossimo ciclo politico sarà gestito dalla prima coalizione di volonterosi in grado di raccogliere competenze ed esercitarle in modo rigoroso per allontanarsi dall’attuale arena di eccessi e menzogne.


In tutto questo rumore - rumore, perché spesso fatto a sproposito - segnalo allora alcune cose interessanti che ho letto in questi giorni:

"...la nostra legge garantisce la possibilità di rifiutare ogni trattamento, anche di semplice sostegno, come le trasfusioni di sangue e la nutrizione artificiale; abolire questo dritto sarebbe un atto molto grave, che minaccia alle radici il principio di libertà individuale, base irrinunciabile delle democrazie moderne. Voglio pertanto fare un appello alla ragione e alla coscienza di tutti noi e di tutti voi, in quanti membri del Senato, vale a dire di questa Camera alta, di questa istituzione a cui la gente guarda come un punto fermo nella confusione dei momenti di crisi: il nostro ruolo è di analizzare le situazioni più difficili con lucidità e saggezza e dare pareri obiettivi e lungimiranti. Ecco, credo sia nostro dovere, come senatori, guardare più in là dell’oggi e anche del domani e pensare anche alle conseguenze future delle nostre decisioni."


Secondo il mio modestissimo parere, mi pare siano contributi utili per "tornare alla realtà".

domenica, febbraio 08, 2009

Girl Geek Dinner a Bologna!




Ecco, dato il mio noto tempismo non dovrebbe essere del tutto stupefacente che io stia collaborando all'organizzazione della prima Girl Geek Dinner Bologna proprio ora che non ci vivo più! :D

Ebbene sì, la GGD arriva anche a Bologna e io sono contenta di farne parte e di avere incontrato un gruppo molto attivo ed entusiasta - dato che quando vivevo lì spesso lamentavo la mancanza di persone così.

Ah, la cosa più importante: la data è fissata al 21 marzo. Venite, vero?


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sabato, febbraio 07, 2009

Stasera, davanti a Palazzo Chigi

Ho deciso che scrivo adesso, ché la serata non è ancora finita e in circolo ho ancora un po' dell'incazzatura di oggi. Altrimenti magari adesso vado a dormire, mi rigiro nel letto per un paio d'ore e domani sarò più tranquilla e forse meno arrabbiata (ma su questo non ci giurerei).

C'è che io non ho parole, solo rabbia, nel vedere che stanno calpestando tutto quello in cui credo o, alla meno peggio, non fanno assolutamente niente per difenderlo.

C'è che oggi hanno fatto uno, due, tre passi ancora, a gamba tesa per distruggere le istituzioni, strumentalizzare la sofferenza delle persone, sfruttare, sfruttare, sfruttare per scopi che nemmeno capisco più nel dettaglio, che sembrano quasi non avere logica se non nel delirio di onnipotenza e nella progettata (pianificata?) demolizione di Costituzione, prassi istituzionali, senso civico, democrazia.


C'è che tra ieri e oggi si sono sentite tante di quelle bestialità che persino a me è venuta voglia di prendere a schiaffi Berlusconi, Binetti, Movimento per la Vita e via dicendo, una lista lunga quanto il Parlamento e oltre, anzi quanti sono i giorni di sofferenza di una ragazza (e della sua famiglia) che è diventata un simbolo di troppe cose suo malgrado.

C'è che oggi quando alle cinque del pomeriggio ho sentito che qualcuno si riuniva davanti a palazzo Chigi è stato quasi un istinto: ho comunicato la cosa a tutte le persone possibili, mi son messa le scarpe e sono andata a prendere la metro. Non perché pensassi di fare chissà cosa, e, per una volta, senza preoccuparmi di come un gruppo che protesta potesse essere strumentalizzato (stasera non guarderò Matrix né Porta a Porta ad ogni buon conto).

C'è che mentre ero in metro quasi tremavo e a un certo punto ho seriamente temuto di mettermi a piangere. No, non è emozione del momento, l'ho detto. È che – l'ho già detto – da tanto, troppo tempo mi stanno calpestando, rovinando, stracciando in mille pezzi quello in cui credo. Lo stato, la democrazia, quelle cose per cui i miei nonni non hanno avuto una giovinezza, per cui mio nonno ha passato gli anni di ventenne lontano da casa sua, in guerra, e mia nonna ha visto morire le amiche sotto i bombardamenti (retorica is the new black, passatemi le ultime tre righe).

E poi la fede, che è una cosa che fa parte della mia vita, che qui diventa religione che diventa Chiesa cattolica che diventa semplicemente un altro governo, un'altra gerarchia che dice di parlare di fede e invece proprio di fede non parla da troppo tempo per interferire con un altro governo, per perseguire un fine che è semplicemente quello di tutte le organizzazioni, perpetuarsi.

C'è che un po' mi sono rincuorata a vedere chi, per venire davanti a Palazzo Chigi, si è infilato la prima cosa che aveva a portata di mano, chi ha mollato una riunione importante, chi è arrivato trascinandosi tutti i colleghi, chi era sceso in piazza solo per gli scudetti della Roma, chi ha detto “non potevo essere altrove”.

C'è che è stato bello vedere lì i miei amici e sentirmi meno sola nell'essere incazzata (“indignata” si dice ancora? È già così fuori moda?”).


Stasera a cena una persona che stimo molto diceva una cosa tipo che nei regimi, prima che si instaurino, la vita era normale, poi c'è stato un cambiamento progressivo, graduale, crescente (sintetizzo in modo becero, sia chiaro). Insomma, ci deve essere stato un momento in cui è scattato qualcosa. Io a questa cosa penso da un po' e non so dire quale possa essere il punto di svolta, in questi mesi in cui ogni giorno viene manifestato disprezzo per le istituzioni e per i diritti dei cittadini in mille modi diversi, nel silenzio generale, nel timore di prendere una posizione. Cosa sarà questa volta? La schedatura dei clochard? La possibilità per i medici di denunciare i clandestini? La legalizzazione delle cosiddette “ronde padane”? Dire che Eluana Englaro può fare figli? Dribblare le istituzioni per fare un atto puramente rappresentativo e di facciata (perché a rigor di legge non c'è modo di fare una legge in tempi tanto brevi)?


C'è che oggi, davanti a Palazzo Chigi ho passato tre ore. Nel momento di maggiore calca saremo stati forse 300 (ma non sono molto brava con queste stime), all'inizio solo radicali e UAAR, poi varie forme di partiti di sinistra, poi persino qualche bandiera del PD. Cori, molte chiacchierate, fotografi e telecamere, sarei curiosa di sapere cosa è stato raccontato, e come.

Eravamo pochi, era una manifestazione improvvisata – e non programmata con mesi di anticipo – e non si è chiesto né ottenuto niente ma sono stata contenta, in qualche modo.

Ecco, c'è che io non so se ho fatto qualcosa di buono o di utile oggi ma sentivo di non poter fare altro, di non poter essere altrove.


lunedì, febbraio 02, 2009

La mia foto più vista su Flickr


Luca, Mucio e Gioxx, originally uploaded by farenheit_81.

Con un po' di tempo libero in questa tarda serata stavo guardando qualche foto su Flickr e l'occhio mi è caduto sulla pagina delle statistiche.
Premessa, non sono certo una brava fotografa. Ma dopo aver girato un po' di Stati Uniti ed Europa tutto mi aspettavo tranne che la foto più vista (1853 volte!) fosse quella qui sopra! :D
La foto ritrae Luca, Mucio e Gioxx ed è stata scattata a Bologna, nel marzo di due anni fa, alla prima TwitterBeer, giusto qualche giorno dopo il CitizenCamp, durante il quale avevo conosciuto i loschi figuri di cui sopra - e molte altre persone ancora.
Mi ha fatto ricordare un bel po' di cose, bei momenti e tante cose successe da allora. E mi ha fatto sorridere e forse per questo, più di tutto, ho messo qui questa foto.
'notte.

lunedì, gennaio 26, 2009

L'energia del KublaiCamp (e tutte le parole che non riesco a trovare)

Sono passati un paio di giorni dal KublaiCamp e ancora ho difficoltà a mettere in fila i pensieri su tutto quello che è stata la giornata di sabato e su cosa ha rappresentato questo momento di incontro dopo un anno di Kublai, un progetto entusiasmante e difficile, pieno di sfide.




Ormai ho una certa esperienza di organizzazione di barcamp ma questo è stato in qualche modo diverso dagli altri: dopo molti mesi di gestione della community di Kublai, persone, storie, progetti, idee, è stato importante e molto bello vedere conoscersi di persona, chiacchierare, raccontare, mostrare pezzi del proprio progetto (il gruppo di Frame ha predisposto dei pannelli di grande impatto, Nino Galante ha portato le foto e le formine da pasticceria del Caffè Galante in Sicilia...e deliziosi dolci alla mandorla!).
Insomma è stato un incontro, una festa fatta da e con tutti i partecipanti, un modo per stare insieme e vedere come ripartire.



Cose da raccontare ce ne sarebbero, moltissime: dall'atmosfera, al bellissimo premio creato da Fabio, agli occhi curiosi di chi è arrivato da tutte le parti d'Italia e non sa cosa sia un barcamp, fino a Tito e Marco, che hanno vissuto questo anno di Kublai dal punto di vista del Ministero dello Sviluppo economico (loro sono economisti esperti di sviluppo locale) - e ora sono praticamente dei fan del progetto.

Su un aspetto in particolare però mi fermo. Il Kublai Award, il premio al miglior progetto creativo di Kublai, è stato assegnato a Critical City, scelto tra cinque finalisti. Io, devo dire, non sapevo come sarebbe stata presa la premiazione: in fin dei conti non è un premio in denaro ed è di qualità ma è un aiuto per crescere, se te lo sai giocare, non di quelli che ti risolve la vita (in pieno spirito di Kublai, devo dire).
E invece c'è stata partecipazione, attesa e anche emozione, da parte di tutti. Al momento della proclamazione, quando ho visto i tre ragazzi di CC saltare in piedi e abbracciarsi, sentito l'applauso sincero di tutti, con gli altri finalisti in prima fila...beh, ho pensato che persino all'ultimo momento sono riuscita a stupirmi e a imparare qualcosa in più. E a sentirmi davvero un bel po' fiera di aver fatto parte di tutto questo.

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E poi, ovvio o meno che sia, grazie a tutti i partecipanti e allo staff di Kublai.

venerdì, gennaio 23, 2009

La Costituzione a fumetti in mostra a Bologna

Lo scorso weekend a Bologna ho visitato "La Costituzione illustrata", una mostra in cui alcuni bravissimi fumettisti italiani hanno illustrato alcuni articoli della Costituzione.
I fumettisti: Lorenzo Mattotti, Tanino Liberatore, Vittorio Giardino, Giuseppe Palumbo, Carlo Ambrosini, Davide Fabbri, Guido Scarabottolo, Paolo Bacilieri, Gabriella Giandelli, Alberto Pagliaro, Michele Benevento, Sergio Ponchione, Daniele Caluri e Marco Corona.

L'esposizione è all'interno della Sala Borsa, in piazza Re Enzo fino al 26 gennaio, è piccola e molto interessante (poco pubblicizzata purtroppo).

Complimenti alle associazioni Krazy Kat e Comma 22 per l'iniziativa che probabilmente avrà un seguito. Nel frattempo, se potete, andate a dare un'occhiata.

Whitehouse.gov, il nuovo sito della Casa Bianca

Uno dei primi cambiamenti visibili dell'amministrazione Obama è il nuovo sito della Casa Bianca.
Il lavoro svolto dallo staff di Obama in campagna elettorale e nel periodo di transizione è stato innovativo e farà scuola.
Ma, date le premesse e l'impegno alla trasparenza promosso dal neo-presidente, questo nuovo sito è davvero così all'avanguardia o si poteva fare di più?


Su Apogeonline ho provato a fare un po' di analisi e una sintesi di autorevoli opinioni del primo impatto di Whitehouse.gov. Spero abbiate modo di dare un'occhiata e dirmi cosa ne pensate.

giovedì, gennaio 22, 2009

Kublai, Glamour e il social network fai-da-te


Su Glamour di febbraio c'è un articolo di Aurora su come creare social network su piattaforme e community esistenti. L'articolo è curioso e interessante: molto spazio ha Critical City, un bel progetto che unisce gioco e spazi cittadini (nella fattispecie, quelli di Milano). Critical City, tra l'altro, fa parte di Kublai ed è tra i finalisti del premio che verrà assegnato sabato prossimo 24 gennaio durante il KublaiCamp (a proposito, chi viene?).
E Kublai è anche presente nell'articolo sotto forma di intervista alla sottoscritta sull'uso che abbiamo fatto della piattaforma Ning per costruire la nostra community.

Grazie ad Aurora, ottimo tempismo! :)

Inauguration special su Current TV

A uso e consumo di parenti e amici, ecco qui il video della mia partecipazione allo speciale di Current TV sull'insediamento di Barack Obama (a partire dal minuto 11).
Si è chiacchierato di presidenti USA nella fiction "The West Wing" e mi sono divertita molto.



Tutto lo speciale, composto da quattro video, è qui.
Grazie a Enrico, Giorgio e Giovanni!

mercoledì, gennaio 21, 2009

Obama e The West Wing live su Current

Come preannunciato, ieri ho preso parte alla trasmissione su Current TV condotta da Enrico Sola e Giorgio Valletta in occasione della cerimonia di insediamento di Obama. Come al solito è stato divertente chiacchierare con loro, specie perché l'argomento era sì, Obama, ma anche le serie tv, e in particolare la mai troppo citata The West Wing.

La serie tv ha anticipato e trattato molti temi politici attuali e ha reso popolare la figura di un presidente carismatico e amato, Jed Bartlet.
Obama, inoltre, è stato diretta e dichiarata ispirazione per gli sceneggiatori che hanno creato il personaggio di Matt Santos, candidato alla presidenza, latino, giovane, outsider e con poca esperienza.
Anticipazione? Product placement, come mi diceva ieri scherzosamente Mafe?

Ecco qui un po' di materiale su quello che ho detto:
Enrico mi ha infine chiesto cosa ci potrebbe riservare il futuro tra serie tv e presidenziali. Così di getto mi è venuto da dire, quasi da chiedere: un presidente donna? In fin dei conti, anche se con meno successo, hanno fatto una serie tv già anche su quello...

martedì, gennaio 20, 2009

Ora che è presidente

Mi ha fatto uno strano effetto vederlo lì a Washington, Barack Obama, in un posto che conosco, che ho percorso non moltissimo tempo fa.
Mi ha fatto uno strano effetto vederlo presidente dopo che per due anni ho seguito praticamente tutto quello che ha fatto, da outsider a vincitore, confrontandomi con amici italiani che hanno studiato la sua campagna e amici americani che l'hanno vissuta.

Ho opposto resistenza, non mi ha conquistato subito, Obama, proprio perché era troppo bello per essere vero: la sua storia, la sua sicurezza, il non sbagliare un colpo in un contesto dove è sin troppo facile farsi rovinare da qualunque cosa. E poi il carisma, dannazione, ché qui non ci siamo mica abituati.
Insomma, quello che rappresentava: il sogno.

Ho opposto resistenza, non sono di facili entusiasmi. E se non avesse abbastanza esperienza? E questo movimento quasi di fede sarà un buon segno.
Io ora so che è un buon segno lui, so che è un buon segno che la gente non si vergogni di essere americana (ne ho, di amiche che si fingevano canadesi, eh), che abbia speranza, qualunque cosa voglia dire. Non so se sarà un buon presidente, se manterrà la promessa di cambiamento.
Penso che cambiamento sia una parola che si presta alle interpretazioni e sarà sin troppo facile accusarlo di averci illuso, illuso anche noi. Deludere ci deluderà, lo metto in conto. A volte lo farà per convenienza, a volte perché è più realista e pragmatico di noi.

Ma di questi tempi non è nemmeno banale farci pensare che le cose miglioreranno, chissà, magari iniziamo a crederci. Quella io non la chiamo illusione. Speranza, chissà?
Da domani si inizia a fare sul serio. Si può dire "in bocca al lupo" a un presidente?

lunedì, gennaio 19, 2009

Domani la cerimonia di insediamento di Obama: un po' di risorse e materiali

Sembrava non dovesse arrivare mai e invece è domani, tra poche ore. Dopo una campagna elettorale di quasi due anni domani Barack Obama diventerà ufficialmente presidente degli Stati Uniti.
Sul significato politico e sulle possibili implicazioni e scenari futuri le parole si sono già sprecate e molte si sprecheranno.
Io segnalo per ora un po' di cose interessanti sull'evento in chiave multimediale:

Domani Current TV realizzerà uno speciale "Obama inauguration" condotto da Enrico Sola e Giorgio Valletta e apertissimo all'interazione di tutti. Il programma andrà in onda dalle 17 alle 21 (ne parla Giovanni) e sarà pieno di ospiti e interventi (a un certo punto anche il mio).

Per chi è a Roma, domani alle 16 ci sarà la presentazione del libro "Come cambia l'America" nella sede della Provincia di Roma, in replica mercoledi sera alla libreria Flexi (e il 22 a Bologna al MondoInfoShop di via Mascarella).


E poi si comincerà a fare sul serio...

venerdì, gennaio 09, 2009

KublaiCamp, un barcamp su creatività e sviluppo coming soon (24 gennaio!)



Gennaio è spesso il mese in cui si comincia qualcosa di nuovo o si ricomincia quello che già si faceva, quasi mai il momento di tirare le somme e rilanciare. Questo, tutto insieme, è quello che invece faremo il prossimo 24 gennaio con Kublai, iniziativa del Dipartimento di Politiche per lo Sviluppo partita lo scorso marzo (qui tutte le informazioni in sintesi).

Come? Con il KublaiCamp, un barcamp su creatività e sviluppo del territorio: sarà allo stesso tempo un modo per conoscerci (la community di Kublai è sparsa in tutta Italia) e far conoscere Kublai anche a chi non vi ha preso parte ma è interessato al tema.

Sul wiki ci sono 13 interventi sul wiki, su vari tipi di iniziative e idee provenienti da tutta Italia.
Mi piace molto quello che ha scritto Antonio Pavolini a questo proposito: "appare evidente il tentativo di coniugare l’impalpabile universo dei nuovi media con l’indiscussa ricchezza - e il probabile futuro - del nostro paese, quella che qualcuno chiama “cultura”, se non addirittura “economia della conoscenza” e che piu’ banalmente potremmo definire “la capacità di un popolo di creare cose belle o che ci fanno stare meglio”.

Grazie a Kublai in questi dieci mesi posso dire di aver conosciuto davvero molte persone che hanno voglia e capacità di creare cose belle per la loro terra: averle in un unico luogo nello stesso momento è una ricchezza, oltre che una cosa che mi rende personalmente molto contenta.

Sarà un incontro, uno scambio di idee, una festa...quindi che aspettate? Iscrivetevi subito!

Tutte le informazioni sono qui:
Ulteriori novità in arrivo molto presto!

venerdì, gennaio 02, 2009

Tiny kitchen: sperimentazioni culinarie dal NYT magazine


tiny kitchen, originally uploaded by r.i.c.h..

Jill Santopietro fa un invidiabile mestiere: è una cuoca, scrive di cibo e fa la recipe tester per il New York Times Magazine: in pratica parte del suo lavoro è andare nei ristoranti, assaggiare dei piatti particolari e rielaborarli in ricette da proporre sulla rivista del NYT.
Da qualche tempo Jill scrive anche su The Moment, il blog del magazine su moda, cibo ecc e lì può sperimentare e rendere un po' diverso il suo lavoro solito.

Questa estate sono andata a trovarla in redazione e ho visto come funziona il suo lavoro per il blog. Il New York Times non ha una cucina e quindi Jill deve cucinare tutto nella minuscola cucina del suo appartamento e portarlo in redazione e nello studio dove avvengono le sessioni fotografiche: già, una fetta di torta alla pesca diventa "una modella" con luci e sfondi e scelta delle foto migliori che andranno sulla rivista (inutile dire che alla fine la torta è stata mangiata con grande gusto).

Da fine novembre Jill ha deciso di mostrare qualcuno degli esperimenti culinari che fa quotidianamente e di riprenderli in video proprio nella sua minuscola cucina. La serie, inutile dirlo, si chiama Tiny Kitchen e la trovate sul sito del New York Times.

Ecco i primi video:

Qui, inoltre, ci sono tutti i post di Jill su The Moment. Enjoy!

Jackson Heights: un pacifico sud-est asiatico


Shopping in Jackson Heights, originally uploaded by Zach K.

In giorni di festa ma anche di guerra fa piacere leggere questo articolo sulla convivenza tra popoli normalmente in conflitto: il posto è Jackson Heights, quartiere di New York abitato (oltre che da moltissimi latinos) da gruppi provenienti da varie nazioni del sud-est asiatico, popoli con differenti tradizioni e religioni.

Ma le differenze si ammorbidiscono in un contesto diverso e multietnico, anche se il naturalmente i problemi ci sono, nella vita di tutti i giorni: come spesso accade, anche vivendo lontani, si viene giudicati in base a quello che accade nel proprio Paese, anche se non ci si riconosce affatto nel proprio governo. Pakistani e indiani in particolare non hanno un buon rapporto e i recenti attacchi di Mumbai hanno creato tensione.


"Political scientist Aushutosh Varshney concluded in an essay that, the more Hindu and Muslim Indians share communal space, the less likely they are to be violent toward each other" si spiega nell'articolo.

La vicinanza non sempre vuol dire dialogo e la collaborazione pacifica è anche legata al fatto che le questioni all'ordine del giorno siano soprattutto pratiche. Motivi utilitaristici, se vogliamo.
Magari, però, condividere uno spazio porta anche a un diverso modo di esprimere i propri bisogni e le proprie ragioni.

mercoledì, dicembre 31, 2008

But now it just may be a happy New Year

I think I should be laughing
Yet I forget
Forget how to begin

I'm feeling something inside
And yet I still can't decide if I should hide
Or make a wide open grin

Last week I wanted just to disappear
My life was dust
But now it just may be a happy New Year
A happy New Year




Gli auguri di buon anno li affido a una di quelle poche cose che mi mette di buonumore sempre e comunque.

martedì, dicembre 30, 2008

Il presidente che impara quello che dovrebbe già sapere

A sentire Karl Rove George W. Bush è un accanito lettore. Dopo avergli consigliato di leggere il Gattopardo, Richard Coehen conclude così:

My hat is off to Bush for the sheer volume and, often, high quality of his reading. But his books reflect a man who is seeking to learn what he already knows. The caricature of Bush as unread died today -- or was it yesterday? But the reality of the intellectually insulated man endures.


(Washington Post, Wall Street Journal)

venerdì, dicembre 19, 2008

It's closing time, all over again

Ecco, io avevo pensato di scrivere una cosa, ma ero quasi sicura di averla già scritta sul blog e così l'ho cercata.
L'ho trovata e ho scoperto, quasi sorpresa, che è stata scritta esattamente tre anni fa, dicembre 2005.
Vale ancora, per la cronaca.

lunedì, dicembre 15, 2008

Domani ad UnAcademy "Obama, il cambiamento che si fa governo"

Il 20 gennaio uscirà un libro su questo anno elettorale negli USA e sul presidente eletto (sono in già in attesa!).
Gli autori, Mattia Diletti e Mattia Toaldo, saranno tra i relatori di un incontro per fare il punto della situazione post-elezioni di Obama, in attesa dell'insediamento. La discussione avrà come protagonisti anche Paolo Ferrandi, giornalista e blogger, e Antonio Sofi.

L'incontro ha titolo "Obama, il cambiamento che si fa governo. Strategie digitali e prassi politiche, durante e dopo la campagna elettorale" e si svolgerà domani, 16 dicembre alle 22 ad UnAcademy.
Iscrizioni qui.

[Nota personale: posto che i relatori sono amici e persone che stimo devo dire che non mi viene in mente un gruppo di persone più competenti in materia]



venerdì, dicembre 12, 2008

Le parole che sa usare

Le parole con cui ti ho lasciato non ci sono perché io non ho usato parole, per non dovermi poi pentire. Sono le parole di chi non ha parole. Sono le parole di chi pensa che le parole non servano. Sono le parole che mi tengo per me. Sono le parole che prima o poi mi pentirò di non aver usato. Erano le parole che avrei voluto dirti.
Quelle parole tornano di sera, quando la sera finalmente arriva e, con tutte quelle parole a far compagnia, sembra non voler finire mai.


La Tengi
è ospite su Grazia questa settimana. E voi, se non lo avete già fatto, dovreste andare a leggere. Sì, tipo, subito.

giovedì, dicembre 11, 2008

PslA (dove P sta per Pazienza)

Il fatto è che voi non ve ne accorgete che il tempo passa, se qualcuno non ve lo dice. Tutti presi a creare prodotto interno lordo (facendovelo fumare da Lehman Brothers), sposarvi, condurre alla sconfitta la vostra squadra di ammogliati (chè, se siete scapoli, avete di meglio da fare – o almeno così credete, poveri illusi), crescere pargoli, creare immortali calembour che su FriendFeed moriranno entro le prossime ventiquattr’ore, sognare di fare sesso con Sarah Palin o, in alternativa, Maria Vittoria Brambilla. Fermatevi, dannazione. Se non ve ne siete accorti, Natale è arrivato, puntuale come l’influenza di ceppo asiatico, l’incremento della rata del mutuo, la lettera di un’adolescente morta tra atroci sofferenze inviata a Uolterveltroni. Come il Post sotto l’Albero.


Ieri sera gironzolavo nella posta alla ricerca di una cosa di un paio d'anni fa e mi è capitato di trovare le mail di sollecito del Post Sotto l'Albero del 2006. E ho pensato che da anni quest'uomo paziente si prende pazientemente la briga di darsi da fare, ricordare, scrivere, sollecitare, invitare, frantum...ops.

Ed è una cosa bella, una serie di cose belle. Il tempo di qualcuno, il tempo per scrivere, per chiederti di scrivere, di ricordarti di scrivere, di ri-ricordarti di scrivere, di trovarti nuovi modi per dirti che, ecco, potresti scrivere entro sto benedetto otto dicembre.

Insomma, eccola qui, la raccolta di post sul Natale scritta dai blogger (ecco, ora sì che suona inquietante)! Grazie.


...ah, vi dovevo dire di leggerlo, il PslA? E che altro pensavate di farci?
(uh, no, facciamo che non rispondete)

Infrasettimanali

Ieri sera, a distanza di cinque minuti.

Mia madre al telefono: "Tuo padre è, ehm, sul divano. Sta vedendo la partita della Juve e...sì, dice che finisce tra 7 minuti. Ok, ti chiamiamo tra otto minuti".

Amico al telefono: "Ah, scusa se ieri non ti ho risposto al sms, ero allo stadio, ero appena arrivato e allora...".

[no, solo per dire che fino all'anno scorso dovevo tarare le mie comunicazioni telefoniche solo su un genitore e su una squadra. Ora anche su svariati amici e un'altra squadra. Ma un tempo le partite di Coppa non le facevano tutte lo stesso giorno?]

domenica, novembre 30, 2008

Parlare di mafia (e la priorità dello yo-yo)

Ne ho parlato anche gli anni passati e trovo sia sempre giusto farlo: Politicamente scorretto è un festival al quarto anno di vita che crea uno spazio di riflessione e discussione sui misteri della storia recente italiana.
Con gli anni il festival si è ampliato, arricchito di workshop e iniziative nelle scuole, in special modo sul tema della mafia (il festival collabora con Libera).

Per questo motivo questo comunicato stampa mi ha letteralmente gelato:


(Bologna, 30 novembre) - “Ancora c’è del tempo prima di arrivare a carnevale”, è l’amaro e ironico commento di Pier Luigi Vigna, ex procuratore Nazionale dell’Antimafia, alla notizia che nell’edizione delle 20 del TG1 di sabato 29 novembre, è andato in onda da Casalecchio di Reno (Bo) un servizio sui campionati nazionali di Yo-yo, mentre in contemporanea, a poche centinaia di metri, si stava svolgendo da una settimana “Politicamente Scorretto”, rassegna dedicata alla lotta alle mafie alle quale sono intervenuti parenti delle vittime di mafia, magistrati, scrittori, studiosi e giornalisti per denunciare con forza gli atti criminosi compiuti da quella che è stata definita da Giancarlo Caselli - ospite della rassegna - “la peggiore delle metastasi che si diffonde e penetra nel nostro paese”.

Nel corso della manifestazione, inoltre, è stato più volte sottolineata e denunciata la scarsa attenzione dei media nei confronti di questi temi: il servizio del tg1 ne è stata una significativa e preoccupante conferma.

Oggi pomeriggio, in chiusura della rassegna, gli ospiti che interverranno agli incontri saliranno sul palco gioiosamente dotati di yo-yo.

giovedì, novembre 27, 2008

Un incontro su Obama al circolo PD sotto casa

Ieri ho scoperto che Federica Mogherini avrebbe parlato della politica estera prossima ventura di Barack Obama al circolo PD di fronte casa mia e mi ci sono naturalmente fiondata, con notevole curiosità su quello che avrei ascoltato.

L'incontro era ben preparato ed è stato ben condotto dalla Mogherini e dal responsabile del gruppo Mondo Europa (di cui non ricordo il nome).
Ora, premetto che io, di politica internazionale, so qualcosina ma non sono propriamente un drago e, anzi, diverse cose dette ieri le ho capite grazie alla recentissima lettura dell'ultimo numero di Limes dedicato al "Presidente eletto", ma devo dire che sono rimasta positivamente stupita.
Dalla conoscenza e dall'attenzione delle persone presenti, non molte, ma di varie età.
E poi dalla preparazione e dalla competenza della Mogherini, che di queste cose si occupa nella sua attività politica.
Le domande sono state molte e hanno spaziato tra vari scenari geopolitici, sconfinando nei temi economici, le risposte sono state puntuali ed esaurienti. E, devo dire, ho anche apprezzato l'onestà intellettuale di dire "questo è quello che so, ma non me ne occupo abitualmente" quando alcune domande hanno esulato dal già ampio campo di discussione.

Oltre al merito dei discorsi - due ore dense, a cui non renderei giustizia con una sintesi qui* - la serata di ieri mi ha fatto riflettere su un paio di cose.
Uno: io ultimamente sono estremamente critica nei confronti del PD, tanto per stare in termini sintetici. E ho delle aspettative così basse che mi sono parecchio entusiasmata nel vedere una cosa che dovrebbe essere in teoria normale: una parlamentare che mostra capacità e conoscenza delle cose di cui si occupa.
Due: che ci sono i modi per far avvicinare la gente alla politica, per mostrare le proprie competenze (parlando di parlamentari e/o membri di un partito), per discutere di temi importanti e confrontarsi con gli elettori. Disgraziatamente, non passano per i salotti televisivi, ma più probabilmente per i circoli sotto casa.
Il che, certo, pone un problema in termini di numeri, dato che il confronto è qualche decina di persone Vs. qualche milione. Ma anche, e soprattutto, pone un problema in termini di scelte, alcune (molte?) scelte.

Ieri sera, verso la fine, si è passati alla politica di casa nostra e si è detto che una cosa che non c'è nel PD (tra le cose che mancano) è una modalità definita di processo decisionale. Il che è evidente da mooolte cose, non ultimo il fatto che si invochi un congresso ogni due per tre.
Non so quanto si possa andare avanti solo con parole d'ordine, con le gare a chi urla più forte e a chi scontenta meno persone e - soprattutto - personalità.
Sbirciare la possibilità di una prospettiva diversa a venti metri da casa mia mi ha reso questo (alquanto frequente) pensiero un po' più reale e concreto del solito.


*nota: recupero su questo, ma in un post separato

Obama e la trasparenza amministrativa: l'esempio del District of Columbia

Durante la campagna elettorale, dalle primarie fino al giorno delle elezioni, si è parlato molto della sensibilità di Obama alla tecnologia e delle sue proposte in merito (qui la traduzione di Apogeonline della relativa sezione del suo programma elettorale).
Uno dei cambiamenti che potrebbero fare la differenza nel rapporto tra governo e cittadini - e nella fiducia da essi percepita - può essere identificato nel lavoro che verrà fatto per rendere disponibili le informazioni sull'operato delle varie agenzie governative e in generale della Pubblica Amministrazione.


TechPresident pubblica un interessante post sul positivo esempio del District of Columbia, lo stato che ospita Washington e il territorio circostante, sede di tutte le principali sedi governative, oltre che della Casa Bianca.
La novità consiste in due principali elementi:
  • la disponibilità di dati pubblici in tempo reale (circa 200 flussi di dati) per permettere ai cittadini di usarli puntualmente - e non solo come forma di controllo successiva
  • la disponibilità di dati in formato visuale (grafici o forme che li rendano comunque più facilmente fruibile e comprensibile)

La scorsa estate, inoltre, il District of Columbia ha introdotto una intranet per i dipendenti pubblici alle sue dipendenze: tra le principali caratteristiche, la possibilità di condividere informazioni con i propri colleghi e la disponibilità di notizie e informazioni in tempo reale relative ai propri settori di azione.

Rendere efficiente internamente la P.A. è il primo fondamentale passo per renderla efficiente anche nei confronti dei cittadini, sostiene David Stephenson, l'autore dell'articolo.
La fiducia verso il governo passa anche per la trasparenza amministrativa, e non è cosa da costruirsi in un giorno.

Un altro punto: qualche settimana fa ho scritto un articolo che descriveva Open Congress, un sito che si propone di incrementare la trasparenza del processo politico raccogliendo dati su tutti i disegni di legge e sulle decisioni di voto al Congresso. Il progetto è della Sunlight Foundation e vive grazie al contributo dei cittadini che condividono informazioni, per fare in modo che l'operato del Congresso non sia prerogativa di addetti ai lavori e lobbisti.

Ecco, la fiducia passa anche da lì, non solo dalla disponibilità di certi dati, ma anche dagli strumenti per comprenderli, il che è un concetto spesso sottovalutato (di cui parlerò magari un'altra volta).

Qui in Italia a che punto siamo? Lo scorso anno avevo sentito parlare di Open Polis e andrò a guardarlo in questi giorni. Qualcuno ne ha seguito il lavoro o sa se ci sono progetti analoghi?

martedì, novembre 11, 2008

Lucania Film Festival!

Una delle esperienze più belle di un progetto come Kublai - che mi ha portato a conoscere molte realtà e persone - è stato sicuramente il viaggio dello scorso agosto a Pisticci (Matera) per il Lucania Film Festival, un festival internazionale di cortometraggi.



Oltre alla qualità del festival, ottimamente organizzato da un gruppo giovane e molto capace, ci sarebbe molto da dire sulla bellezza del posto e sull'atmosfera, che rende il LFF davvero speciale. Facciamo così: voi guardate il video e iniziate a conoscere Max, Daniela, Rocco e gli altri.
Poi ci mettiamo d'accordo per andare a Pisticci l'estate prossima.

martedì, novembre 04, 2008

Il primo voto di Arlo

Arlo ha poco più di tre settimane. Questo è quello che suo padre Josh gli racconterà fra qualche anno quando gli parlerà di queste elezioni:

I’ll remind him that we were emerging from one of the darkest periods in our country’s history, a period in which our nation had been attacked by terrorists, an act that, rather than uniting us, inspired our leaders to lie to us, to offer false comfort, and to enact grave misdeeds that endangered not only our own physical safety, but the future of our democracy.

I’ll remind him that no individual could possibly dig us out of this mess alone, that it was up to all of us to rebuild our country, like a city rebuilds after a storm.

sabato, novembre 01, 2008

Florida, not exactly The Sunshine State (un foto-saggio Magnum)

(l'embed è una cosa enorme, scusate per stavolta)

Lo hanno segnalato gli amici di America 2008:




Si tratta di un video di foto della Magnum, un foto-saggio, come lo hanno chiamato.
Foto di Bruce Gilden (e relativi commenti) su quanto può essere dura la vita in Florida - e non solo - quando guardi un po' oltre lo stereotipo.

martedì, ottobre 28, 2008

Il giorno migliore che puoi (anche se sei un po' paperino)

Oggi succede che ti svegli e piove e tu hai i vestiti stesi sul balcone.
Succede che ti prepari cercando di schivare i gatti in affido temporaneo alla tua coinquilina ed esci a spedire una cosa per conto dell'ufficio.
Succede che piove ancora e tu hai il computer a tracolla, la borsa e questo pacchetto in mano che non è il caso di far bagnare.
Succede che un colpo di vento ti rovescia l'ombrello e te lo fa quasi volare via e te lo ritrovi in mano, del tutto inservibile.
Succede che ti scapicolli verso il primo negozio di cianfrusaglie cinesi (sempre con mille cose in mano) e chiedi un ombrello.
Ne hanno solo fucsia e violetto.
Scegli il violetto e quando lo apri scopri che ha le nuvolette disegnate sopra.
Succede che nel frattempo ricevi telefonate e sms di auguri (e la circostanza è piacevole, ma ti spinge però a chiederti se, forse, una terza mano, tante volte...).
Riesci a imbucare delle lettere e a buttare l'ombrello rotto, mentre pensi che i pantaloni sono troppo lunghi per gli stivali che hai messo oggi, meglio non guardare come son ridotti.
Entri in pasticceria, chiedi dei pasticcini - sei sempre al telefono - e vieni guardata in modo interrogativo (un collega spiegherà che a Roma i pasticcini sono un'altra cosa rispetto a quella che indicavi). Ti chiedono "Quanti", tu dici "boh, siamo in sei", riesci a farti dare un vassoio piccolo, incasinandoti col resto e con gli altri clienti intorno a te [in mano: portafogli, ombrello, telefono + borsa e computer a tracolla].
In qualche modo riesci ad aprire l'ombrello violetto con le nuvolette e ad arrivare in ufficio, sempre sotto la pioggia.


E in tutto questo continui a ripetere "paperino, tu sei paperino" ma ridendo in fin dei conti, contenta.
Per gli auguri, per l'affetto.
Poi perché insomma, ieri una persona mi ha detto di passare il giorno migliore che potevo, e aveva ragione.

Grazie a tutti.

lunedì, ottobre 27, 2008

Twitter, strumento da terroristi (?!)

Ho letto quasi contemporaneamente il pezzo di Marina e la segnalazione di Sara su questo presunto "pericolo terroristico" costituito da twitter...un'altro modo per controllare le conversazioni in Rete da parte del governo?
Qui Marina spiega la tesi del report:
Twitter potrebbe essere l'ultima frontiera dei terroristi, parola dell'esercito statunitense. All'origine della nuova emergenza segnalata dal 304° battaglione dell'intelligence Usa c'è la conformazione del servizio di microblogging e la sua ottima integrazione con cellulari e dispositivi mobili: caratteristiche quindi che lo renderebbero adatto all'organizzazione e alla mobilitazione dei gruppi estremisti.

Del resto, le stesse potenzialità sopracitate di twitter lo rendono un utile strumento per organizzare manifestazioni, flashmob e altre attività "dal basso" e senza un nodo centrale, attività - guarda un po' - non molto gradita dall'intelligence.

Dal documento originale:
"Twitter has also become a social activism tool for socialists, human rights groups, communists, vegetarians, anarchists, religious communities, atheists, political enthusiasts, hacktivists and others to communicate with each other and to send messages o broader audiences."

Victor Maldonado, che riporta la notizia, ironizza ("That's right, vegetarians are apparently moving online in a brazen attempt to convince Americans that tofu is just as satisfying as meat! Bastards!!") e conclude:

The report went on to say, "Twitter is already used by some members to post and/or support extremist ideologies and perspectives."

Sometimes fact is just stupider than fiction.

Frammenti di discorso politico/2


C.J. Cregg
: Everybody's stupid in an election year, Charlie.

Charlie Young: No. Everybody gets treated stupid in an election year, C.J.

domenica, ottobre 26, 2008

Nativi digitali, non esattamente

Howard Rheingold parla di social media literacy e istruzione sul blog della Harvard Business Review:

When I first faced students in a classroom, I was surprised to discover that the mythology I had believed about "digital natives" was not entirely accurate. Just because they're on Facebook and chat online during class and can send text messages with one hand does not mean that young people are acquainted with the rhetoric of blogging, understand the way wikis can be used collaboratively, or know the techniques necessary for vetting the validity of information discovered online. Just as learning the alphabet requires further education before a literate person can compose a coherent argument, learning the skills of effective social media use requires an education that today's institutions and teachers are ill-prepared to provide.

venerdì, ottobre 24, 2008

Essiccamento

Aveva cominciato così, senza un preciso scopo, a dire quello che pensava. Con scarsa pietà, di solito, con empatia, occasionalmente. Aveva cominciato a non tralasciare niente quando rispondeva a domande tipo "Cosa ne pensi?".
Aveva iniziato così, forse per affetto, e aveva continuato quasi per inerzia, senza rendersi conto della estrema semplicità nel farlo.
Banalmente, era del tutto sincera, con convinzione, il più delle volte, con distrazione, in qualche caso, per la naturalezza con cui le veniva di farlo.

Scoprì presto che le opinioni, le parole esposte, sono come cibi al sole: si seccano e cambiano consistenza. E così agli altri risultava più facile pensare che parlasse con uno scopo nascosto, con il classico secondo fine. Era tutto talmente semplice da risultare complicato agli occhi dei più.
Continuavano a chiederle "Cosa mi nascondi, cosa non mi hai detto", con sguardi, non parole, quasi sempre.
Si stupì nel non provare fastidio nè curiosità per quello strano atteggiamento.
Si ritrovò a notare la propria totale assenza di interesse verso la scoperta dei segreti altrui, casuale o meno che fosse, e imprevista gratitudine verso chi le metteva i pensieri davanti agli occhi chiedendole di guardare.
Inclinava la testa verso destra in quei casi, ci mise un po' ad accorgersene. Le avevano detto che si fa così quando si sta ricordando qualcosa, e invece a sinistra quando si inventa.
In realtà avrebbe potuto essere anche il contrario, non era sicura, ma quell'idea, di ricordare qualcosa in quei momenti, le piaceva.
E in fin dei conti, non faceva poi molta differenza.



mercoledì, ottobre 22, 2008

Frammenti di discorso politico/1

Appunti per una riflessioni sulle narrative in politica:

Una delle più vecchie strategie della destra è quella di ripetere all'infinito frasi che evocano i suoi frame e definiscono il problema nei suoi termini. Questa ripetizione fa sì che il suo linguaggio appaia normale, consueto, e i suoi frame costituiscano il modo più normale e consueto di vedere i problemi.


lunedì, ottobre 20, 2008

Equivalenze (o "dello stare al mondo")

"...sì, e insomma, ha una villa spettacolare. E pare abbia tipo dodici Ferrari. Mah, non so cosa me me ne dovrei fare, io, di dodici Ferrari."

"Tu non capisci: sai quante scarpe si comprano con una Ferrari?"

sabato, ottobre 18, 2008

Obama a Pietralata: discorsi sull'infatuazione per un leader

Ieri sono stata a Pietralata a un incontro organizzato dai Mille dal titolo "Obama Revolution: infatuazione collettiva o politica nuova (anche per il PD)?".

Diego e Ivan Scalfarotto hanno parlato della figura di Obama, dell'impatto di novità che porta nella politica – a partire dal suo stesso partito – e nella società, e in tutti quelli che ha fatto appassionare alla politica.

Sono considerazioni di cui si è detto e di cui ho parlato spesso (e quindi non mi dilungo) ma che, secondo me, ha valore portare in contesti diversi, con persone diverse da quelle che di solito parlano “dall'alto” di giornali e salotti televisivi. Io, poi, in un incontro in sezione (circolo? Uhm, vabbè) non c'ero mai stata, e i contesti nuovi mi incuriosiscono, specie se ci vedo vita. E mi ha fatto molto piacere, non è scontato trovarne.

Di qui in poi riflessioni sparse e del tutto personali sui discorsi di ieri




(Non) mettiamoci la faccia

Nell'introduzione Francesco Costa ha puntualizzato giustamente che forse il titolo esatto sarebbe stato "infatuazione collettiva E politica nuova". Lo trovo molto vero e questo mi dà occasione di dire una cosa che penso dall'inizio (e che avrei voluto dire ieri ma non ce n'è stata occasione): l'infatuazione, in quanto tale, finisce. Sempre.
Se Obama diventasse presidente diventerebbe comunque Presidente degli Stati Uniti: se tutto va come si spera, si troverà in una posizione di potere che lo porterà sicuramente a fare scelte impopolari e magari anche sbagliate (parlo di guerra ed economia, innanzitutto). E questo senza necessariamente tradire se stesso o le cose che ha detto.



Sì, il contesto sì. Un altro.

Ieri Michele faceva notare la retoricità dei discorsi di Obama, di temi e modi che hanno presa negli Stati Uniti ma che mai potrebbero averne qui, basti pensare ai riferimenti religiosi e ai racconti legati alla conversione, una cosa impensabile in Italia.

Qui da noi, per dire, i politici nostrani a intervalli regolari affermano (con varianti sul tema) di aver trovato la fede o la spiritualità etc. Un modo come un altro per strizzare l'occhio al Vaticano e al suo potere, una offesa bella e buona per chi la fede ce l'ha davvero e la vive quotidianamente nonostante tutto (anche il Vaticano ;-) ).

In generale la cosa che mi ha sempre colpito dell'infatuazione di Veltroni per Obama è proprio questa, voler importare un modo di dialogare diverso in un contesto diverso, con tutte le implicazioni, talvolta ridicole, che si immaginano e che si sono viste. Insomma, qui non siamo negli USA, si è notato?


Si sono fatti frequenti paralleli con Veltroni, certo. Ma si è parlato anche di altri leader stranieri: Zapatero, naturalmente, ma anche (e ho apprezzato molto Scalfarotto per averlo fatto) anche di David Cameron, quarantenne leader dei Tory, il partito conservatore britannico, partito che ha saputo scegliere una figura giovane, “di rottura” (approccio che ha spiazzato diversi amici laburisti che me lo raccontavano), se vogliamo, ripensarsi, reiventarsi, parlare e anche, credo, ascoltare – e non mi pare troppo curioso che parte di questa strada sia passata anche dalla Rete.

(nota: Scalfarotto ha sottolineato come lo stesso Sarkozy sia di “rottura” rispetto a Chirac, non in continuità, sebbene in analoga area politica)


Guidare e non rincorrere

Si è parlato poi di questo episodio, ne riporto la cronaca del Messaggero:

La soluzione, per Veltroni, è quella di lavorare a un patto educativo tra sinsegnanti e genitori: «Dire non una destra che vuole educare con la tv». È dopo questa frase che gli applausi scroscianti per il leader del Pd hanno lasciato posto all'urlo di un contestatore: «Lo dici proprio tu che hai fatto l'accordo con loro su Petruccioli!», ha gridato Marco Quaranta, insegnante di violino mostrando un articolo di Repubblica datato 23 settembre dal titolto: "Rai, Veltroni Rilancia Petruccioli". Veltroni ha risposto che l'augurio è che in commissione di vigilanza la maggioranza rispetti la scelta del candidato dell'opposizione, Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori. E prendendo il contestatore per un grillino ha aggiunto: «Dovunque vado faccio sempre la stessa domanda e cioè: dov'è finito Grillo? Da quando c'è la destra in Italia è sparito». Applausi dalla platea, ma il contestatore non si ferma e grida: «Io non sono uno di Grillo, sono un iscritto al Pd». E Veltroni, che di scuola ed educazione aveva parlato fino a poco prima ha ribattutto: «E allora la prima cosa che devi imparare è la buona educazione...».


Dettagli aggiunti ieri: il “contestatore” è un maestro, membro del PD, attivo nel fare campagna per Veltroni.

Ecco, una cosa molto importante detta ieri nel confronto tra Obama e la leadership di casa nostra è che non solo Obama sa parlare alla gente ma sa guidarla mentre chi guida la politica (nel PD, ma non solo) segue quello che vuole la gente, ma non prende decisioni che “guidano”.

Di più, la sensazione che si ha guardando Veltroni è che vada avanti facendo cose – alcune anche condivisibili, se vogliamo – ma senza assolutamente avere idea di quello che gli sta attorno, del motivo per cui fa certe cose.

Rifiutare il confronto con chi lo vota e si spende per lui, come nell'episodio di cui sopra, imporre le proprie idee (anche su questioni di “scarsa rilevanza”) come nel caso delle elezioni della giovanile del PD, e in generale assumere una posizione del tipo “fate un po' quello che vi pare, basta che mi lasciate in pace a decidere” (questo è quello che ha detto, in sostanza, a luglio nell'incontro alla festa del PD a Roma) vuol dire non avere capito niente del proprio ruolo. Peggio ancora se questa presunta guida gioca a rincorrere, completamente slegata dal contesto.

Questo è gravissimo per chi la politica la fa di professione. (Professione, capito?)

giovedì, ottobre 09, 2008

Conversazioni dal basso: Urbino, 10-12 ottobre

Questo weekend trasferta a Urbino per tre giorni di eventi organizzati da "quelli dell'università". Il gruppo di Conversazioni dal Basso (professori, studenti e collaboratori) ha preparato un lungo weekend di eventi:
  • venerdì 10, sera: Girl Geek Dinner. Il tema della GGD sarà il social network e io sarò una delle speaker (con tanto di cavaliere :P), parlando di Kublai - non poteva esserci migliore occasione, dato il gran numero di kublaiani presenti
  • sabato 11: AcaBarcamp con una track di interventi di taglio accademico sull'impatto sociale di Internet - sono molto curiosa data anche la presenza di ricercatori stranieri
Insomma, un bel po' da fare, amici da rivedere e Urbino, dove manco da qualche anno (e che ho visto solo con la neve e con il caldo torrido: potrebbe essere una bella novità!).
Partenza domattina.
E, tanto per cambiare, vado a fare la valigia!

N.B. Per chi invece resta a Roma domani sera a Piazza Venezia c'è la presentazione di Nessuna notizia da Gurb, di Eduardo Mendoza. Ne parlano molto bene quindi se qualcuno ci va faccia sapere, sono curiosa.

mercoledì, ottobre 08, 2008

Praticantati

"...e così il Papa ha fatto questo discorso in cui parlava dei metodi contraccettivi, che impediscono la procreazione di figli e snaturano il senso ultimo (ultimo?!) del matrimonio. Il solito, insomma."
"Beh, che poi, come i preservativi, anche i metodi naturali servono a evitare una gravidanza, mica il contrario. Cioè, seriamente, nessuno gli fa mai notare che l'obiettivo è il medesimo?"

giovedì, settembre 25, 2008

Stage e lavoro (via una prof)

Giovanna Cosenza, docente di Semiotica all'università di Bologna, inaugura sul suo blog un'utile rubrica dedicata a stage e lavoro. Pubblicherà annunci di aziende di cui garantisce la serietà e conosce personalmente il/la manager responsabile.
Inoltre chiede di far sapere del risultato della ricerca e dell'eventuale esperienza.

Una bella iniziativa...Good luck!