venerdì, dicembre 15, 2006

Astio 2.0/1 (the Scalfarotto edition)

"C’è una cosa che mi fa impazzire di internet. E’ la capacità incredibile dello strumento di creare una realtà virtuale nella quale i suoi utenti si proiettano anima e corpo, venendo totalmente inghiottiti dal bianco latteo dello schermo del computer e dimenticando completamente il resto del mondo dietro di sé mentre passano le loro vite seduti davanti al piccì."

Così comincia questo post di Ivan Scalfarotto.
Ho seguito con medio interesse - e curiosità, certo - il suo operato per le primarie dell'Unione, e l'ho fatto proprio via web nella fase del voto, dato che ero all'estero. Non so esattamente quale fosse la percezione che di lui aveva la gente. So però che molti in Rete erano dall'incuriosito all'entusiasta. Chi? Ah, i blogger, certo, i blogger.
Poi succede che oggi sul suo blog Scalfarotto scrive questa cosa lunga e davvero antipatica su Luca Conti aka Pandemia in risposta a (o meglio indispettito a causa di) un suo post di qualche settimana fa, in cui veniva fatto notare, la deriva del blog di Scalfarotto infestato da spam e si manifestava delusione (che vuol dire, aver dato credito alla persona, questo forse Scalfarotto non lo ha notato). La critica in sè è abbastanza vaga e a sè stante e quindi mi riesce incomprensibile capire la reazione spropositata che ne è seguita.

E poco elegante è il modo in cui la replica di Scalfarotto viene fatta. Non su quello che Luca Conti ha scritto in Rete e non (banalmente: il suo lavoro), ma sul suo CV che è linkato nel blog.
Scalfarotto fa il Direttore del Personale e quindi avrà magari una deformazione professionale nel valutare un curriculum. Ma il modo in cui lo fa in questo caso e in questa circostanza, poi...Voglio sperare che nel valutare i CV badi anche alle esperienze di chi lo presenta, ecco, poi magari sbaglio io.
Ora nessuno dice che il CV vada messo per forza in Rete, ma è senza dubbio segno che uno, come dire, ci mette la faccia. Scalfarotto non fa un lavoro legato alla Rete e non voglio nemmeno dire che il suo, di curriculum, debba metterlo in Rete solo perchè è stato l'elemento distintivo della sua strategia elettorale (strategia, capito?).
Però ecco tutto suona molto, immotivatamente, astioso e anche snob, detto da uno che scrive di essere (cito dal sito) di "direttore del personale di uno degli istituti finanziari più prestigiosi al mondo". E che, certo, parlerà inglese meglio di tutti noi messi insieme, ma non è da quello che si valuta una persona. O no?

"C’è una cosa che mi fa impazzire di internet. E’ la capacità incredibile dello strumento di creare una realtà virtuale nella quale i suoi utenti si proiettano anima e corpo, venendo totalmente inghiottiti dal bianco latteo dello schermo del computer e dimenticando completamente il resto del mondo dietro di sé mentre passano le loro vite seduti davanti al piccì."

Ecco, appunto.


Tag: Ivan Scalfarotto, Luca Conti, Pandemia

O holy night...on the Sunset Strip

Beh, da quando il solito pusher di serie tv ne ha parlato e io ho seguito il suo consiglio (la prima volta era successo con Lost, fate un po' voi), sono diventata una fan sfegatata di "Studio 60 on the Sunset Strip".

Scopro oggi che in giro c'è il file mp3 della versione da brivido di "O holy night" suonata dai musicisti di New Orleans nel finale dell'ultima puntata (natalizia!) trasmessa prima della pausa per le feste (quando ricominciano a trasmetterla?).
Mi sembra anche il caso di ricordare la Tipitina's Foundation, che ha riunito questi musicisti e che sta operando per recuperare la cultura musicale della città.

In questo dicembre di scarso spirito natalizio (detto anche: "ma siamo sicuri che non ci siamo fermati a novembre? 'sto Natale dove sarebbe?") questa è forse l'unica cosa che mi ha fatto davvero pensare al Natale come significato e forse anche come atmosfera.
Sul sito della NBC c'è anche il video della parte finale dell'episodio. Che è bello da vedere, e non solo per i fanatici come me, perchè c'è un momento clou della serie.
Certo, poi però vi rovinate la sorpresa.
Quindi guardatevele tutte di fila dall'inizio, che è meglio.


p.s. Risparmio una tiritera infinita sui motivi per cui è una serie strepitosa - tanto so di non essere la sola a pensarlo - anzi cito solo la dotta opinione del pusher di cui sopra su una delle puntate: "è bellissima, scritta da dio e ha fatto piangere come un vitello il comunista che c’è in me nella sesta puntata, il tutto senza retorica o effettacci".
E la cito perchè è chiara e sintetica e mi rappresenta, riferimento comunista a parte.
E poi perchè altrimenti comincerei a elencare i motivi per cui li amo tutti, attori, personaggi, regista, sceneggiatori ecc.
Ecco, un po' di tiritera entusiastica l'ho fatta lo stesso.


Tag: Studio 60 on the Sunset Strip, O holy night, Tipitina foundation, New Orleans

Repubblica, oggi

Dal momento che è insolito ai limiti dell'emozione avere il tempo di dare un'occhiata (e leggere pure qualcosa!) a un quotidiano - ma non ho tempo per un'analisi seria di contenuti, metterei in fila qualche osservazione peregrina.

1. "Un paese che avanza. In ordine sparso" - menzione speciale per il titolo del Venerdì di Repubblica di oggi.
2. Posso dire che fa un po' ridere che facciano un trafiletto sui Golden Globe con foto di Babel e poi mettano la foto di "The departed" alla pagine successiva in mezzo a un articolo sulle polemiche relative alla volgarità dei film di Natale (ah, vabbè, ce l'avevano...)
3. Gli articoli non sono ancora firmati (quasi tutti)? Non ho più seguito la vicenda...vanno avanti ad oltranza?
4. A me gli articoli sembrano più lunghi del solito
5. non c'è un punto 5, dato che avrei da fare considerazioni ancora più peregrine. Che in questo caso è un termine politically correct per "del tutto prive di utilità e interesse, ma era tanto che non avevo il tempo di sedermi a leggere un quotidiano. E mi sono emozionata. Scusate."

domenica, dicembre 10, 2006

Un giorno a Roma, anzi due

Termini, casino, metro, casino, le vestali o le vestaglie, girls talk, la sveglia presto, stra-te-gi-a, sabato mattina e niente gente, Newborn, Eur, architettura fascista e obbrobri commerciali, piazzale vuoto, valutazioni estetiche e non sinistroidi, laghetti dell'Eur, la cocciutaggine è di famiglia, la fiera dei libri, guide spirituali e non, i libri, incontri consueti, incontri inconsueti, gossip tra blogger, racconti sottovoce, chiamate in attesa, domande insolite, aspettative, saggi, assaggi, attese, righe, caffè, "te ne do atto", rivincite, punti di riferimento, procrastinazione, conversazioni, occhi che vagano altrove, pensieri che vagano altrove, tempo perso, tempo ben speso, potenzialità, una bimba bionda che corre tra le sedie, stupore, disorientamento, sorrisetti sardonici, lasagne fatte in casa, chiacchiere a non finire, "sii perfida", rispetto, corpo, mente, trasporti romani, "è perdendosi che si impara ad orientarsi", un incontro illuminante e un tuffo indietro di 12 anni, lettere, non ho ricordi di certe cose, piazza Navona e le bancarelle, "chissà che idea ti starai facendo di Roma", "alla fine ho davvero fatto il liceo linguistico", via del Corso nonsopiùquantevolte, incontri casuali, fa un caldo innaturale, anzi piove, anzi diluvia, compro un ombrello e smette di piovere, dannata legge di Murphy, piazza del Popolo, saltelli, tasselli di un puzzle geografico, Trastevere, battute geniali a sfondo matematico e perciò improbabili, risate, differenze, pancake trasteverini, pubblicità orribili, opinioni politiche n-e-t-t-e, molte risate.

martedì, dicembre 05, 2006

Deconstructing

...è un microcosmo come gli altri.

Solo che hai la possibilità di cominciare come vuoi e con chi vuoi. Se vuoi”

(9/11/2004, riflessioni su un quadernetto nero di una che ancora non sapeva bene che avrebbe fatto una tesi sui blog – e non ne conosceva le conseguenze)


Devo suggerire una cosa: per favore, aprite la blogosfera”

(Teo, un gatto. Almeno credo)


Sì, i pensieri sono quelli di...un gatto (beh, non esattamente un gatto), ispirati dal BarCamp di Torino. Il gatto dice che la blogosfera è virtualmente è aperta ma criptica per chi non sia nel sistema di blog e affini, per chi non ci lavora, per chi lo vede come uno strumento magari nuovo, magari strano. O anche: l'autoreferenzialità, questo troppo noto rischio.

Oggi ho letto di alcuni commenti al BarCamp su questo tema e per molti versi sento di condividere quello che dice Andrea.
Cioè, è vero che a volte si è autoreferenziali e che magari una discussione sul blogroll non interessa granchè a chi il blog lo usa per esprimere le proprie idee e magari non ci ragiona per lavoro o per passione. E forse è vero, in generale non si fa abbastanza per rendere l'oggetto-blog un oggetto. E certo, un mezzo che diventa fine è sempre fonte di problemi.

Ma è anche vero che nemmeno io conoscevo nessuno all'inizio e ora non è più così.
Vorrei parlare dell'estrema apertura e disponibilità ad aiutare la sottoscritta per la sua tesi con materiale, idee e consigli. E anche che nella mia esperienza non c'è solo la gentilezza di chi mi ha aiutato, ma anche di chi ha ascoltato i miei sfoghi, di chi mi ha parlato di sè, di persone che ora sono amici o comunque, in qualche modo, punti di riferimento. E che le relazioni umane e le amicizie si creano allo stesso modo.

Ecco, ieri mi sono ritrovata a parlare di digital divide e del timore della gente nell'usare uno strumento che non conosce, di un mondo che viene percepito come chiuso.
Appare al limite del tautologico dire che un gruppo di persone - la blogosfera, si diceva - si comporta come un gruppo di persone. E che in tutti i gruppi umani, dal primo giorno di scuola in poi, ci si trova in situazioni in cui sei l'ultimo arrivato e ti ritrovi in un luogo in cui tutti sembrano conoscersi (non è questa la motivazione dell'autoreferenzialità. E anche: ci sono persone che vedono questa come un'occasione per avere importanza e per darsela. E lo farebbero comunque).

Ci sono tanti modi in cui si crea fiducia e si creano legami che vanno oltre il senso del luogo. Forse è una delle spiegazioni di certa difficoltà a entrare in certi meccanismi.
Ma anche: questo non è un posto chiuso e di solito arriva prima la voce di tutto il resto. Prima le proprie idee, prima l'interazione con altre persone, poi tutto il resto.

Tempo fa un blogger diceva che avrebbe potuto fare a meno del proprio blog, ma non di quelli degli altri.
Oh, se lo capisco.



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domenica, dicembre 03, 2006

On the road (stavolta lo hanno chiamato "Tour delle capitali d'Italia")

Si riparte, si riparte!!

5-7 dicembre Torino - incidentalmente mi trovate qui e qui
7-9 dicembre Roma - l'otto dicembre sono a PiùLibri. Come? Si parla anche di blog? Uhm, prima volta che sento questa cosa

Sarò negli interstizi, cari miei, fatemi un saluto, se mi vedete

Welcome!

Abbiamo un nuovo arrivo a casa: una tartarughina che ci hanno regalato i genitori di Sara.
Per ora è sveglia. Credo.
Ma le tartarughe non vanno in letargo?

Comunque sia, sono bene accetti consigli per il nome.

Update: devo rivedere le mie convinzioni sulle tartarughe, questa sembra allenata per il mezzofondo.

Update #2: è un maschio

Vicino-watching

So che qualcuno dei miei piccoli (!) lettori è affezionato alle vicende del mio anomalo vicino di casa.
Fino alla scorsa estate niente di nuovo, a parte una conversazione cominciata in ascensore (!!) e terminata a piano terra con sua madre (sì, mi ha mollato a parlare con sua madre ed è andato in cantina) - ovviamente era una discussione non necessaria su problemi che non esistono se non in certe menti bacate.

Le ultime nuove sono:
- ha sostituito il nome sulla targhetta del campanello: dal semplice cognome al cognome preceduto da "Dott." (!?!)
- ha messo una ghirlanda natalizia fuori dal suo cancello rigorosamente chiuso. La ghirlanda recita "Buon Natale" (test.)

Le domande in questa casa sono:
- in cosa ha preso 'sta laurea e soprattutto come (con i punti del latte, dicono i maligni)
- come dovremmo interpretare una ghirlanda natalizia da parte di uno che non riceve visite e non saluta i suoi vicini? (o anche: "Ma Hitler lo festeggia, il Natale?" - copyright di Valentina)

Le responsabilità di Google

Di tutta la faccenda relativa a Google e al video relativo a un episodio di bullismo hanno parlato in tanti. E così anche delle reazioni del ministro Fioroni.
Ne hanno parlato in tanti, e meglio di quanto potrei fare io.
Sinteticamente il mio contributo si sintetizza in: Internet NON è la stampa. Ed è una frase semplice ma non così lapalissiana come può sembrare.
Per il resto, tutta la conoscenza che potevo aggiungere alla conversazione l'ha già messa insieme Laura Turini a pag.15 dello scorso numero di Nòva (qui ancora per qualche giorno, poi non so).

No, il nazionalpopolare, no!

(ranting casuale e non strutturato su Studio "la Novella 2000 dei telegiornali" Aperto - cosa che dovrei fare periodicamente ogni volta che mi capita di vedere un servizio - sono in fase pre-influenzale e post-concerto e le mie capacità di filtro e rielaborazione sono ridotte al lumicino)

Sta andando in onda su Studio Aperto un esempio da manuale di "servizio di parte".
Sulla manifestazione di sabato a Roma, ça va sans dire.
Ora dico, se uno volesse farla in modo meno palese potrebbe almeno evitare di far vedere persone che potrebbero essere padri di famiglia che gridano "Come si fa a non venire per Silvioooooo". Mi aspetto da un momento all'altro che inquadrino qualcuno che canti "Seven Nation Army - versione nazionalpopolare.

Ma poi, mi chiedo, mi dà più fastidio il nazionalpopolare spinto o la sua rappresentazione formato telegiornale o presunto tale?



N.B. Studio Aperto parla di manifestazione* civile di moderati (non tutti, pare, still...)...eh? Due milioni, dicono...ehi, ma la questura stavolta che dice?




*c'erano le ballerine brasiliane. Ok, la battuta è troppo facile davvero

venerdì, dicembre 01, 2006

Schiacciali quei sassi passa sopra a tutti i sassi

Vedere dal vivo una puntata di Caterpillar* è divertente quanto ascoltarla in radio.
Anzi, forse di più, perchè ti ritrovi a parlare con un sacco di altri ascoltatori e...perchè vedi con i tuoi occhi quello che in radio viene raccontato (e no, non esagerano nel racconto).

Devo dire che tutta la giornata fiorentina odierna (dal sole** al lampredotto al Festival della Creatività) mi ha messo molto di buonumore.



* oggi guest star: Bandabardò
**sto diventando metereopatica in modo preoccupante...

mercoledì, novembre 29, 2006

Festival della creatività, anyone?

Domani migrazione giornaliera a Firenze per il Festival della Creatività alla Fortezza da Basso.
Sarò in giro da quelle parti nel pomeriggio...se non prima, alle 18 io sarò in sala Spadolini a seguire la puntata di Caterpillar dal vivo.
Per incontrarmi - o evitarmi, perchè no - sapete come fare.

Ah, ovviamente è in preparazione il tour invernale, chè è un po' che non faccio un giro.
Aspetto una risolutiva telefonata e poi vi dico. Presto.

domenica, novembre 26, 2006

"Cosa faccio nella vita?"

Capita di trovarsi a cene o feste dove qualcuno prova a mettersi in mostra parlando del successo nel proprio lavoro, ostentando ricchezze familiari o auto potenti* ('sto rapporto degli uomini con le auto un giorno vorrò capirlo) .
Capita all'eccesso opposto di parlare con gente che vuol darsi arie da bohèmien**.
A volte però si esagera. Qualche giorno fa, alla domanda "Cosa fai nella vita?", ho sentito una risposta che suonava più o meno "Non faccio molto. Di giorno dormo. Di notte sogno. E vendo sogni. Qualcuno li compra, qualcuno no".
La fidanzata adorante, che confermava annuendo, è probabilmente la dimostrazione che tale atteggiamento paga in qualche modo.
Dopo circa sessanta secondi di questa tiritera mi sono sentita in dovere di incalzare con sguardo interrogativo e allora lui mi ha spiegato che studia cinema al DAMS.
Ho quasi sospirato: per tutti quei sessanta secondi mi ero chiesta, un pochino sgomenta, se il soggetto in questione stesse cercando un modo elegante di dirmi che era uno spacciatore o qualcosa del genere.



* la prima volta bene, la seconda mi dico che deve trattarsi dell'orgoglio di chi lavora. Al terzo riferimento in meno di cinque minuti mi verrebbe da direzionare il soggetto verso qualcuno che sia sensibile a questo tipo di cose - ce ne sono, lo so. Non sposerò mai un uomo ricco, pazienza.
** la prima volta bene, la seconda mi dico che deve trattarsi di uno spirito libero.
Al terzo riferimento in meno di cinque minuti mi verrebbe da direzionare il soggetto verso qualcuno che sia sensibile a questo tipo di cose - ce ne sono, lo so. Non sposerò mai un uomo che vuole farsi mantenere, pazienza.

mercoledì, novembre 22, 2006

Creatività, genio e tradimento

Antonio Sofi parla* di creatività e dell'omonimo Festival che avrà luogo a Firenze a partire dal 30 novembre (a proposito, qualcuno fa un giro?)

L'articolo ha anche un simpatico guizzo finale quando cita un articolo secondo cui gli uomini di genio sarebbero tendenzialmente traditori e cita esempi come Chaplin e Picasso.
Da queste parti (cioè tra le coinquiline) già si pensa a come utilizzare questa scoperta contro alcuni seccatori. Dire qualcosa tipo "Non può funzionare tra noi, sei un genio e non credo di farcela" potrebbe essere più gentile e meno problematico di "Ma come diavolo ti viene in mente?".
Poi, se uno è un genio dovrebbe capire che è un trucco, mi obiettano.
Ma uno è un genio solo in certi campi, mica in tutti, spero bene.



* potete recuperare il pezzo oggi su IlFirenze.it a pagina 6, da domani non so

martedì, novembre 21, 2006

Dovrei trovare un titolo ma questo articolo mi ha lasciato senza parole

L'articolo su David Milch (autore di Hill Street Blues, NYPD Blue e Deadwood) non sarebbe mai arrivato ai miei occhi se Sara non lo avesse segnalato. E Sara non lo avrebbe segnalato se non conoscesse una delle persone nominate nell'articolo.
O meglio:
"Writing is generally a silent, solitary pursuit. But not for David Milch, one of the most prolific and successful writers in television with a résumé that includes Emmys for work on “Hill Street Blues” and “NYPD Blue” and, most recently, critical plaudits for HBO’s darkly poetic “Deadwood.” He composes verbally, extemporaneously and in a crowd.
His method, and a bit of his madness, were on display here recently in front of a roomful of actors, writers, an ex-cop and a lip-reading deaf girl."


La ragazza sorda che legge le labbra si chiama Alex. Ed è una delle persone che lavora allo show su cui sta lavorando il personaggio protagonista dell'articolo.
Più avanti si dice in effetti che era venuta a lavorare al pilot del nuovo show di Milch, ma trovo offensivo e senza senso che venga identificata come "una ragazza sorda", nemmeno fosse stata presa a lavorare per quello o passasse di lì per caso (mentre lavora sul progetto da alcuni mesi e ha già lavorato come autrice nello stesso Deadwood, ad esempio).

Non pensare all'elefante (seminario di formazione e comunicazione politica, Forlì)

Il mio intervento di sabato a Forlì al seminario di Comunicazione politica organizzato dall'Istituto Gramsci è stato parte di un'esperienza emozionante e stimolante insieme.
Intanto perchè non avevo mai parlato di fronte a una platea.
Poi perchè la platea era fatta di persone di età e caratteristiche molto differenti, tutti accomunati da un grande interesse per i temi e senza nessuna paura di confrontarsi con argomenti nuovi come Internet e i blog.

Sì, effettivamente ho parlato di blog (uh, miss originalità! Ma io quello so, mica potevo parlare di fisica quantistica) e politica. Niente di molto specifico, un quadro generale, anche perchè c'erano molte persone che non avevano idea di cosa fosse un blog.
Ho fatto un'introduzione volutamente positiva sapendo che il mio intervento sarebbe stato spezzato in due parti e che avrei avuto come contraltare un altro blogger che mi è stato presentato come attivista, e sospettando che sarebbe stato lui il primo a puntualizzare gli aspetti critici del fenomeno.
Nella seconda parte del mio intervento ho parlato del rapporto con la politica e ho fatto anche un accenno al rapporto col giornalismo.

Sono stata molto colpita dall'interesse delle persone, da come persone dell'età dei miei genitori e dei miei nonni siano venuti a ringraziarmi per aver dato loro uno sguardo su cose di cui non avevano idea. E di come siano pronti a parlare e a cercare il confronto.
Un'esperienza che mi ha arricchito e che spero di ripetere al più presto, anche da spettatrice

lunedì, novembre 20, 2006

In aereo senza fili

Apprendo in questo momento - in tempo reale - che sui voli Lufthansa c'è il wireless.
Almeno su uno Monaco-New York che è in volo in questo momento.

giovedì, novembre 16, 2006

Un blog intorno al mondo

Lee e Sachi hanno deciso di trascorrere il 2006 in un viaggio intorno al mondo. Sono partiti nel dicembre 2005.
The world is not flat è il loro blog di viaggio.
Dopo Lisbona, la coppia si è fermata a Barcellona.

Per la cronaca, questa è la loro esperienza (anche fotografica) in Italia.

mercoledì, novembre 15, 2006

And some more "Amandawatching"

In molti si chiedevano cosa avrebbe fatto Amanda Congdon dopo la burrascosa separazione da Andrew Baron e Rocketboom.
Ed ecco le novità, annunciate da lei stessa sul suo attuale videoblog che l'ha accompagnata nel suo viaggio coast-to-coast: collaborazione con ABC news, sviluppo di un progetto per HBO e uno show sul suo blog personale. Chissà se la sua idea di fare da "ponte" tra le nuove e le vecchie tecnologie funzionerà...


n.b. Qui l'articolo di Business Week.

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Telco, tutor e altre storie

(post a uso e consumo degli amici che riescono a seguire la mia vita a distanza grazie a questo blog)

Proprio quando ero in fase decisionale circa la dipendenza da scegliere per distruggermi la vita (avendo tanto tempo libero - e Lost è pure sospeso fino a febbraio), sono arrivate un paio di buone notizie che danno una prospettiva positiva ai miei prossimi mesi.
More coming soon...

domenica, novembre 12, 2006

Stramilano

Strano sarà strano, ma tutte le volte che vado a Milano (ultimamente spesso in giornata), la città si premura di stupirmi e/o smentire i luoghi comuni che si sentono riguardo ad essa.
E così venerdì sole, temperatura ragionevole, eventi particolari che mi hanno portato a girare alcune delle zone più belle della città, oltre che a incontrare due care amiche.
Ah, e poi, sarò io, ma a me non pare proprio che i milanesi non vogliano camminare!!

Nuovo feed

Se tanto mi dà tanto, questo blog ha un nuovo feed:

http://feeds.feedburner.com/vassarstories

giovedì, novembre 09, 2006

Segnalazioni (impegnate e decisamente meno impegnate) per il weekend a Bologna

Ma c'è stato anche l'anno scorso questo Multimedia Labor Festival?

Non so, ma il programma mi pare interessante (ovviamente Ken Loach a palla, chevvelodicoafare) e devo anche dare un'occhiata a questo museo virtuale del lavoro.
In ogni caso, sabato sera sarò nei pressi della sala Mastroianni del cinema Lumière. Naturalmente a quel punto avrò già fatto plurime visite alle piazze che da oggi a domenica ospitano EuroChocolate.

mercoledì, novembre 08, 2006

Com.P.A. (?!)

A parte il piacere di vedere amici, colleghi e blogger dall'improbabile senso dell'orientamento, devo dire che il mio giro al ComPA non ha dato molti frutti. Anzi, ne sono rimasta piuttosto delusa per quanto riguarda l'esposizione.
Salvo rarissime eccezioni, gli stand non avevano materiale aggiornato e questo è abbastanza grave, specie quando si parla di stand dell'UE.
Inoltre, dall'ultima volta in cui ci sono stata, due anni fa, noto una quasi totale assenza di stand delle università (nemmeno quella di Bologna!); il che è piuttosto curiosoe assurdo, se si considera che ogni anno al Com.P.A. si tiene un incontro che coinvolge tutti i corsi di laurea di Scienze della Comunicazione.

Per quanto riguarda il programma degli incontri sulla carta mi è sembrato abbastanza interessante, anche se forse i grossi incontri legati a uno stesso tema dovrebbero tenersi a orari diversi e non in contemporanea.
Per finire riporto una osservazione che mi hanno fatto alcuni colleghi che hanno partecipato a più di un incontro su disparati temi: tutti parlano di quello che fanno e degli effetti positivi che hanno avuto. "Mentre a me" diceva un amico "interesserebbe sapere come hanno progettato questi interventi e innovazioni e i problemi che hanno incontrato nel realizzarli".
Insomma, più discussione e meno vetrina.
Spero ci sia qualcuno che abbia avuto un'esperienza positiva e che l'anno prossimo a pranzo parleremo ad esempio del convegno sull'open source e non del buffet che c'è stato alla fine (per dire dell'interesse).


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YouTube uber alles (the Mid-Terms edition)

A quanto pare, nelle elezioni di ieri negli Stati Uniti ci sono stati problemi col voto elettronico - e ti pareva?!). I blog politici di ogni appartenenza hanno coperto le elezioni, e questi problemi tecnici in particolare, senza colpo ferire:


Blogs of all political stripes spent most of yesterday detailing reports of voting machine malfunctions and ballot shortages, effectively becoming an online national clearinghouse of the polling problems that still face the election system.


A quanto si legge nell'articolo del NYT si registrano anche presunti casi di intimidazione ai danni di osservatori incaricati di verificare la regolarità del voto:


Erick Erickson, RedState’s chief blogger, also included a report of poll watcher intimidation in Philadelphia, along with a link to a video on YouTube that appeared to show a certified poll observer (armed with a video camera) being blocked from a polling station.


La novità è che le prove a supporto ora sono visive: video di YouTube, manco a dirlo.

martedì, novembre 07, 2006

Milano, venerdi

Venerdi sarò a Milano per motivi quasi indipendenti dalla mia volontà, ma anche no.
Assolte le motivazioni "istituzionali" gironzolerò per il centro da ora di pranzo a ora di aperitivo.
Se qualcuno volesse far due chiacchiere, prendere un caffè, fare un giro per negozi ecc, mi faccia sapere.
Dai, non fatemi pranzare da sola chè poi mangio troppo in fretta, lo so.
E poi mangiare da soli è triste.
E magari finisco in qualche bar triste, costoso e con panini plasticosi.
Insomma, ecco.

sabato, novembre 04, 2006

Il senno di poi (aka Frasi proprio così)

Io: "Perchè stai ridendo?"
Fratello: "Mi era venuta in mente una battuta"
Io: "Beh, allora dilla anche a noi"
Fratello: "Sì, volevo...solo che adesso non mi ricordo più perchè si doveva ridere"

martedì, ottobre 31, 2006

Siamo tutti precari (alcuni più di altri?)

Volevo condividere con voi che stamattina a Omnibus un uomo ha pronunciato la ferale frase "Siamo tutti precari, nessuno ha il posto garantito".
Ora, non so se il suo appartenere alla Adam Smith Society (!) renda questa sua affermazione perfettamente coerente nella sua mente.
Ma forse sono io che penso male e lui parlava semplicemente della caducità della vita...

sabato, ottobre 28, 2006

1/4

Contrariamente alle previsioni, anche quest'anno rinuncio alla retorica.
Del resto, a che serve la retorica quando hai un magnifico dolce al cioccolato fatto appositamente per te?

venerdì, ottobre 27, 2006

L'altro lato della serendipity

Serendipity è quando trovi qualcosa che non sapevi di cercare.
Poi è anche che cinque anni fa ho fatto un sito per un esame e che grazie a quel sito sono stata rintracciata da una ragazza che avevo conosciuto in vacanza quando avevo circa 13 anni.
Scrivendoci e parlandoci via messenger abbiamo scoperto un'impressionante serie di coincidenze e cose in comune, persino foto scattate negli stessi posti a Boston e New York.

Resto sempre sorpresa quando queste cose accadono e, certo, non pensavo potessero accadere a distanza di tanti anni.
Ah, di quella vacanza (Marilleva, 1994) io e lei ricordiamo solo due persone, un fratello e una sorella di un paese vicino Roma. Se qualcuno passasse da queste parti...

giovedì, ottobre 26, 2006

(tentativi di) Compleanno web 2.0

(o anche: Sono contenta che la tua migliore amica sia incidentalmente una psicologa: risparmierai un sacco di tempo e denaro, un giorno)

A: "Ok, ho capito cosa è Wordpress, so in cosa consiste un account Pro di Flickr e ho anche una vaga idea di cosa sia questa wishlist di Amazon. Ora, potresti per favore dirmi se ESISTE una cosa che posso regalarti per il tuo compleanno che io possa andare a comprarti in un negozio, come fa la gente normale?"
S: "..."
A: "Allora!?!?"
S: "Ehi, sto pensando!! Non è che mi serva niente...e poi lo sai che ho gusti difficili...poi dovrei venire con te..."
A:"Se vuoi..."
S: "Ma no!! E la sorpresa? Io voglio la sorpresa!!"
A: "Un uovo kinder?"
S: "No, ecco...voglio una maglietta-disclaimer"
A: "Eh???"
S: "Uhm, ok, una scritta..."
A: "Una maglietta con una scritta?"
S: "Sociopatici, back off...ecco cosa voglio far scrivere...ti piace?"
A: "Ti compro una borsa. O un libro."
S: "Ok, domani facciamo un giro per negozi, così ti indico un po' di borse e un po' di libri. Voglio la sorpresa, eh!!"

lunedì, ottobre 23, 2006

Post selection

Con la febbre e quel che ne segue non riesco a fare altro che una personale selezione di post interessanti:

  • ritratto di Garry Trudeau sul Washington Post
  • Michael Schumacher si ritira: il saluto (ed è già nostalgia canaglia?) di Suzukimaruti
  • un corporate blogger può usare "la parola con la F"? (via Robert Scoble)
  • "Wanted: News organization with vision, guts, asbestos underwear and enormous brass balls, willing to hire free-thinking, outspoken tech-pioneer to serve as chief technology officer. Apply to Dave Winer, somewhere on the road to the future" ...Voi lo assumereste Dave Winer? Daniel Conover ti spiega perchè dovresti...(if you can handle it!!)

Se invece volete sapere cosa si dice in Rete, beh...fatevelo dire da Federico e dalla rassegna che cura per Apogeonline.


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Blogger on tour!

I blogger sono in giro (stavolta io no):

  • i blogger sono invitati al prossimo convegno dell'Associazione Nazionale della Stampa Online il 27 ottobre a Orvieto. Pare scontato? Linguisticamente, forse. Praticamente, no. Qualcosa si muove? Speriamo! E aspettiamo resoconti.
  • Sono aperte le iscrizioni a Les Blogs 3, anzi Le Web 3: 11 e 12 dicembre a Paris! Loic Le Meur è già al lavoro...anche per garantire una più comoda sistemazione a Marc Canter ("I'm also thinking about beds in the room so that Marc can take a nap in better conditions"). :-P
  • ...e ovviamente il prossimo BarCamp a Torino, il 2 dicembre!!

Io, sarà questa stupida febbriciattola, per questo giro passerei...(ma, si sa, è facile farmi cambiare idea quando si tratta di viaggiare...vedremo!)

sabato, ottobre 21, 2006

WTF?!

Ecco, tempo bello bello ai limiti dell'anomalo fino a due giorni fa.
Poi oggi maratona di lettura in giro per la città.
E che fa? Piove!!!
No, per dire.

giovedì, ottobre 19, 2006

Read it loud: Ad alta voce

Tra 48 ore sarò in giro per Bologna. "Ad alta voce" sta per cominciare e siete tutti invitati!

Il programma è qui. Dalle 10 in poi ci saranno letture a tutte le ore in vari luoghi della città.

Se invece volete farmi un saluto mentre lavoro sarò nella sala d'attesa di seconda classe della stazione ferroviaria alle 12 per la lettura di Vincenzo Cerami e Tiziano Scarpa.

Alle 18 sarò in Aula Magna S. Lucia per il gran finale condotto da Massimo Cirri e Filippo Solibello (Caterpillar). Leggeranno: Edoardo Sanguineti, Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Pino Corrias e Silvia Ballestra.

Enjoy!!

lunedì, ottobre 16, 2006

Milano, quickly

Trascorrerò lunedi pomeriggio (domani, cioè oggi, tecnicamente) a Milano, zona Fiera.
Per motivi che in teoria non mi riguardano. In teoria.
In ogni caso se ci siete battete un colpo.

Add: Ieri sera per dieci luminosi minuti l'aria di Bologna mi è sembrata pura.
Ovviamente il motivo è da ricercarsi nel fatto che avessi passato due ore del mio pomeriggio su Corso Magenta a Milano.
Stamattina le cose erano già nella normalità.

domenica, ottobre 15, 2006

Wind of change

Qui si è deciso di provare il beta di Blogger, giusto per fare qualcosa di nuovo.
("Ma se avevi voglia di cambiamento non potevi tagliarti i capelli?" "Not your business, comunque forse vado in settimana")
Mi spiace per gli inconvenienti, specie per i commenti.
Per ora, al limite, commentate da anonimi (e firmate!)...e fatemi sapere se riscontrate altri problemi.

Update: ora i commenti di Haloscan sembrano funzionare. Grazie a Now THAT's Amateur e a The logical philosopher (e al forum di Haloscan).

sabato, ottobre 14, 2006

Converge South 2006

Converge South 2006 è in corso!!
Come l'anno scorso Daniel e Janet Conover sono lì e le prime cronache della conferenza che leggo sono proprio le loro, pubblicate su Xark.

In questo momento una delle sessioni è guidata da Robert Scoble, un'altra da Elizabeth Edwards.

Un saluto e un in bocca al lupo a Ed Cone, Sue Polinsky e a tutta la città di Greensboro.
Magari l'anno prossimo, chissà...


Add: l'ospitalità di Greensboro colpisce ancora, anche Robert Scoble lo racconta (il fatto che anche lui sia stato colpito dal banana pudding non è un caso)!

Roberto Saviano e le minacce di Gomorra

"Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E La verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova".

Roberto Saviano


Cita Pasolini, questo brano scritto da Roberto Saviano* più di un anno fa.
Roberto Saviano ha 27 anni ed è scrittore e giornalista. Di recente si è molto sentito parlare di lui per via del successo del suo libro "Gomorra" in cui parla del potere della camorra, dei suoi traffici e della sua forza. Un libro che ha riscosso consenso, apprezzamento e premi. E problemi, molti problemi.
Saviano ora non fa più uscite pubbliche, non risponde al vecchio numero di telefono: è sotto protezione, come racconta l'articolo pubblicato dall'Espresso.

Non ho ancora letto il libro in questione. E nemmeno riesco a capire l'ostilità delle istituzioni locali, di cui si parla nell'articolo.
Questa cosa mi ha colpito particolarmente sia perchè lo scrittore ha solo due anni più di me, sia perchè con Saviano ho parlato un paio di volte il mese scorso nell'ambito dell'organizzazione di "Ad alta voce". Avevamo preso accordi perchè partecipasse alla prima data, quella di Venezia, che si sta svolgendo in queste ore (in effetti il suo nome compare anche sul sito e sul programma). Ci ha poi chiamato per spiegarci perchè ha dovuto rinunciare.
Ieri, alla conferenza stampa dell'evento se ne è parlato ancora e le notizie stanno girando, spesso anche in modo inesatto. Pare infatti che l'iniziativa degli scrittori fosse un'idea che ancora nulla aveva di ufficiale e, soprattutto, niente voleva essere prima di aver sentito il diretto interessato.
Su Lipperatura ho trovato la spiegazione della cosa (nei commenti - questo è quello di Sandrone Dazieri) e gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda: tre ragazzi hanno comprato un dominio per poter raccogliere firme e manifestare solidarietà allo scrittore.

Forse lui preferirebbe non essere più al centro dell'attenzione, ma non credo che ciò sia possibile dopo l'articolo dell'Espresso. Spero che quindi che se ne parli, che ci si informi e che questa sia un altro modo per riflettere. E indignarsi, chè troppo spesso non ci ricordiamo più come si fa.


"Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità."


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venerdì, ottobre 13, 2006

Gimme a break!

Nelle ultime due settimane mi è stato chiesto di rendere conto, in ordine sparso, della mia cultura nazionale, della mia appartenenza alla società occidentale, delle mie scelte e delle mie "non scelte".
La cosa eccezionale (nel senso di "insolito, che fa eccezione" - prima accezione del termine) è che certe istanze vengono portate proprio da chi non ha assolutamente nè voce in capitolo, nè titolo per farlo. Senza contare che spesso io non ho proprio a che vedere con certe cose che vengono dette.


Di questo passo, non so che altro aspettarmi. Così, tanto per stare tranquilla, faccio "full disclosure":
  1. Anche se ho appena comprato un biglietto del treno, non ho responsabilità sui ritardi e sui disservizi di Trenitalia (nel caso, sono una vittima, come voi)
  2. Ok, sapete perfettamente come la penso in politica. Ma non chiedetemi conto della Finanziaria, posso darvi delle opinioni, ma non l'ho scritta io
  3. Se non riuscite a scaricare le puntate di Lost è un problema vostro e del vostro computer. Per quel che mi riguarda, propongo ciclicamente a chiunque di rapire JJ Abrams, più di questo non posso fare
  4. Gli sbarchi dei clandestini? i CPT? non è che, essendo nata in Puglia, qualcuno mi chiama a risponderne, spero?!
  5. Sì, sono cattolica. No, non ho a che fare con l'Inquisizione.
  6. Il crollo della borsa di Wall Street del 1929? Non c'ero, giuro. L'unica persona che c'era con cui potrei parlarne è mia nonna. All'epoca, però, viveva nei pressi del delta del Po e aveva sei anni. Ragion per cui dubito che possa avere cose significative da dire

Avvertenze per la prossima volta che istanze del genere dovessero essere portate alla mia attenzione (si noti il linguaggio formale):
- si prega di inoltrare formale richiesta via mail
- scegliere orari comodi e non in prossimità dei pasti
- quando si fa riferimento al fatto che sono polemica e ho un carattere difficile, si consideri il fatto che il suddetto carattere (non facile, no) non deve essere poi così male se non ho (ancora?) mandato a quel paese nessuno, inclusi quelli che magari lo meritavano parecchio.
Thanks!

giovedì, ottobre 12, 2006

You're not alone, B.D.

"Welcome to The Sandbox, our command-wide milblog, featuring comments, anecdotes, and observations from service members currently deployed to Iraq and Afghanistan."


Garry Trudeau, il creatore di Doonesbury, ha aperto il blog "The Sandbox".
Ed Cone lo ha brevemente intervistato.
Qui un altro articolo di Ed su B.D., il personaggio di Doonesbury che più ha avuto a che fare con la "sandbox".


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martedì, ottobre 10, 2006

La città dei cittadini

Date spostate, incastri saltati.
E io sono stata incastrata più di tutti.
Quindi, invece di trascorrere un weekend a Venezia con la mia sparring partner ed ex coinquilina, dovrò trascorrere il sabato mattina parlando di blog e libertà di manifestazione del pensiero nell'ambito di questa bella iniziativa. L'elemento tragico (oltre al weekend scombinato) è dato dal fatto che devo parlarne a una quarantina di studenti liceali, che non so come prendere.
Idee?

venerdì, ottobre 06, 2006

Tecnici da dancefloor

Uno pensa: quando ti tocca in sorte un vicino di casa così, le hai più o meno viste tutte.
Uno pensa: non può succederti altro di particolare, quando quelli che ti hanno trasportato un divano a casa si fermano davanti alla cucina, la scrutano per cinque minuti buoni e poi ti dicono: "Ma lei lo sa che la sua cucina è storta?".

Ma non era ancora arrivato nessuno a installarci Fastweb, cosa che è successa ieri.
L'esemplare era vestito con maglione corto a fasce rosa e marroni, pantaloni a vita bassa con mutande (verdi, sic!) a vista, orecchini-gioiello a entrambe le orecchie, cappello jeans tipo quelli di Jamiroquai.
Già che un tecnico sembri uscito da una discoteca è qualcosa che non passa inosservato.
Lui però ha voluto stupirci.
A un certo punto riceve uno squillo e richiama il numero. Bastano pochi secondi per capire che era un numero sconosciuto e che lui ha richiamato e sta facendo "conoscenza telefonica" mentre ci installa la linea. E quindi è stato tutto un "Ciao, chi sei?", "Che lavoro fai?" ecc.
Noi eravamo allibite e provavamo a soffocare le risate ("Ti prego, dimmi che ora non chiede cosa sta indossando").
Poi la professionalità si è impadronita di lui: "Scusa, ora devo chiudere, sono al cliente".

giovedì, ottobre 05, 2006

Community fair: l'informazione e i pubblici più o meno fedeli

Sarà che ormai mash-up è diventata la parola d'ordine nell'ultima settimana nel mio triangolo Bologna-Milano-Torino, sarà che le cose da dire sono tante e il tempo sempre troppo poco, fatto sta che ho messo insieme qualche riflessione sugli stimoli e i discorsi dell'ultima settimana on the road su pubblico, community, free press e squillini.
Un casino? No, signori miei, un mash-up!!

1. Il pubblico è esigente. O no?

Tra l’altro non credo che ci sia pubblico esigente e pubblico non esigente. Il pubblico è sempre esigente: è la tecnologia che ci permette di avvicinarci alle necessità di chi ci legge.


Non so se sono completamente d'accordo con questo commento di Baldo.
Forse il pubblico è sempre esigente, ma non sempre è critico (e allora, poi, si può davvero dire che sia esigente? e cosa esige?).

C'è tanta, troppa parte di pubblico che "non si sente in dovere" di esserlo: le notizie e l'informazione in genere (anche quello che sappiamo sugli squillini, per dire) sono qualcosa che ci viene portato davanti alla faccia, spinto sotto il naso, e che ascoltiamo, vediamo, leggiamo. E così siamo abituati - perchè dovremmo sforzarci di fare diversamente?

Ma non sarebbe diverso il nostro approccio se sapessimo che una nostra esperienza o conoscenza può contribuire a migliorare l'informazione che arriva gli altri e a noi stessi?
La chiave per rendere il pubblico più "critico" potrebbe, e dico potrebbe, essere farlo partecipare.
Forse più di qualche persona vorrebbe dire la sua ma non sa bene come fare.
(...la Rete, la Rete, ok...è un peccato, ma no, non si può dire che ci sia fruizione abituale per buona parte della popolazione, nè che l'idea di partecipare venga automatica a molti).
Ma la potenzialità c'è tutta, a prescindere dall'età delle persone, per dirne una, e me lo confermano, ad esempio, gli aneddoti che Axell ha raccontato martedì parlando dell'esperienza di SanPaBlog.

Prendendo spunto dall'analisi bella e dettagliata di Antonio Sofi (che passerà alla storia come l'uomo degli squillini, di questo passo! :-P), presentata anche al BzaarCamp, ci sarebbero da fare parecchie considerazioni sulle differenze tra mass media come la radio, che "nascono" con l'idea di comunità attorno e che si sviluppano con una maggiore predisposizione a questo (basti guardare alla comunità di ascoltatori che ascoltano programmi radio - quella di Caterpillar, per citarne una) e con possibilità di interazione che vengono esplorate e stimolate.
Cosa che non si può dire di giornali (quasi mai) e tv.


2. I mass media...senza mass!!

Per quanto la tv sia il mass media che raggiunge il maggior numero di persone è molto difficile vedere una comunità di pubblico che si "coagula" attorno a una stessa trasmissione e apporta un qualsivoglia tipo di contenuto.
Ma se "fanno furore" gli sms che scorrono nella parte inferiore dello schermo durante molti programmi (e in pratica servono solo per far sentire la propria voce, perchè sono spesso solo messaggi personali) vuol dire che ci sono persone che hanno voglia di far sentire la propria voce. Perchè non pensare che sarebbero disposte a partecipare in modo più attivo?

E se questo vale per la tv figuriamoci per il cartaceo...perchè non si pensa a delle forme di partecipazione reale (e - magari - fidelizzazione effettiva)?

Parlando delle differenti reazioni al suo articolo da parte di pubblico che è arrivato dal web e di pubblico arrivato dalla radio, l'uomo do toque (questa ve la spiega lui se vuole) si chiede se la voglia di interazione e discussione derivi dal sentimento di appartenenza o se sia da ritrovarsi nelle differenti culture comunicative di web e radio.

E perchè un'analoga appartenenenza non viene generata da tv e stampa?

Una cosa che mi viene in mente è il mio stupore quando un anno fa una persona mi ha detto: "Sono un fogliante". E intendeva: sono un lettore del Foglio.
Che, si badi, quanto a diffusione, non ha mica questi grandi numeri. Ma ha un'influenza ben superiore a quello che mostrano i numeri, per una serie di altri motivi (per chi fosse interessato: lo speciale di Problemi dell'informazione - dicembre 2005).
Non so molto di questa eventuale community, ma ad ogni modo c'è, se è vero che ci sono persone che usano una parola per definire il loro essere lettori di un giornale.


3. Giornali, community e occasioni perse

A BzaarCamp Mafe parlava di community e di giornali, con riferimento ai giornali femminili.
Pur non comprandolo, ho spesso la ventura di avere spesso per casa Vanity fair. Devo dire che condivido appieno quello che Mafe ha detto sulle potenzialità non sfruttate del sito della rivista, praticamente inesistente, a fronte di un giornale che va oltre il concetto stereotipato di giornale femminile tutto moda e gossip e che convoglia una buona partecipazione.

Una cosa davvero curiosa, per dire, è che c'è un'apposita rubrica (subito dopo quella "classica" delle lettere al direttore) in cui i lettori fanno notare refusi, informazioni non corrette e via dicendo. Beh, deformazione o no, l'ho vista e ho pensato ai blog, anche per il tono delle lettere (e delle risposte, in un certo senso).


Insomma ci vuole coraggio per provare e forse questo coraggio uno se lo può anche dare, magari con macchine più "snelle" come base: le nuove esperienze di free press (o di riviste - perchè pensare sempre e solo ai quotidiani?) potrebbero fare da precursori, se certi esperimenti vengono gestiti con intelligenza.


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Cara Martina,



...in quest'ultima settimana ci hai fatto penare un bel po', tra anticipi imprevisti, problemi inattesi, corse all'ospedale, telefonate e messaggi a noi che eravamo qui, lontani.
Insomma, alla fine l'abbiamo capito: avevi fretta di arrivare e non potevi aspettare altre due o tre settimane, come previsto.
Allora, eccoti qui, nel mondo vero, dove il cuore, il tuo cuore che alcuni dicono debole (ma va'...noi lo sappiamo che sei piena di grinta - del resto se già appena nata pesi più di tre chili e mezzo, chi vuoi che ti possa fermare?), ti servirà.
Sei fortunata, Martina, c'è un sacco di gente che ti ama e che ci tiene a te.
Ora però fai la brava, chè hai fatto preoccupare mamma e papà. E appena puoi, vieni a trovarci a Bologna.
Ti aspettiamo!

In media res?!

Che genio assoluto deve essere una persona che, dovendo farti leggere e analizzare una cosa che ha scritto, comincia con lo spedirti il capitolo 3?


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"Anche il tuo?" - la forza salvifica della parola (frivola)

Volevo scrivere qualcosa ma non ho niente di sufficientemente serio o frivolo da mettere insieme in modo interessante.
Poi ho pensato che negli ultimi giorni ho fatto interessanti riflessioni sulla forza salvifica del gossip - ovvero: le ragazze parlano, parlano un sacco e si raccontano un sacco di dettagli, anche senza essere particolarmente amiche.
E oggi hanno un sacco di mezzi nuovi per farlo.

E, parlando, evitano di commettere gli stessi errori o - almeno - manifestano una certa originalità nel commetterne di nuovi.
Tranne quando scoprono di aver commesso gli stessi identici errori con le stesse identiche persone. Tipo le due conoscenti che hanno scoperto di essere uscite con la stessa persona quasi contemporaneamente (certo, ho rischiato di soffocare tra le risate trattenute - ma il mio viaggio in treno è stato tra i più divertenti di sempre).

Quindi: la tecnologia vi può rendere liberi.
Quindi: la parola vi salverà.
Il che, direi, è una conclusione di alto livello.

[e ora basta con le fesserie, chè oggi ricomincia Lost!]


(caro amico che mi chiedi di scrivere qualcosa, sono stata sufficientemente stupida da indurti a non chiedermelo più?)

sabato, settembre 30, 2006

BzaarCamp!!

BzaarCamp, eccoci qui!!
Qui siamo già al terzo giro di sessioni nella sede che Apogeo ha messo a disposizione.
Tra giocoleria e focaccia (gentilmente offerta dai blogger genovesi), tra tai chi e semiotica della cucina, ci si diverte parecchio.
Il fotografo ufficiale è già al lavoro (eccome, se è al lavoro!!).

L'atmosfera è vivace e interessante...e molti sguardi sono già sulla sottoscritta causa Vaio (qualcuno dice: perchè è un PC bello quasi quanto un Mac)...

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venerdì, settembre 29, 2006

Se il medico legale (che giocava a hockey su ghiaccio) è importante quanto un'autopsia...

Forse chi ha seguito la cronaca nera negli scorsi giorni ha sentito parlare dell'omicidio di Stefano Gonella, avvenuto a Bologna lo scorso 24 settembre. Chi non vive a Bologna non ha però avuto modo di leggere l'articolo relativo all'autopsia relativo comparso sull'edizione locale di Repubblica:

L´autopsia eseguita ieri sul cadavere di Stefano Gonella, il 26enne bergamasco ucciso con diverse coltellate nella sua casa di Bologna domenica scorsa, ha confermato secondo le prime indiscrezioni la dinamica dell´omicidio. Fatale è stato un fendente portato alla gola, mentre non sono state molto profonde le ferite alla schiena. C´è stata una colluttazione tra la vittima e l´assassino che erano entrato in casa insieme a lei. È molto probabile che si sia trattato di un delitto d´impeto, non di una cosa premeditata. Stefano Gonella, portiere di notte all´hotel Jolly, probabilmente aveva bevuto parecchio e di conseguenza è facile ipotizzare, vista la dinamica, che anche l´omicida non fosse del tutto lucido. Sono stati prelevati campioni di sangue per stabilire se sono state usate sostanze.
L´autopsia è stata eseguita dal dottor Roberto Testi, di Torino. Testi di recente era stato già chiamato in Emilia-Romagna per eseguire l´autopsia sul corpo del finanziere Gianmario Roveraro, rapito a Milano e i resti del cui cui corpo furono ritrovati nel parmense. Ma sono molteplici i casi di rilievo nazionale in cui è stato impegnato il medico torinese, amante di paracadutismo e automobilismo, ex giocatore di serie A di hockey su ghiaccio. Dall´ omicidio all´ inizio degli anni ‘90 di Sergio Castellari, ex direttore generale delle Partecipazioni statali,al delitto di Cogne, per il quale è ancora impegnato come consulente della Procura, o la morte della contessa Francesca Vacca Agusta. Testi ha anche collaborato con l´Fbi.


Fino a metà, l'articolo è normale. Poi (vittima di una passione per CSI? o per il dottor Testi?) il giornalista stabilisce che il medico legale è tanto importante che bisogna dedicargli metà dell'articolo e che è importante indicare non solo gli altri casi a cui ha lavorato, ma anche i suoi hobby e - addirittura! - che ha giocato a hockey su ghiaccio in serie A.
L'idea che abbiamo avuto in ufficio è tagliare l'articolo e spedirlo al caporedattore dell'edizione locale di Bologna. Esageriamo?

Ad alta voce - libri da condividere

Ci siamo quasi!
Dalla settimana prossima il sito della nuova edizione di "Ad alta voce" (che è già online) sarà pienamente operativo.

Le date:
14 ottobre: Venezia
18 ottobre: Cesena
21 ottobre: Bologna

Tenetevi liberi!

(per la data di Bologna offro supporto logistico)

giovedì, settembre 28, 2006

Blogtrotter - Fall 2006 edition



Ok, la prima regola del BarCamp è che si parla del BarCamp.
La seconda è che si blogga sul BarCamp.

Meglio tardi che mai, ma insomma, sabato sarò anch'io a Milano.

Poi, proprio perchè i viaggi non vengono mai da soli, da lunedi a mercoledi sarò a Torino, e precisamente alla giornata di studio "DuePuntoZero" che si terrà martedi 3 al castello di Rivoli.
E poi in giro (come sempre!), si capisce.

venerdì, settembre 22, 2006

Detto fatto!!

Ecco, devo ancora capire se si tratta di un'influenza psicologica o semplicemente della "goccia che scava la pietra" (nel ruolo della goccia: la sottoscritta!).
Fatto sta che la famosa fanciulla arguta ha seguito il mio consiglio di appena due giorni fa e ha aperto il fatidico blog.
Un buon giorno, come avevo detto.
E anche la consapevolezza - chi l'avrebbe mai detto! - che qualcuno ogni tanto mi ascolta!! ;)

mercoledì, settembre 20, 2006

"Ti serve solo il kit del piccolo ingegnere genetico..." (aka gente che mi dà corda e mi fa anche ridere)

Chi mi conosce e mi frequenta in questo periodo sa che sono superimpegnata su più fronti, che dormo poco e che non ho mai abbastanza tempo.
Chi parla con me via messenger sa anche che ne faccio sfogo nei messaggi di apertura di Gtalk o MSN.
La frase del giorno è: "Ho bisogno di un clone".
Tra le risposte che ho ricevuto ce n'è una particolarmente divertente che suona più o meno così (cioè proprio questa, dato che mi ha pure fornito il link):

"Esistono essenzialmente due tecniche per la clonazione.

La prima è la fissione gemellare, che avviene anche in natura, la seconda invece è il trasferimento nucleare, che può avvenire solo in laboratorio."

Il consiglio del titolo è sempre suo, la donna più arguta since sliced bread (o anche: da quando la piadina è diventata nota al grande pubblico - per fare una versione regionale a lei più consona), che non nomino per privacy e che non linko perchè non ha un blog. Il giorno in cui si deciderà ad aprirlo (ma sto lavorando per convincerla) sarà un buon giorno.
E voi avrete un brivido, perchè saprete che quella donna (che ha prodotto anche un'esilarante conversazione di cui questa è la conclusione) mi ha eletto "sua coscienza".


N.B. Poi uno non se la deve tirare (io).
Poi uno non dovrebbe preoccuparsi (lei).


lunedì, settembre 18, 2006

Amanda Across America

Si sapeva che Amanda Congdon sarebbe andata a Los Angeles. E anche che avrebbe lanciato un nuovo progetto legato al videoblogging.

Ci siamo: le due cose si sono unite e AmandaAcrossAmerica parte ufficialmente domani.
Coast-to-coast in modalità videoblogging.
Vedremo come andrà...

Buon viaggio e in bocca al lupo!

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sabato, settembre 16, 2006

The Front Page from Hell contest

Dan Panorama aka Benjy Sarlin, laureando in Scienze politiche al Vassar College e fondatore di The Purple State (un blog interessante), ha recentemente inaugurato il Front Page From Hell contest:

"There’s a running competition going on in my mind for the worst single news day of the year
News days are judged by:

-Number of stories that make my blood boil and/or bring shame upon the nation.

-How badly these stories achieve this ends.

-How difficult the resultant problems will be to fix"

lunedì, settembre 11, 2006

Amanda is...back on the horse!!

Dopo la separazione da Rocketboom*, Amanda Congdon sta tornando con alcuni progetti.
Tanto per cominciare collaborerà con Pophub e non c'è da dubitare che non sarà l'unica novità che verrà annunciata nei prossimi tempi.
Ecco le prime foto!
Io aspetto fiduciosa...


N.B. Robert Scoble ha qualche perplessità su come è stata comunicata la collaborazione (e anche sulla poca tempstività con cui Amanda sta tornando "in pista").


*In Italia se ne è parlato chez Suzukimaruti e Kurai. Per il resto guardate su Technorati.

Senza coda (quasi con colpevole ritardo)

Quando durante il quinto anno di università vedevo Marco a lezione si vedeva che era sempre stanchissimo. Gli ultimi corsi, gli ultimi esami, la tesi. L'urgenza di finire, più di altri, perchè lui qualcosa da fare ce l'aveva già.
Aveva scritto un libro e la sua stanchezza era dovuta anche ai viaggi in giro per l'Italia da un editor a un altro, all'uscita del libro rimandata un paio di volte.
Poi, lo scorso anno, a luglio Marco si è laureato e ha lasciato Bologna. Io sono partita per gli Stati Uniti e sono tornata a Natale. Quando gli ho fatto gli auguri mi ha detto che il libro era finalmente uscito e stava andando bene. L'ho comprato e letto dopo un paio di mesi, ma ho sempre avuto una certa remora a scriverne, perchè io riesco a scrivere di tutto tranne che di libri e temevo di ottenere effetti contrari.

Sono contenta che Marco stia riscuotendo successo perchè è una persona umile e scrive bene (..e per la sua opera prima non ha scritto di sè, cosa che ho apprezzato parecchio!!). E sono contenta che se ne siano accorti anche al premio Campiello dove "Senza coda" ha vinto il premio per l'opera prima!



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mercoledì, settembre 06, 2006

In balia di un palinsesto...

Accorgersi di una crisi d'astinenza è una cosa seria.
Il fatto che la dipendenza sia originata dalle serie tv rende solo la cosa appena meno grave.
Non è che io mi senta incompresa quando capisco che nella stanza nessuno può parlare con me della Dharma o della polizia scientifica di Las Vegas (be'...in effetti, un po' è così).
E il problema non si presenta nemmeno quando dici alla coinquilina iperprecisina: "Ma stai diventando come Bree?" e lei ti guarda stupita.
No, il vero guaio è quando guardi il passaporto del tuo amico americano e un brivido - ancorchè appena percettibile - ti percorre la schiena mentre dici: "John, non sapevo che avessi un secondo nome..."
"Ah, sì" replica lui (un pezzo di pane btw) "io mi chiamo Cassidy".

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giovedì, agosto 31, 2006

Letture estive

"... Ma il denigrare quelli che amiamo ci allontana sempre un poco da loro. Non bisogna toccare gli idoli: la polvere d'oro che li ricopre potrebbe restarci attaccata alle dita."
Madame Bovary, G. Flaubert

lunedì, agosto 28, 2006

Black-out

Le mie vacanze sul Gargano, da sempre nello stesso posto, sono state per anni croce più che delizia, trattandosi di luogo piccolo, senza molto da fare - e quando sei adolescente l'irrequietezza è la norma.
Quest'anno invece, complice la sequenza laurea - precarietà - precariato - dubbisulfuturo - personecarechevannoaviverealtrove - illusioni - delusionidasmaltire - totaleassenzadiidee - ansievarieedeventuali avevo bisogno di un periodo di pausa, di staccare da tutto, computer, persone, fretta.
E questo tipo di vacanza è stata una benedizione per il topolino di città che altro non sono. Una benedizione fatta di letture, silenzio, piccole cose. Dalle passeggiate in pineta al comprare il pesce al mattino presto dai pescatori.

L'ultima sorpresa (vabbè, io mi sono sorpresa pure quando ho visto i ranocchi, perchè non ricordo di averne mai visti dal vivo) è arrivata nelle ultime sere, mentre cenavo sul balcone.
C'è stato un black-out. Non a casa mia, nel paese intero. Non c'era una sola luce che fosse una.
Un paese al buio. E io, guardando in alto, ho visto le stelle. Non due, dieci, venti, come sempre, ma migliaia, milioni....polvere di stelle, ho detto io. La Via Lattea, mi ha spiegato qualcun'altro.
Il cielo che si riempiva di polvere di stelle.
Embè?
Uhm, non so voi, ma io la Via Lattea non la vedevo da un sacco.
Dite voi se la polvere di stelle non è un buon motivo per restare a bocca aperta.

giovedì, agosto 24, 2006

Un'ombra pericolosa...

Dopo un giro per i blog mio fratello mi chiede:
"Senti, tu che sai tutto dei blog...mi sai mica dire chi è questo Ombra?"
"No idea"
"E dai...niente?...nemmeno quelli del Thriller Team sanno niente?"
"Uhm, direi che per ora brancoliamo nel buio...non ho mica capito bene di cosa si tratta..."
"Comunque, è divertente, sai: a quanto pare, anche Ombra non è diverso da altri...in questi tempi di intercettazioni telefoniche non si salva proprio nessuno, nemmeno lui..."
"Già...chi sarà questo agente?"
"QuestA agente...a quanto pare si è divertito a mettere in giro anche la foto della sua prossima vittima...uhm, se non altro non ti somiglia..."

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mercoledì, agosto 09, 2006

Lost...anche all'università!

Farà storcere il naso a qualcuno ed esultare altri, forse...In ogni caso Lost è un tale fenomeno che arriva anche all'università!
Un seminario di scrittura della Vanderbilt University, in quel di Nashville, sarà incentrato proprio sulla serie TV.
John Sloop, il professore che ne sarà titolare, ne parla (c'è un podcast in cui spiega l'idea) e chiede feedback su Xark.
Chissà come andrà...

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domenica, luglio 30, 2006

State buoni se potete. O anche no.

Allora, i libri sono in valigia (incluso "il libro misterioso" di cui potrei anche vergognarmi un po'), il dvd con la seconda parte dell'ultima serie di Veronica Mars pure, e alcune attività sono già in programmazione.
Non ho ancora comprato il cavo per connettere il computer al cellulare quindi i miei contatti saranno...a data da destinarsi...magari prima del previsto, se trovo il cavo benedetto!!
Quanto a me espierò i peccati trascorrendo parte delle prossime due settimane sola con mia madre ("Aiutatemi!" - tipo De Sica nella pubblicità) e intenta nelle attività di cui sopra. Gli ospiti sono bene accetti e qualche posto in letto in più c'è.
Nel frattempo voi potreste per favore fare qualcosa per questo buco dell'ozono, chè non se ne può più?!

Bonus track: Converge South 2006 è in preparazione. Se non sapete cos'è leggete qui (dalla mia viva voce). Io sto cominciando a pensarci...Qualcuno si aggrega?

Add: Sempre in tema di conferenze a fine settembre (27-29) c'è Picnic '06 che, a dispetto del nome, è una conferenza sulla crossmedialità...tra gli altri Dan Gillmor, Craig Newmark, Dave Winer, Marc Canter e molti altri. Ah, è ad Amsterdam...e credo che il picnic lo facciano davvero! :-P

giovedì, luglio 27, 2006

La frase del mese, decisamente

A volte penso che è una grossa cosa che alcune conversazioni vengano effettuate via messenger proprio perchè si possa tenere traccia delle suddette conversazioni.
Per una serie di motivi, tra i quali quello di tenere memoria di certe esatte parole che ti vengono dette...

"...sti uomini! zucchine! zucchine!...
...guarda, stai dicendo che una zucchina voleva frequentarti. Io non lo direi in giro...
però
in un mondo di zucchine uno spera almeno in una melanzana, dirai..."

martedì, luglio 25, 2006

Ranting...(Venezia e altre cose)

Saltiamo il momento in cui cerco di trovare un modo carino e simpatico di dire che Venezia è bellissima, che è umida, che ci sono le gondole e tutte le ovvietà che si sanno anche senza andare a Venezia.
Allora vi dico che è meglio andarci a inizio settimana, lunedi va bene, anche se ci sono in giro i crocieristi, cioè quelli che partono con le navi da crociera. Per cui martedi dovrebbe essere ideale, mi dicono dalla regia.
Tanto in piazza San Marco trovate sempre un sacco di gente, una fila chilometrica per entrare nella basilica e - aaargh!! - tonnellate di orridi piccioni, gente stupida che li sfama e che, anzi, spende anche dei soldi per comprare il mangime (ma per piacere, e vabbè l'igiene, che magari avete diverse concezioni...ma nessuno ha mai nemmeno visto "Gli uccelli"?).
Ah, piazza San Marco è più lunga e meno larga di quello che sembra...dopo che ho avuto la stessa impressione con Notre-Dame, comincio a pensare di avere un senso delle proporzioni piuttosto sfasato O che la televisione fa sembrare tutto molto più grande.
Poi: andate a Venezia, chè ne vale la pena, e non badate al fatto che sono sul "brontolone" andante.
Fa caldo, questa città è vuota, devo comprare un libro che non ho voglia di comprare (ma so che devo) e devo pure leggerlo. Devo aspettare altre 48 ore per tornare a casa e poi altrettante prima di andare al mare. Devo fare una mega valigia e un viaggio in treno e la cosa non contribuisce al buon umore. Devo dare rispostacce a qualcuno ma i candidati latitano (altro motivo per cui meritano rispostacce). Non vedo l'ora di avere tra le mani il mio nuovo libro dei Boondocks, in questo momento Huey Freeman è l'unico spirito che sento affine (anche se vorrei avere la sua stoffa sulle teorie del complotto).
La prossima settimana, quando il mio maggior problema sarà quale costume da bagno indossare per andare al mare, andrà meglio, ci scommetto.

venerdì, luglio 21, 2006

Holi-day (diciamo così)

Giorni di lavoro intenso, multi(multi!)tasking. Per il resto conversazioni a orari improponibili con le persone che frequento di solito, conversazioni rimandate da tempo, tentativi - spesso vani - di formulare proponimenti intelligenti (io do la colpa al caldo, ecco!).

Tra una settimana a casa, e al mare, non perchè non potessi andarci prima a dire il vero. Forse solo perchè in questi giorni in cui sono attiva e ho l'idea che quel che faccio ha un vago senso.
Ah, e sto lavorando in un luogo freschissimo, uno studio a piano terra (e interno) nel centro storico di Bologna. Pieno di libri e con due gatti, il che equivale a dire che è un bell'ambiente di lavoro.
Però, dato che delle vacanze che fa la gente normale non se ne parla, il prossimo spostamento sarà lunedi a Venezia.
Sì, fine luglio non è il massimo per una giornata a Venezia che sarà prevedibilmente piena di gente - turisti!! - oltre che calda e umida, anche più di Bologna...come dire, non ci facciamo mancare niente!
Inutile dire che se qualcuno vuole aggregarsi o farsi vivo tra una gondola e un canale...


Sono previsti inviti, incontri e probabili sviluppi bizzarri per le mie vacanze...vedremo...
In ogni caso per buona parte di agosto sarò sul Gargano, ora lo sapete...

domenica, luglio 16, 2006

I giorni dell'abbandono (titolo melodrammatico ingiustificato)


Il titolo è suggestivo, ma ingiustificato, appena un po' simbolico.
I giorni dell'abbandono sono quelli in cui la tua coinquilina da quasi sei anni parte per andare in una nazione un po' sperduta, mal collegata e anche un po' pericolosa. Lo fa per un progetto in cui crede ed è la prima vera cosa che fa da tempo e che le piace davvero: la scelta migliore, in teoria (sempre che non si ritrovi coinvolta in qualche colpo di Stato, ipotesi peraltro non remotissima). Poi hai un bel dire che da quando ha un ragazzo non c'è mai, che ha un carattere difficile da gestire e che magari si finirebbe a litigare se restasse. Ci sono solo tre persone con cui vivo e che “vivo” quotidianamente, nel bene e nel male, da quando mi sono trasferita a Bologna. E una va via per un anno.

I giorni dell'abbandono sono anche quelli in cui ti rendi conto che vali un pochino troppo per certe persone. E alla fine è solo una delusione, non fa nemmeno male, altrimenti non troveresti così divertenti i commenti dell'amica più sarcastica (“sounds like a winner”).

Sono anche i giorni, poi, in cui anche tu abbandoni l'idea di far funzionare delle cose solo con l'impegno e la buona volontà, ché non sempre basta, i giorni in cui vedi che gli equilibri cambiano, che la gente parte e va a vivere altrove e tu non puoi farci niente, che la tua vita cambia e tu hai un controllo molto relativo sulle cose. E allora abbandoni i soliti modi di fare e di pensare, e cominci ad affrontare un problema alla volta. Man mano che si presentano. E rinunci ad affannarti perché, tanto, non sei nelle condizioni di fare programmi a lungo termine. Diciamo tra i cinque minuti e una settimana.

In questi giorni dell'abbandono non ho quasi toccato il computer e me ne sono accorta solo dopo. Non ho preso fiato e ho aspettato con ansia il lunedi. Il weekend è stato una specie di hangover, un post-sbornia senza aver bevuto, la testa pesante, i pensieri per la testa e il sonno da recuperare.

Nei giorni dell'abbandono ci sono io, abbastanza diversa da prima e abbastanza soddisfatta di me stessa. Non so ancora rispondere alla fatidica domanda (che tutti mi fanno): “Cosa vuoi fare da grande?”. Non sono sicura di quali sogni ci siano nel cassetto, devono essere finiti in fondo. Se apro e ci guardo dentro, nel cassetto ci sono le domande. Sono lì dentro così non mi danno noia mentre faccio le cose serie. Ogni tanto, se è il caso, do una sbirciatina.
Prendo fiato e ricomincio. Va bene così.

Lettera a un giovane cinefilo

Egregio dott. magistrale Giovane Cinefilo,
innanzitutto, nell'attitudine da maestrina che Lei mi riconosce e che, talvolta, mi è propria, Le specifico che questo è più che altro un surrogato del biglietto di auguri che non ho fatto in tempo ad acquistare. Inoltre, faccio presente, la cosa in sè è molto appropriata, dato che Lei è l'unica persona che conosca ad avere realizzato una tesi sui blog, come anche la sottoscritta.

Sono lieta di aver contribuito alla sua valida causa evitandoLe, se non altro, l'avvicinarsi della follia. Mi è stato però impossibile fare qualcosa per la sua ansia patologica ma spero che la laurea appena conseguita e smodate dosi di alcol abbiano compensato in questi due giorni.
Non so ancora quando ci vedremo, ma le porgo i miei più sentiti auguri per il futuro...e la pianti di diventare ansioso per ogni fesseria, per favore!!

Confermandole la mia stima per frasi come "Andare a vedere Vita smeralda è come comprare l'ultimo disco di Ligabue perché anche tu sei già dentro l'happy hour" e soprattutto per la disinvoltura con cui ha vestito contemporaneamente il completo gessato e la cravatta con gli ippopotami nel giorno della sua laurea, le porgo cordiali saluti!!

svaroschi

Seriously?!* (aka Sfumature da legge di Murphy)

Per sentito dire (diciamo così):

  • "Lei mi sembra un po' giovane per questo lavoro?" - e anche: "...ma lei è brillante e con il suo curriculum chissà quante cose troverà..."
  • "Dovremmo frequentarci" - ma anche: "Non ho l'attenzione e la testa in questo periodo"
  • "Finalmente abbiamo riparato la tapparella...dopo quattro anni!!" - e due giorni dopo: "Se non l'avessimo riparata avremmo lasciato la finestra chiusa e il vetro della finestra non si sarebbe frantumato in mille pezzi!"

E soprattutto:

"Prima cade una cartolina. Poi cade il borsone dall'armadio in piena notte e senza motivo. Poi la chiave non entra più nel portone. Poi, al primo colpo di vento, la finestra sbatte e il vetro si rompe in mille pezzi...non so cosa pensare..."

"Quando i vetri sono caduti fuori dalla finestra, hai pensato anche tu le parole 'omicidio colposo'?"

"Io chiamo l'esorcista"

* solo per chi vede Grey's anatomy (in inglese, però)

giovedì, luglio 06, 2006

"I hope gli Azzurri kick some French ass"


Notre-Dame, originally uploaded by farenheit_81.
Cercavo qualcosa di originale per segnalare che ho messo online le altre foto di Parigi e, dato che ultimamente la mia fantasia è quantomai scarsa, ho dovuto aspettare che i francesi vincessero la semifinale e che la mia amica italoamericana Maria mi scrivesse e si producesse in una delle magnifiche frasi miste che tanto mi facevano divertire durante la mia permanenza a Vassar.

Insomma, le foto sono qui!!


Enjoy!