giovedì, marzo 29, 2007

Post CitizenCamp (c'è una parola che descrive tutto questo ed è "overwhelmed")

Mi è venuto da ridere nel leggerlo, ma Alessandro non aveva tutti i torti quando ha scritto che avevo concepito il CitizenCamp. Non perchè sia solo un'idea mia e, meno che mai, perchè l'abbia fatto da sola, ma perchè il fatto di conoscere bene lo svolgimento dell'evento e di essere il punto di riferimento dell'organizzazione per una serie di motivi, ha fatto sì che la prendessi con la cura che si dà a una creatura.

Ci sarebbero tante cose da dire sulla giornata, ma anche sulla preparazione, sull'organizzazione. Oltre che l'impegno in sè, questa è stata per me una piccola grande sfida per dimostrare che due approcci diversi potessero coesistere. Conosco da un po' l'amministrazione di Casalecchio di Reno e il suo interesse per i progetti innovativi sulla cittadinanza - ad alcuni dei quali ho collaborato - e ho avuto una conferma dell'ottima opinione che avevo. Non senza difficoltà, credo che le cose si siano conciliate con un buon risultato.
Sto scrupolosamente leggendo ogni post scritto cercando di annotare ogni osservazione e suggerimento, casomai qualcuno decidesse che l'esperienza può essere ripetuta. Anzi, forse sintetizzerò alcune mie impressioni nei prossimi giorni.

Se penso a chi ringraziare devo - ahimè - evitare di fare nomi perchè se comincio mi tocca scriverne almeno un centinaio tra chi ha partecipato dal vivo e chi ha assistito da casa, tra chi ha lavorato e organizzato e chi ha fatto il volontario, tra chi ha presentato interventi e chi ha comunque animato la giornata, tra chi mi ha sostenuto nei momenti di ansia pre-barcamp e chi mi ha sorriso nella giornata di sabato cercando di farmi rilassare (sì, ero perennemente agitata all'idea di aver dimenticato qualcosa o di qualche strana catastrofe dietro l'angolo) - qualcuno mi ha anche portato un inaspettato regalo!

I ringraziamenti personali li sto facendo di persona* in questi giorni e anche lì spero di non dimenticare nessuno.

Com'era prevedibile, non sono riuscita a seguire quasi nulla degli interventi. Recupererò con post, slide e con gli streaming del Cineca che saranno online a breve. Intanto potete cominciare col lato goliardico grazie alle registrazioni realizzate da RadioNK sabato scorso.

Alla fine mi restano molte immagini: qualche persona timida, il cartellone coi post-it che si riempie (e si modifica in modi poco ortodossi - ah, camper anarchici), macchine fotografiche, un delizioso esserino vestito di rosso che scorrazza per la sala, gente che tira fuori vodka e succo di pera (!?), microfoni che non amplificano (apposta!!), persone che si introducono curiose, gradini da cui rischio di cadere, corsa, corsa, risate, qualcuno (chiunque?!) che mi chiede se sono agitata, cioccolatini, badge, una maglietta di Firefox, le mani alzate per fare domande, i sorrisi, le persone che ringraziano.

Eh, sì, grazie, davvero.



*con persona intendo "mail e IM", che tocca fare


[ci ho messo una settimana per scrivere questo post? Ebbene sì, di meglio non son riuscita a fare. Seguiranno considerazioni serie e mirate. Sì, adesso mi do un tono. Ma, come si dice, "smetto quando voglio"! :-) ]


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mercoledì, marzo 28, 2007

Girl geek dinner - Milano, 30 marzo


Da queste parti si sente il bisogno di staccare. Più che altro mi sono così abituata a girare per l'Italia che mi sento quasi persa se non lo faccio per un po'.
Allora, passata questa settimana di "passione" (e stra-lavoro su più fronti, più che altro, CitizenCamp in testa, si capisce), si mettono a posto due cosette e l'ultimo weekend di marzo si va a Milano a trovare un po' di amici e a conoscere un po' di gente nuova al Girl Geek Dinner la sera del 30 marzo (sono davvero curiosa di conoscere Amanda, tra l'altro).
Sarebbe ideale se Milano mantenesse la tradizione metereologica positiva.
Ecco, so già come finirà, ovviamente.

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martedì, marzo 27, 2007

Tre lucchetti sotto il cielo (rotti, si spera)

Lo dicevo sabato a un abitante di Roma: se io fossi il sindaco di Roma citerei Moccia per danni alla città.
Non bastassero le scritte varie (io, concittadina di Scamarcio, le ho viste anche sotto casa sua), ci si è messo pure quel "mambrone"* di lucchetti su Ponte Milvio, un vero obbrobrio.
Nonchè tutte le trasmissioni del pomeriggio che fanno servizi da lì al grido di "è molto romantico" con nugoli di ragazzi che si baciano davanti alle telecamere - ma guardando la telecamera.

Poi le cose vanno così, e il romano di cui sopra mi diceva che piuttosto Moccia ha gli sconti nei locali nominati nei libri. Va beh, prevedibile, in fin dei conti è un'altra cosa.
Ma il ponte? La città? Certo, io sono della scuola che predica che Roma sia la città più bella del mondo, fuori d'ogni retorica (e anche dentro).
Ma non solo.
Il problema vale per tutti.
Per questo ho deciso di sostenere la campagna pro-tronchesi di Suzukimaruti.
A volte bisogna prendere una posizione.



*mambrone è termine dialettale che rende l'idea di una cosa grossa e ingombrante, ma che non saprei tradurre, pazienza

giovedì, marzo 22, 2007

Il CitizenCamp è alle porte e io non ho niente da mettermi! (o anche: carenza totale di titoli vagamente utili/simpatici)

Dunque, dunque, non avete scuse!
Chi non può venire al CitizenCamp può assistere alla diretta sul sito de La città dei cittadini.
Può mandare domande via mail o scriverle sul wiki.
Può chiamarci con skype (citizencamp).




Questa settimana è stata pienissima, lo sanno le persone che stanno lavorando con me all'organizzazione del CitizenCamp, nonchè tutti i miei amici che stresso ed "evangelizzo".
La cosa più bella di questa fase è poter rispondere alle domande di chi sa poco o nulla di barcamp e tecnologia, ai dubbi di chi non ha mai parlato in pubblico e teme il fatidico momento, magari dicendo "io me ne sto in disparte, poi vediamo...".
Io non mi stanco mai di ripetere che nessuno è obbligato a fare nulla, ma che, per la mia esperienza, la voglia di parlare viene e la scoperta di "nuovi mondi"(ogni persona lo è, in fin dei conti) è un'esperienza incredibile ogni volta, e non bisogna temere di mettersi in gioco.
E no, non ho mai - dico, mai - usato la parola "serendipity". Ma ci scommetto, sabato verrà fuori più d'una volta.

Per la mia breve esperienza di organizzazione di eventi mi aspetto imprevisti fino all'ultimo momento (avrei episodi tragicomici da raccontare, speriamo di non aumentare la casistica). Quindi domani. O sabato mattina. O durante il BarCamp.
Fortunatamente c'è un bel gruppo di volontari pronti a dare una mano e a far sì che vada tutto bene. Qui sembra tutto pronto o quasi. Domani pomeriggio saremo in quel di Casalecchio a preparare l'allestimento...sì, ok, a sistemare tavoli e sedie. Chè qui non c'è solo lo splendore della comunicazione, ma olio di gomito...certo, il contingente maschile, nella persona dei baldi giovani dell'assessorato alla cultura, ha insistito per fare i lavori più pesanti. E chi sono io per fare la femminista (che non sono, peraltro)? ;-)

Vi aspetto!!

p.s. Ah, l'ho già detto che La casa della conoscenza, il posto che ospita il CitizenCamp è un posto davvero bello?


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mercoledì, marzo 21, 2007

CompleLaurea




Primo giorno di primavera, ben lontano dal sembrare primaverile (certo, non siamo a certi livelli, eh...).
E non posso fare a meno di ripensare che è stato lo stesso il fatidico 21 marzo dell'anno scorso.
La. Laurea.
Oggi ho lavorato, ma con questo pezzetto di ricordo laterale che mi ha accompagnato. Un po' perchè talvolta ci tengo alle ricorrenze significative (specie quando sono condivise con persone importanti, nella fattispecie la compagna di avventure universitarie/compagna di stanza). Anche e soprattutto perchè è stato un giorno speciale, di quelli che chiudono un ciclo e ne aprono un altro, e non è retorica.
In questo anno sono cambiate molte cose e molti equilibri, molte persone sono state presenti nella mia vita, anche a distanza. E già che ci siamo le ringrazierei tutte per l'affetto e la pazienza infinita.


Nota: il titolo della tesi è del genitore (che, della pazienza, è l'incontrastato depositario. Tra le altre cose)


lunedì, marzo 12, 2007

CitizenCamp: Speak! Risk it!

Mancano una dozzina di giorni al CitizenCamp e devo dire che qualcuno si sta facendo meno timido.
Sono contenta di leggere degli argomenti che verranno trattati, davvero molto interessanti (anche se nel post di Massimo Mantellini c'è qualcosa di impalpabile che mi inquieta! :P) e ancora di più di rispondere alle domande di alcune persone stanno vincendo la timidezza e l'idea di essere "fuori posto". Mi rendo conto benissimo che non è semplice, soprattutto per quanto riguarda affrontare l'idea di parlare in pubblico, eventualmente.

Come dice (recentemente) Amanda Congdon, invitando i suoi spettatori a inviare contributi: "Speak! Risk it!".


N.B. Pare che io non abbia specificato che la diretta in streaming del Cineca sarà una diretta video. Questo comporta alcune conseguenze: pare infatti che, un po' a malincuore, mio fratello debba almeno pettinarsi per l'occasione (dovrei approfittarne per fargli tagliare la barba da conte di Cavour sessantottino?).
Per il resto fate voi, io ho avvisato! ;-)


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venerdì, marzo 09, 2007

Conversazioni con Jock Lauterer/ There's something about Brian

Beh, a un certo punto della conversazione con una persona che si conosce poco può arrivare il momento di cercare di tracciare conoscenze comuni. Ora, io nella mia vita ho conosciuto una manciata di persone che vivono nel North Carolina, tra cui una coppia di Chapel Hill, dove Jock Lauterer insegna.
Quello che non mi aspettavo, nel momento in cui gli ho nominato Brian e Ruby, è che il professore si illuminasse ed esclamasse che Brian è uno dei suoi più cari amici, che hanno collaborato in un progetto importante e varie altre cose. "It's a small world" è stata la frase nell'aria da quel momento in poi, inutile dirlo.

La cosa che mi ha reso in qualche modo più contenta è avergli parlato di ConvergeSouth, che si svolge a qualche decina di miglia da casa sua e di cui non sapeva molto (sì, ci sarà anche l'edizione 2007 e sì, ne parlerò ancora).
Incredibile che abbia dovuto attraversare un continente per venirne a conoscenza dalla persona presumibilmente più improbabile che abbia incontrato in questo suo soggiorno italiano.

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giovedì, marzo 08, 2007

Conversazioni con Jock Lauterer/ Ordini e patenti(ni)

Dopo aver ascoltato la lezione che Jock Lauterer ha tenuto a Scienze della Comunicazione sul community journalism ho avuto il piacere di partecipare a una cena con lui e altri professori universitari. Di tanto in tanto gli altri commensali parlavano in italiano e il prof. Lauterer mi chiedeva di tradurre.
Fatalmente è arrivato il momento in cui si è parlato di Ordine dei Giornalisti e io ho dovuto spiegargli cosa fosse. Mi è sembrato tra l'affascinato e il divertito, un atteggiamento per cui non so trovare una definizione, ma che ho ritrovato spesso negli americani, quando gli parli di qualcosa di nuovo e diverso da quello che conoscono.
Beh, pare che negli USA ci siano alcuni mestieri dove si deve frequentare una scuola e fare un esame di abilitazione per esercitare la professione: l'idraulico e l'elettricista, ad esempio.
Il parallelo, inutile dirlo, lo ha divertito un sacco.

[Io volevo pure spiegargli le origini dell'Ordine e le motivazioni alla base, poi mi sono detta che ci sono differenze culturali, che spesso l'OdG non capisco nemmeno io perchè ci sia e che stavano arrivando le tagliatelle e allora...]


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lunedì, marzo 05, 2007

Quello schermo più piccolo *non è* una tv

A quanto pare tutti i candidati pensano che un video online sia solo televisione su uno schermo più piccolo”.

Questo è il punto di vista di Micah Sifry, tra i creatori di Personal Democracy Forum, una conferenza che esplora come la tecnologia stia cambiando il mondo della politica.

Secondo lui, nessuno dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti, che pure sembrano presi dalle nuove e nuovissime tecnologie, sta mostrando di capire le potenzialità di un mezzo che è fondamentalmente diverso dai precedenti.

Cosa che invece pare stia facendo David Cameron, leader dei conservatori inglesi, che con il suo Webcameron inserisce ogni giorno video con il proprio punto di vista su vari temi. I video sono realizzati appositamente nel suo ufficio o filmati durante i vari impegni nazionali e internazionali a cui prende parte nel corso del suo ufficio, senza dimenticare le risposte date alle domande più votate tra quelle che compaiono sul suo sito (inserite e votate dagli utenti registrati), guest blogging di altri personaggi politici, un "open blog" per tutti gli utenti registrati.

L'impressione di un ascolto e di un dialogo reale è molto più forte, in questo caso, e può essere la chiave per un utilizzo produttivo (per candidati ed elettori) del nuovo mezzo. Del resto la campagna elettorale in USA è iniziata molto presto: senza usare "il nuovo strumento" - di turno? - in modo nuovo, è realistico pensare che la gente userà i media sociali, o comunque vogliamo chiamarli, costantemente e per un quasi un centinaio di settimane (tante ne mancano al fatidico 4 novembre 2008)?


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Il Cineca per il CitizenCamp

In questi giorni aggiornamenti sul CitizenCamp (qui si lavora, ma i tempi non sono sempre rapidi quanto vorrei).
Innanzitutto il Cineca realizzerà la diretta e provvederà a mettere online i podcast degli interventi.

Il Cineca è un consorzio interuniversitario senza scopo di lucro formato da 28 università italiane, dal CNR e dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Oltre a essere un importante centro di calcolo, opera nel settore del trasferimento tecnologico, collegando la realtà accademica, la ricerca e il mondo dell'industria e della Pubblica Amministrazione.

Il Cineca, va detto, collabora anche alle altre iniziative de "La città dei cittadini" e ci ha già aiutato a realizzare una sperimentazione di voto elettronico per l'iniziativa "Non è un logo comune".

Altre informazioni a breve...


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Informazione di community (Jock Lauterer)

Mercoledi prossimo il professor Jock Lauterer (University of North Carolina) terrà una conferenza dal titolo "Informazione civica/informazione di community: l'esperienza statunitense".

Per gli interessati la conferenza si terrà presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione a partire dalle 17.
Io ci sarò, forte di sei ore e mezza di treno, ma, tra il tema e la possibilità di parlare con qualcuno che si occupi di questi temi - e proprio proveniente dal North Carolina (ConvergeSouth 2007!!) - non potevo esimermi*.

Se qualcuno viene si faccia riconoscere!


*voci di corridoio dicono che verrò cooptata come interprete o qualcosa di simile, quindi...

venerdì, marzo 02, 2007

Brutti, cattivi...e pare puzzino anche...(una serie di complimenti che non vi dico)

Insomma, da quel che si dice in giro, i blog sono nichilisti, parassiti e fanno piangere le mamme. :-P



Sì, quando si dice "le coincidenze".
E quando si dice anche "non ho dubbi che tutti gli spunti meriterebbero approfondimento critico, ma ho sonno e quindi no".


N.B. Il titolo viene da un suggerimento altrui. A Federico quel che è di Federico (più che altro conto sulla condivisione delle colpe).

Social network da campagna elettorale (no, niente YouTube, stavolta!)

Todd Zeigler* (che scrive su The Bivings Report) indica le applicazioni che potrebbero giocare un ruolo importante nella comunicazione politica in occasione delle prossime elezioni presidenziali negli USA (YouTube è fuori gara, perchè andiamo, ne parlano proprio tutti).

  1. Ning: per creare il proprio social network. Da segnalare quello dedicato ad Al Gore, che molti vorrebbero candidato alle prossime presidenziali. Le potenzialità sono intuibili: chiunque può creare una propria rete per candidati o temi che stanno particolarmente a cuore. Basso costo, molte persone motivate. Tutto il resto è...social network! In questi giorni se ne è parlato anche in Italia (tra gli altri Massimo Russo e Davide Salerno). Ning, va detto, non è unico nel suo genere (una valida alternativa a MySpace? :P): Jeremiah Owyang di PodTech.net fa una lista delle alternative.

  2. Mozes: sms in broadcast. All'inizio non avevo mica capito bene la spiegazione: "Mozes allows you to create a free account and then register the keywords of your choice. People who send a text message to 66937 (MOZES) with your keyword as the message will get back a custom message of your choosing. In addition, you can use Mozes to encourage users to subscribe to your keyword and you can then send out broadcast messages to all your subscribers whenever you want". Pare sia molto usato dalle nuove band per promuovere i propri concerti. Zeigler dice che potrebbe essere usato per aggiornamenti sulle attività di un candidato, ricevere avvisi su incontri di altri cittadini e cose del genere. Suona familiare? E infatti. Basta guardare il punto 3.

  3. Twitter: eccoci!! Di Twitter si è già parlato (io più di altri!). Sì, ma la politica? Beh, forse non ha molto a che vedere. Ma il fatto che sia un'applicazione multipiattaforma può essere utile per mobilitare persone e potrebbe rivelarsi utile per gli attivisti, per tenersi aggiornati in tempo reale, anche in caso di incontri organizzati “dal basso”. Utopisticamente, sarebbe bello, sostiene Zeigler, se chi venisse eletto avesse un proprio canale di Twitter per aggiornare i propri elettori sulle attività che svolgono: chi incontrano, su cosa stanno votando ecc.). Insomma, concettualmente come Mozes, ma multipiattaforma.

  4. NowPublic: uno per tutti i siti di citizen journalism. Sono tanti e se n'è parlato e straparlato. Che uno di questi possa emergere con particolare forza e acquisire un ruolo di rilievo?

  5. MyBlogLog: comunità costruite attorno ai blog. Ci si iscrive, si crea un profilo e ci si unisce alle comunità di lettori dei propri blog preferiti. Chi ha un blog può inserire un widget che permette di vedere i lettori più recenti. Dunque, costruzione di relazioni con lettori della propria e di altre comunità. Devo aggiungere altro?


Al momento, diciamolo, non sono granchè significativi in termini di impatto.

Ma l'attività “dal basso” potrebbe essere appunto potenziata e incrementata da questi strumenti che hanno in comune la possibilità di creare comunità con cui essere, potenzialmente, in contatto continuo.

E poi chissà...



* Qualcuno nota una certa assonanza? ;) Vabbè, questa la capiamo in tre - cioè solo quelli che hanno visto "The West Wing" - ma fa niente.

lunedì, febbraio 26, 2007

Tutto quello che fa male ti fa bene


Ieri sono tornata a casa per qualche giorno. Ho trovato mio fratello, quello appassionato di hip-hop, che ascoltava un famoso brano di musica classica. Piuttosto stupita, gli ho chiesto come lo conoscesse.
La risposta è stata questa:






Aveva ragione Steven Johnson, mi sa! :-)
(con la piccola nota che però il contesto conta - oh, se conta! E che mio fratello continua a prediligere il wrestling ai libri)

venerdì, febbraio 23, 2007

Anche le campagne elettorali vogliono conversare? Uff!!

Patrick Ruffini, consulente di comunicazione politica online per i Repubblicani (ora in particolare per Rudy Giuliani*), non ne può più di sentir dire che le campagne elettorali sono conversazioni, così come più o meno tutti i candidati alle prossime presidenziali USA cercano di comunicare, complice un uso intensivo di nuove tecnologie, blog, social network e YouTube.

Cioè, sostiene Ruffini, il Cluetrain Manifesto è valido in quanto i mercati possono essere conversazioni, dal momento che non c'è una guida unica. Ma in politica i candidati devono saper sì conversare, ma anche e soprattutto guidare la gente, dire alle persone quello che non sanno, non quello che vogliono sentirsi dire.

"In the age of new media, the worst thing someone can be guilty of is being inauthentic. That’s not exactly a new insight either, but the YouTubeization of politics amplifies a candidate’s past twists and contradictions many times over. That means you don’t have a “conversation” with someone that’s really a monologue".

Ma se, per conversare, i politici dimenticano di essere delle guide? Il rischio è ben più grave di qualunque critica negativa: il rischio è perdere.

Jeff Jarvis, chiamato in causa anche per PrezVid, il nuovo blog in cui viene monitorata la campagna elettorale su YouTube, ribatte che
una campagna elettorale deve essere propagandistica. L'accezione di "conversazione" va intesa nella misura in cui i candidati dovrebbero dare ascolto alle persone e ora ci sono nuovi modi per farlo: "Ma l'uso di YouTube permette ai candidati di guardarci e parlarci in una dimensione umana, non da un palco in mezzo alla folla. Forse, solo forse, permetterà anche a noi, gli elettori, di essere ascoltati di più. Ma vedremo".


Detto tra noi, poi, PrezVid vale davvero un giro e anche di più: non solo spot elettorali, spesso "commentati", ma anche mash-up di discorsi dei candidati, tipo quello del discorso di Hillary Clinton sull'Iraq a opera di Michelle Malkin, giornalista di area conservatrice. E qualche inquietante lapsus Iraq/Iran negli annunci di candidatura.
Beh, è ancora più difficile che certe cose sfuggano: effetti della youtubizzazione, ormai ci stiamo abituando!



* si tratta di un exploratory committee, ad essere precisi, ma è questione di tempo prima che Giuliani dia l'annuncio, pare. A chi voglia capire il senso di un exploratory committee (io ho faticato, all'inizio) facendosi due risate, io suggerirei di affidarsi a Jon Stewart&co: una volta qui, cliccate su "exploratory committee" - parte uno e due (grazie, Sara!! Anch'io amo il Daily Show).



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giovedì, febbraio 15, 2007

Blue is the new pink

Curioso, direi.
Insomma, una che non compra mai riviste femminili* alla fine si ritrova ad acquistarne dette riviste per due volte in un mese. Non per personaggi famosi o servizi di moda (moi?!), bensì per la presenza di due signori di mia conoscenza (blogger, ça va sans dire).

L'ultima occasione è l'intervista a Diego "Zoro" Bianchi sulle sue acute videocronache del Grande Fratello 7, pubblicata da Vanity Fair (ok, saltiamo la parte per cui VF lo leggono anche gli uomini ecc).
E potevo esimermi dall'acquisto io che il venerdi mattina tamburello con le dita in attesa della nuova puntata e che faccio il bis a casa con le coinquiline (e chi lo ha detto che Internet divide le famiglie? Noi, il venerdi sera abbiamo sintesi e dibattito post-puntata :P - solitamente molte risate sono incluse)?
Diego, per la cronaca, è uno che divide la fama e riconosce i meriti altrui; non è un caso, infatti, che nella foto pubblicata sia ritratto con due degli artefici del suo successo: nella fattispecie Ken-Liorni e Barbie-Marcuzzi, solo una parte della nutrita schiera di pupazzi che sono parte integrante delle puntate.
Vi ho già detto di guardare le videocronache di Zoro? Non si è capito?

Per la cronaca l'altra volta è stato per un'intervista a Bru sul primo BarCamp italiano pubblicata su Glamour di febbraio. Ho letto l'intervista (riservandomi l'opzione di prendere in giro Riccardo perchè non hanno nemmeno pubblicato una sua foto), poi, esauritasi per me l'utilità immediata della rivista, l'ho data alla mia coinquilina in partenza per la Spagna. Il giorno dopo mi è arrivato un suo sms in cui mi prendeva in giro. Tra le foto del BzaarCamp, infatti, ne è stata pubblicata una in cui ci sono anche io, abbastanza in evidenza.
Il che fa di me una persona modesta e poco frivola, si potrà pensare. Mh.
L'intervista (una pagina o due), l'avevo letta due volte e le foto le avevo guardate, ma non mi ero accorta di esserci.
Il che fa di me - soprattutto, ed è la triste verità - una persona miope.



* ora qualcuno dirà: fai la snob. No, applico la matematica. Dato un numero finito di risorse economiche tendo a comprare riviste che mi interessano di più. Poi quelle femminili le leggo pure talvolta, quando le coinquiline le comprano e le ripongono nel posto classicamente ad esse deputato: il mobiletto del bagno.

martedì, febbraio 13, 2007

Comuni motivazioni non comuni

Mark Glaser ha partecipato al We Media di Miami svoltosi dal 7 al 9 febbraio. Dopo molti resoconti Glaser chiede ai suoi lettori cosa li motiverebbe a partecipare e contribuire a un sito di informazione locale. Insomma, dice, di possibilità di pubblicazione ce ne sono, quindi (traduco un po') "se foste testimoni di un evento rilevante, come vi comportereste? Cosa fareste di quella informazione e perchè? Cerchereste chi vi paga di più? Il modo di avere il maggiore impatto possibile? O lo fareste solo per aiutare la comunità? Cosa vi motiverebbe a inviare materiale a uno di questi siti?"

Il post mi è rimasto in mente perchè proprio tra ieri e oggi si parlava di motivazioni alla partecipazione. C'era chi sosteneva che le motivazioni intime a partecipare e a fare comunità siano in fin dei conti sempre le stesse e che a cambiare sia solo il linguaggio. C'era chi sosteneva che il contesto - in generale, non solo quello dei media - ha la sua rilevanza nel determinare le differenze.
Quindi ci sarà magari un (minimo?) comune denominatore, ma forse quello non basta.

Poi parlare va bene, ma forse certi fattori sfuggenti si colgono con la pratica, oltre che con le riflessioni e il confronto.
E allora, tra l'altro, sono curiosa di vedere come andrà l'esperimento che inaugura La città dei cittadini 2007: "Non è un logo comune", un esperimento di voto elettronico con cui i giovani di Casalecchio decideranno il nuovo logo del Centro giovanile, luogo di aggregazione cittadino.
Curiosa anche perchè ultimamente mi sembra di non capire molto di certe logiche di ragazzi che hanno solo una manciata di anni meno di me e mi sembra strano. Beh, non molto strano, se si pensa che certi processi sociali vanno così in fretta che il concetto di generazione non è più molto legato strettamente all'anno di nascita tout court ma anche...beh, questo fa parte di un altro discorso affrontato oggi, quello sulla complessità, ed è ancora un'altra storia che è il caso di rimandare, per ora...

giovedì, febbraio 08, 2007

Se proprio dobbiamo parlare di beghe familiari...

(nota: il post l'avevo scritto ieri. Oggi le cose sono appena un pochino diverse...Mh.Vedremo....)

Le dichiarazioni di chi dice "da che parte stanno i gay" mi fanno ridere (come diceva Maurizio Crozza martedi a Ballarò: "Salutiamo i compagni Dolce e Gabbana". No, per dire).
Sono altre le cose che mi preoccupano.

Mi preoccupa l'idea che le lettere pubbliche di scuse tolgano spazio alle notizie.
Mi preoccupa l'idea che chi ci governa diffonda ignoranza più o meno consapevolmente - il "peccato di omissione" vale eccome...
Mi preoccupa chi si erge a modello/esempio non essendo in una posizione tipica della gente comune (yes, sir, se tutti i conviventi avessero come dolce metà la figlia di un facoltoso imprenditore e imprenditrice a sua volta...)


«D'altronde sono i conviventi a non volere quel registro che servirebbe a certificare le unioni di fatto. Tant'è che solo poche centinaia di coppie in Italia ne hanno fatto uso. I conviventi desiderano restare liberi. Io ad esempio sono un convivente».

P. F. Casini

Certe cose dette da uno che è in politica da quando ha 25 anni* e in Parlamento da quando ne ha 28 (un lavoro con questo trattamento economico) mi fanno pensare - sì, certo, c'è la componente DC nel soggetto in questione, ma comunque...

Ora, io magari mi sbaglio, ma, tra l'altro, credo di aver fuggevolmente sentito che i conviventi more uxorio dei parlamentari dopo tre anni hanno diritto a cose tipo la reversibilità o l'assistenza sanitaria integrativa (qualcuno ne sa di più? grazie).

«E per la stessa ragione penso che i Pacs non siano un problema che il Paese sente come urgente. In un momento in cui la famiglia tende a dissolversi, sarebbero molto più meritevoli iniziative di sostegno come quelle che stanno portando avanti in Francia, come quelle alla natalità».

M. Carfagna

Ah, sì, mi preoccupa anche l'idea che i nostri parlamentari discutano e votino, ma non sappiano di cosa stanno parlando.
Già che ci siamo, qualcuno le può spiegare che in Francia i Pacs esistono da otto anni? Non è che per caso è proprio per quello che abbiamo iniziato a usare la parola PACS per parlarne?



* ora, vabbè che Wikipedia non è l'enciclopedia (e la dimensione collaborativa, e il controllo delle fonti e 'ste menate qui) ma io ho letto che questo signore si è laureato a 24 anni e ha cominciato a lavorare come dirigente d'azienda? Dirigente d'azienda? Stiamo parlando seriamente?

mercoledì, febbraio 07, 2007

Stasera a Casa Torino (e sono titolare)!

Tema: Torino
Modalità: a caso, ma con saggezza

Il mio pusher di serie tv (e punto) di riferimento (anche per molte altre cose) ha stabilito che sono saggia abbastanza da fare "il saggio" della serata a Casa Torino, trasmissione radio che conduce con Giorgio Valletta (sono già stata ospite nella sede della trasmissione - ho pure fatto da "sostituto saggio" e ho assistito alle più-classiche-delle-cose-che-voi-umani-non-eccetera).
E glielo potevo negare, proprio stasera poi?
Sperate solo che non si finisca a parlare di Lost (che comincia stanotte, eh, vi devo dir tutto tutto?). Non che le possibilità di delirio siano per questo inferiori.

Dunque son qui, armata di feticcio e di una crema alle nocciole molto commercializzata che già altrove difesi dalle rivendicazioni crucche - presto avrò la mia ricompensa...vera crema gianduia, perhaps? ;-)

Ah, ottima musica nel frattempo!! Enjoy!


Update: Grazie a Enrico e Giorgio! Mi sono divertita un sacco!
Tanto per completezza (essì, diamoci importanza) ecco i link delle cose di cui ho parlato (più che utility direi inutility, ma comunque...):