giovedì, ottobre 27, 2005

La famosa invasione dei blogger in pigiama

(post a blog unificati, grazie a Gio per la segnalazione)


Ne ha gia' parlato recentemente Christian Rocca su Ideazione.
Pajamas Media e' un progetto che si propone di raccogliere blog politici (almeno per il momento).

Nelle parole di Roger Simon, co-fondatore: "It will be the best of mainstream media and best of blog media, side by side, sometimes fighting, sometimes agreeing".

Da Wired News:
The site aims to be "a whole online news service of bloggers from all over the world," said Simon. With a list of contributors that reads like a who's who of the political blogosphere, Pajamas Media thinks its daily blog picks will be of a higher quality than automated services.

Insomma, valore aggiunto rispetto a Technorati e altri analoghi programmi perche', dicono, quella e' solo tecnologia, qui si tratta di una valutazione di qualita'.

A dire il vero c'e' il sospetto che i blogger siano molto piu' conservative che altro. a Pajamas Media dicono di no.
Staremo a vedere.

mercoledì, ottobre 26, 2005

Between

Qui le dimensioni sono diverse, le quantita' sono diverse e io sono un po' confusa.
Nel senso che sto bene qui e sto bene a Bologna.
Sono stata affascinata e colpita da New York (i termini sono riduttivi, ma la mia reazione e' difficile da descrivere) e resto piacevolmente stupita ogni volta che vedo un cerbiatto o uno scoiattolo davanti alla porta di casa - succede anche questo.

Durante questa settimana appena trascorsa ho goduto del campus quasi deserto, ma mi sono sentita anche un tantino alienata causa carenza di interlocutori con cui sopperire (e problemi tecnici nelle comunicazioni con la madre patria).
Come dire, la solitaria che e' in me gongolava, la logorroica che in me annaspava (si', sono un pochino schizofrenica...e chi non lo e' del resto?*).
Ieri, invece, alla ripresa delle lezioni e al conseguente riempirsi del campus, ho quasi avuto uno shock anafilattico: troppa gente, tutta insieme. Il che poi mi spinge a chiedermi: ma come faccio a Bologna quando passo le giornate in giro per la citta' con molta piu' gente in giro (qui tutto il campus conta 2400 studenti, fate voi)?

Ma in realta', potrei farne a meno?
Voglio dire, non mi ci vedo proprio a passare quattro anni di universita' "nella provincia denuclearizzata, a sei chilometri di curve dalla vita", come cantava Samuele Bersani qualche anno fa.
Ma non so nemmeno se mi vedo a prendere una metropolitana o un autobus o la macchina ogni santo giorno per andare al lavoro o per uscire la sera.
Sono tutte dimensioni diverse tra loro e diverse da quello a cui ero abituata e ancora non ho capito quale puo' essere quella ideale per me. Forse una citta' come Bologna e' davvero l'opzione migliore, ma non so se e' l'abitudine o il fatto che ne sia abbastanza innamorata (e per questo tipo di amore non c'e' monogamia).

N.B. poi guardo le foto che Pietro ha fatto in Nuova Zelanda e mi dico che, insomma, bisogna provare anche quello - magari senza aspettare la luna di miele, che' da questa parti si e' un po' lontani dalla meta suddetta - e presto (ecco, ho gia' la prossima meta di viaggio, ma si potra'?).

*almeno spero

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@quelli che vogliono vedere le foto: ne ho messe alcune nuove sulla mia pagina di Flickr. E altre sono in arrivo.

Segnalazioni

(vorrei dire a grande richiesta, ma non sarebbe vero)

Spunti di riflessione e/o qualcosa per occuparvi il tempo:

Ora posso andare a cena tranquilla.

sabato, ottobre 22, 2005

Converge South: aftermath@Webgol

Quando un'esperienza ti riempie tanto, ti pare quasi di svilirla nel cercare di metterla su un foglio di carta o su uno schermo di computer, perche' sembra che le parole non rendano in modo vivido quei momenti.
E' il motivo per cui ci ho messo un bel po' prima di scrivere il racconto della conferenza di Greensboro.

A quanto pare non me la sono cavata cosi' male: "qualora lo vogliate", io e il mio racconto siamo su Webgol.
Il post e' lungo (e io, in genereale, tendo a essere logorroica), ma non e' male, quindi non dico altro se non...vogliatelo!! ;-)

venerdì, ottobre 21, 2005

No, stamattina non mi sono svegliata bruscamente.

...a parte il fatto che sono stata svegliata da un incrocio di labrador che mi e' saltato sul letto,
...a parte il fatto che si e' impossessato di un mio calzino costringendomi a rincorrerlo (il cane, non il calzino),
...a parte il fatto che la prima notizia che ho recepito e' stata quella sull'approvazione della devolution.

La giornata e' stata ravvivata da una conversazione su "varie ed eventuali" con uno dei fratelli. Arrivati all'argomento "musica" alla mia domanda su eventuale uscita di canzoni significative (particolarmente belle o particolarmente trash che dir si voglia) il commento del fratello in questione e' stato il seguente:
"tzn sembra essersi assopito nella sua indecenza... e così anche meneguzzo".

Quindi posso stare tranquilla?

mercoledì, ottobre 19, 2005

I wanna be a part of it...

Tempo di October break, cioe' una settimana di pausa dalle lezioni.
Cioe' servizi ridotti al minimo e tutti, o quasi, a casa o a farsi un viaggetto.

Qui, archiviata la pratica "pioggia"(o meglio la prospettiva "diluvio universale") dopo una settimana, finalmente torna il sole, arriva qualche buona notizia e si torna a essere produttivi e magari anche piu' simpatici del solito*.
Devo dire che non e' malaccio prendere fiato, godersi il campus vuoto e non avere impegni pressanti. Che poi, a parte il corso di Sociologia della New Economy due giorni a settimana, in realta' non e' che io abbia mai impegni pressanti, devo solo leggere, "incubare" e scrivere, ma se non mi organizzo la giornata va a finire che non combino niente.
E poi posso dare corda a una delle mie piccole manie. Cioe' camminare nei posti che di solito contengono tanta gente quando sono deserti. Chiese, aule, sale conferenze, biblioteche e via dicendo (Ecco, l'ho detto. Ora sembro piu' o meno matta?).

Insomma, il weekend e' trascorso tra film nuovi e gia' visti (assortimento onnivoro), studio e produzione delle mie impressioni su Converge South (che presto saranno pubblicate sul web, qui o altrove). Ma l'inattivita' mi uccide e altrettanto fa la mancanza di cose nuove. Dal momento che l'unica novita' al momento e' che sto facendo la babysitter a una pianta di basilico, direi che e' il momento di smuovere le acque in questo October break.
Alla ricerca di posti ancora piu' grandi in questa nazione che e' all'insegna della taglia extralarge sotto ogni punto di vista.

Quindi OFF TO NEW YORK!
(a camminare tra i palazzi e non tra gli alberi e nei prati e prendersi un po' di inquinamento come si deve!)


*ok, questa era una battuta

martedì, ottobre 18, 2005

Politicamente scorretto (malgrado tutto mi sento un po' urban blog)

(nota: dopo questo post posso rimettere la mia targhetta di Urban blog made in Bo)
Casalecchio di Reno e' un paese vicino Bologna, cosi' vicino che ci si va con gli autobus urbani.
Il prossimo weekend a Casalecchio di Reno c'e' "Politicamente scorretto: la letteratura indaga i gialli della politica"
Padroni di casa d'eccezione: storici, giornalisti, scrittori, inclusi i giallisti bolognesi. Capofila, naturalmente Carlo Lucarelli.
Io non ci posso andare, almeno voi, che siete nei pressi, fateci un salto.
N.B. c'e' anche un blog delle memorie.

lunedì, ottobre 17, 2005

La musica che gira intorno (!)

Credo (credo!) sia un problema comune.
L'ultima canzone che ascolti prima di uscire di casa, che sia alla radio o alla tv, che ti piaccia o no, tende a rimanerti incollata nella mente tuo malgrado.
Scusate, vado a impossessarmi di un qualunque iPod (tanto qui ce l'hanno tutti e intendo dire davvero tutti) con il furto e/o con l'inganno. Per la legge dei grandi numeri dovrei trovare qualcosa che mi schiodi dalla testa questa roba.

Question time

Qui dopo la pioggia si e' sempre piu' operativi. E quindi ho alcune domande, assolutamente slegate, per voi:

1. Il MoMA continua ad avere ingresso gratuito il venerdi pomeriggio?
2. Sto facendo delle ricerche sul Nimby. Qualcuno mi sa dire qualcosa in piu'?

Grazie.

venerdì, ottobre 14, 2005

Mai stati in vacanza in Pakistan?

Si', sono una persona antipatica, con scarsa fiducia nel genere umano e di pessimo umore per via del diluvio che va avanti imperterrito da 48 ore.

Quindi immagino che sia solo una mia impressione che non ci sia stato, per coloro che sono stati colpiti dal sisma in Pakistan, un dispiegamento di forze di assistenza analogo a quello che c'e' stato dopo lo tsunami. Per la cronaca ogni qualsivoglia notizia a riguardo non compare nemmeno nella homepage di Repubblica, mentre naturalmente le prime dichiarazioni di Lapo Elkann la fanno da padrone sia li' che sul sito del Corsera.

Ubi maior...

Update: ha smesso di piovere
Update #2 -venerdi, ore 16.35: Cinque ore fa ha ripreso a diluviare. Nessuna intenzione di smettere. Sto sistemando il blog qui e li', lavorando all'altro blog, scrivendo la tesi (rari sprazzi di ispirazione) e anche un'altra cosetta che forse verra' pubblicata altrove.
Mi sto impegnando, insomma, chiaro? Ma tutta questa pioggia mi sta innervosendo e potrebbe portarmi a essere un po' piu' caustica del solito. Tanto per avvisare.

giovedì, ottobre 13, 2005

L'acqua che non ha fatto, in cielo sta

(libera traduzione di un detto che si usa frequentemente dalle mie parti, piu' spesso con significato metaforico piuttosto che meterologico)

Le chiamano "piogge equinoziali".
In pratica sta diluviando da martedi' sera e, dicono, continuera' fino a domenica.

Ma l'equinozio non e' a settembre? Sono in ritardo queste piogge? E si devono prendere gli arretrati?

N.B. La prossima settimana la sottoscritta va qualche giorno a NYC. Nel frattempo sono bene accetti suggerimenti, indicazioni, consigli (per gli acquisti e non).

martedì, ottobre 11, 2005

Poor rich guy

(Trying to write in English. I apologize)
I surfed around, reading blogs, leaving ironical comments.
But the truth is that I'm angry, still angry. Angry with the newspapers, angry with the tv, angry with all the people talking about drugs since yesterday morning just because of him.
It's all like: "Poor rich guy! what's the matter? too much pressure on your weak shoulder?"
What it' all about? So I guess that it probably means that if you're a drug addict and you're poor you're just...what? a jerk? a stupid? a loser? Of course your life won't be analysed on tv and a psychologist won't try to find a reason why you started to use cocaine.
And I'm even more angry if I think about all the conversations at Converge South, the indipendence of mainstream media (does it exist anymore?), the community action, weblogs as a way to add some more point of views (or even as a substitute?)
...ah...dunno!
It's always like that. Pretending that problem just doesn't exist until a famous person, a poor rich famous person has to deal with it.
What is you see is what you get.(?)

Turning 24 (e prendere la curva larga)

(titolo del post per solutori abbastanza abili - e che abbiano mangiato pesante)

[C'e' una canzone che mi frulla per la testa, non so di chi sia, so solo che dice cosi': "I don't wanna be anything other than me"].


Ogni tanto leggo questo blog. Con lo stupore che sempre mi prende quando trovo una persona che riesce a esprimere i miei pensieri con le parole che avrei usato ma che non avevo ancora scritto.

"Difficile è trovare persone eccezionali nella loro diversità; curiose, buffe, stravaganti, intelligenti. Difficile. Ne vedi poche, pochissime, in mezzo alle miliardi di galline che vanno dallo stesso parrucchiere e ti esplodono mille milioni di domande stupide che forse stavano bene in terza liceo ma che non riesco a smettere di farmi: perché sono diversa? perché sono diversa? perché?"

Ho smesso di chiedermi queste cose, per quanto ogni tanto il pensiero peregrino mi si affacci, insieme ad altre domande tipo "Perche' a queste persone sembra sempre andar tutto bene e io devo fare una fatica dannata per far girare tutto come dico io?"(le mie domande non sono da terza liceo...eventualmente da terza elementare!).

Sono io, annessi e connessi, e voglio migliorare e non ho paura di imparare, ma non vorrei essere altro che la sottoscritta: questa e' la mia personale vittoria degli ultimi tempi, dopo il crollo delle mie certezze e il collasso su me stessa, ormai vecchio di piu' di due anni.
Ho preso atto di certe situazioni. Ho capito che forse e' un bene che le persone speciali siano poche, che altrimenti forse non me ne accorgerei neanche, che forse a volte non me ne accorgo neanche. Come a volte non mi accorgo delle persone che si prendono gioco di me o non sono sincere semplicemente perche' e' piu' comodo.

Sono fortunata. In questi mesi sono in una realta' del tutto diversa.
So esattamente cosa ho lasciato in Italia, le cose belle e quelle brutte, le cose chiare e quelle sospese. Sono in una situazione in cui posso scegliere quanto mettermi in gioco. E lo sto facendo completamente e consapevolmente.
Mi sono data delle risposte. E ho rinunciato a certe domande. Non perche' ne abbia paura, ma perche' ora so che non servono.

Ebbene si', e' la serata della riflessione, un po' perche' non ho voglia di tornare a studiare, un po' perche' l'omelette della non salutista (ne' tantomeno salutare) mensa del college sta dicendo la sua, dalle profondita' del mio stomaco.
Poi anche perche' tra poco anch'io, come lei, avro' 24 anni e certi pensieri vagano ogni tanto, ma il tempo e' sempre poco per metterli in ordine. Ogni tanto mi serve un po' di stop, e di trovare in giro le mie parole pensate e scritte da altri. Non posso lasciare commenti sul suo blog e non so se leggera' questo post.
Comunque sia...auguri, Chiara.

Thank you

I'm writing in English - and I apologize for my errors - because maybe some people (people I met at Converge South, I mean) would like to read what I think about it.

I will write a post, probably tomorrow because I have a lot of homework and some deadlines today.

It was a great and fulfilling experience, beyond my expectations, beyond whatever I can tell, perhaps.
I felt as a part of the awesome Greensboro community.
I will write about it. Definitely.

THANK YOU!

Parole chiave:

lunedì, ottobre 10, 2005

Drammi moderni

Qualcuno mi dice via messenger che Vespa ha piazzato le telecamere sotto le finestre dell'ospedale dove e' ricoverato Lapo Elkann.
Poi uno dice che si perde fiducia nel giornalismo...
Poi uno dice che forse e' il caso di restare qui negli States e magari considerarsi esiliato politico...

Sto cercando di farmi dire il titolo della puntata. Per ora l'opzione piu' accreditata e':
"Lo dicevo io che uno che dice che guidare una FIAT e' una cosa FIGA deve per forza essere drogato"

Update: pare che il titolo sia "Il dramma di Lapo Elkann".
Non ho capito: il dramma e' che e' si droga ? (ed e' pieno di soldi, mica come gli sfigati poveri che si drogano, per cui Bruno Vespa non sprecherebbe mai una puntata che potrebbe essere piu' utilmente impiegata, che so a parlare del delitto di Cogne, no?)

O il dramma e' che pensa che guidare una Fiat Punto sia una cosa FIGA (tanto da dichiararlo a destra e a manca...andiamo...gli indizi c'erano tutti e abbiamo fatto finta di non vedere....)? Nel qual caso, e' tutto un altro discorso, si capisce...

Update #2: la migliore e' nei commenti a questo post di Mantellini: "chissa' se dopo la Fiat Punto faranno anche la Fiat Riga..."

N.B. grazie a Sara per avermi reso partecipe. E buon viaggio!

sabato, ottobre 08, 2005

Gossip (NB: il pranzo era offerto dall'organizzazione)

Le chiacchiere si sono susseguite per tutto il giorno. Della serie "Sara' vero?". Peccato che io le abbia sentite solo stasera.
Altrimenti magari avrei chiesto.
A quanto pare (e a sentire Massimo Mantellini) oggi ho pranzato con una persona che ha appena tirato su due milioni di dollari. Ora capisco perche' Dave Winer parlava dell'idea di comprare un appartamento a New York preoccupandosi piu' della scarsa socievolezza dei suoi abitanti che non dei prezzi (per la cronaca i prezzi si sono abbassati del 13%, specie nella parte nord di Manhattan, l'ho letto ieri nei venti minuti che ho passato a NY, non ricordo dove, su Metro, credo*).
BTW, un sacco simpatico, Dave Winer, davvero.
* poi non dite che questo non e' un blog di servizio

giovedì, ottobre 06, 2005

Qui North Carolina

Eccomi qui a Greensboro, North Carolina.
Post breve breve per dire che ci sono, che sto bene, che piove un po,.
Che Jay Rosen sta per arrivare ed e' nel mio stesso albergo. E che probabilmetne le mie conoscenze della lingua inglese e sui blog in generale evaporeranno misteriosamente appena me lo presenteranno.
Vado a fare un sonnellino. Stamattina mi sono svegliata alle 6.
Treno fino a NY.
Autobus fino all'areoporto La Guardia.
Aereo fino a Greensboro.
Ah, questa zona e' chiamata Piedmont, cioe' Piemonte. Caso che gli pargli dei Webdays. Magari l'anno prossimo si fa un gemellaggio.
Update: ah, per tacere della presenza di Dave Winer. Che spiega che qui si parlera' di quello che gli utenti vogliono dalla tecnologia. Persone, non consumatori.

mercoledì, ottobre 05, 2005

Convergendo verso sud...

Avviso giusto cosi', perche' altrimenti qualcuno si preoccupa.
Da giovedi a domenica saro' qui. Tutto lavoro, eh.

martedì, ottobre 04, 2005

Prima o poi arriva il momento di dire certe cose.

(no, io non mi adeguo)

C'e' differenza tra un caffe' amaro perche' non ci metti lo zucchero e un caffe' amaro perche' e' cattivo e basta.
C'e' differenza tra un caffe' macchiato col latte e un caffe' macchiato col caramello.
E - dannazione! - il fatto che il caffe' sia contenuto in un tazzone NON e' un buon segno!
Quantita' e qualita' sono due cose diverse, capito? Capito?

Risvegli

Era luglio, ultimi giorni a Bologna, tempo di lauree e persecuzione del mio relatore (non lui che perseguitava me, il contrario) per farmi dare gli ultimi libri e indicazioni prima dell'estate e della partenza. Insomma, un impressionante monte ore trascorso in dipartimento. E cosi, per caso, ho sentito parlare di questo convegno, allora in forma embrionale.

Chi vive a Bologna e tiene gli occhi un minimo aperti ha gia' sentito parlare dell'associazione "Gli amici di Luca" che si occupa di un tema delicato come il coma. I fondatori sono persone che hanno vissuto l'esperienza in prima persona, i genitori di Luca, appunto. L'associazione ha un testimonial fisso in Alessandro Bergonzoni (forse avete visto qualcuno dei suoi spot surreali) e molti altri.
Questo il progetto dell'associazione. Che oggi fa un passo in piu':

"Il convegno, rivolto in particolare a giornalisti, studenti e in generale agli operatori dell’informazione, nasce dall’esigenza da parte sia di chi fa informazione sia di chi opera a stretto contatto con i malati (medici, familiari, associazioni di volontariato) di mettere in comune le proprie competenze al fine di restituire un’immagine più realistica possibile riguardo un tema spesso trascurato dai media.
Si valuterà come utilizzare le indicazioni contenute in documenti come la Carta di Treviso, la Carta dei Doveri del giornalista, la legge sulla Privacy, il Codice deontologico della Privacy nell’esercizio della professione giornalistica e la Carta di Torino redatta nel 2001 da medici e giornalisti per la deontologia dell’informazione."

Il resto lo potete leggere qui.

lunedì, ottobre 03, 2005

Under construction

Dunque...vediamo...

Qui c'e' un altro blog in cui parlo della mia tesi (contributi non solo bene accetti, ma anche caldamente richiesti).

Qui ci sono le altre foto.
Qui ci sono altre foto del campus.

Vado a studiare, sara' anche ora!

Con (in)colpevole ritardo

Un post di EmmeBi e a uno di Squonk mi ricordano che nei giorni scorsi ricorreva la festa dei nonni. Al di la' del marketing che vi puo' essere dietro una cosa del genere e con l'avvicinarsi di un anniversario triste, non posso fare a meno di pensare a due persone molto speciali che ho perso in quest'ultimo anno e che non hanno visto la mia partenza per gli Stati Uniti. E che mi mancano.
Ma sono sempre stati miei grandi fan, quindi sono sicura che, ovunque siano, un modo per informarsi l'avranno trovato. E con la parlantina che li contraddistingueva probabilmente non avranno perso occasione di fare due chiacchiere sulla comune nipote "gamba lunga"*.


* che dalle mie parti vuol dire "persona che viaggia molto". D'altra parte chiunque mi abbia visto almeno una volta sa che non poteva essere un riferimento alla mia altezza.

sabato, ottobre 01, 2005

It feels like home

Curiosamente non mi sto informando molto su Bologna...non so il motivo; forse perche' e' come se la mia idea della citta' fosse cristallizzata nella mia attesa, o forse semplicemente perche' la mia relazione di lungo corso con Bologna ha delle sfaccettature che posso capire solo io, come penso accada sempre quando ami una citta' e la vivi, giorno dopo giorno.

Da quando sono qui non penso molto a quello che ho lasciato in Italia, mi sto godendo quello che ho qui. Sono, come dire, nel momento. Solo ieri, guardando un poster dei portici bolognesi in camera di una studentessa che ha passato un semestre a Bologna, ho capito quanto mi manca quella citta', anche con tutti i suoi problemi, anche con il cielo d'inverno espressivo quanto un blocco di ghisa, anche con tutte quelle cose che non vogliono cambiare e con quelle che cambiano e non dovrebbero.

Le cose che piu' mi ricordano Bologna sono i portici, appunto, e le biciclette. Ora, portici qui non ce ne sono (per quanto si cimentino a scopiazzare architetture ben piu' antiche di quanto la loro storia consenta), quindi restano le biciclette che qui proliferano con tanto di rastrelliere e...furti, e questo fa veramente moooolto Bologna!
A proposito di questo, leggo oggi che da qualche settimana sono state inaugurate quattro rastrelliere speciali che consentono di noleggiare gratuitamente, con prelievo automatizzato, le biciclette. E che, sulle biciclette, ci fanno anche un concorso.
Un'inevitabile a punta di nostalgia mi prende un po'. Oggi, per la prima volta in tre settimane.
Voglio dire, a me, che in bici non ci vado praticamente mai.

giovedì, settembre 29, 2005

La strana sensazione del guardarsi dall'esterno. E scoprirsi anormali.

"Italians generally show little interest in living in a "normal" country. "We never forget who we are, and we take pleasure in confounding those who observe us," the writer Beppe Severgnini noted in his recent best-selling book..."

Davvero curioso avere la possibilita' di guardare come un'altra nazione vede l'Italia e la sua popolazione (meglio, la stampa nazionale di un'altro paese, a volte la visione dell'Italia in generale e' piuttosto da cartolina).
Ma non si puo' capire la sottile sensazione di sconforto che vi puo' prendere in certi casi, finche' non andate a vivere in un paese straniero, aprite a caso uno dei principali quotidiani nazionali e leggete un articolo che comincia cosi' come ho riportato sopra, piu' o meno.
L'articolo pero' e' anche sull'edizione online del suddetto quotidiano.

Quindi...enjoy (diciamo cosi')!

(New York Times)

Solo una distrazione mentre attendo in linea...

Ok, la vita va piu' in fretta di me. E la sfiga pure (coming soon il racconto della suddetta).
E anche la casualita'.
Cosi', per curiosita', oggi ho scoperto che il comune di Milano ha riportato un articolo che avevo scritto circa un anno fa in occasione del Com.P.A.

Non e' che la cosa abbia rilevanza alcuna, ma (oltre a ricordare che c'e' il ComPA, pero' a novembre, e io per la prima volta non potro' esserci) devo distrarmi in qualche modo in attesa di ulteriori novita' circa una situazione abbastanza inspiegabile e alquanto spiacevole.

mercoledì, settembre 28, 2005

Esperimento. (traslochi)

Prendere un essere umano, farlo vivere per 19 anni in un posto qualunque. Nutrirlo, farlo crescere, fargli sviluppare delle idee e delle convinzioni. Dargli una famiglia, amici , un certo numero di sorprese, un certo numero di delusioni.

Poi prenderlo e spostarlo in un altro ambiente geografico e culturale, in un altro contesto sociale. Da solo. Un'altra attivita' da portare avanti. Fargli sviluppare altre idee e convinzioni, a rafforzare o cambiare quelle precedenti. Dargli altri amici, altre sorprese, altre delusioni.
Aspettare cinque anni, mescolando lentamente, fino a ottenere un composto unitario.
Il soggetto si crea un ruolo, un equilibrio. Atteggiamenti nuovi, giusti o sbagliati. Cambiamenti, veri o presunti.

Poi prendere il soggetto in analisi e fargli cambiare ancora (in ordine sparso) ambiente, continente, contesto, ritmo di vita. Da solo. Con altre persone. Togliergli tutte le responsabilita' che ha avuto fino a quel momento. Togliergli il ruolo che ha avuto, o creduto di avere, fino a quel momento.

Osservare quali dei comportamenti del soggetto in questione sono permanenti e quali risultano essere determinati dal precedente contesto di vita e quindi destinati a sparire, una volta posto il soggetto in nuovo ambiente.


{A volte mi chiedo se in un trasloco l'ansia maggiore sia nel lasciare la vecchia casa, nell'impacchettare tutto senza dimenticare niente o nel sistemare le cose vecchie in una casa nuova}

martedì, settembre 27, 2005

E allora rimarra' per sempre solo il commissario Cattani

L'unico motivo per cui vorrei essere in Italia ora e' andare a vedere questo film.
E decidere se c'e' speranza per le trasposizioni cinematografiche.
E decidere se c'e' speranza per Michele Placido regista.
Perche' se mi ha rovinato Romanzo criminale non ci provo piu' a vedere un suo film, giuro. E gli faccio una controcampagna spietata da qui all'eternita', ecco.

lunedì, settembre 26, 2005

It' s all about Bree...

La season premiere di Desperate Housewives riserva parecchie sorprese...naaa, non e' vero. Quasi tutto era stato gia' chiarito nel finale della prima stagione.
Anche se, a dire il vero, i nuovi vicini pongono gia' le basi per colpi di scena: gia' comparsi una pistola e un prigioniero in cantina...che si fara' sentire gia' nella prossima puntata, a giudicare dallo spot visto in tv...

Ma le scene piu' divertenti, sebbene nel contesto di un lutto sono dedicate a Bree e alla suocera, arrivata per il funerale del figlio, pronta a essere il piu' molesta possibile.
Bree, che poi e' il personaggio che piu' di tutti si dovra' reinventare nel corso di questa serie. Chissa' che l'imbarazzante suocera non si trattenga...intanto Bree ha vinto il primo round e l'ho quasi trovata simpatica, per quanto e' nevrotica. Forse perche' ogni tanto penso che una briciola di Bree e' un po' in tutte le mamme del mondo (che, per carita', sono tutte belle, come dice una canzone), inclusa (!!) la mia.

N.B. Lost: 31 milioni di spettatori. E dallo spot si vede Sawyer che aiuta Michael a salire su un relitto...mancano solo due giorni a mercoledi.

Il piu' famoso monumento di Boston

Non vi viene in mente? Infatti...non esiste.
Cioe' il paradosso e' questo: tutte le persone a cui ho chiesto, mi hanno consigliato di vedere Boston ma nessuno mi ha saputo indicare qualcosa di significativo da vedere. Ora, non dubito che in fin dei conti qualcosa ci sia pure, ma la bellezza di Boston e' appunto la citta', l'architettura, il fatto di poter camminare a piedi in una citta' che, insomma, si', e' una grande citta' (inclusa la mezz'ora d'ordinanza per trovare parcheggio).

Il punto e' che, come dire senza risultare offensivi, dal punto di vista di un europeo, questo paese non ha molta storia, e si deve arrangiare come puo'.
Ed e' il motivo per cui una delle principali piazze e' intitolata a John Singleton Copley, uno dei piu' apprezzati pittori dell'America coloniale (a quanto dicono, io confesso la mia ignoranza), ma, ecco, non esattamente Michelangelo.
Ed e' il motivo per cui nella stessa piazza si possono trovare una chiesa, l'enorme biblioteca pubblica e un grattacielo. No, forse il motivo vero e' che qui difettano "un tantino" di senso estetico...

A parte le stranezze che l'occhio non puo' non cogliere (miseria, mica per essere snob, ma uno vive ventiquattro anni in Italia, non e' che se ne puo' dimenticare in due settimane!) Boston e' una citta' deliziosa ed elegante e, immagino, piena di studenti, dato che c'e' una elevatissima concentrazione di college (noi siamo state ospitate da amiche al Wellesley College), un posto dove e' piacevole camminare di sabato mattina, anche se il traffico e' quello che e'.

Quanto al viaggio, il mio primo viaggio on the road, e' stato fantastico e parte integrante di questo weekend! Sara e Alex sono state grandi compagne di viaggio...e come nei piu' classici film abbiamo sbagliato uscite, capito male le indicazioni (ma ce la siamo cavata senza grossi problemi) e abbiamo cantato di tutto e di piu' (i gusti musicali di Sara e del suo iPod sono parecchio variegati!), da Janis Joplin ai telefilm anni '80.

Quanto alla frase clou del weekend, concordo con Sara, il premio va ad Alex mentre assapora il brunch:

"This is like an orchestra in my mouth! Crescendo! Yo Yo Ma!"


N.B. a questo punto magari qualcuno vorra' sapere dove abbiamo fatto il brunch (e ho bevuto un espresso senza riportare traumi): INQ bistro, Newbury st.
E vi consiglio anche il Brown sugar, ristorante Thai dal nome inspiegabile dove abbiamo cenato venerdi' sera.

giovedì, settembre 22, 2005

Weekender

Primo weekend in giro per la East Coast.
(nella fattispecie) Off to Boston, come si suol dire.
Un saluto a tutti quelli che saranno a Torino per i Webdays e un grosso in bocca al lupo ad Axell...aspetto resoconti!!

E dato che sono proprio buona non vi lascio all'asciutto di parole - mai sia! - e vi rimando a due post sulla vita da campus americano, dalla viva voce (?!) di chi le ha sperimentate:
Buon weekend a tutti!

Man of science, man of faith

Siore e siori, eccoci qui alla season premiere di Lost, direttamente dal divano di casa mia!
Ma non faro' dichiarazione alcuna senza il nulla osta di Suz, il fan di riferimento.

Vi posso dire che tutto comincia con un uomo che si alza, mette su un disco, prepara la colazione e la in...ok, ok, non dico niente. A parte il fatto che prima ancora dei titoli di testa ero gia' li' che dicevo "stop, stp, riavvolgete, gia' non ci capisco piu' nulla"!!
Insomma, nella migliore tradizione delle puntate di Lost, ho avuto una risposta e ho trovato una dozzina di altre domande!

Certo, il momento di maggiore tensione e' stato quando ho sentito bussare alla porta sono andata ad aprire e ho trovato la porta GIA' aperta, fuori il buio e una macchina sconosciuta parcheggiata nel vialetto di casa. All'improvviso due ragazzi sono emersi dall'oscurita' e io mi sono presa un discreto spavento. Poi, fortunatamente, li ho riconosciuti e mi hanno spiegato che erano venuti a portare degli scatoloni per Diane da parte dell'universita'. Diane che, tra parentesi, aveva portato il cane a fare una passeggiata e si era dimenticata la porta aperta (!!).
(cose che non dovrebbero succedere mentre si guarda Lost!!!)

Season premiere all'altezza delle aspettative...e io sto gia' aspettando mercoledi' e nel frattempo cerco di spiegare cosa sia Lost a chiunque mi capiti a tiro!

martedì, settembre 20, 2005

Impressioni di settembre

Cose a cui mi sono abituata:
- svegliarmi, affacciarmi alla finestra e vedere gli scuolabus che passano - gli scuolabus uguali a quelli dei Simpson, dico!
- vedere scoiattoli che mi passano davanti in ogni momento della giornata
- andare a barbecue e feste, parlare con gruppi di persone e rendermi conto che la conversazione va avanti in piu' lingue (da due a cinque) - ed e' una cosa che in realta' non dovrebbe essere affatto scontata, ma dopo due minuti non te ne accorgi quasi piu'!

Cose a cui mi sto abituando:
- questa forma tutta americana di affabilita' per cui chiunque ti saluta: chi ti ha visto una volta sola, il bidello del dipartimento di italiano, la ragazza in bici che non hai mai visto in vita tua e che forse non rivedrai piu'. A quanto ricordo, e so di non essere l'unica a cui e' successo, ci sono persone con cui ho passato interi pomeriggi (tipo nell'attesa di un esame) che dopo una settimana gia' non si ricordano piu' di te - o fanno finta, chissa' perche'!

Cose a cui non riesco ad abituarmi:
- dovermi infilare sotto la doccia appena sveglia ogni mattina...e anche in fretta, dato che non faccio colazione in casa, ma nel campus (che dista due minuti di camminata, vabbe'...pero'...)
- le uova a colazione: se non e' almeno mezzogiorno non riesco a mangiarle. In compenso sto diventando pancake-addicted
- vedere a mensa gente che mangia in pigiama (!) ma soprattutto con i capelli completamente bagnati. Ora, a mensa ci sono circa cinque gradi meno della temperatura esterna (e dico gradi Celsius, non Fahrenheit!). Se questa cosa la facessi io mi prenderebbe una broncopolmonite mutipla, come minimo.

Coming soon:
- fanno le timide, ma io le tengo d'occhio e le aspetto al varco...Le foglie stanno cominciando a diventare gialle e rosse. E la macchina fotografica scalpita...

domenica, settembre 18, 2005

Dream a little dream of me

Doveva succedere, era nell'aria.
Insomma venendo qui sapevo che era praticamente inevitabile, una mera questione di tempo.
Ed e' puntualmente successo.

Stanotte ho sognato un piatto di pasta.

sabato, settembre 17, 2005

Comunicazione di servizio

Dovrei aver mandato a tutti il mio indirizzo e il mio numero di telefono di qui. Se ho dimenticato qualcuno, cosa possibile dato che oggi Yahoo faceva un po' i capricci, fatemelo sapere.

Ah, per quanto riguarda l'instant messaging non ho un mio computer quindi non posso avere Google Talk e ICQ ecc.
Dato che MSN messenger e' l'unico gia' presente su tutti i computer del college, ed e' quindi l'unico a cui posso accedere senza problemi, usero' quello finche' sono qui. L'indirizzo lo conoscete.

Buon weekend!

venerdì, settembre 16, 2005

Discorso alla nazione

Tra le gioie (antropologicamente parlando) che si possono avere tornando a casa ci puo' essere anche quella di accendere la tv e trovare George W. che si e' finalmente deciso a fare un discorso alla nazione sugli sviluppi di Katrina e sulla situazione dei soccorsi.

Diciamo che i ghostwriter abbondano in retorica come non mai, ma probabilmente e' un'attitudine, se non di questo paese, almeno del governo di questo paese.
Dato che non sono un granche' come commentatrice vi passo il liveblogging di Pandagon e una preoccupante segnalazione, grazie a Josh Marshall.
Cosi', tanto per dire qualcosa, eh...(altrimenti dovrei dirvi cose stupide, tipo che la testa di Dubya e' davvero enorme e ha davvero un'espressione stupida - e non e' satira, e' una pura e semplice osservazione).

Diane e' ovviamente molto piu' capace di me e quando, dopo una certa reticenza, si e' seduta sul divano ha tirato fuori l'unica logica domanda da fare: "Da mezz'ora sta parlando di quello che faranno per soccorrere le persone. Da dove dovrebbe venire tutto questo denaro?".
Personalmente se fossi una delle persone che vivevano a New Orleans mi sentirei un po' incazzata e presa in giro da uno che mi dice che sono fortunata ad aver perso solo la casa e la macchina e non le persone care. Insomma, sono cose da dire a chi e' sopravvissuto a un uragano?! Con la Casa Bianca sullo sfondo?

Coda: Dato che non avevo la forza fisica e mentale per ascoltare i commenti al discorso presidenziale, sono passata allo zapping selvaggio e, dopo un'ottima puntata di CSI (ok, un rerun, ma giovedi' c'e' la season premiere), ho potuto godere dell'ultima puntata di E.R. (anche qui season premiere il prossimo giovedi) e salutare, con un po' di commozione, l'uomo con cui ho una soddisfacente relazione da circa sei anni: il dottor Carter se ne va. I'll miss you.

giovedì, settembre 15, 2005

The gangsta crew is in da (White?) house

Una delle cose incredibili della casa di Diane e' che ogni tanto sbucano fuori libri di cui non sospettavi nemmeno l'esistenza. Un'altra della cose incredibili e' che puoi trovare cose come le raccolte di fumetti dei Boondocks.
Ovviamente da qualche giorno la raccolta staziona sul mio letto (a due piazze!) ed e' la mia lettura della buonanotte, anche perche' di solito sono troppo stanca per fare altro. E cosi' un po' di Boondocks anche per voi, miei cari!


Huey: Let's start a gangsta rap crew called "The joint chiefs". I'll be Donald 'Rumble' Rumsfeld and you'll be Dick 'Chainsaw' Cheney from Halliburton Projects. Our first CD will be called "Stormin' like Norman" and our first single will be "Bombs on you moms", produced by the Neptunes.

Silenzio

Huey: No one will get the joke
Caesar: Nope

Tutte le volte che li leggo mi chiedo se in Italia abbiamo anche noi un fumetto satirico ai limiti del perfido. In realta' mi do sempre una risposta negativa quasi subito e passo a chiedermi il perche'. E quello non l'ho ancora trovato.

(The Boondocks)

Esercizio del giorno: trova la discrepanza semantica

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad al premier turco Erdogan, al vertice Onu di New York: «Disponibili a trasferire le nostre conoscenze atomiche agli Stati musulmani a scopo pacifico».

(Corriere.it)

mercoledì, settembre 14, 2005

Landlady

Mi rendo conto che ho dimenticato una cosa davvero fondamentale, cioe' parlare della mia landlady.
Si chiama Diane ed e' indescrivibile a dire il vero, comunque ci provo.
Diane e' chair (cioe' tipo direttrice) del dipartimento di sociologia e di women studies (che fa molto liberal arts e in Italia non ha corrispettivo, ovviamente). Una delle persone piu' gentili e disponibili che abbia mai conosciuto, nonche' una delle piu' incasinate. Per il lavoro, certo, dato che dirige due dipartimenti e insegna in tre. E poi anche per tutto il resto!! Arriva in ritardo, si dimentica le cose e immagino che lavorare con lei sia una vera fatica, con queste premesse. Fortunatamente non e' il mio caso, e per il resto devo dire che e' davvero adorabile.
Diane e' disordinata, ma con un certo metodo. Io, per dire, posso lasciare in disordine la mia stanza come il soggiorno o il bagno. Insomma, uno non ha grossi criteri nel disordine, appunto.
La casa invece e' molto ordinata, i libri sono al loro posto, i giornali uno sull'altro su un mobile, il tavolo e' sgombro.
La sua stanza e' un campo di battaglia, invece. Piu' che stanza dovrei dire mini appartamento, dato che ha il suo bagno e il suo studio subito dopo la stanza da letto. E li' la responsabilita' va condivisa con Simone.
Simone e' una cagnolona enorme e affettuosissima alta quasi come un pony e di razza indefinita, un incrocio tra un labrador e ...un barboncino, credo (a giudicare dal pelo)! Gioca sempre e comunque con qualunque cosa e quindi bisogna stare attentissimi quando entra nella stanza. Facile immaginare quello che succede nella stanza dove Simone passa la maggior parte del suo tempo e dorme. La stanza di Diane, appunto.
(n.b. Ora Diane ha i capelli piu' lunghi e sembra decisamente piu' giovane)

lunedì, settembre 12, 2005

Perche' non e' vero che sono qui senza far niente...

Oggi ho conosciuto il mio mentor, Tom Ellman. in pratica un referente che mi spiega tutte le risorse a mia disposizione, mi fa vedere dove sono e come usarle e mi indica le persone che possono dirmi cose significative sulla mia tesi. Tra l'altro, per oscuri motivi, mi hanno assegnato un mentor del dipartimento di Computer Science invece che di Media Studies.
Tom (non e' confidenza eccessiva, qui tutti vogliono che li chiami per nome e anche i professori italiani quasi inorridiscono a sentirsi dare del lei) comunque ha svolto egregiamente il suo lavoro e ora ho un sacco di persone da contattare. Almeno Giovanni la smettera' di dire che sono pagata per non fare nulla!!

E dopo molte peripezie ho finalmente la mia mail di Vassar!!
Nonostante tutta l'efficienza del posto la richiesta che avevo presentato era sparita nel nulla (molto italiana, come cosa)!!
Il ragazzo che se ne occupava (e che venerdi' non c'era) era cosi' mortificato che, non potendo fare altro, mi ha detto che potevo tenere la penna. Qui hanno una gentilezza quasi commovente: oggi a colazione ero seduta a un tavolo enorme e c'era un altro ragazzo (un perfetto sconosciuto, s'intende) che si e' scusato per non poter fare conversazione con me perche' doveva andare a lezione.

BTW (ma come faccio a divagare cosi'?!) all'ufficio competente si sono prontamente riscattati: ho ricompilato il modulo e venti minuti dopo ho trovato una mail con tutte le informazioni. necessarie!

Ora vado all'ufficio Study abroad...tra l'altro qui non riescono ancora a mettersi d'accordo sul dipartimento a cui appartengo: quelli di Italiano dicono di no, che' loro fanno solo da tramite, quelli di Computer Science no, perche' ovviamente il mio lavoro non ha a che fare con loro, quelli di Media Studies nemmeno li ho visti...insomma sono una specie di apolide della situazione!

Vedremo!!

Party zone

Il college americano non e' tale (tv e cinema docet) senza le tipiche feste da college americano!
E cosi', fedeli allo stereotipo, si va al primo party del semestre!

L'occasione e' il compleanno di Simon, il ragazzo di Laura (Laura e' una delle ragazze americane che hanno passato lo scorso semstre a Bologna e che quindi gia' conoscevo). Dico occasione perche' nessuno porta un regalo, ma al massimo della birra. Insomma, non e' una feszta di compleanno ma una festa e basta.
anche il concetto di quantita' e' variabile: eravamo circa in quaranta quando Laura ha commentato che eravamo pochini. In effetti quando, tornando a casa, ci siamo fermati a un'altra festa (insomma, e' chiaro, non e' che ci vuole proprio l'invito) abbiamo notato che le persone erano almeno il doppio.

Tanta gente, birra a fiumi, musica, chi parla, chi gioca, ma, soprattutto, c'e' lui: il magico serbatoio della birra. In pratica una grossa tinozza riempita di ghiaccio e all'interno una specie di serbatoio con tanto di aggeggio per spillare la birra (lorsignori scuseranno ma non conosco i termini tecnici!). Fa molto telefilm americano? Appunto.

Va detto che la birra e' molto leggera (sabato sera Bud light), il che spiega perche' ne bevano cosi' tanta: ci vogliono almeno due bicchieri per sentire un effetto che si avvicina vagamente a una o,2. E poi qui, diciamolo, si puo' anche avanzare una questione culturale e di appartenenza: Matthew Vassar, il fondatore del college, era un birraio.

Come dire...bere birra, a lungo termine, puo' avere effetti collaterali...sulla cultura!!

domenica, settembre 11, 2005

AS: il mio contributo alla medicina moderna

AS= Abbiocco Stronzo

Dicesi di colpo di sonno improvviso, solitamente dovuto a jetlag dalle quattro ore in su. L'AS si presenta dalle due alle infinite volte al giorno.
Puo' portare a prendere sonno in un luogo qualunque. In simili circostanze si consiglia di evitare attivita' quali attraversare la strada, cucinare, sporgersi da una finestra e qualsiasi attivita' che possa arrecare danno a chi e' stato colpito da AS o a chi lo circonda.
Di solito sparisce nel giro di alcuni giorni (mi hanno detto!). Periodi variabili dai tre ai dieci giorni (aiuto!)


Frequentemente si riscontra un analogo processo legato ai ritmi alimentari, processo che porta in genere a cose tipo fare merenda con cappuccino e torta a mezzogiorno. Si consiglia di mangiare negli orari giusti (per il fuso orario in cui ci si trova!!) anche se non si ha molta fame e altresi' di portare con se' del cibo onde evitare di trovarsi in preda alla fame in momenti impensati. Anche questo effetto collaterale del jetlag dovrebbe sparire (mi hanno detto!) nel giro di pochi giorni.

...e spero di non dover scrivere altro sull'argomento!!!

sabato, settembre 10, 2005

La parola jetlag esiste

(citazione cinematografica)

I miei orari sono ancora del tutto sfasati, il mio ritmo alimentare pure. Sono in una poco aurea via di mezzo tra il fuso italiano e quello della East coast dove mi trovo (quindi come se fossi in mezzo all'oceano, per dire). Il che comporta, ad esempio, che mi svegli alle quattro e mezza del mattino e mangi cappuccino e un pezzo di torta a mezzogiorno. Non esattamente quello a cui uno pensa se si parla di vita, non dico sana, ma decente o quantomeno con un barlume di senso.

Ieri sono stata in giro con il professor Giusti del dipartimento di Italiano, lingua gettonatissima dagli studenti di Vassar, a quanto pare. Ora ho la mia ID card, cioe' la mia tessera (la foto e' prevedibilmente orrida) che mi permette di prendere da mangiare (tutto pagato da questa stimata istituzione), di accedere a biblioteca, palestra ecc. Ho anche la mia cassetta della posta e il mio indirizzo di posta elettronica. Manco a dirlo i computer sono ovunque e ci sono molte postazioni wireless. E, continuo a sottolinearlo, quasi tutti Mac!! Il che vuol dire che nella vita e' un bene essere possibilisti: cioe', nel mio caso, pensare che esiste la possibilita che in questi mesi io impari ad avere una dimestichezza accettabile con questa roba.

Per ora sono in una fase intermedia da ogni punto di vista per via del jetlag. Giovanni, il Language Fellow (una specie di lettore) di italiano che ho conosciuto ieri, dice che ci ha messo dieci giorni per smaltirlo. Bene!!
Tutto sommato me la cavo, considerando che comunico senza problemi. Devo abituarmi agli accenti e alla velocita' (devo farmi ripetere le cose, ma nessuno sembra considerarlo un problema)e devo uscire dalla fase intermedia linguistica: per intenderci, quella che mi fa dire cose che non sono ne' italiane ne' inglesi e mi fa sentire un po' svanita!
Fortunatamente ieri ho conosciuto solo Language fellow delle altre lingue studiate a Vassar: Eva, francese, una delle poche "PC girl" qui (e infatti e' europea) e Katia, russa, che adora l'italiano e trova fantastico il suono del mio nome (certo, insieme al suono di molte altre parole italiane, tipo "tagliatelle", ma fa niente).
Giovanni, studente a Siena, mi ha fatto da cicerone e mi ha spiegato un po' di cose. Ah, anche lui studia Comunicazione (fa una tesi sulla radio digitale) e - sorpresa sorpresa! - anche lui ha un blog.

Questo posto mi ci voleva: scoiattoli nel parco, una stanza bianca tutta mia, concert jazz tutti i venerdi'...ah, e qui nessuno mi guarda come se fossi un alieno quando dico che faccio una tesi sui blog. Son soddisfazioni, sappiatelo.

Quando arrivi scrivi!

Spiegazione del blog:
sono dall'altro lato dell'oceano e non posso scrivere milioni di mail a tutti. Quindi magari e' carino che tutti possano vedere quello che faccio. E poi, diamine, un blog e' il minimo, dato che ci faccio la tesi ed e' grazie a questo che sono finita qui!! Vi tocca, insomma!

Spiegazione del nome del blog:
1. storie di Vassar. Che poi sarebbe questo college dove passero' i prossimi mesi.
2. ...e anche (ma forse soprattutto): vai a Vassar a studiare? storie! Della serie "E chi ti crede?"

Avvertenze al blog:
molti di voi sapranno come usarlo, molti di voi possono imparare, non ci vuole niente. Se avete problemi scrivete pure. E lasciate commenti, please!!

mercoledì, agosto 31, 2005

Lostaholic

Sapevo che sarebbe andata a finire così, lo sentivo sin da questo post (e da quelli che lo avrebbero seguito) che mi ha instillato curiosità.

Lo sentivo quando leggevo i commenti in giro sul web. Lo sentivo a marzo quando mio fratello ha cominciato a seguirlo. E poi quando ha cominciato a tartassarmi ogni singola volta che tornavo a casa affinchè io facessi altrettanto.

Abbiamo gli stessi gusti su queste cose, io e mio fratello. Ed è esattamente per questo che ho simulato disinteresse, perchè sapevo che una volta cominciato non avrei più potuto smettere. Ora, a cose fatte, in questi giorni ho ceduto: mi sono sparata tutta la prima serie di Lost e, ovviamente sono anch'io "nel tunnel" delle mille domande che la fine della serie ha lasciato.

Ovviamente attendo con ansia la seconda stagione.

Meno male che c'è EmmeBi a darmi qualche certezza.

N.B. noto dalle pubblicità su Rai Due che trametteranno Desperate Housewives da lunedi 12 settembre in prima (!) serata...non l'avrei mai detto, davvero. Secondo me ne ricaveranno vantaggi di audience...figuriamoci le polemiche e la pubblicità che ne verrà fuori quando si arriverà, che so, a capire quali sono gli effettivi problemi di Bree e suo marito...(poi sbatteranno la serie in seconda serata, ne sono quasi sicura)

lunedì, agosto 29, 2005

Paura, eh?

Fobie che mi assalgono di tanto in tanto quando penso che sto per partire:

- se gli americani parlano troppo veloce e non capisco quello che dicono?

- se gli americani hanno una pronuncia assurda e non capisco quello che dicono?

- se mi perdo nel campus? (il mio senso dell'orientamento è inversamente proporzionale alle dimensioni della città dove mi trovo: ecco perchè non temo di perdermi a NY ma ho delle remore ad addentrarmi da sola nel centro storico della mia città)

Fobie che gli altri cercano di instillarmi (senza successo per fortuna):

  1. categoria "Ma non hai paura a viaggiare da sola?"

    - e se ti succede qualcosa in aereo?

    - e se ti succede qualcosa all'immigrazione?

    - e se ti succede qualcosa a Roma il giorno prima che tu parta?

    - e se ti succede qualcosa a Londra mentre fai scalo?

    - ma tu arrivi a New York...ci pensi quanto è pericoloso?!

  2. categoria "Frivolezze varie ed eventuali"

    - e se vicino a te è seduto un grassone e non ce la fai dormire (copyright Tirannoz)

    - e se il cibo fa schifo e ingrassi?

    - e se il cibo fa schifo e dimagrisci?

  3. categoria "Assurdità"

- e se poi non vuoi tornare? (come se potessi avere paura di una simile eventualità)

venerdì, agosto 26, 2005

Metterci la faccia

Ho uno strano rapporto con le nuove tecnologie. In generale mi piace informarmi e usarle, se la cosa non è troppo tecnica (tipo, è un secolo che vorrei mettere mano al template, ma chi ci capisce nulla?!). Ma ho il costante terrore di fare danni e/o di risultare impedita. E così rimando da un sacco di tempo cose che mi piacerebbe fare e che sono in realtà semplicissime.

Oggi ho dato una svolta alla pigrizia-timore-procrastinazione. E quindi here it is...il mio Flickr!

Update:...e Google Talk

giovedì, agosto 25, 2005

Lettere da una vacanza /3

Rivelazioni. Patologico: basta dire che cambi continente per qualche mese ed ecco che le persone si sentono in dovere di confessarti torti che ti hanno fatto. Ne faccio volentieri a meno, dal momento che non vedo l'utilità, ad esempio, delle parole di una persona che non sento e non vedo da molti mesi (per una mia precisa scelta, peraltro) e di cose analoghe. Fossimo in un teen-telefilm avrei almeno ricevuto qualche dichiarazione a sfondo sentimentale. Invece no. L'età adulta, uffa!

Soul kitchen's curse. Nei commenti a questo post un certo blogger ha detto "Prometto di non odiarti per il fatto che vai in vacanza. Tanto pioverà! ". Inutile che vi dica come è andata finire la mia permanenza sul Gargano (e il giorno che ho trascorso sul lago di Garda). Suz, il prossimo anno che devo fare? Sacrifici umani?

Treno. Viaggiare in treno è una cosa che faccio di frequente e di solito porta esperienze spiazzanti. Tipo il treno che ho preso da Bologna a Trento in cui si sentiva parlare solo tedesco. E soprattutto il treno che ho preso da Trento a Bologna in cui si sentiva parlare solo cinese (giuro, nel vagone dove mi sono seduta eravamo solo due italiani). Il treno per andare sul Gargano, invece, era esattamente come al solito, quello sempre strapieno che prendo per tornare a casa. L'unica novità è che per la prima volta ho trovato qualcuno proveniente dall'altro versante dell'Italia. Nella fattispecie, ahimè, un genovese di mezz'età. Ahimè, non perchè fosse genovese, ma genoano. Non è difficile immaginare con che discorsi mi abbia stordito nei tre quarti d'ora in cui siamo rimasti bloccati in corridoio.

Viaggi. Negli ultimi due mesi ho girato parecchio. Sei regioni, due laghi, mare e montagna ("E lo dici pure? E allora la Soul kitchen's curse te la meriti!!"). E ora siamo a 'meno due settimane' alla grande partenza.

Fine dei resoconti vacanzieri. Continua l'anno prossimo...

(Anche se in realtà dovrei sperare il contrario. Il non avere ferie significherebbe avere un lavoro, per cui...)

Microcosmo

Per qualche giorno sono l'unica occupante di casa mia. Insolitamente vuota. Silenziosa.

In certi momenti mi sento come quando, bambina, venivo lasciata a casa da sola ed era come avere un piccolo mondo a mia disposizione. Ora non c'è la "trasgressione" di cercare, che so, i dolci nascosti o andare a letto più tardi dell'orario stabilito. Ora si fanno le ore piccole a sfinirmi gli occhi sulla tesi, a scaricare canzoni e a ruminare gli ultimi mesi (senza fare bilanci, gente, non mi riconosco più) in attesa del salto del continente.

Il salto del continente è sport che andrebbe comunque praticato almeno una volta nella vita. Il magnifico effetto positivo che ha avuto su di me è quello di riuscire dove anni di forza di volontà hanno fallito: vivere il momento senza preoccuparmi del futuro. In altri tempi sarei stata terrorizzata dal cambiamento radicale e più ancora dal cambiamento di quello che lasciavo.

Ora, curiosamente, anche se, i dubbi, le domande, le questioni in sospeso aumentano di giorno in giorno non devo fare nemmeno uno sforzo per farli andare in quella sorta di contenitore praticamente a tenuta stagna con su scritto "Apri al tuo ritorno" (non prima di Natale, quindi). Viene naturale, così come viene naturale camminare a piedi nudi sul pavimento freddo (ha ricominciato a far caldo appena sono tornata dalle vacanze o è una mia impressione?) e riguardare gli ultimi mesi con ritrovata serenità e districare tra i quintali di parole e preoccupazioni quelle piccole cose buone che ho trovato, capito. Mio malgrado, contro quelle che ormai sono abitudini più che convinzioni.

Tempo e spazio sono le necessità, ed è meno banale di quanto possa sembrare.

martedì, agosto 23, 2005

Lettere da una vacanza /2

Segue da qui.

Impresa. La scalata sulle Dolomiti del Brenta, dal lago di Molveno fino ad arrivare qui. La scalata era abbinata a uno degli eventi della rassegna "I suoni delle Dolomiti". Che è stato bello (un po' breve), per carità. Ma la fatica della scalata (da 1300 a 2500 metri!!) sarebbe stata compensata in ogni caso dall'essere svegliata dal primo raggio di sole e dalla visione dell'alba: le cime che spuntano tra le nuvole e il sole che riempie tutto.

Mattia. Bambino di un paio d'anni che ha allietato le nostre giornate in Toscana. Oltre alle funzioni vitali Mattia esprimeva se stesso in un'unica attività: piangere. Perchè aveva fame, sete, sonno, voglia di giocare e qualunque altra cosa. Diventato sinonimo di "incredibile rompiscatole". Una sola cosa era peggio di Mattia: il padre supercafone dalla voce tenorile e dal multiforme ingegno in termini di bestemmie, come nella migliore tradizione toscana (sempre al telefono, chissà con chi parlava). L'unica cosa ripetibile è "testa di 'ofano"(cofano). Il che ci ha fatto supporre che fosse un meccanico. Dico supporre, perchè poi ha ignorato evidentemente i nostri saluti, figuriamoci parlare.

Nuovo corso del mondo. Non so interpretare in altro modo i segni che mi arrivano. La mia coinquilina superriservata si è fidanzata con uno dei corteggiatori. E ha sorprendentemente scelto quello "lontano" (spagnolo, nella fattispecie). Per la cronaca, quello per cui facevo il tifo.

Ossessione. Quella che ho da mesi per New York. Che si manifesta in varie forme. Tipo chiedere consigli su guide da comprare, informarsi sulle tipologie di guide, chiedere informazioni sui precedenti viaggi a New York, fermarsi ore in ogni libreria a guardare guide su NY. Senza comprarne nemmeno una. Quasi nessuno tra le persone che frequento abitualmente è stato a New York, pare. Ma mi si affaccia il dubbio che qualcuno si sia "dimenticato" di esserci stato. Chissà perchè.

Persone. Sara, ottima padrona di casa a Trento. Silvia e Corrado, compagni di scalata. Ale e i suoi amici, fantastici come al solito. E Ilaria che mi ha fatto sentire così a mio agio da farmi domandare se per caso non fossi nata in Piemonte e vissuta in quella casa da sempre. I compagni di viaggio sono sempre fondamentali.

Continua...

Nuove tecnologie...a scoppio ritardato

Sono una persona paziente su molte cose.

Su altre invece mi innervosisco facilmente. Ma, a parte i presidenti del Senato che dicono che la muticulturalità è una cosa sbagliata e usano il termine "meticcio" come non si usava dai tempi del Far West, il massimo è raggiunto quando c'è da chiamare un call center o un numero di assistenza clienti per poi scoprire che ne so più dell'operatore. Lo trovo concettualmente inammissibile.

L'apoteosi però si raggiunge in casi come quello odierno. Il telefono di Casa Sud non dava segnale. Abbiamo pensato a un blocco della linea e abbiamo chiamato il 187. La loro fortuna è stata che la telefonata sia stata fatta da mio padre, il quale ha linearmente spiegato la situazione per sentirsi rispondere: "Com'è possibile?! Lei è connesso a Internet e contemporanenamente ha la linea telefonica libera?!".

Il genitore, serafico: "Certo, ho l'ADSL. Da tre anni."

Quando dopo tre minuti è stato palese che l'operatore non credeva all'esistenza dell'ADSL, o meglio, alle possibilità che offre ("Lei riesce a fare questo da tre anni!!"), senza peraltro degnarsi di risolvere il problema, stavo già dando chiari segni di insofferenza.

Ci sono voluti altri quindici interminabili minuti perchè se ne facesse una ragione e capisse che il problema era appunto il blocco della linea. Ha sbloccato la linea, l'operatore. Senza ricevere insulti. Io ero dall'altra parte della casa, solo per questo

lunedì, agosto 22, 2005

Lettere da una vacanza /1

E intendo proprio singole lettere dell'alfabeto. Per illustrare e sintetizzare la mia vacanza (chè ho la tendenza a essere logorroica, si sa). Ehi, ovviamente non c'è una voce proprio per tutte le lettere dell'alfabeto.

Abbronzatura. Indiscutibile. Ottima e abbondante. Dopo un mese in giro tra mare e montagna mi sembra il minimo.

Chiesa cattolica. Sto seguendo con attenzione e un po' di scetticismo (e non molto costantemente) gli inizi del nuovo Papa. Il giorno di Ferragosto sotto le mie finestre è passata una processione. La presenza di una banda paesana al seguito non mi ha molto colpito. Sono rimasta invece un po' preoccupata dal fatto che abbiano suonato la "Marcia di Radetzky" (non sto scherzando)

Espiazione. La mia pigrizia (vedi P) che negli ultimi dieci giorni mi ha portato a scendere in spiaggia con molto comodo è stata punita con il Corriere come unica fonte di informazione. Colpa di RCS che lo fornisce a chi compra La Gazzetta dello Sport. Colpa di mio padre che in spiaggia legge La Gazzetta dello Sport. E soprattutto colpa mia che mai, dico mai, mi sono alzata prima.

Fuga. Quella dei miei neuroni. Tutti i tre. (A onor del vero ne è rimasto uno part-time, vedi G)

Gialli. L'unica forma di lettura che mi sono concessa, l'unica forma di lettura di cui sono stata intellettivamente capace dopo un anno in cui mi sono spremuta. Noto con un certa soddisfazione che ho indovinato la soluzione di tutti e tre. Il che mi induce a pensare che ho trattenuto tutte le informazioni sui gialli letti. Se gli altri neuroni non tornano resteranno solo quelle.

Coming soon...le altre

lunedì, luglio 25, 2005

Il teorema di Condorcet

Sempre Sunstein sul blog di Lessig:

"In his fun and illuminating book, The Wisdom of Crowds, James Surowiecki emphasizes another method of aggregating opinions: ask a lot of people and take the average answer. In many cases, this method seems to work magically well. . Often the average answer of a large group is right on the mark. Surowiecki doesn't explain why this happens, but the answer lies in the Condorcet Jury Theorem."

Per il teorema di Condorcet se hai un gruppo di persone e ognuna ha più del 50% di possibilità di avere ragione, la probabilità che la risposta media sia giusta si avvicina al 100% quanto più cresce la dimensione del gruppo in esame.

"Here's a problem, though. If group members are less than 50% likely to be right, the likelihood that the average will be right approaches ZERO as the size of the group increases."

Di più, spesso si tende a portare un grosso numero di argomenti a favore dell'idea condivisa e molti meno argomenti che potrebbero andare contro. Il risultato è che le conversazioni (virtuali e non) tra persone che la pensano allo stesso modo finiscono per portare avanti un'idea più estrema di quella di partenza.

lunedì, febbraio 28, 2005

Chi sono

Da alcuni anni mi dedico alla consulenza nell'ambito della comunicazione per aziende, pubblica amministrazione, politica e no-profit.

Sono editor europeo di Personal Democracy Media e scrivo per TechPresident, magazine online internazionale che analizza l'impatto della tecnologia su politica e società.

Ho collaborato con Diritto Di Sapere, una Ong che si occupa di accesso all'informazione, e tradotto Le cose cambiano, raccolta di testimonianze contro il bullismo omofobico.

Nel 2011 ho pubblicato "LinkedIn. La rete per trovare il lavoro dei sogni" e nel 2013 "Facebook e la comunicazione politica" per Apogeo Editore. Collaboro con l'Unità, SkyTG24 e altre testate.

Nel 2005 sono stata Research Fellow presso il Vassar College di New York.
Lì sono iniziate molte cose della mia vita da adulta, tra cui questo blog.

lunedì, maggio 31, 2004

Del giornalismo (e dei giornalisti)/ 1

Capisco che un giornalista qualche domanda debba pur farla.
Specie se la notizia è di quelle che ti danno la prima pagina o i primi servizi al telegiornale.
Specie se durante il servizio devi far vedere che intervisti la gente del luogo, che rincorri chi conosceva la persona in questione.
Specie se non puoi fare a meno di cercare, strappare qualche briciola di notizia su come fosse questa persona, perchè altrimenti come li fai tre-quattro servizi su uno stesso argomento, occupando mezzo telegiornale?! E sì, signor giornalista, qualcosa dovrai pure inventartela, capisco...

Ma, dico, in casi come questo è davvero necessario porre domande del tipo: "Era un ragazzo ottimista?"(tg1 odierno delle ore 13.30)

Propaganda

Altro che editoriali, come sostiene giustamente Antonio Dipollina sul suo blog.

Se tutte le propagande fossero così questo periodo elettorale non mi provocherebbe tanto fastidio, nonchè crisi di sconforto nel pensare che i magici ideatori di cartelloni&affini potrebbero essere miei "colleghi"...

giovedì, maggio 27, 2004

Ieri mattina in un impeto di efficienza ho messo un promemoria per ricordarmi di guardare Rai Educational alle 8 e così ho fatto, tra la preparazione della colazione e l’inizio di un tentativo di giornata produttiva.
[nota: credo che Rai Educational sia l’unico programma che danno senza pubblicità – e dura un’ora e un quarto! – per motivi imperscrutabili]

L’argomento era l’assassinio di Walter Tobagi, giornalista ucciso il 28 maggio 1980 da un gruppo terroristico che, pare, voleva accreditarsi presso le Brigate Rosse.
Erano gli anni in cui anche le “regole” del terrorismo sembravano non valere più, in cui le BR uccidevano anche gli operai che, come Guido Rossa a Genova, si dimostravano ostili (Rossa aveva denunciato un altro operaio che distribuiva volantini di propaganda dei terroristi).

Ci sono tante cose che mi hanno fatto rabbrividire nel vedere i filmati, sentire le storie: l’ottusità e la mancanza di collaborazione reciproca di chi aveva il compito di indagare, la freddezza di questi ragazzi della borghesia milanese diventati terroristi, la lucidità con cui uno di loro spiega che “la vita umana era diventata variabile politica”.

Ma ancora, più di tutto, vedere un reo confesso che viene liberato in aula (il capo del gruppo terroristico sconterà meno di due anni, in base alla legge sui pentiti) e la gente che urla, indignata.

Non perché l’uomo, Marco Barbone, è un assassino che ha ottenuto la libertà vigilata.

Ma, nelle loro parole, perché è un verme, perché ha confessato. Perché ha tradito.

venerdì, maggio 21, 2004

Un caso?

Titolo di Repubblica (cartaceo, che non ho ancora avuto tempo di leggere stamttina): "Iraq: la svolta c'è, restiamo".

Saremmo rimasti anche senza svolte vere o presunte, perche SB dice che "siamo alleati fedeli del popolo con la bandiera strips and stripes" (e poi parla di inglese nelle scuole), no? E poi perchè l'Onu, perchè non siamo in missione da crocerossine (?!?) eccetera eccetera.

Se permettete, la svolta è che il centrosinistra presenta una sola mozione, voto compatto.

E non è un caso che il commento affidato a Curzio Maltese sia sotto la dicitura "Il caso". Dalla coalizione che ci ha messo non si sa quanto tempo per decidere con quale preposizione essere uniti (uniti NELL'Ulivo? PER l'Ulivo? CON l'Ulivo? SULL'Ulivo?...) non è che mi aspettassi particolare unità.

Meglio così. Ma quello di oggi sarà un caso o sarà il caso?

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lunedì, maggio 17, 2004

Inner world

Mostra di Chagall alla GAM di Torino, meta della mia mezza giornata solitaria nel corso della trasferta piemontese di due weekend fa.

Molto apprezzata, davvero. La scoperta di un artista dalle forti suggestioni, che usa colori che restano impressi negli occhi e più dentro. Il blu e il rosso.

Un’altra persona mi ha detto che la mostra non le è piaciuta granché per la ricorrenza ossessiva di alcuni temi, dei cavalli e delle figure animali, di sposi ecc. Io ritengo che spesso sia la più o meno consapevole condanna di un’artista. Nel senso che i temi di Chagall, per quanto filtrati e non sempre immediati, sono la diretta conseguenza della sua vita, delle ossessioni, del dolore della sua vita. E credo sia comune agli artisti, forse tutti.

Per coloro che si esprimono attraverso le arti figurative la percezione della cosa è più immediata, tutto lì. Con le canzoni siamo “distratti”, la recitazione è una forma d’arte molto più mediata perché vi concorrono varie persone in ogni caso (sia se parliamo di cinema che di teatro)

Da ultra profana con scarsa competenza approccio all’arte prettamente emozionale, penso che un artista è il modo in cui cerca di comunicare quello che ha dentro, il suo mondo. Ed è una persona che sente l’esigenza, l’urgenza di farlo. O almeno così la vedo io.

venerdì, maggio 14, 2004

FieraLibro (si fa per dire...)

Tra domenica e martedi sono stata a Torino, alla Fiera del Libro e poi in giro per la città.

Sono indefinibile.
Inqualificabile.
Infatti sono, credo, l'unica persona al mondo in grado di passare due giorni alla fiera del libro, in perenne sindrome di Stendhal...e tornarsene, non solo senza libri, ma...con un cd!!!
Jazz.
I miei neuroni non riescono mai ad avere un ordine logico che sia uno, mi ci sto rassegnando...

Comunque sia, per la cronaca e per darmi una sorta di giustificazione, pare che questo uomo, o trombettista che dir si voglia, sia bravo davvero...vedremo...se vi va date un'occhiata...(o un ascolto...che è meglio).

[n.b. pare che attualmente il trombettista di cui sopra suoni con Sergio Cammariere e il suo gruppo]

venerdì, maggio 07, 2004

Mentalità da televisione

Prendo atto che le mia coinquiline sono reality show addicted.

Prendo atto che le mie coinquiline sono anche mie amiche, ed è il motivo per cui non "sbarello"(se mi si passa il termine) a codesta sovraesposizione.

Prendo atto che il mio corso di linguaggio radiotelevisivo è, ahimè, molto più comprensibile se mi soffermo a guardare determinate aberrazioni televisive.

Quindi spirito analitico, occhio critico, denti stretti per sopportare il dolore e...sopportiamo il sopportabile!! Nella speranza che serva a qualcosa...

Dunque. Analisi.

“Amici” di Maria De Filippi (già il pensiero mi ripugna).

Una ragazza, tipologia bionda svampita, aspirazioni: ballerina.

Ad un certo punto corre il rischio di cadere da una pedana alta alcuni metri. Scoppia a ridere per sdrammatizzare.

Poi la frase. ”Se cadevo andavamo su Striscia la notizia e su Paperissima l’anno prossimo”.

Nessun pensiero a un’eventuale caduta, ospedale, danni fisici, timore di compromettere eventuali carriere...

Esempio di tipica mentalità televisiva?

[nota del comitato per la resistenza alle schifezze televisive:
Oggi dalle 8 alle 9 del mattino niente Mtv come al solito: alzandomi prima (per altri motivi) mi sono impossessata del telecomando riuscendo a vedere "Omnibus" su La7.
Non so quanto questa mia iniziativa sia stata apprezzata. Pazienza!]

p.s. Pare che il Grande Fratello sia finito ieri sera...via blog non ci sono faccette per esprimere sollievo, mi sa....

...in attesa del prossimo (sur)reality show...

giovedì, aprile 29, 2004

Giochillo

Premessa: non si collega al messaggio precedente sull'umorismo.

Premessa 2: Ok, magari è stupido.

Oppure no - global.

Oppure quel che vi pare.

Magari a qualcuno serve per esorcizzare. O per simpatici fotomontaggi, o per perdere tempo.

Insomma, un giochino della domenica. Non sono mica un servizio pubblico, IO!

Umorismo retroverso

Premessa: non credo che l'umorismo tenda sempre a far ridere. Spesso vuol far sorridere, a volte fa pensare.

Più frequentemente diventa qualcosa di connaturato. Cioè sei così abituato a pensare e parlare e - magari inconsapevolmente - avere (o usare?) un certo tipo di umorismo che a un certo punto non puoi fare a meno di dire certe cose. Magari pensando che sono divertenti per te, mica per gli altri (della serie "rido dentro"). E quindi senza pensare se faranno ridere o no. Insomma, non di sole barzellette vive l'umorismo..

Ho sempre pensato che esistessero due modi di ricezione dell'umorismo:

1. tu fai una battuta (che evidentemente trovi) divertente e gli altri ridono perchè la ritengono tale

2. tu fai una battuta (che evidentemente trovi) divertente e gli altri non ridono, o ridono per cortesia, senza trovarla tale

Ecco, è evidente che mi è sfuggito qualcosa nella mia percezione delle forme di umorismo.

Mi trovo sempre più spesso a dire cose (non serie) che io stessa non trovo particolarmente divertenti, semplicemente perchè mi viene spontaneo, insomma, quella forma di umorismo connaturato di cui sopra. Invece le persone che mi sono intorno le trovano particolarmente divertenti. Cioè non divertenti da sorriso di circostanza. Ridono, proprio.

E io mi ritrovo con una faccia sconcertata e anche un po' seria. Oppure, a volte, sorrido per gentilezza, come le circostanze impongono.

lunedì, aprile 26, 2004

Samuele Bersani gentilmente segnala...

Ieri concerto in piazza Garibaldi a Parma, in occasione del 25 aprile.Bandabardò, Mario Venuti e Samuele Bersani.

Tralascio la parte meramente musicale.
Noi non potevamo vederlo, perchè eravamo al concerto in piazza, appunto, ma su Rai 1 Domenica In trasmetteva un'intervista a Donato Bilancia, serial killer condannato per aver ucciso 17 persone. Tra l'altro (almeno stando a quanto ho letto ieri su Repubblica), pare che ci siano registrazioni in cui Bilancia ammette l'intera colpa e afferma di avere intenzione di mettere in atto strategie per far credere di avere avuto dei complici e farsi credere pazzo per poi avere modo di farsi ricoverare in qualche istituto e uscire prima del tempo.

Possibile che pur di battere il baraccone circense di Costanzo su Canale 5 si arrivi a questo?

Dare spazio, popolarità (e soldi) a una persona che non chiede altro? Perchè, si sa, i personaggi, finchè restano tali, sono quasi intoccabili...

"Nel bene o nel male, l'importante è che se ne parli...".

Appunto.

Rodari

Un punto piccoletto,
superbioso e iracondo
"Dopo di me - gridava -
verrà la fine del mondo!".
Le parole protestarono:
"Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e-basta,
e non è che un Punto-e-a-capo".
Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.


Gianni Rodari

lunedì, aprile 19, 2004

La frase del mese

Ognuno ha la patologia che si merita.

La verità nella tua mentalità è che la fiction sia meglio della vita reale...

Dicono che è morto da eroe. Se avesse avuto paura la sua vita avrebbe avuto meno valore? La vicenda sarebbe meno tragica?

C'è sempre la spaventosa tendenza a creare personaggi.
Oggi è il turno del bodyguard che affronta la morte con coraggio.

Non ho visto filmati, non so se sia vero, se è possibile che qualcuno mentre scava la propria fossa possa pensare di dire questa frase da Bruce Willis nostrano.

Il che, poi, potrebbe pure essere possibile, chi lo sa cosa si può pensare, dire o fare in situazioni estreme, forse senza nulla da perdere, e comunque senza alcun controllo sulla situazione?

C’è sempre la spaventosa tendenza a creare personaggi.

E così ci accaniamo sulla vita altrui, non importa se vera o presunta tale, se dichiaratamente costruita o accuratamente celata.

Ma poi ci offendiamo nel sentirci chiamare guardoni. In fin dei conti…That’s entertainment!!

La fiction, si sa, è sempre meglio della vita reale.

La porta è sempre troppo lontana dal divano.

Perché alzarsi?

venerdì, aprile 02, 2004

Un'inspiegabile forma di cortesia

Oggi pomeriggio mentre ero in giro sono stata fermata da una di quelle classiche signore che propagandano opuscoli irritanti e vagamente catastrofici. Testimoni di Geova, of course.

Dopo la mia dichiarazione classica "sto andando di fretta" (che casualmente era vera) la signora sembrava aver desistito, ma ecco che mi prende un raptus: sarà la gentilezza della signora, sarà che ha una certa età (è così che ti fregano, dannazione!!), ma mi lascio scappare un "Guardi, se vuole può darmelo, ma devo proprio scappare". Tutto questo SENZA-LA-BENCHè-MINIMA-INTENZIONE-DI-LEGGERLO.

Perchè? Perchè? So benissimo cosa accadrà all'opuscolo, vale a dire guarderò la foto in copertina e butterò il tutto nella pattumiera.

E allora perchè mi sono fatta prendere da questa forma di cortesia verso una persona verso cui umanamente (nel senso di: in quanto essere umano) non ho niente da contestare, ma che concettualmente mi irrita (annotazione a margine non fondamentale)?

Avrei potuto uscirne con educazione in due secondi. Perchè sono stata gentile e più disponibile del dovuto anche se non ce n'era il benchè minimo bisogno?

mercoledì, marzo 31, 2004

Cose che non ti aspetti in un paio di rapide sbirciate televisive

1. Lunedì sera: il programma della Cortellesi non mi ha fatto ridere...sorridere abbastanza, sì. Ma il tutto è risultato abbastanza banale...o forse da un'artista completa come lei, in questo mare di pseudo comicità in cui il naufragare non mi è mica tanto dolce, mi aspettavo di più..

Carino davvero il momento con Fiorella Mannoia, anche perchè quando una cantante riesce a far sembrare "Quarantaquattro gatti"(made in Zecchino d'oro, 1968, NdA) una canzone d'autore tipo tutte quelle che canta di solito....ditemi voi se non è una grande...

2. Martedì sera: io credevo di avere individuato che il ritornello della canzone di Masini che ha vinto Sanremo fosse parecchio (ma parecchio) simile a una canzone della Pausini di cui conosco solo il ritornello...la cosa era abbastanza palese, dato che la cosa si è resa palese al primo ascolto, mentre ero spalmata sul divano, poco interessata e con un occhio mezzo chiuso e l'altro...del tutto (senza contare che conosco quattro canzoni in croce della Pausini...)!

Invece ieri apprendo dalle Iene che c'è addirittura una canzone di tale Mauro di Maggio, uscita lo scorso anno, che ha come titolo qualcosa come "Surf nelle vene" (sic!) e che ha il ritornello identico a quello di Masini (e della Pausini, a questo punto...) e un testo francamente imbarazzante, per chiunque abbia raggiunto l'età della ragione, o presunta tale...

Viste le premesse, e le tristi scoperte(!), c'è quasi da esser contenti che stasera ci tocchi in sorte una banale partita di calcio.

mercoledì, marzo 24, 2004

I can't believe that I endured you for as long as I did

Dalla sentenza di divorzio si passa alla restituzione dei beni.

E così ieri ho recuperato:
- una compilation fatta da me per me stessa e che avevo prestato in un impeto di condivisione (cosa che dovrebbe essere naturale tra amici...quanti impeti sconsiderati e sprecati!!)
- l'unplugged dei Corrs che mancava da casa mia da tre anni
- un cd di Charlie Parker e Miles Davis che non ricordavo di avere

Più sollievo per avere recuperato i miei cd che non altro, ad essere sinceri. Cosa vuol dire? che sto elaborando il lutto?

Niente "figli" di alcun tipo, per fortuna.

lunedì, marzo 15, 2004

I spent my money in paradise...

Sabato sono andata alla Feltrinelli e, per una volta, non mi sono posta limiti - complici, ahimè, gli sconti sui libri Mondadori - e così mi sono regalata ben quattro libri, con tanto di giro in libreria con cestino “della spesa”(piccolo sogno inconfessato)…a volte basta poco (insomma…pur sempre 30 euro!) per farmi contenta…

Uno di questi è la raccolta di poesie di Oscar Wilde , tra cui “La ballata del Reading Gaol” , scritta mentre era in carcere; ricordavo di averla letta al liceo e mi era molto piaciuta...credevo di averla letta tutta e invece no! Quindi ora la rileggerò in versione integrale [sta tornando, prepotente, l'ondata di poesia - inteso come voglia di leggere poesie e assolutamente...mica altro!!]

E poi, alla luce di recenti scoperte, non poteva ovviamente mancare "Vanessa Bell. L'ape regina di Bloomsbury"!!

Ovviamente ho già iniziato a leggerlo. Ovviamente ne sono già entusiasta. Ovviamente già progetto di contattare l'autrice.

Ovviamente ho comprato anche altri libri. A ognuno la sindrome di Stendhal che si merita...

Memo per me stessa medesima: fino a giugno non avvicinarsi a una libreria se si è in possesso di una somma superiore a euro 2(due). O, in alternativa, se non si è imprigionati in una camicia di forza.

mercoledì, marzo 10, 2004

Preparazione spirituale (come spesso la chiamiamo noi)...

...al concerto di Samuele Bersani di domani sera.

BINARIO TRE

Bisognerebbe adesso darsi delle regole
ricordarsi di essere uomini fermarsi e ridere
così tornare a dare credito agli stimoli
allenarsi sulla pertica ad avere i brividi
Bisognerebbe rilassare tutti i muscoli, saltare qualche virgola, buttarsi un po' di più
eppoi provare ad alleggerire il carico
buttando a mare secoli di solitudine
Bisognerebbe non dormire sugli spigoli e in barba anche alla fisica
pensare a testa in giù
rifiutar di esser competitivi al massimo per avere un certo credito, una personalità e non fidarsi degli esperti in ogni genere che sanno come muoversi rispetto alla realtà
che spesso poi fan schifo a vivere, non riescono ad ammetterlo e si piacciono moltissimo così
Qualcosa come innamorarsi a Napoli sotto le nuvole volate via
lasciarsi in faccia ad un tramonto storico spuntato a Rimini al binario tre
È un occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi
per poi pensare sulla scala mobile che è bello vivere ed è così…
Bisognerebbe dare al fegato un motivo per contorcersi e non perdere la sua elasticità non stare lì ad accontentarsi degli spiccioli
gli spiccioli
dell’anima del cuore e delle
idee,
ma accumulare capitali a passi piccoli fatti di ricordi che non dicono bugie, condizionati dagli anticipi e i ritardi che ci cullano a miliardi verso la felicità
Bisognerebbe grattuggiare tutti gli angoli e finalmente sferici,opplà, buttarsi giù
rotolare in una corsa inarrestabile, una cosa da vertigine, a sfidar la gravità
Frenare solo un metro prima di cadere giù dal mondo alzarsi in piedi
e di colpo lì per lì
illuminarsi di un amore che era scritto non so dove, non so come sia arrivato fino qui
Qualcosa come innamorarsi a Napoli sotto le nuvole volate via lasciarsi in faccia ad un tramonto storico
spuntato a Rimini al binario tre
È un occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi
per poi pensare sulla scala mobile che è bello vivere ed è così…

Weekend a Urbino

Viaggio semiavventuroso, con treni in ritardo e corriere in ritardo. Sia all'andata che al ritorno. Perchè o la sfiga è sfiga fino in fondo...oppure la maledizione ferroviaria che Stefano mi ha lanciato funziona...

[Consigli per il viaggiatore: menzione speciale per i bagni pubblici di Pesaro, a poche decine di metri dalla stazione (non i bagni della stazione!!), pulitissimi, come a volte neanche i bagni di casa…]

Urbino. Così piccola che sta in una mano. Per il resto carina come me l’aspettavo e con scarsa vita sociale come me l’aveva descritta Rossella.

Niente visita a Palazzo Ducale e alla casa di Raffaello per motivi di tradizione pre-laurea.

Io vorrei proprio sapere chi è che ha inventato queste storie che impediscono a chi studia in una città, e magari ci vive per anni, di visitare monumenti significativi. E così chi studia a Parma non può visitare il Battistero, chi studia a Siena non sale sulla torre del Mangia (se non ricordo male) e così via…Vabbè, più che altro vorrei sapere perché.

Qualcuno potrebbe obiettare che nessuno lo impedisce effettivamente, che sono superstizioni e cose del genere. Chiaro, io per prima non ci credo. Però sulla Torre degli Asinelli non sono mai salita. Perché in tempi prosaici, dove le tradizioni contano sempre meno (e a ragione molto spesso) ogni tanto mantenere qualcosa che appartenga “alla memoria (storica?)” può essere non solo affascinante o naif, ma anche doveroso. Non sto parlando solo di queste tradizioni universitarie, ovviamente.

Lunedì. Ritorno a Bologna. Neve anche qui. Mau è tornata sabato da Zanzibar…lunedì pomeriggio tra libri e negozi con doveroso resoconto delle sue due settimane in Africa…curioso doversi preoccupare di mantenere l’abbronzatura a marzo… soprattutto perché qui è più inverno che mai e continua a nevicare!! Fossero tutti così i problemi… Anche io sento da un po’ di tempo l’esigenza di cose nuove, stimoli, cambiamenti radicali…Ma non sempre si può partire per un altro continente…

Conrad Brean diceva sempre: “ci sto lavorando”.

Martedì mattina. Mercoledì mattina. Finalmente è uscito il sole.

lunedì, marzo 01, 2004

Vanessa Bell e il mio piccolo successo personale

Anni fa ho realizzato una tesina su Virginia Woolf e Vanessa Bell, sua sorella, una pittrice.

Un paio d'anni dopo ho realizzato un sito dove ho messo parte di quel lavoro (avevo scritto l'originale in inglese e tradurre tutto sarebbe stato abbastanza lungo) ...lo trovate fra i link.

Oggi, facendo una casuale ricerca su Google con le parole "Vanessa Bell" scopro che non solo il mio sito è al secondo posto ma anche che la Biblioteca Nazionale di Napoli lo consiglia come approfondimento in relazione a un libro sulla pittrice!!!

Piccole soddisfazioni...